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venerdì, 11 aprile 2008  

Ora non si può non votare per il principale esponente ecc. ecc.

Mi aspettavo il colpo di scena finale della campagna elettorale. La grande balla che non si fa in tempo a smentire. La promessa irrealizzabile ma d’effetto.

Non mi aspettavo che fosse il ventilare l’acquisto di Ronaldinho (neanche l’annuncio ufficiale dell’acquisto, ma la vaga possibilità). Mi immagino che comunque se la compravendita ci sarà il costo sarà rimborsato come spesa elettorale.

giovedì, 10 aprile 2008

 

Testimonialz

A proposito delle dichiarazioni di voto di cantanti e calciatori, le trovo così convincenti che penso di chiedere cosa votano il pasticcere all’angolo (che fa una millefoglie buonissima), la lavandaia (simpaticissima) e il droghiere (sempre così gentile) e di farmene influenzare.

(Magari chiedo anche alla commessa del negozio di scarpe, che è molto carina, che marca di caffè usa e poi non comprerò altro, specialmente se viene pagata dalla ditta e quindi mi consiglierà per il meglio).

 

 

Condomino anonimo

Gent.mo Condomino Anonimo,

non creda che non apprezzi il Suo sacrificio, quando teme che io non abbia abbastanza depliant pubblicitari e si separa dai Suoi pur di rifornire la mia cassetta postale.

Sappia che non rischio di rimanere senza volantini di centri estetici e offerte di prestiti ai pensionati: si può tenere i suoi bei depliant. Così magari eviterà di ritenere equo lo scambio per cui rimango senza elenco telefonico o il catalogo dell’Ikea.

mercoledì, 09 aprile 2008

 

Schedeide

Questa polemica sulle schede elettorali mi sfugge.

Uno che ha deciso per quale partito votare trova il simbolo e ci disegna sopra una bella X (e se non ha deciso il problema non esiste).

Non capisco perché perdere tutto questo tempo su una polemica così effimera. Forse che gli elettori dovrebbero decidere per chi votare per una cosa così scema?

Perché Berlusconi ha alzato un polverone (su una cosa che tra l’altro ha firmato lui)?

Io vorrei sapere che cos’hanno intenzione di fare nei prossimi cinque anni; quali sono i loro obiettivi strategici; quali sono i criteri che determineranno le loro scelte. Perché non si parla di questo?

Questa campagna elettorale mi ha fatto abbastanza schifo.

 

 

Imedpana

Per tutta la campagna elettorale Veltroni ha evitato di nominare direttamente Berlusconi usando invece delle perifrasi (pare che facciano così in America, per non fare pubblicità all’avversario); la più usata di queste perifrasi è “il maggior esponente della parte a noi avversa” e cose così. Senonché la cosa è faticosa e ripetitiva, così oggi ho sentito il buon Walter abbreviarla in “il maggior esponente” e basta. Alla faccia della pubblicità involontaria.

“L’artista che una volta si chiamava Prince” non ci ha insegnato niente.

 

 

Casinate

Casini ha più volte dichiarato che il suo obiettivo elettorale è di essere determinante, almeno al Senato.

E va bene: non sarà mica la prima volta che si sente parlare di “aghi della bilancia” che vogliono governare ricattando gli altri dall’alto del loro 10%. Ci vogliamo sorprendere?

Quel che mi manca è la domanda successiva, che nessun giornalista mi pare faccia: “E poi?”

Torna con lo stesso Berlusconi con cui è stato finora e che negli ultimi mesi pareva essere il suo arcinemico? (Non è un inganno nei confronti dei suoi elettori?)

Si allea con la Sinistra? (capelli ritti! i comunisti mangiabambini!)

Va dalla parte di chi gli offre di più? (si chiamerebbe continuità, e si ritorna alla prima alternativa)

Ultimamente Casini ha detto più volte che il suo partito non è in vendita, però c’è da rinegoziare l’affitto.

martedì, 08 aprile 2008

 

La storia dell’ignoranza della storia

Ormai l’avrete visto tutti il video del “top manager” di Telecom che per motivare i dipendenti cita Napoleone e Waterloo. (Se siete fra i tre-quattro che se lo sono perso andate su Repubblica tv a mettervi in pari e poi tornate.) Posso quindi fare qualche considerazione.

La prima è che non abbiamo prove che non sia una bufala. Chi è ‘sto Luca Luciani? Abbiamo riscontri che sia effettivamente un “top manager” della Telecom? Siamo così abituati che i giornalisti non controllano le notizie che viviamo nella costante incertezza.

La seconda considerazione è che nel filmato non si sente un commento, una risata, un intervento da parte dell’uditorio. Tra i presenti (probabilmente quadri e capiufficio obbligati a questi stage di “motivazione” noiosi e inutili) una certa percentuale non stava ascoltando e pensava ai casi suoi, un’altra percentuale non ha colto lo sfondone, la maggior parte ha sentito ma ha fatto finta di niente, perché a questi discorsi non ci crede nessuno, persino l’oratore sa che le sue sono parole vuote, che sta facendo l’allenatore dei film americani sullo sport (baseball, football, basket, è uguale) virato sul calcio “da bar” (perché questo è il suo background culturale).

La terza: ci siamo chiesti a quale battaglia di Napoleone si riferisse e dai sette presenti sono venuti fuori i seguenti risultati. Due non conoscevano altre battaglie di Napoleone oltre a Waterloo, gli altri hanno indicato cinque nomi diversi tra i quali (abbiamo poi controllato sulla Garzantina) due non erano combattute da Napoleone, una non era neanche una battaglia, in una aveva perso, una sola corrispondeva alla descrizione (il solito Zinga). Ci siamo convinti però che in realtà il Luciani si stesse riferendo a Bearzot ai Mondiali di calcio del 1982 (contro Camerun, Polonia, Brasile, Argentina e Germania).

E voi, che ridete dell’ignoranza del supponente “motivatore”, sapreste dire di quale battaglia si trattava?

lunedì, 07 aprile 2008

 

Mozart, lo zafferano, le modelle e i sillogismi

Alcune battute ispirate ad un partito politico italiano.

 

I leghisti non hanno inventato l’imbecillità.

Neanche Mozart aveva inventato la musica.

 

Se i motori andassero a imbecillità potremmo vendere i leghisti al prezzo dello zafferano.

 

La più famosa produzione del Brasile sono le belle donne, grazie a un miscuglio di caratteri europei e africani. La maggiore esportazione di Bergamo è il giramento di coglioni (grazie a Malpensa, ovvio).

 

Si sa che pazzi e bambini possono dire ciò che vogliono senza responsabilità. Bossi, Borghezio e Calderoli possono dire ciò che vogliono senza responsabilità.

 

 

Un percentino in più o in meno

Non è la prima volta che Berlusconi sostiene che la diffusa evasione fiscale dipenda dall’eccessiva pressione, e che tasse più basse porterebbero ad una minore evasione ed elusione.

In merito riporto la risposta della signora Eva Di Trice alla domanda: “Lei preferisce non pagare molte tasse o preferisce non pagare poche tasse?”

R. – Io preferisco non pagare.

D. – E se le tasse fossero meno?

R. – Io guadagno diciamo 100 all’anno. L’alternativa non è pagare meno o pagare più: lei preferirebbe restare con 60, restare con 65, o restare con 100? Io preferisco 100.

D. – Ma se tutti pagassero pagheremmo di meno.

R. – Vabbè, comincino gli altri. Ma guardi che sono scuse: anche i discorsi sugli sprechi pubblici, i costi della politica… Lei crede che io mi tenga davvero informata sull’andamento del debito pubblico rispetto al PIL? Crede che studi i bilanci dello Stato e le finanziarie? Non ha capito proprio nulla. Tutte balle. Io preferisco tenermi i soldi in tasca (tanti o pochi che siano).

domenica, 06 aprile 2008

 

Finitaly

Ho sentito che Fini vorrebbe che nelle moschee italiane si parlasse esclusivamente in italiano.

Mi pare ragionevole: siamo in Italia, che si parli in italiano anche nei luoghi di culto.

O al limite in latino.

venerdì, 04 aprile 2008

 

Pizzar condicio

Per dare a Giuseppe Pizza lo spazio a cui la par condicio gli dà diritto, pareggiando gli altri candidati, la prossima settimana sarà presente a tutti i telegiornali, accanto al conduttore, commentando con espressioni, smorfie e piccole frasi (tipo “Eh, davvero”, “Ma guarda un po’”, ecc.).

Raiuno manderà una fiction biografica in due puntate intitolata “Una vita noiosa” e Bruno Vespa monterà un caso di cronaca nera apposta per lui, Raidue ammetterà un sosia a X-Factor (che canterà “Ma tu voliv’a pizza” di Gaber), su Raitre il Pizza farà tutti gli annunci e Blob pescherà immagini esclusivamente dai suoi filmini delle vacanze. Rete Quattro sostituirà la sua faccia a quella di Chuck Norris, per Canale Cinque registrerà tutte le televendite e saranno suoi tutti gli stacchetti “Italia uno!” (e alcune parenti potranno mostrare le tette nel programma di approfondimento di Studio Aperto “Lucifero”). La 7 programmerà la striscia satirica quotidiana di “Pizza Italia”.

Anch’io, nel mio piccolo, parlerò di Giuseppe Pizza almeno quanto finora ho parlato del candidato del PCL e della saldatura a stagno.

giovedì, 03 aprile 2008

 

Tirare troppo la cordata

Piersanguinello Pintabozzi (per brevità chiamato “Piorrea” già dai suoi genitori) è un dipendente Alitalia.

È stato assunto una dozzina d’anni fa, nel quadro dell’elezione del suo parlamentare di riferimento, e da allora ha fatto il dipendente inutile in alcuni uffici, poi il soprannumero, poi è stato promosso a svolgere un ruolo così inutile che hanno dovuto dargli un nome in inglese, che termina in “–er”.

Un suo amico è sindacalista. E il Piorrea, in tutte le possibili occasioni, si raccomandava a lui: “Oh, mi raccomando: il meglio possibile, eh?” e l’altro gli faceva un gesto come a dire “Tranquillo, ci pensiamo noi…”

Anche quando si è avviata la trattativa con Air France, il Piorrea si rivolse preoccupato “Oh, questi ci comprano! E con gli esuberi?…” e di nuovo l’amico sindacalista aveva fatto il suo gesto “Tranquillo, ci pensiamo noi…”

Stamani il Piorrea ha rincontrato il suo amico sindacalista al bar (il Piorrea al bar ci sta tutto il tempo che gli lascia libero il poker on-line) e gli si è rivolto con ansia “Ma che ci fate fallire?”: l’amico ha sorriso sornione “Ma ti pare che lo stato ti fa fallire? Ti pare che lo stato ti licenzia?” “E le cordate che vogliono comprare? Qui chi compra licenzia, mica discorsi!” “Ma quali cordate? Non ti preoccupare: ci pensiamo noi, a te ti mantiene il contribuente fino alla pensione!”

E il Piorrea gli ha offerto da bere di tasca sua, e hanno brindato: “al contribuente!”

 

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

 

 

Talento di comprendonio

Potendo scegliere io di mestiere farei l’autore televisivo: mi dà l’idea che guadagnino bene senza faticare granché, e poi è una bella risposta da dare alla domanda “che lavoro fai?” (meglio che contabile o asfaltatore, ex aequo con ladro gentiluomo).

Per avvantaggiarmi avevo pensato ad un bel format che si poteva sintetizzare in “persone insignificanti chiacchierano di fatti privi di interesse”, ma mi hanno detto che lo fanno già, in moltissime varianti. Allora avevo pensato a “persone comuni si umiliano pur di andare in televisione”, ma mi hanno detto che anche questa idea è sfruttata. Ugualmente pare facciano già anche “serie di scenette di comici, ciascuno con uno o più tormentoni”.

Mi hanno detto che insomma, non tiravo fuori che rimasticature di idee ritrite, proprio come un vero autore televisivo.

 

 

Mi è sorto un dubbio

Lo slogan veltroniano “Non pensate a quale partito, pensate a quale paese” è un invito all’esilio?

mercoledì, 02 aprile 2008

 

Pizza d’aprile

Si tratta del più bel pesce d’aprile che io ricordi. E il fatto che venga fuori il giorno dopo non lo sminuisce.

La notizia del giorno è che forse si rimandano le elezioni perché un partito che forse arriverà a prendere più di trenta voti è stato ammesso in ritardo all’agone politico (erano anni che volevo usare la locuzione “agone politico”).

Il candidato Presidente del Consiglio dei Ministri che è appoggiato dal partito in questione è tale Giuseppe Pizza, il Consiglio di Stato (che ha ammesso la lista di Pizza), ha sede a palazzo Spada (presente il pescespada?), il capolista in Campania per il Senato sarebbe Paolo Del Mese (P. del mese: primo del mese o pesce del mese), ecc.

È uno scherzo che ci costerà valanghe di euro, giramenti di palle, ridicolo internazionale, ecc. ma vuoi mettere? Ne vale la pena!

 

 

Do i numeri

Oggi è il 2/4/8: Giornata della Progressione Geometrica (o del Raddoppio); festeggiate oggi perché la prossima sarà il 3/6/12, fra quattro anni, e poi il 4/8/16, il 5/10/20, il 6/12/24 e poi più nulla fino al tremilaquattro, se non cambia il calendario.

Ieri, primo aprile, piccolo evento nella piccola storia di questo blog: per la prima volta il contatore dei commenti degli ultimi sette giorni ha superato quello dei post.

I miei lettori abituali crescono come i conigli di Fibonacci (1-1-2-3-5-8-13-21-34-…), per ora sono due o tre (tre più, tre meno): conto di arrivare a cinque entro la fine dell’anno (cinque più, cinque meno).

martedì, 01 aprile 2008

 

La percentuale degli imbecilli

Uno si arrovella, si interroga, si informa, pensa al voto disgiunto (disgiunto dalla propria volontà, intendo), si documenta, studia…

Poi arriva un Gianguido qualunque che dice “io voto per (…): abbiamo sempre votato così in famiglia”.

E davanti a migliaia, centinaia di migliaia, milioni di Gianguidi uno si sente un deficiente.

 

 

Ricerche parecchio scientifiche

È stata dura, ma finalmente si è concluso il mio esperimento.

Per l’intero mese di marzo ho evitato accuratamente di usare parole come “tette”, “culo”, “nuda”, ecc. ricorrendo nel caso a perifrasi puritane tipo “senza veli”.

Il risultato è che Gugol, che nel mese di febbraio mi aveva mandato 30 visitatori solo per la parola “coprisesso”, in tutto marzo mi ha tenuto presente per le seguenti chiavi di ricerca (una visita ciascuna):

ballerine nude+foto
carlucci majani
coprisesso
nuda-carnevale
porno pelose

 

Questo mi fa pensare che:

a) la quasi totalità delle ricerche su internet riguardi “foto di donne nude”, “filmati sexy di brunette poppute che si accoppiano con rinoceronti albini”, ecc. (il che si potrebbe collegare al fatto che internet nasce per essere usata dai militari);

b) dato che non ho riferimenti come “porno”, “sesso” e “cosce aperte” i motori di ricerca (il plurale è teorico) non mi ritengono autorevole neanche per quelle belle ricerche inspiegabili tipo “come assemblare orologio a cucù brugola” o “algoritmo calcolo attesa tram Lisbona”.

Così basta infarcire i propri post di locuzioni riguardanti accoppiamenti carnali di studentesse vogliose, immagini porno gratis di fotomodelle nude (cosa che sto già facendo in questo post, l’avrete notato), e subito i visitatori grandineranno da ogni dove.

Bene, cari adolescenti maschi di tutte le età che siete capitati qui cercando “video di pornoattrici” o “busty blondes naked on the washing machine”, ora che ho ottenuto la vostra attenzione, cosa posso dirvi? Niente, dato che in assenza di immagini non sarete certo arrivati a leggere fin qui (leggere?! Leggere verbo?! Ma io cercavo “indirizzi di donnine leggere”!).

lunedì, 31 marzo 2008

 

Senso delle proporzioni

“Chi non li mette insieme cinquemila euro?”

Eh, già, che vuoi che siano cinquemila euro al giorno d’oggi?

Mi piacerebbe fargli rispondere da B., che la scorsa settimana ha chiesto un acconto sul TFR (il terzo in tre anni) di duemilacinquecento euro (perché le famiglie costano).

liczin | 14:42 | commenti (2)
 

 

Buonasera dottore

– Pronto.

– Pronto, sono m.

– Oh, signor m.! Come va?

– Mah, non bene, se la chiamo…

– Che si sente?

– Niente di che, influenza di stagione: mal di testa, raffreddore…

– Febbre?

– Un pochino: trentasette e mezzo.

– Vabbè, mandi sua moglie in ambulatorio ché le lascio i tre giorni in portineria.

– Devo prendere qualcosa?

– Le faccio la ricetta per un antibiotico: lo prenda ogni giorno per cinque giorni.

– Va bene, grazie.

– Si figuri, di niente. Per il resto?…

– Mah, il solito tran tran.

– Vacanze?

– Lontanissime…

– Scusi, la devo lasciare: ci sono i vigili…

Clic.

venerdì, 28 marzo 2008

 

Dà da pensare…

Questo blog compie sei mesi, e questo è il post numero 250.

Un quarto di migliaio: dà da pensare…

liczin | 18:36 | commenti (1)
 

 

Posizioni politiche (e il centro)

PS: Poi non ho resistito e ho fatto anche quello di Repubblica (che mi è parso molto più rozzo) e sono risultato più a sinistra dell’estrema sinistra sinistrissima. Poi ho fatto anche l’esperimento di rispondere a tutte le domande “non saprei, non ho un’opinione in merito” e sono risultato perfettamente al centro. Almeno ho capito cosa vuol dire “essere di centro”.

 

 

Posizioni politiche (e sharia cattolica)

Ci sono un paio di siti con cui si può calcolare e rappresentare graficamente la propria posizione rispetto agli attuali partiti politici (e viceversa a seconda dei punti di vista).

Io ne ho fatto uno e sono risultato tra l’IDV e il PBC (tra un partito che non sapevo esistesse e uno che non vorrei esistesse): dico questo così potete fare la tara alle mie “analisi politiche” (intendo “chiacchiere da fila alla posta”).

Un giochino simile (perché comunque di giochino si tratta) è sul sito di Repubblica, ma non l’ho fatto perché per la grafica delle posizioni hanno messo sulle ascisse la dualità progressisti/conservatori (e lo posso capire, anche se i criteri rischiano di essere opinabili) e sull’asse verticale la dualità è “confessionale/laico”. Ora, se in un paese uno dei due criteri principali per la linea dei partiti è quanto sono ubbidienti alle autorità religiose forse non siamo tanto lontani dall’Iran.

 

 

Opto per mille altri

Tra poco cominceranno le pubblicità della Chiesa Cattolica per farsi dare l’8 per mille dell’Irpef o contributi diretti (peraltro tecnicamente molto ben fatte: non badano a spese) e a me viene in mente don C.: il “mio” parroco (diciamo che io abito nel suo distretto di competenza e sotto Pasqua mi lascia nella buca delle lettere una busta con cui mi chiede soldi).

L’anno scorso don C. ha speso alcune migliaia di euro per paramenti da altare  (non ha pubblicizzato la cosa: io lo so solo perché li ha comprati, al nero, in una ditta in cui lavora un amico).

Anni fa don C. ha organizzato una festa per i parrocchiani con lunghe tavolate nel cortile della chiesa, con lo striscione “aggiungi un posto a tavola!”; tre giorni dopo un ragazzo è morto perché dormiva nel cassonetto a meno di cento metri dalla stessa chiesa ed è rimasto intrappolato nella compattatrice.

Ecco, quando devo firmare per l’otto per mille io ho ben presente che fine farebbero quei soldi.

 

PS: Questo post (che covavo da tempo) mi è venuto perché iersera sono passato davanti alla chiesa: accanto all’entrata c’è un cassonetto della Caritas per il deposito di vestiti usati, scarpe, ecc. per i poveri. Sul fianco campeggiava la scritta “Cassonetto sicuro” ed è stato un colpo allo stomaco: perché il “sicuro” si riferisce al fatto che il complicato sistema di chiusura serve a impedire che qualche disgraziato o qualche zingara ci si peschino un cappotto o delle scarpe con le suole.

Perché è roba per i poveri, ma quelli selezionati…

liczin | 16:17 | commenti (1)

giovedì, 27 marzo 2008

 

Giochi di ruolo sbagliato

Secondo me Veltroni si sta divertendo un mondo.

Come quando da bambini si fa “che ero un astronauta” (o un subacqueo, o un trapezista…) lui sta giocando “che era un candidato alla Casa Bianca”.

Che sia un gioco è chiaro perché è la riproduzione esatta di una campagna statunitense (i discorsi in giro per la nazione, il non nominare mai l’avversario se non per perifrasi, i volantini e gli slogan, ecc.) e perché non c’azzecca niente con la realtà italiana (negli USA si converge al centro perché i propri sono sicuri, qui a cercare di rosicchiare l’1% al centro riciclando brani di programmi vecchi di AN si perde tranquillamente il 10% verso l’estremo).

Lui si diverte.

Lui.

 

 

Imbarazzo per cosa?

C’è chi ha definito “imbarazzante” la fotografia “senza veli” di Carla Bruni tirata fuori di recente da un collezionista.

Ora, francamente, una foto del genere, con una bellezza del genere, tutto mi pare meno che imbarazzante.

Personalmente mi pare che l’unica cosa imbarazzante della Bruni sia il marito.

 

 

Mah pensa

Leggo sulla Padania che mi è arrivata a casa (che gentili, i leghisti) che con lo spostamento dei voli Alitalia da Malpensa sarebbero a rischio 100.000 posti di lavoro e si sarebbero già persi 7.000.000 di passeggeri.

Ora, che un aeroporto occupi (direttamente o indirettamente) centomila persone faccio finta di crederlo (sia pure con sforzo: Bergamo ha 110-120.000 abitanti, compresi bambini e pensionati). Che siano riusciti a perdersi sette milioni di passeggeri mi par troppo: credevo tutt’al più qualche valigia.

Ora voglio una seria inchiesta di Voyager che faccia chiarezza sulla sparizione di tutta questa gente! Ufo? cavalieri templari? spiriti?…

 

 

Un paese straordinario

Si propone di detassare gli straordinari, e io cerco di capire perché, quali sarebbero gli effetti.

Si invoglierebbero i lavoratori a fare più straordinari, quindi in un certo senso a farli diventare ordinari, cioè, in sintesi, ad allungare il normale orario di lavoro. In questo modo una fabbrica che ha lavoro per 100 persone sarebbe incoraggiata a non fare nuove assunzioni in caso di aumento di lavoro o addirittura a ridurre il personale ricorrendo agli straordinari “sistematici” (è un ossimoro: “straordinario” è proprio ciò che avviene eccezionalmente, non comunemente).

Fischio dice che è per aumentare la produttività, ma non si capisce quale produttività in più sia data da 80 ore fatte da otto persone invece che da dieci.

Questo è certo un obiettivo da perseguire per uno stato che ha raggiunto la piena occupazione (non si parla più di disoccupati, ergo non esistono).

Un mio saggio superiore molti anni fa diceva che quando si fanno gli straordinari vuol dire che si è troppo pochi e/o troppo disorganizzati. (Lui lo diceva perché non mi voleva pagare ore in più ed esigeva che facessi tutto entro l’orario normale, ma è vero.) Forse si vuole che le imprese italiane siano sottodimensionate e male organizzate?

Dice Algebra che l’obiettivo è la flessibilità: oltre le otto ore sei a disposizione, quando servi lavori, altrimenti stai a casa.

Scontata la battuta di Albertone su cosa serve la flessibilità dei lavoratori (per piegarli ad angolo retto).

Poi però è stato Zinga a mettermi una pulce nell’orecchio: gli “straordinari sistematici” esistono già in moltissime aziende, ma vengono pagati in nero; forse si vuole farli uscire alla luce del sole.

Mmh… e se fosse così? Sarebbe la prima volta che Confindustria persegue questo obiettivo (ma allora non si capisce perché non lo dichiari, ché farebbe anche bella figura: forse non c’avevano pensato).

Il bello dei dibattiti è che mi confondono le idee.

mercoledì, 26 marzo 2008

 

Tol (il principio della tolleranza)

Voi siete liberi di crederci o non crederci ma…

anch’io.

liczin | 19:42 | commenti

martedì, 25 marzo 2008

 

Cercarsi i guai

Oggi i telegiornali non parlano di morti sul lavoro (non perché non ce ne siano), tranne un ragazzo albanese schiacciato nella cabina di un camion (ma è stato rubricato tra gli incidenti stradali, perché evidentemente girellava per diporto).

Non ho i dati precisi ma non ho mai sentito di incidenti sul lavoro nel caso dei notai (scaffali che crollano, cadute dalla sedia, penne stilografiche che esplodono, esalazioni venefiche dalle marche da bollo…). Ho idea che per i notai i casi di morti sul lavoro siano molto vicini allo zero. I notai guadagnano anche molto di più dei muratori al nero.

Perché diamine tutti questi immigrati, invece di ammazzarsi per due soldi (peraltro spesso fuori delle statistiche), non fanno i notai?

Che sciocchi!

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