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martedì, 29 aprile 2008  

Gente di polso

Ho letto di un orologio da non so quanti mila euro che ha come funzione di segnalare se è giorno o notte.

Bella idea. In effetti se siete segregati dai rapitori in fondo ad un buco in terra che v’importa di sapere che sono le otto e trentacinque (e non sapete neanche se è sera o mattina)? Sapere se fuori è giorno o notte vi è più che sufficiente: sono queste le cose importanti e per cui vale la pena spendere.

Su questa linea mi sento di suggerire qualche altro articolo.

 

Alaiv – Uno strumento unico, che rilevando il polso, il calore corporeo, il movimento, e altri 61 parametri riesce a rilevare se siete in vita (led rosa) o se siete morti (un’elegante luce nera).

 

Blaind – Frutto della tecnologia più avanzata e dalla incredibile affidabilità e precisione, questo eccezionale accessorio riporta una piccola scritta (colore personalizzabile): se la vedete non siete ciechi. (funziona al meglio in piena luce, ma con un piccolo sovrapprezzo viene fornito l’accessorio “Nait”, consistente in una piccola torcia)

 

Sfogg – Il vero, definitivo status symbol contemporaneo: un bracciale indeformabile con sopra scritta in caratteri indelebili e ben visibili la cifra che avete pagato per averlo: non passerà inosservato quanto potete permettervi di spendere per un cazzo di coso che non serve a niente!

 

 

Imbianchini di sepolcri

Da ragazzino pensavo che fosse un’idea solo di mia madre, ma poi ho notato che è piuttosto diffusa. Sarà colpa delle riviste di arredamento, che ci fanno vedere appartamenti algidamente inabitati, ma c’è chi pensa che una casa in ordine sia quella in cui non si vedono cose fuori posto (sottolineo “si vedono” anziché “ci sono”). Dentro i cassetti ci possono essere cataste di fogli, grovigli di ciarpame, dietro gli sportelli chiusi possono accumularsi ammassi di oggetti inutili, rifiuti, topi morti, basta che nulla sia in vista: tutt’al più un libro su un tavolino può spezzare l’ortogonalità del tutto. E se si cerca una cosa: “dev’essere in qualche cassetto!”.

Questo mi viene in mente quando si fa polemica sulla prostituzione per strada: quando ci si lamenta delle “donnine” sui marciapiedi, lo spettacolo indecente, il traffico, ma nulla si eccepisce sulle schiave nei “club” o negli appartamenti; quando si schiamazza per la microcriminalità e la violenza per strada, ma poco si obietta sulle violenze domestiche, sui mariti che picchiano le moglie o violentano le figlie.

L’impressione è che questi scandalizzati benpensanti a casa loro nascondano i topi morti dietro un qualche sportello chiuso.

lunedì, 28 aprile 2008

 

Scomoda una verità

Una verità che i fumatori sembrano ignorare e le grandi multinazionali del tabacco cercano di tenere nascosta. Ma è ora che qualcuno lo dica, e lo farò io: chi fuma puzza.

domenica, 27 aprile 2008

 

I treni arrivavano in orario

Un paio di giorni fa un ragazzo albanese di ventidue anni si è buttato sotto un treno a Mestre.

Ho letto la notizia a pagina 23 di un quotidiano locale, in un articolo la cui prima metà era dedicata a come il ragazzo sia uscito di casa la mattina prima dell’alba, per sfruttare il buio.

La seconda metà dell’articolo riportava i ritardi causati ai treni.

 

Qualche pagina dopo il doppio dello spazio (con foto) era riservato ad una frittata-record con 1600 uova.

giovedì, 24 aprile 2008

 

25 aprile

Domani è il 25 aprile: giornata che ci ricorda che la Repubblica Italiana è nata sulle rovine (materiali e metaforiche) della guerra e della dittatura fascista. Ci ricorda che i fondatori, pure molto diversi tra loro: da De Gasperi a Pertini, da Andreotti a Togliatti, da Calamandrei a Einaudi, da La Pira a Nenni, avevano in comune i valori fondamentali della democrazia e della libertà, dell’uguaglianza e della giustizia, che il regime fascista aveva soppresso.

Ecco, domani è la giornata che ci ricorda questi valori.

 

Ora, se qualcuno li considera motivi di divisione bisognerebbe dicesse a quali di questi valori è pro o contro.

 

 

Tempi miopi

Si riduce il raggio della nostra vista. Non ci ricordiamo le cose di ieri e non spingiamo le nostre previsioni più in là dell’oggi, non distinguiamo le cose due metri più in là.

Compriamo oggi per pagare tra un mese (un mese è un secolo!), assumiamo per tre mesi, definiamo “storica” qualunque scemenza sportiva (la prima vittoria in trasferta con la maglietta bianca, la prima medaglia olimpica di un’abruzzese bionda con un neo, ecc.), ecc.

Festeggiamo di pagare meno tasse non pensando che le pagheremo in altro modo (altre tasse, o minori servizi, o maggior debito pubblico che vuol dire più interessi che vuol dire più spesa pubblica ecc.).

Pensiamo di fermare le migrazioni come se fossero semplici questioni di ordine pubblico e non fenomeni davvero storici.

Guardiamo con un giro sempre più stretto: il nostro girovita.

mercoledì, 23 aprile 2008

 

E poi il pallone è mio, se perdo lo porto via!

Che le “grandi” squadre di calcio vogliano fare un campionato chiuso, a inviti, non è una novità. (Snobismo? Paura di perdere?) Del resto sono grandi società per azioni che ben poco hanno a che vedere con lo sport. (Per esempio se il Milan non riesce ad entrare in Champions League guadagna parecchi soldi di meno, ma d’altra parte se sportivamente non ce la fa… Vogliamo chiamarlo rischio d’impresa?)

La cosa buffa è l’ultima giustificazione berlusconiana, che più o meno suona come “spendiamo un sacco di soldi per comprare dei giocatori e poi tocca farli giocare in stadi di periferia, pure semivuoti” (e magari perdere pure, diciamolo). Ecco, è buffo che si voglia commisurare il campionato alla spesa e non il contrario; come se si dovesse adattare il mercato all’investimento e non viceversa, come se io volessi girare con una costosissima auto larga quattro metri e pretendessi che allargassero le strade.

Ora vado a comprarmi una bicicletta da un milione di euro, e voglio vedere se hanno il coraggio di non farmi vincere il Tour!

 

 

Fare il ponte

A me il ponte di Calatrava a Venezia piace.

Ma se fossi un disabile l’ovovia mi farebbe una gran paura.

In compenso a mettere un euro di biglietto per farci un giro penso che lo spenderei volentieri.

 

 

Il vino dei cartelli

Olga Giannazzaro e Ahmed Casiraghi sono gli unici dell’isola ad avere il barbera.

Tutti gli altri, per bere, sono costretti ad andare da loro, e loro si fanno pagare il barbera un iradiddio. Ovviamente sono d’accordo per alzare sempre più il prezzo e diventare sempre più ricchi.

I bevitori si lamentano che il prezzo è alto in modo insensato, ma loro se ne fregano, tanto quelli non smettono di bere, né si convertono al soave o al chianti classico.

Se sono idioti se lo meritano.

 

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

 

 

Voti a rendere

Si è scoperto che a Catania e a Casoria (eccetera) i disperati vendono il voto per un pacco di pasta e dei biscotti, per cinquanta euro, per la speranza di un lavoro per tre mesi.

Dà da pensare.

Il petrolio fa un record al giorno, tutti i prezzi crescono, solo i voti sono fermi ai costi degli anni ’50.

Dà anche da pensare che in fondo vendere il voto per la speranza di pagare 300 euro di tasse di meno o la promessa di avere privilegi di nazionalità non è tanto diverso: è pur sempre venderlo per mero rendiconto personale.

martedì, 22 aprile 2008

 

Cammina cammina

Io ho una collega che abita a un centinaio di metri da me. Lei viene a lavorare in auto, io in bicicletta: considerando traffico, semafori e tempi di parcheggio ci mettiamo più o meno lo stesso tempo (cinque/dieci minuti). Quando piove io vado a piedi (un quarto d’ora).

Quando torna a casa in pausa pranzo la mia collega si cambia le scarpe e va a fare mezz’ora di “camminata veloce”.

– Veloce come se stessi andando a lavorare?

– Sì, più o meno.

– Ah, ho capito.

 

 

Motivo di divisione

“Bella ciao” è un motivo di divisione secondo il sindaco di Alghero e quindi non va suonato per la Festa della Liberazione. Forse intendeva come “inno del reggimento”, o “musica del battaglione”, o “ritornello della compagnia”.

O forse voleva dire che la festa del 25 aprile non deve più essere il ricordo dell’unità nazionale contro il nemico comune nazifascista. Ma allora Liberazione da che? Unità in cosa?

È una Festa che aveva senso in un’Italia democratica e antifascista (quella, tra gli altri, di De Gasperi per fare un nome a cui tutti si aggrappano): ora non più.

lunedì, 21 aprile 2008

 

Omar (con una serie di cognomi)

Omar (con una serie di cognomi) è egiziano, fa il pizzaiolo, e abita col fratello e tre connazionali in un appartamento in periferia. Il fratello (cameriere) è l’unico col permesso di soggiorno, gli altri sono irregolari.

A normali controlli di routine sono già stati tutti beccati ed espulsi dall’Italia, ma sono rimasti a fare il pizzaiolo, il benzinaio, il carrozziere.

Se ad altri normali controlli di routine verranno beccati di nuovo l’aver ignorato l’espulsione verrà considerato reato, ed andrà a ingrossare le statistiche degli extracomunitari che delinquono.

Due pizzaioli, un benzinaio e un carrozziere.

 

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

venerdì, 18 aprile 2008

 

Polittico (tre appunti)

Ogni giorno escono analisi (tutte lucide e impietose) della situazione politica, diverse e anche contrastanti fra loro, tanto nessuno si ricorda di controllare com’era il giorno prima.

E se proprio bisogna ricordarne una si pesca quella su mille che casualmente c’azzecca.

Come l’oroscopo.

Mi immagino gli elettori della Destra di Storace che si domandano per chi dovranno votare nel ballottaggio di Roma, e aspettano con ansia le indicazioni del proprio candidato, e si chiedono se Alemanno deciderà casomai di accettare i loro voti o no.

Sì, me li immagino…

Qualcuno mi spiega perché sul sito del Ministero degli Interni, nella sezione speciale dedicata alle elezioni, i risultati per l’estero sono fermi a 1282 enti su 1309 dalle 04:56 del 16/04/2008, e ad ora sono ancora lì?

 

 

Dove ci porti?

Non capisco chi parla di PdL “in ostaggio della Lega Nord”.

Berlusconi parla, ponendolo come primo provvedimento, di abolire un’importante entrata dei comuni (l’Ici): va cioè nella direzione esattamente opposta al federalismo fiscale che è tra gli obiettivi leghisti. E nessuno nella Lega dice alcunché, nessuno lo ferma, nessuno batte ciglio.

E tra gli attivisti leghisti ugualmente niente, silenzio: una disciplina, una propensione a ingoiare rospi che non si vedeva dai tempi d’oro del PCI.

La Lega Nord è già stata al governo e non ha perseguito in pratica nessuno degli obiettivi che proclama in teoria (fortunatamente, dico io), e allora uno si chiede: quali sono i suoi veri obiettivi?

giovedì, 17 aprile 2008

 

Libero forse, vero no

L’alieno Glbnr, sul suo pianeta Lpuk, di mestiere fa il giornalista (e infatti è qui per delle corrispondenze).

Oggi è rimasto a bocca aperta (l’Italia non smette mai di sorprenderlo): “La smentita dovrebbe essere l’incubo del giornalista. Dare una notizia falsa o sbagliata per un giornalista è come la morte del paziente per un medico, come il crollo del ponte per l’ingegnere, come… la sconfitta del generale. Un giornalista che si accorge di non aver controllato abbastanza la notizia si è giocato la sua unica dote: la credibilità. Chi si fida delle notizie date da un cazzaro?”

Vale la pena raccontare che questo discorso è venuto in merito alla prima pagina di “Libero”: con la foto di un tizio che si distende in terra per fare da scalino ad un altro che sale su un aereo. Vittorio Feltri (direttore di Libero) lo descrive come dimostrazione dell’inumanità della sinistra italiana (la dimostrazione personalmente mi è sfuggita, forse perché non sapevo che Miuccia Prada fosse una “nota icona veltroniana”).

Poi gli interessati hanno scritto a Libero spiegando che è uno scherzo tra vecchi amici, nulla di più.

Il buon Glbnr si aspettava la disperazione di Feltri, le sue scuse agli interessati ma soprattutto ai lettori, una sua prima pagina con il suo primo piano sotto il titolone “Testa di cazzo!” (nello stile elegante e schietto dei titoloni di Libero), e le dimissioni con cambio di mestiere (scrittore di narrativa, opinionista di calcio, roba così).

Invece niente. Feltri non si è scosso. Ha detto che non aveva “nulla di cui scusarsi”.

“NULLA DI CUI SCUSARSI!?!?” quasi quasi Glbnr si fa venire un infarto.

Ma già, lui è un alieno, non sa ancora come funziona l’informazione quaggiù.

 

 

L’attualità pressa

Iersera il TG2 ha dedicato la sua rubrica di approfondimento a Marylin Monroe.

Mi immagino che un confronto fra rappresentanti dei Comuni, leghisti, economisti sull’annunciata abolizione dell’Ici non fosse abbastanza di attualità.

 

 

Cin-Ici

Ho controllato, io di Ici per casa mia l’anno scorso ho pagato 240 euro: 20 euro al mese, 66 centesimi al giorno (si fa così quando si vuol far sembrare più bassa una cifra: si fraziona fino a farla diventare “meno di un caffè al giorno”).

Dovrei essere contento.

Ma penso anche a chi risparmia molto di più perché abita in una villona (che so: Tanzi, quello di Parmalat, quanto risparmierà?)

E penso pure a chi l’Ici già non la paga perché non si può permettere una casa, a chi non avrà più alcuni servizi dal Comune per mancanza di fondi (servizi agli anziani, asili pubblici, ecc.).

Non sono contento perché penso anche agli altri.

Ma mi sto applicando: mi passerà.

(E poi magari comincerò a prendere un caffè al giorno.)

mercoledì, 16 aprile 2008

 

Secondo sesso

Il signor Ulisse Agenore Garbazza si masturba.

L’ha presa come abitudine. Si collega a un paio di siti porno che conosce e guarda i filmatini. I suoi preferiti sono quelli delle “milf”: formose signore con grandi tette troppo tonde che “seducono” giovanotti. Il signor Garbazza si masturba, e per eccitarsi si immagina di essere quel giovanotto, di accarezzare le circonferenze perfette delle tette, di sentire la di sua bocca, di spalancarle le cosce.

Poi, quando, sempre più di rado, si trova a fare sesso con la moglie Clotilde, per eccitarsi ha di nuovo bisogno di immaginazione. Si immagina di masturbarsi.

 

 

Partiti, parecchio

Molti anni fa uno statunitense mi disse: “Beati voi che avete tanti partiti tra cui scegliere: noi ne abbiamo solo due e sono uguali.”

martedì, 15 aprile 2008

 

Rialzati, più bella e più superba…

Non amo particolarmente i post-citazioni, ma quanno ce vo’…

 

POPPEA: Cesare, persuadi il popolo con uno dei tuoi soliti discorsi.
 
NERONE: Sta bene, parlerò col popolo, ma non mi lasciate solo… venitemi a tergo… 
(Si avvia al podio, ma delle urla improvvise  lo fanno retrocedere frettolosamente)
Ah, no… il popolo è ignorante… vo’ li quatrini…
(Ripete l’azione e nuovamente retrocede)
Ho trovato… il popolo è mio… un nume mi ha dato un lume: Eureka! Eureka! E chi se ne… importa! L’ho in mano… Basta che lo fai divertì  il popolo è tuo…
(Va al podio accolto nuovamente dalle urla, rimane al podio dicendo i numeri della morra)
Sette… Tre… Tutta…
 
VOCE (d. d.): Quattro… Otto… Sei… Sei…
 
NERONE: Stupido… Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…
 
VOCE (d. d.): Bravo!
 
NERONE: Grazie.
(Rivolgendosi a Egloge e a Poppea)
E’ piaciuta questa parola… pria… Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona… Ora gliela ridico… Più bella e più superba che pria.
 
VOCE (d. d.): Bravo!
 
NERONE: (sempre più affrettatamente quasi cercando di sorprendere il popolo)
Più bella e più superba che pria...

VOCE (d. d.): Bravo!

NERONE: Più bella… grazie.
 
VOCE (d. d.): Bravo!

NERONE: … Zie.
 

VOCE (d. d.): Bravo!

NERONE(facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla)

VOCE (d. d.): Bravo!

NERONE: Bravo! VOCE (d. d.): Grazie!
 
NERONE: Lo vedi all’urtimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bravo!

(“Nerone” Ettore Petrolini – 1930)

 

 

Delle lezioni dell’elezioni

Ci sto pensando ad un’analisi dei risultati delle elezioni, eppure non mi viene in mente niente di che.

Hanno vinto i conservatori, come previsto già dalle elezioni precedenti; si è premiata la tendenza al bipolarismo (in un’ovvia aspirazione a contrastare l’avversario, al “voto utile”). Insomma niente di nuovo.

Non c’è neanche da immaginarsi come sarà il governo futuro: Berlusconi è alla terza legislatura di governo, proseguirà come in passato. Abbiamo altri cinque anni per parlarne.

Quel che posso pronosticare è l’attenuazione della progressività delle imposte, l’aumento del debito pubblico, aumento della forbice tra poveri e ricchi, ecc. ma non sono veri pronostici: piuttosto la proiezione del già visto.

Ecco, un’altra cosa che si può prevedere è che gradualmente i telegiornali smetteranno di dire che le famiglie non arrivano a fine mese e parleranno di più di cronaca nera e di gossip.

Anch’io penso di parlare meno di politica e più di costume e piccole cose.

lunedì, 14 aprile 2008

 

Un commento a caldo, prego!

Aspetterò i dati definitivi per commentare i risultati delle elezioni, non sono mica fesso. E poi non ho fretta.

Anche perché non c’è relazione fra gli exit poll e le proiezioni, fra le proiezioni e i dati reali, e soprattutto grazie ad una legge elettorale così brutta che nessuno ha voluto toccarla, non ci sarà relazione tra le percentuali dei voti e quelle dei parlamentari. Alla faccia del proporzionale.

Per ora l’unico dato certo è che gli astenuti non contano niente.

 

 

Maschi, femmine e politici

Io sono d’accordissimo a giudicare i politici (e altri mestieri) a prescindere dal sesso (odiosi i commenti tipo “non male per essere una donna”), ma non mi aspetto che smettano di essere uomini e donne.

Fa notizia che il neoministro della difesa spagnolo abbia il pancione: vorrei vedere! È una signora incinta al settimo mese, sarebbe strano se non lo avesse! Dite che la notizia è che sia una donna e non un uomo? Che della guerra tradizionalmente si occupano gli uomini? Beh, non è che alla sanità debba per forza andare un malato e all’agricoltura una rapa.

Scalpore in Germania per un abito scollato indossato in Svezia dalla premier Angela Merkel. Francamente trovo la Merkel femminile e sexy come un lingotto di ghisa, ma non ho mai pensato che non avesse le tette, e anche grosse, e che (volendo) non le potesse mostrare. Con ciò continua ad essere il cancelliere tedesco.

Non è che i politici non siano né uomini né donne. I politici sono uomini e donne (all’estero).

 

 

Verde libertà

Sulle bare potete fare sceneggiate ignobili, potete fare arringhe politiche, potete gettare bandiere fuori luogo, potete disporre drappi con i colori delle squadre di calcio. Ma non potete dipingerle di verde.

Non ho capito perché, ma pare che il Comune di Milano abbia regolamenti che lo vietano.

Così Pippa Bacca, artista ammazzata da un ignorante nel compimento di una sua sorta di opera d’arte, non potrà giacere in una bara del suo colore preferito.

Forse io avrei fatto lo stesso la bara verde.

Sarebbe stato un finale ironico e grottesco, lieve e amaro, il frusciante verbale dei vigili.

 

 

Intanto dei numeri a caso

Alle quindici in punto (a essere rigorosi a operazioni di voto ancora in corso) radio, siti web, telegiornali pubblicheranno exit poll che si dimostreranno sbagliati e proiezioni inesatte, che servono alle agenzie demoscopiche per incassare gran bei bonifici nonostante le brutte figure, ai giornalisti di riempire spazio/tempo con futili chiacchiere (ma molto seguite, e quindi con incassi pubblicitari), ai politici di farsi vedere dicendo cose dimenticabili (precedute dalle formule d’uso “Se i risultati confermeranno queste proiezioni…”, “Qualora i risultati finali fossero questi…” ecc.).

Gli unici a cui non servono niente siamo noi: a noi se ci dicessero direttamente i risultati finali martedì, di botto, ci andrebbe benissimo. Non abbiamo bisogno di ondivaghe anticipazioni con correzioni successive (tranne che per ridere a posteriori di affermazioni azzardate su dati errati, ma sono soddisfazioni miserine).

 

 

Il talento di Mr. Replay

Ognuno ha le sue abilità. Salvatore Bastalà è bravissimo nella ricerca di lavoro. Sa fare dei curriculum fantastici, adattissimi al posto disponibile, in cui mette in luce e in ombra gli elementi più giusti. E poi fa dei colloqui meravigliosi, in cui pare ipnotizzare il selezionatore, lo affascina, lo seduce, e si fa assumere.

Poi come lavoratore fa schifo, e le ditte non vedono l’ora di licenziarlo, e lo fanno alla prima occasione. Però poi lui si rimette in cerca, e in questo è bravissimo.

Per dire, c’è una ditta che l’ha già assunto e licenziato due volte, ma ora ha fatto un altro colloquio e pare che lo assumano di nuovo.

venerdì, 11 aprile 2008

 

Voto for dummies

Aprite la scheda, fate una X sul partito per cui volete votare, ripiegate la scheda.

Se non siete in grado di capire questo come cazzo pretendete di votare?

 

 

Siate cattivi!

Un esercito di rappresentanti di lista PdL, istruiti per rompere i coglioni il più possibile, non eviterà i brogli inesistenti, ma rallenterà lo spoglio in modo esponenziale. Proprio perché le istruzioni sono di contestare tanto, anche quando non c’è niente.

A cosa servirà? Boh. Intanto per questo giro di giostra sono contento di non essere al seggio. Negli anni scorsi ho lavorato diverse volte come scrutatore e non ho mai avuto il minimo appunto dai rappresentanti di lista (anche se non ho mai seguito la procedura “lunga”: ho sempre fatto i mucchietti), ma questa volta mi sa che sarà dura.

L’impressione è che parlare di brogli è come parlar male dell’arbitro prima della partita: se si vince lo si è fatto a dispetto delle circostanze (e magari si giustificano le sconfitte passate), se si perde si dà la colpa ai complotti. Insomma non ci si rimette mai. Mi aspetto che verranno sbandierati altissimi numeri di contestazioni (pretestuose).

 

 

Cina e cinismo

Sono d’accordo. Perché boicottare le Olimpiadi? Cosa c’entrano la politica, i diritti umani, l’economia internazionale, ecc. con lo sport, con una manifestazione che dovrebbe essere al di sopra di tutte queste bassezze? Bisognerebbe boicottare se i giochi olimpici non fossero una disinteressata festa dello sport e della pace bensì l’esposizione della potenza economica, l’esibizione del potere, una manifestazione politica.

Ecco, allora sì…!

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