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martedì, 19 febbraio 2008  

Il nostro candidato

La candidatura del mio amico Zinga langue.

Come riportato in un post di qualche giorno fa si è candidato premier e ha deciso di correre da solo, come (ad oggi) almeno un’altra mezza dozzina di persone (che però stranamente hanno molta più risonanza mediatica di lui).

Ha già preparato un paio di discorsini, ha scelto il colore dominante della sua campagna (il pervinca era rimasto libero).

Noi abbiamo cercato di dissuaderlo, ma lui non si è convinto e allora lo aiutiamo: attualmente stiamo lavorando al programma di governo.

Per lo slogan e il simbolo c’è ancora qualche incertezza e questo blocca la stampa di manifesti e volantini (intanto abbiamo comprato le cartucce della stampante).

Qualche incertezza ancora nella formazione della lista, che per ora ha un nome solo (noi tutti vogliamo fare le eminenze grigie).

Il problema del simbolo è che vogliamo infilarci troppe cose: le colline, il mare, gli operai, la salute, il sorriso, il sole la lune le stelle, il tricolore (ovviamente), l’antifascismo, la libertà, ecc. In pratica vorremmo condensare un affresco michelangiolesco in due centimetri e mezzo di diametro.

lunedì, 18 febbraio 2008

 

Lo stato misero dell’arte

Questo tale, Cecchini, dice di essere un futurista.

Ho l’impressione che a scuola sia arrivato (come tutti) al futurismo a giugno e poi non sappia cosa c’è stato nell’arte negli ultimi ottant’anni; così ha scelto il movimento artistico più recente che conosce (un futurista demodé…) Oppure ha scelto l’unico movimento che non gli sembrasse “di sinistra” (ma allora, se proprio non voleva ricorrere al neo-futurismo, perché non fondare un qualcos’altro, una cosa nuova? mah)

Insomma questo tale, Cecchini, è venuto fuori tingendo di rosso la fontana di Trevi, che era una bella idea, spettacolare ed esteticamente d’effetto: sembrava un tardo lettrista-situazionista, ma insomma era un bel gesto. (Apprezzabile la scelta di usare una tinta che non facesse danni, un po’ debole la motivazione della protesta contro la festa del cinema veltroniana: una scusa decisamente al di sotto della qualità dell’opera.)

Sull’onda del successo della prima performance si è esibito nel gesto delle palline colorate a Trinità dei Monti. Un po’ di maniera, è passato dal buono al sufficiente. L’impressione è che volesse cavalcare il successo della fontana rossa, più che avere una “urgenza espressiva”.

La terza uscita pubblica (di notorietà nazionale) è stata l’esibizione e pittura di quattro ragazze in topless in un caffè di Firenze per una campagna referendaria locale.

Un peccato: è apparso chiaro che la fontana rossa era stato un caso fortuito e non talento, che il sedicente futurista si è montato la testa (e gliel’hanno montata) e non ha granché da dire.

Ci si poteva aspettare un lancio di qualcosa (volantini, soldi) dal campanile di Giotto, il montaggio notturno di sagome di vagoni tranviari alti cinque metri qua e là per il centro, la posa di binari ferroviari all’interno del Duomo (tanto per rimanere nel prevedibile). Invece è rimasto all’idea più squallida: la mostra di tette. Che tristezza!

Peccato: c’eravamo illusi che si fosse manifestato un talentuoso ignorante, invece è solo un presuntuoso ignorante.

domenica, 17 febbraio 2008

 

Arrampicarsi sulla sofferenza degli altri

Giuliano Ferrara ha tirato su un polverone con una campagna sull’aborto.

Ha detto di essere espressione di un movimento.

Ha annunciato di volersi presentare alle elezioni.

Ha accettato di confluire nelle liste di Forza Italia.

 

Dottor Ferrara, ma se chiamava Berlusconi e gli chiedeva un seggio in parlamento lui Glielo dava senza problemi! L’ha già fatta ministro una volta, si figuri se Le negava un posto alla Camera! Non c’era mica bisogno di fare tanti guai! E casomai la prossima volta gli telefoni: non strumentalizzi la vita e la morte degli altri per una Sua poltrona.

 

PS: è stato Flajano a dire che in Italia la linea più diretta tra due punti è l’arabesco?

 

 

Canone e canonizzazione

A proposito del tizio settantaduenne beccato dopo quarant’anni di falsa cecità. Si dice che abbia rubato il lavoro e lo stipendio a un cieco vero, che abbia rubato la pensione e l’assegno di accompagnamento, che sia un vergognoso parassita della società che (a causa dell’età) non pagherà mai le sue nefandezze. Si accusano persino i medici che hanno firmato i suoi certificati di disonestà e connivenza (o qualcuno, ridicolmente, di semplice incompetenza) e si nota come i medici che certificano le false invalidità non paghino mai.

Ma non si è notato il fatto che questo è avvenuto subito dopo una trasmissione speciale di “Porta a Porta” (programma di approfondimento di temi di attualità, cronaca e politica della televisione pubblica) in prima serata sulla madonna di Lourdes.

Non è una falsa invalidità: è un miracolo di Bruno Vespa.

 

 

Difensori di che?

Preferisco i post ironici e brillanti, che si leggono col sorriso sulle labbra, ma pensando ai bagnaschi e ai ferrara (ho sentito un tg parlare di “il movimento di Ferrara” e mi sono chiesto quanto dev’essere grosso un uomo per fare un “movimento” anche se è da solo) mi è venuta solo rabbia alla notizia di quel neonato trovato morto tra le macerie di un rudere di Genova, ricovero di disperati, e alla sofferenza della madre, chissà dove e chissà in quale situazione di dolore e miseria.

Ecco, l’alternativa alla 194 è questa: i neonati morti o trovati nei cassonetti, la “difesa della vita” porta alle mammane col prezzemolo e i ferri da calza (che i più giovani, grazie a una legge di trent’anni fa, non conoscono più).

venerdì, 15 febbraio 2008

 

Parenti sapienti

Mia zia mi ha preso da una parte e mi ha chiesto: “ma alle prossime elezioni, per non avere di nuovo B. (ometto, per la privacy), chi devo votare?”

Ho provato a dirle che non bisogna votare “contro” ma “per”, non in negativo ma in positivo, non per distruggere ma per costruire.

Ci siamo messi a ridere tutt’e due: “sei sempre il solito sparacazzate.”

 

 

Corron tutti…

Zinga ha annunciato che ha intenzione di scendere in campo: si candida premier e corre da solo (come fan tutti, del resto).

Noi abbiamo cercato di dissuaderlo, di imparentarsi, di desistere, l’abbiamo anche invitato a cena, ma lui nulla, dice che ci sono troppi schieramenti e allora ne fonda uno lui nel quale dovrebbero confluire tutti gli altri.

Per qualche bizzarro motivo però il mondo politico non è in fibrillazione, la foto del nostro non è sulla prima pagina dei giornali (me l’immagino a tutta pagina su Libero con “Pure questo mo’?!” a caratteri cubitali), i telegiornali non chiedono a un portavoce di Berlusconi cosa ne pensa.

Forse perché non lo sapevano (i giornalisti non fanno grandi sforzi per sapere le cose: nessuno gli ha telefonato).

Però ora che l’ho scritto io qui Porta a porta lo chiamerà per forza.

 

 

Papà, cos’erano gli operai?

Io ho un ricordo vago degli operai.

Me li ricordo ai cancelli delle fabbriche: massa indistinta di persone che camminano con le mani nelle tasche del giubbotto, che fumano una sigaretta appoggiate al muro, che fanno capannello a parlare (probabilmente di calcio). Ne ho un’immagine ai cortei di protesta: in tutta blu, a camminare dietro lo striscione col nome della fabbrica, con la bocca aperta nello slogan.

Ora non ci sono più. O meglio, ci sono ma non sono più operai.

Sere fa al programma di Frizzi c’era una signora che “faceva lampade”, e il conduttore le chiedeva “è lei che fa lampade?” e lei ha risposto “Sì, sono io che faccio lampade!” e il pubblico ha applaudito; allora è apparsa una foto della signora in tuta con un pezzo di lampada in mano: “eccola al lavoro! Pensate, fa proprio le lampade con le sue mani!”

Ecco, gli operai erano quelli che di mestiere facevano le cose: lampade, cacciaviti, bottiglie, quaderni, motociclette, ventilatori, ecc. Eppure in televisione non si dice “la signora è un’operaia”, è una parola disdicevole e la signora sarebbe stata pubblicamente umiliata.

Gli operai non esistono più: adesso ci sono tornitori, pulimentatori, persone che fanno lampade e costruiscono automobili, montano turbine e fabbricano lavatrici, ma gli operai non ci sono più.

giovedì, 14 febbraio 2008

 

La Giornata Mondiale di Tutto il Resto

La Giornata Mondiale del Qualcosa è una bella cosa perché ricorda a tutti quella cosa, e ha anche la comodità di essere un’autorizzazione a non pensarci per il resto dell’anno.

Un altro effetto è che le cose diventano paragonabili, avendo ciascuna la sua Giornata, e così a posizionare la Giornata in cui si ricordano le foibe subito dopo la Giornata della Memoria pare che le due cose siano sullo stesso piano, con anche la Giornata Mondiale contro il Fumo, la Giornata Mondiale dello Schiaffo del Soldato e la Giornata Mondiale del Dito nel Naso.

Oggi è San Valentino: il giorno migliore per evitare i ristorantini romantici e uno dei peggiori per non tener conto che c’è chi a queste ricorrenze ci tiene tantissimo.

mercoledì, 13 febbraio 2008

 

Togliessero l’iva da pane e latte, piuttosto.

Ci sono un impiegato, un povero e un riccone.

L’impiegato vive in un piccolo appartamento al pianterreno di proprietà, il povero è inquilino di una casa popolare, il riccone ha un superattico con giardino pensile.

 

L’impiegato paga pochi euro di ICI, il povero non paga niente, il riccone paga molto.

Alla promessa di abolire l’ICI sulla prima casa l’impiegato è molto contento: “yeah! 50 euro risparmiati!”; il povero non è molto contento: “e anche quest’anno il Comune non avrà i soldi per rifare il tetto”; il riccone è scontento perché è comunista.

La promessa di togliere l’ICI è tipica elettorale: è chiara e molto d’impatto. Pensateci.

 

 

La fila buona

In attesa di scrivere il saggio definitivo su quale fila scegliere alla cassa del supermercato, butterò giù qui alcuni fattori di cui tener conto.

Lunghezza (l) – intesa come numero di clienti, ciascuno dei quali dovrà interloquire con il cassiere, farsi ripetere la somma, cercare i soldi o la tessera del bancomat, aspettare il resto, ecc. (un cliente da venti articoli è più veloce di dieci clienti da due articoli).

Altezza (h) – numero di articoli da passare di ciascun cliente.

Portata (p) – velocità del cassiere, in genere le donne sono più veloci, ma non sempre.

Stagionatura (s) – i clienti più anziani sono tendenzialmente più lenti, c’è poco da fare.

Quindi la durata dell’attesa T è una funzione delle sopraelencate variabili (più altre, per esempio le coppie sono più veloci dei singoli, ma con bambini rallentano: la formula esatta me la tengo per il ponderoso saggio, sennò non mi rimane niente da scrivere).

Personalmente però non tengo molto conto di questi calcoli; tendo a scegliere la cassiera più carina: se è veloce bene, se è lenta almeno ho qualcosa di gradevole da guardare mentre aspetto.

 

 

Episcopando

Posso non fare un post sulle scene osé del film Caos calmo?

Non l’ho fatto finora perché non mi pareva una cosa interessante: il film non mi incuriosisce, la questione delle sequenze di sesso mi pare una montatura pubblicitaria. Avrei potuto continuare a fregarmene senonché, proprio quando il polverone sta calando, la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) interviene e allora non posso più esimermi dall’informarmi e fare ricerche (non penso che arriverò al punto di pagare il biglietto del cinema, si rassegnino i produttori).

Se i vescovi italiani avessero passato la cosa sotto silenzio io non sarei indotto a cercarmi le nudità e gli atti impuri della signora Ferrari col signor Moretti.

Viene da chiedersi da che parte stanno.

martedì, 12 febbraio 2008

 

Eh, se tutti…

Il signor Mazzanna è un amante della natura, vota verde, va a lavorare in bicicletta e spenge la televisione (non si limita a lasciare in standby). “Eh, se tutti facessero come me…”

Il signor Mazzanna ama tanto la natura che ha in casa un acquario bellissimo: grande come una vasca da bagno, con due attinie abitate da due coppie di pesci pagliaccio, con due pesci angelo, con altri pesciolini piccoli che non so nominare (lui usa i nomi latini); è tutto naturale, con uno scenario di rocce vive, poggiate su uno spesso strato di sabbia corallina arrivate apposta dal Mar Rosso (perché i microrganismi facciano da filtro, niente di chimico), da cui è spuntato anche un piccolissimo crostaceo (“la sabbia viva è così… è viva.”).

 

 

La stessa pappa

Al supermercato ci sono prodotti con marche e sottomarche: la pappa “Icsipsilon” (una cosa qualsiasi) c’è con l’etichetta verde che ammicca al biologico, con l’etichetta blu e oro “deluxe”, con l’etichetta bianca “low cost”, in confezione-famiglia, ecc. È sempre la stessa cosa, ma con prezzi diversi.

È l’impressione che mi facevano AN e FI: due confezioni per la stessa pappa. Perciò la lista unica (e poi, dicono, il partito unico) del PdL non mi sembrano una reale novità a destra: non cambierebbe l’eventuale governo rispetto a quello già visto, non cambierebbe l’eventuale opposizione rispetto a quella già vista.

Come quando si fa un restyling della confezione: ma è sempre la stessa pappa.

 

 

Darwinner

Oggi è il 199mo anniversario della nascita di Darwin: uno degli scienziati più fraintesi dalla cultura popolare.

Festeggiate il Darwin Day informandovi!

Le giraffe non hanno il collo lungo perché si sforzavano ad allungarlo, ma perché quelle col collo corto vivevano poco e peggio e nessuno le invitava in discoteca.

L’uomo non discende dalle scimmie come io non discendo da mio cugino o da mia sorella.

Non è il migliore a sopravvivere e a tramandare le sue caratteristiche alla specie, ma il più adatto (come dire “il migliore” nell’ottica della selezione naturale è “il più adatto”): mettete un energumeno muscoloso e violento e un raffinato poeta a contendersi il cibo, per esempio.

Eccetera, eccetera.

(Prendete qualche buon saggio e leggetelo, devo dirvi tutto io?)

lunedì, 11 febbraio 2008

 

Noi antropomorfi

Quelli del modello HS 2.0 non sono poi così diversi da noi HS 1.8 che comunque siamo ancora in catalogo.

E già, in certe cose, tutta la serie HS 1 non era dissimile dal resto della produzione della Madrenatura Inc.

Noi 1.8 ci riproduciamo con il semplice scopo di sopravvivere (tramite trasmissione dell’hardware): una volta guastato irrimediabilmente l’individuo il suo meccanismo sopravvive nel nuovo individuo.

Gli HS 2.0 non hanno bisogno di riprodursi meccanicamente, (lo fanno, ma non è indispensabile) perché hanno capito che l’importante è trasmettere il software. E il software si può far sopravvivere anche tramite individui riproducenti altri hardware.

Alla luce di ciò i salti mortali per l’inseminazione artificiale (quando migliaia di bambini potrebbero essere adottati), le costose cure della fertilità, considerare eroina la madre che accetta di morire pur di portare alla nascita il figlio/orfano (trasmettendogli il dna, ma nient’altro), l’importanza capitale del “genitore biologico” forse alla lunga ci sembreranno roba obsoleta, fuori catalogo.

 

 

Sesso e successo fanno rima

Devo fare le mie scuse al Corriere della Sera (che immagino le attendesse con ansia).

Quando qualche giorno fa ho fatto un post sulla signorina carioca non vestita d’alcunché (uso questi giri di parole per non speculare sui ricercatori di foto osé di belle pulzelle latinoamericane), il mio contatore giornaliero ha avuto un’impennata sforando addirittura nell’inesplorato territorio delle due cifre. In particolare mi avvio a essere riconosciuto come una delle autorità indiscusse in fatto di coprisesso (parola che da sola mi ha procurato più visitatori che in tutto il mese precedente e che quindi ripeto qui furbescamente).

In quel post prendevo in giro il serio e autorevole quotidiano milanese per l’uso di questi trucchi al fine di aumentare i contatti, ma devo dire che questi trucchi funzionano e perciò da oggi in poi qua e là nei post spargerò furbe parole che attireranno i numerosi adolescenti erotomani d’ogni età.

Perché, come al Corriere, a me non importa la mia autorevolezza e credibilità, ma solo il numero di contatti (che là porta pubblicità e quindi reddito, a me la possibilità di vantarmi con gli amici al bar).

 

PS: per non deludere i curiosi riferisco qui la definizione del De Mauro: “indumento molto ridotto che copre appena gli organi genitali”.

sabato, 09 febbraio 2008

 

Da che parte si guarda?

A chi non è capitato di sorbirsi la visione delle fotografie di un bimbo appena nato uguale a tutti gli altri e di dover gratificare la neomamma o il neopapà con sorridenti commenti entusiastici?

A me è capitata una quasimamma con una striscia di ecografie del nascituro.

Ho dubitato che la tecnologia fosse un bene.

venerdì, 08 febbraio 2008

 

Buon per l’oro

Prendiamo un metallo qualsiasi, diciamo l’oro che di suo non serve a granché, e mettiamoci d’accordo per definirlo “prezioso”. Spargiamo la voce, parliamone come se fosse il massimo della vita, diciamo che siamo disposti a pagare tanti soldi per averlo e così il suo prezzo sale moltissimo. Quando la cosa è ben consolidata gli speculatori lo useranno come bene rifugio, comprandone grandi quantità per non investire finanze in altre cose (in cui rischiano di perdere), tipo aziende, iniziative, ecc.

Quando questa gente sarà piena ben ben d’oro, all’improvviso diciamoglielo che era tutto uno scherzo, e che l’oro (di per sé) non è particolarmente utile né prezioso.

Che ci si facciano incapsulare tutti i denti.

liczin | 17:37 | commenti

giovedì, 07 febbraio 2008

 

Vite di uno slogan

Che Veltroni copi “yes, we can” da un candidato presidente statunitense non è sorprendente.

La cosa buffa è che prima di Barack Obama lo stesso slogan (in spagnolo s’intende) è stato usato dai rivoluzionari comunisti cubani. “Si, se puede!” si legge qua e là sui muri dell’Avana.

Ora anche per gli spot televisivi è semplice: basta tradurre lo slogan in italiano e sostituire la faccia di Gene Wilder in questo filmato.

mercoledì, 06 febbraio 2008

 

Costume color carnicino

Non c’è un attimo di tranquillità. Il mondo si scalda innaturalmente e il parlamento si scioglie; l’hostess spogliarellista che si scopre (ahah) essere un’attrice, poi Valtere che si impegna a preparare una totale (ma spettacolare) sconfitta elettorale, e adesso una splendida ballerina brasiliana del carnevale di Rio che forse aveva il regolamentare coprisesso, forse no.

Il dubbio amletico che ci giunge dalla homepage del serissimo Corriere della Sera ci costringe all’esame attento di foto e filmati della ballerina accusata: “è nuda? non è nuda? ha il coprisesso? è regolamentare? ha un costume color carnicino?”. La moviola non scioglie il dubbio e allora da capo si esaminano ingrandimenti e ralenti forniti dall’autorevole testata di via Solferino: “è nuda? non è nuda? torna indietro…”

Che stress le notizie!

 

 

Vecchi tromboni e giovani cornette

Leggendo qua e là i blog, e seguendone i link, il giovine blogger provvisorio (io non sono sicuro che questo sarà il mio hobby così a lungo) legge i blog più rinomati, con archivi che risalgono ad anni e anni indietro, con 105 commenti anche ai post tipo “oggi mi prude il naso”; e nota che questi grandi anziani si leggono solo tra di loro, si citano tra di loro, si linkano tra di loro (fanno eccezione per talenti eccezionali, tipo Diaco, di cui amano sparlare). Insomma sono vecchi tromboni esattamente come i soloni nelle università, i politici, i giornalisti, eccetera.

E come nelle università, in politica, nel giornalismo, eccetera i giovani rampanti non sopportano questo comportamento che impedisce loro di raggiungere quelle posizioni e fare lo stesso.

 

 

Quando la serietà di un giornale impone la rettifica di una notizia

Da un po’ di giorni gira su internet un filmatino in cui si vede una bella hostess (tale Stephanie) che si spoglia in cabina di pilotaggio.

Poi un quotidiano inglese ha scovato un secondo filmato in cui la stessa bella hostess si rispoglia in un’altra cabina di pilotaggio.

Poi qualche giornalista vispissimo ha notato che la compagnia aerea è fallita da tempo e che forse il filmato è un falso (forse tratto da un film porno).

Mi immagino la delusione di quelli che hanno visto il filmato credendo che fosse una vera assistente di volo: come ci siamo rimasti male tutti!

Il giornalista vispissimo pensa che gli adolescenti di tutte le età che si sono visti i filmati dall’homepage del suo serissimo giornale (quale serissimo giornale non mette un filmato di spogliarello nella sua homepage?) si interessassero alla cronaca aeronautica? Si è preoccupato della reputazione del giornale?

T’ha detto niente la redazione?

martedì, 05 febbraio 2008

 

Marzianini, attenti!

Avete presente quei racconti di persone che dicono di essere state rapite dagli extraterrestri, portati sui dischi volanti per strane analisi mediche e poi ributtati a terra come stracci usati?

Ecco che ho capito.

Si è sparsa la voce che i terrestri rapiscono i bambini marziani.

 

(questo post ha preso spunto da quest’altro, molto più articolato, che ho letto sul blog di Paniscus, che spero mi perdonerà lo sfruttamento dell’idea)

 

 

Sol di soldi solidi?

Si sente dire nei giorni neri delle borse che “hanno bruciato tot miliardi”.

Nei giorni buoni non si sente mai dire che le borse “hanno prodotto tot miliari”.

La domanda che l’uomo della strada si fa (anche quando entra in un bar, e allora diciamo l’uomo da bar) è: di solito, quando le cose vanno bene, in borsa i soldi li creano dal nulla? Oppure le borse i soldi li bruciano e basta? (In quest’ultimo caso proporrei una moratoria…)

Se io compro un’azione a 100 vuol dire che valuto la società X, se il prezzo scende a 80 vuol dire che la società è valutata il 20% in meno, se invece il prezzo sale a 110 vuol dire che il valore finanziario della società è il 10% in più. Ma la società non è sempre la stessa? Non è che i soldi “finanziari” che si fanno e si bruciano in borsa sono soldi d’aria?

Noi contadini non c’arriveremo mai…

liczin | 12:58 | commenti

lunedì, 04 febbraio 2008

 

Egr. Sig. Samsa, con la presente…

Questa mia a dirvi che lo so che io sia immodesto ma francamente come qualità di scrittura seppure io non rivaleggio con Manzoni Alessandro o Calvino Italo che quanto meno posso dire di scrivere meglio del mio capo che non starò a riportarvi qualche suo brano, che in genere nelle lettere di lavoro si esibisce in grovigli di subordinate senza punteggiatura (o con qualche virgola buttata lì senza sapere perché) che sarebbero già difficilmente sopportabili come flussi di coscienza nel suo diario personale e figuratevi, come risultano in solleciti di pagamento o offerte di fornitura ma per farvi capire il genere è così che ho scritto qui.

Eppure, siccome poi le firma lui, mi tocca scriverle come le vuole lui. Il mio senso estetico dell’italiano mi tocca stordirlo con tecniche di astrazione orientali.

In quei casi mi viene da pensare a Kafka nel suo ufficio di assicurazioni, che scrive un avviso di scadenza e poi se lo vede corretto dal capufficio.

 

PS: Kafka era più bravo di me, è vero, ma io sono più bello e anche più vivo.

 

 

Stavolta niente arca, eh?

Muoiono i coralli nei Caraibi.

I telegiornali dànno questa notizia come curiosità tra la gallina messicana che fa le uova verdi e l’ultimo modello di auto sportiva, sottolineando il danno economico.

Viene da pensare che l’estinzione del genere umano (insieme a quasi tutta la vita sulla terra, forse esclusi alcuni scarafaggi) non sia che il minore dei mali.

domenica, 03 febbraio 2008

 

L’annuncio che il mondo attendeva

Il messaggero ormai anziano grida quando sta ancora pedalando l’ultima rampa, all’entrata in fondo al cortile: “È nato! È nato!” In casa c’è subbuglio, ci si affaccia alle finestre mentre il messaggero, ansante, arriva al portone e lascia la bicicletta a una donna che gli è corsa incontro.

“È nato!” ripete ancora, mentre lui, l’Elettore, si affaccia al portone, ancora in giacca da camera.

Il messaggero gli si accosta: “Il nuovo partito di Tabacci è nato: si chiama Rosa Bianca!”.

L’Elettore resta immobile un istante, poi alza al cielo gli occhi velati di commozione e mormora “Dio, ti ringrazio.”

 

 

Stiro, goal!

A proposito di Pato, giovane calciatore brasiliano recentemente assunto dalla società per azioni Milan.

Ma con quale celerità hanno presentato la richiesta per rientrare nei flussi di lavoratori extracomunitari? E soprattutto con quale velocità hanno avuto il nullaosta?

E poi si dice che la nostra burocrazia è lenta…

Il mio amico Nasica sta aspettando una risposta per una donna delle pulizie e non arriverà per mesi; la prossima volta gli consiglio di richiederla come centravanti.

liczin | 00:23 | commenti (1)

sabato, 02 febbraio 2008

 

Memorie sbagliate

Ricordate quando stavano per aprirsi le frontiere europee in campo finanziario? Erano gli anni ’80: si diceva che la concorrenza avrebbe abbattuto le tariffe delle assicurazioni italiane (le più alte), i costi delle banche italiane (i più alti), le utenze, i prodotti, ecc. (che in Italia costavano incredibilmente più che nel resto d’Europa).

Ve lo ricordate?

Bene, ora dimenticatevelo.

liczin | 19:19 | commenti (1)

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