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lunedì, 24 marzo 2008  

Supereroi statali

L’altro giorno ho visto in televisione Mister Prezzi (lo chiamano proprio così, e rimangono seri con la faccia) e stranamente non aveva né il mantello rosso né la mascherina sugli occhi.

Si tratta di un anonimo signore (se lo vedessi per la strada non lo riconoscerei) che controlla i prezzi delle cose, e se vede uno che ha aumentato il prezzo di una cosa troppo va lì e gli dice “Ehi! Sono Mister Prezzi! E lei ha aumentato questo prezzo del 120% negli ultimi tre giorni!”

Al che quell’altro gli dice “Sì, mbè?”

E lui “Non va bene!”

E l’altro “Ah”.

E lui se ne va via verso nuove avventure…

 

 

Basta sparare cazzate

Cosa c’entra Malpensa con la vendita Alitalia?

Forse che un’impresa del nord (l’aeroporto di Malpensa) non sopravvive senza i sacrifici di un’azienda di stato (che per tenere il doppio hub anche a Malpensa brucia soldi pubblici, cioè tasse dei cittadini)?

Non è che la lega sui manifesti scrive “basta tasse, basta Roma” ma poi pensa che per mantenere Malpensa “bastano le tasse, basta Roma”?

venerdì, 21 marzo 2008

 

Agghiaccianti rivelazioni

Facile parlar male di Berlusconi (lo fa la maggioranza degli italiani: quelli che non lo votano) o di Veltroni (lo fanno tutti gli italiani, specialmente quelli che lo votano), ma a volte bisogna aver coraggio di dire cose che nessuno dice (anche se sono sotto gli occhi di tutti).

Pur complimentandomi con Carolina Kostner per il suo argento ai campionati mondiali di pattinaggio, e anche per i titoli europei e gli altri bei risultati, non posso tacere. Anche se è bravissima, anche se fa tenerezza. Secondo me è bruttina anzichenò.

 

 

Il conflitto di interessi non esiste

Devo aver frainteso.

A proposito di Alitalia, in pratica Berlusconi ha detto che se il governo continua a mantenerla un altro po’ (“prestito ponte”), poi ci va lui al governo e in quanto tale la vende a sé stesso?

Cerco di non immaginarmi la contrattazione: andrà qua e là dal tavolo o userà direttamente uno specchio?

No. Devo aver frainteso…

giovedì, 20 marzo 2008

 

Ma scegliete bene, eh?

Qualunque cosa io scriva qui qualcun altro l’avrà già scritta altrove.

Quindi andate a cercare qualcosa di particolarmente intelligente e ben scritto e fate finta di averlo letto qui. Grazie.

liczin | 18:26 | commenti

mercoledì, 19 marzo 2008

 

Pesino Pechino

A favore del boicottaggio dei giochi olimpici di Pechino c’è la mancata democrazia, la violenza, la tortura, la morte, la repressione, ecc.

A favore della partecipazione alla manifestazione della Cina “moderna” c’è la sua potenza economica.

Vedremo da quale parte penderà la bilancia: io non accetto scommesse.

 

 

Aut aut

A proposito di emergenza incidenti, morti sulla strada, ecc. (auto auto)

Ma il governo Berlusconi non aveva risolto tutto con la patente a punti? (aiut aiut)

Sono bugiardi o incompetenti? (aut aut)

Bugiardi o incompetenti è uguale: in democrazia chi fallisce si ritira. (out! out!)

martedì, 18 marzo 2008

 

Bagarinaggio parlamentare

Una cosa che mi sta particolarmente sulle palle alle elezioni (e che una volta facevano tutti, per annullare gli effetti delle preferenze) è la candidatura del leader in tutte le circoscrizioni. Per dire: Berlusconi e la Santanchè sono capilista in quasi tutte le circoscrizioni per la Camera, Bossi, Casini e Di Pietro sono parecchio ubiqui, Fini è sempre subito dietro a Berlusconi: manco avessero paura di non essere eletti, o non avessero abbastanza prestanome.

Ora: se uno viene eletto in venticinque circoscrizioni (numero a caso) cosa succede? (attenzione, ché una delle risposte è vera!)

a) il suo voto vale venticinque punti, ha diritto a venticinque indennità e a venticinque portaborse, può fare un gruppo da solo, riempire un pullman, ecc.

b) gli dànno venticinque seggi, e può sceglierne uno diverso di volta in volta, farci le corse, saltellare dall’uno all’altro, distendercisi, costruirci (e poi condonare), farci pascolare le capre, ecc.

c) gli dànno venticinque seggi e lui poi può subappaltarne ventiquattro a chi vuole scegliendo chi offre di più, o chi ha meno personalità e più ottusa obbedienza, o piazzandoci direttamente dei pupazzi telecomandati.

lunedì, 17 marzo 2008

 

S-elettore

Non importa quali gaffe fanno i candidati premier, finché tutti fanno come me.

Io quando parlano i candidati della mia fazione mi comporto così: metto gli indici nelle orecchie premendo un po’, e con la bocca faccio rumore (tipo “bilubilubilu”) o canto delle melodie anni ‘60. In questo modo le cazzate degli avversari mi rafforzano nelle mie convinzioni e io vado a votare sereno e convinto di essere dalla parte giusta.

 

 

Ottomarzo (più tardi lo stesso mese)

Sono passati nove giorni dalla Festa della Donna.

Non vi sembra una data lontana lontana?

 

 

Disoccupiamocene

Che fine hanno fatto i disoccupati?

Non se ne parla più sui giornali e nei telegiornali, non ci sono più statistiche, non protestano più.

Sto in pensiero: gli sarà mica successo qualcosa? Saranno mica morti? Saranno passati armi e bagagli nelle file dei “precari” in virtù di una o due settimane di lavoro all’anno? Saranno rientrati nei vecchi ranghi degli “studenti” e delle “casalinghe”? Sono emigrati? O siamo passati alla piena occupazione e io non me ne sono accorto?

Suvvia, non fateci stare sulle spine: dateci notizie!

 

Questa cosa che non si parla più di disoccupati mi ricorda una striscia di Charles Schultz (cito a memoria):

– mio padre giocava a basket all’università, e non si ricorda una sconfitta.

– ottima squadra?

– no, pessima memoria.

venerdì, 14 marzo 2008

 

Deduzioni di vacanze

Sentito al TG2 “Costume e società” che le vacanze degli italiani si accorciano, che sempre meno si fanno le “tre settimane” a favore dei week end. Qual è la deduzione del giornalista? Che agli italiani tre giorni bastano.

Ecco: me li vedo gli operai delle acciaierie che dopo tre giorni sulla loro barca nei Caraibi cominciano a smaniare per tornare in fonderia, mi pare di sentirli i lamenti delle casalinghe al quinto giorno di atollo polinesiano perché non hanno niente da stirare. E non vedono l’ora di ributtarsi, corroborati e freschi, in dodici mesi di lavoro (o spesso in due settimane a casa perché la fabbrica è chiusa ma non si hanno i soldi per una stanza sull’Adriatico).

Ora lancerei una petizione: mandiamo il giornalista a lavorare davvero (in edilizia si liberano posti tutti i giorni*), con un salario vero, con una famiglia vera. Dopo un’esperienza “sul campo” di venti o trent’anni chiediamogli quali vacanze preferisce.

 

* questa frase trasuda amarezza da tutte le consonanti.

 

 

Solo uno su mille

Alle volte, i punti di vista…

Berlusconi per sminuire la questione Ciarrapico ha detto che “è solo uno su mille”.

Il Papa fa un gran chiasso per il vescovo ucciso in Iraq: ditegli a Berlusconi di minimizzare la faccenda ricordando al Santo Padre che in mezzo ai morti iracheni “è solo uno su mille”.

 

 

Frasi fatte e psittacosi

Il primo che ha detto “fresco come una rosa” era un poeta, il secondo un imbecille.

Questa frase non è mia (non ricordo di chi è): io la dico per secondo…

Per il vostro bene, e per il bene delle mie orecchie, vi prego di limitare i modi di dire e le frasi fatte. “Non me ne può fregare di meno”, “fuori come un terrazzo”, “zanzare grosse come elicotteri”, “e compagnia cantante”: frasi idiomatiche (specialmente quelle che nascono come colorite e spiritose) che se “si ripropongono come la peperonata” dopo due volte diventano fastidiose. E che dire di “violenza inaudita”, “stadio gremito”, ecc. che vanno sempre insieme come Gianni e Pinotto?

Inventate metafore nuove, aggettivazioni inusuali: anche se non sono particolarmente belle avranno il pregio della sorpresa. Le frasi fatte lasciamole ai pappagalli.

 

 

Tranne la mamma

È stato detto di tutto sull’agghiacciante battuta di Berlusconi riguardo i precari. Una battuta che non gli ha guadagnato nessuna nuova simpatia (quelli che apprezzano le grevi volgarità offensive sono già dalla sua parte) e che dovrebbe inimicargli chiunque non pensi che il ruolo della donna sia quello della mantenuta (traduco in termini semplici “chiunque non pensi che le donne siano tutte puttane”). Ma già, chi l’ascolta quello che dice? I suoi elettori no davvero.

 

Interrogato in merito il Berlusconi non ha migliorato la situazione, dato che evidentemente la battuta era dovuta alla mancanza di risposte serie: ha detto che col suo governo ha creato unmilioneseicentomila posti di lavoro; il fatto è che quel numero (tutto da dimostrare) di posti (precari, sottopagati, di sfruttamento) non è la soluzione, ma il problema.

giovedì, 13 marzo 2008

 

U.N. ente inutile

Dice che Prodi punti ad essere Segretario dell’Onu. Voci. Però peccato perché puntavo anch’io a quel posto (e l’unica speranza che avevo era che nessun altro si presentasse).

È un buon posto, di prestigio, che ha il vantaggio che grossi guai non si possono fare.

In effetti l’Onu sembra un po’ un maestrino senza carisma che cerca di sedare una classe rissosa senza alcun effetto. Mentre i ragazzi si picchiano, si bastonano, si tirano i capelli, l’Onu va qua e là dicendo “Suvvia, ragazzi”, “Fate i bravi, orsù”; e quelli continuano.

Però serve, l’Onu. Il Palazzo di Vetro è stato un buon punto di riferimento per i film catastrofici degli anni passati (ora l’Onu non conta più niente e anche Superman non ha più da difenderla), ed è sempre un posto prestigioso per dire “c’ho fatto un discorso” (anche se l’auditorio va aggiunto nel montaggio, perché in quel momento s’era sparsa la voce che al bar stavano finendo i tramezzini col salmone). Per esempio uno va lì, con un lungo lavoro diplomatico fa passare una moratoria contro la pena di morte, e poi quando torna a casa si vanta con gli amici al bar. Intanto i ragazzi continuano a fare quel che vogliono.

 

 

E grazie per il pesce

Walt Disney ci ha rincoglionito tutti.

Capirai la novità (mi pare di sentirli, i miei due lettori).

In Nuova Zelanda un delfino, anzi una delfina chiamata Moko, ha salvato dei capodogli spiaggiati semplicemente andando da loro e dicendogli a fischi e schiocchi da che parte dirigersi (i delfini parlano così, a fischi, tanto che quando ci telefonano noi diciamo “è un fax” e riattacchiamo). I capodogli, così reindirizzati hanno detto “mai più andare a chiedere indicazioni agli umani: non capiscono niente” e hanno preso il largo: “l’avevo detto io che al pinnacolo con le attinie bisognava svoltare a destra!”

E Walt Disney?

Se non fosse per lui non passerebbe come normale la comunicazione verbale fra due specie diverse: vi rendete conto un delfino che parla con un capodoglio? Se non fossimo abituati a vedere anatre che parlano con i conigli, topi amici di cani, formiche che dialogano con elefanti (prendendoli evidentemente per documenti reali) ci renderemmo conto che siamo di fronte ad un’incredibile scoperta scientifica o ad una notizia parecchio mal riportata (già più verosimile).

Scusatemi se ve lo dico, ma nella realtà i topi non sono così intelligenti da portare i pantaloni, parlare, lavorare: lo sono di più.

 

 

Notiziole sparse

Sfogliando i giornali telematici stamani ho incontrato le seguenti notizie.

La terra finirà tra 7,59 miliardi di anni, questo ci aiuta nello scegliere la destinazione del TFR. D’altra parte pare che le stelle siano nate mezzo miliardo di anni dopo il big bang: altri tempi, ora nessun consiglio di amministrazione accetterebbe investimenti così lungimiranti.

In Arkansas una donna è rimasta chiusa abbandonata nella cella di un tribunale per quattro giorni.

Il papa ha annunciato la sua terza enciclica:visto il successo delle altre due tutti se l’aspettavano il seguito. A quando il film?

Mogol ha ricevuto un premio per aver citato le biciclette nelle sue canzoni.

David Paterson, cieco dalla nascita, che sarà il primo governatore nero dello stato. (Non è più notevole il fatto che sia cieco?)

mercoledì, 12 marzo 2008

 

Lo Zerbino d’Oro

Se io fossi candidato ad un’elezione e chi mi ha scelto dicesse di me (e pubblicamente): “è solo uno su mille”, “non conterà nulla”, “l’abbiamo messo in lista solo per avere dalla nostra i suoi giornali” mi incazzerei come una bestia.

E se fossi un giornalista di un giornale di Ciarrapico, trattato come servo del padrone, mi incazzerei come una bestia.

E anche se fossi un giornalista di un giornale di Berlusconi, vista la concezione padronale del mio datore di lavoro, mi incazzerei come una bestia.

Ma evidentemente sono io che sbaglio.

martedì, 11 marzo 2008

 

Giovani professionisti

Cerco di convincermi che è solo invidia.

Ma i giovani attori/attrici italiani mi stanno per lo più antipatici, con una recitazione troppo spesso gigionesca, dizione approssimativa, e con un atteggiamento, nelle interviste e nelle dichiarazioni, da chi si crede d’essere chissacchì.

C’è di buono che quasi tutti fra dieci anni saranno passati di moda da dieci anni.

Perché a invidiare sempre gli stessi ci si annoia.

 

 

Caro signor Petrolio

Che si può fare contro il caro petrolio? (dovuto, vale la pena di sottolinearlo, alla mera speculazione)

A livello di consumatori si può usare meno l’auto, usare i mezzi pubblici, andare a piedi e in bicicletta, ecc. A tutti i livelli si possono cercare alternative: se una cosa costa troppo si cerca un’altra cosa che la sostituisca.

Eppure non lo si fa: non è bizzarro?

 

Mi permetto di citare come poscritto i versi iniziali di una vecchia canzone di Paolo Conte: “Topolino amaranto”.

Oggi la benzina è rincarata,/ è l’estate del quarantasei,/ un litro vale un chilo d’insalata,/ ma chi ci rinuncia?/ a piedi chi va?/ L’auto che comodità!

liczin | 14:44 | commenti
 

 

Il bello e il brutto della democrazia

Una volta quando ci si avvicinava alle elezioni venivano asfaltate le strade.

Qualche anno fa durante la campagna elettorale la televisione (casualmente) metteva in onda i film e i programmi migliori.

Le cose buone della democrazia se ne sono andate.

 

Riguardo la candidatura di belle ragazze (anche soubrette e ballerine) io non sono contrario per principio: non do per scontata l’equazione “bella = oca”.

Altrimenti Lamberto Dini sarebbe un grande statista.

E invece…

lunedì, 10 marzo 2008

 

La paglia corta

– Ciarrapi’, tocca a te.

– A me cosa?

– Devi dire qualcosa di destra.

– Come di destra?

– Dobbiamo mandare un messaggio agli elettori di destra, che sennò votano Storace.

– Embè, meglio che ai comunisti.

– Non hai capito nulla, Ciarrapi’, i voti di Storace li vogliamo noi.

– Ma Starace è con noi.

– Intanto è StOrace, con la O, e poi non è con noi.

– Come non è con noi?

– Ciarrapi’, fidati.

– S’è messo coi comunisti?

– Lascia perdere. Tu limitati a questo: di’ qualcosa sul fascismo.

– Posso davvero?

– Sì. Ma una cosa piccola, non esagerare.

– Tipo che il Duce era uno statista?

– Troppo Ciarrapi’.

– Tipo che il Fascismo non era il male assoluto?

– Sembra che prendiamo in giro Gianfranco, che c’è voluto del bello e del buono per fargli dire il contrario.

– E vabbè, allora che devo di’?

– Di’ solo che sei stato fascista.

– E capirai…

– Aggiungi che non te ne sei pentito.

– Mai pentito!

– Ecco, però non esagerare. E metti giù quel braccio.

– E se nessuno mi si fila?

– Non ti preoccupare, per quello ci penseranno i sinistri a fare da cassa di risonanza, che ci cascano sempre. Noi poi buttiamo acqua sul fuoco, ridimensioniamo, prendiamo le distanze, e intanto a destra il messaggio l’abbiamo mandato. Perché a noi i voti dei fascisti mica ci fanno schifo!

– E allora rimettiamoci con Starace!

– StOrace con la O. No, tenerlo fuori ci serve per i voti dei centristi.

– Ah, ma è una finta, però.

– Non ti sforzare di capire, Ciarrapi’.

– Allora vado?

– Vai, Ciarrapi’. Tranquillo.

 

 

Io spicco italiano

Non son pochi quelli che si lamentano dell’abbondanza di anglismi nell’uso degli italiani (e stranamente non degli altri forestierismi).

In effetti anch’io sono infastidito da chi per esempio dice misunderstanding piuttosto* che malinteso-frainteso-quiproquo-ecc., ma capisco che è un’esigenza espressiva: serve per mostrarsi cool, up to date, a la page, trendy. E poi il passaggio di parole da una lingua all’altra c’è sempre stato e fa parte della vita delle lingue.

Quel che mi dà un fastidio più sottile è l’ignoranza; per esempio di chi dice in ambito processuale “evidenza” invece di “prova” (in inglese evidence), o di chi dice “attitudine” intendendo “atteggiamento” (in inglese “attitude”). Non dimostrano di sapere l’inglese, ma solo di non sapere l’italiano.

 

* “piuttosto” qui è usato in senso proprio.

domenica, 09 marzo 2008

 

Diamoci sotto, perdìo!

Domenica, e come tradizione tutti i telegiornali ci aggiornano sui discorsi del Papa. Ci ha ricordato che la persona ha dignità in coma e da embrione (e bisognerà che qualche volta ci dica se abbiamo dignità di persona anche nel mezzo). Altresì ha ricordato che prima o poi bisogna pur morire (lasciandoci nel dubbio di quando finisce il nostro dovere alla sopravvivenza a tutti i costi).

Ma a proposito dell’embrione: questo retrocedere l’età della “dignità di persona” può avere risvolti positivi.

Se non far nascere un bambino equivale ad ucciderlo, anche rifiutare l’inseminazione possibile dev’essere un omicidio. Quindi mi aspetto che prima o poi il Papa lo dica chiaramente che l’astinenza è peccato.

 

PS: Egregio dott. Pontefice, ma se Lei è il vicario di Dio in Terra, non dovrebbe occuparsi anche dei giapponesi, africani, yemeniti, alaskani, birmani e mongoli? Non sono dessi creature di Dio? E allora che ci fa ancora qui? Pedalare, su! Non si faccia prendere dall’accidia (che è un peccato).

sabato, 08 marzo 2008

 

Boselli da solo

I socialisti si sono arrabbiati perché la televisione li ignora. Hanno ragione: anche a me era sfuggito che pure Boselli “corresse da solo”: d’altra parte nella folla della maratona di New York qualcuno si nota meno, o forse hanno preso alla lettera il suo essere “da solo”.

In effetti l’interpretazione corrente della par condicio consiste nel dare pari spazio al PdL da una parte e a PD e Sinistra dall’altra (selezionando i momenti in cui si becchettano tra loro).

Come risarcimento elencherò qui di seguito i motivi per votare i socialisti alle prossime elezioni:

 

 

Ottomarzo

Non ho niente di intelligente da dire sulla odierna Festa della Donna, ma a differenza di molti evito di dirlo.

venerdì, 07 marzo 2008

 

Guardare guardare (oppure “Le opinioni separate dai fatti”)

Girellando qua e là per le reti televisive si trovano delle trasmissioni calcistiche in cui un gruppo di tifosi (giornalisti, ex-calciatori, gente così) guarda in televisione una partita di calcio internazionale (l’impressione è che ce ne siano tutte le sere), e commenta, impreca, esulta, si dà un tono, parla di cose che lo spettatore non può vedere e di cui non ha notizia.

“Pinco Pallino dovrebbe spingere di più!”, “Subiscono sulla destra.”, “Tizio Caio dovrebbe far entrare un attaccante.”

La cosa notevole è che c’è chi li guarda e questo mi conforta e mi sconforta insieme.

 

PS: quando si chiede che le opinioni siano separate dai fatti significa che chi è sotto effetto di droghe non dovrebbe esprimere idee? (ho dozzine di nomi in mente…)

 

 

La roulette con le palline altrui

Si inaspriscono le sanzioni per i datori di lavoro in caso di incidente e Confindustria protesta, com’è ovvio.

È vero che le sanzioni non sono prevenzione, ma dovrebbero alzare la posta e indurre i datori di lavoro alla prevenzione.

Mi spiego.

Il datore di lavoro che non fa prevenzione ha un risparmio (la formazione, i dispositivi, le procedure più prudenti costano), quindi “scommette” la cifra del risparmio: se gli va bene (nessuno si fa male) vince quella cifra, se gli va male (qualcuno si fa male o muore) perde la sanzione.

Supponendo che il costo sia 1000, e la sanzione 4000 conviene non fare prevenzione se le probabilità di incidente sono inferiori a 1/5 (per esempio se il rischio è il 15% conviene rischiare). Alzando la sanzione la probabilità “di convenienza” della prevenzione si abbassa, cioè risulta più conveniente fare prevenzione in più casi. (Con una sanzione di 40.000 conviene rischiare solo nel 2,44% dei casi.)

Come si nota la vita e la salute dei lavoratori non entrano nel calcolo.

Inoltre molti datori di lavoro non fanno alcun calcolo e mettono il risparmio di 1000 sopra a qualsiasi altra considerazione (“pochi, maledetti e subito”). E qualcuno che crepa pur di lavorare si trova sempre.

giovedì, 06 marzo 2008

 

Programmi e programmisti

Il programma elettorale del PdL (scritto in stile “azienda che si rivolge a semianalfabeti”) raggiunge punte di umorismo, per esempio quando si arriva a “media: regole europee, pluralismo e concorrenza” (c’è scritto proprio così).

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