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giovedì, 15 maggio 2008  

Cinque (che guadagnano) per mille

Il professor Trombone, oltre a fare il primario per l’ospedale pubblico “Sant’Assente”, ha fondato una onlus, l’IERMMR (Istituto Europeo di Ricerca sulle Malattie dei Malati Ricchi), che raccoglie il 5 per mille, e che effettivamente non lucra sull’attività della piccola clinica; anche perché dopo aver pagato le prestazioni del presidente professor Trombone, del direttore generale dottoressa Trombone (figlia), del direttore sanitario dottor Trombonello (genero), del chirurgo dottor Trombone (figlio) e dell’unico ricercatore dottor Trombone (nipote), non ci rimane granché.

 

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

 

 

Gli sport estremi sono selezione naturale?

Una tragedia è una tragedia, e una morte è sempre una tragedia.

Ma leggendo il trafiletto su quel ventinovenne in Svizzera, caduto dal balcone per la troppa rincorsa durante una gara a chi sputa più lontano…

mercoledì, 14 maggio 2008

 

Il nome della cosa

Se degli “onesti” cittadini italiani “esasperati” devastano un campo rom con spranghe e molotov, devastano e incendiano (e talvolta feriscono e uccidono), perché i telegiornali non chiamano la cosa col suo nome: “pogrom”?

martedì, 13 maggio 2008

 

Criminale e libero

Quel ristoratore napoletano che è sceso in strada con la pistola (“regolarmente detenuta”) in mano e ha esploso diversi colpi ai ladri (“a scopo intimidatorio” avrebbe dichiarato) ne ha colpito uno al torace (a scopo intimidatorio ad altezza del torace?) e l’ha ammazzato. Si parla di “eccesso colposo di legittima difesa”, ma nessuno lo minacciava (quindi non c’è legittima difesa, tutt’al più difesa del patrimonio) e sparare diversi colpi all’altezza del cuore non è “colpa”, è sparare per uccidere.

Quel che è grave è che lui (e tutti quelli come lui) è e sarà in futuro convinto di essere dalla parte della ragione, di aver fatto bene.

Ha ucciso ed ha la coscienza pulita.

E sarà disposto a rifarlo, perché ha la coscienza pulita.

Pericolosi assassini in libertà.

 

 

Libero e criminale

“Libero” ieri ha fatto il titolone di prima pagina sui rom che rapiscono i bambini. Però negli ultimi decenni in Italia le statistiche non riportano casi del genere; ripeto, non ci sono casi di rapimento di bambini da parte di zingari, non ci sono.

Si tratta di una leggenda metropolitana.

Se non esistono i reati di razzismo e/o di istigazione al razzismo, se i redattori di Libero non hanno coscienza né personale né professionale, quantomeno l’ordine dei giornalisti dovrebbe sanzionare pesantemente un giornale che mette in giro notizie false e pericolose. Un “ordine” non dovrebbe proteggere la categoria e (nel caso dei giornalisti la sua caratteristica più importante) la sua credibilità (anche dai suoi stessi membri)?

 

Ma non è aria…

 

 

Quella sporca ultima metà

Un giorno, chissà quando, forse tra mezz’ora forse mai, scriverò un post intitolato “Quella sporca ultima metà” (titolo provvisorio) in cui parlerò della metà degli italiani che non va in vacanza, della metà degli italiani che non ha votato la maggioranza di governo, la metà degli italiani che non naviga su internet, e così via esemplificando porzioni di popolazione notevoli ma non notate.

(suppongo che vengano trascurate perché non contate in termini numerici, ma “pesate” in termini di potere: economico, d’acquisto o d’altro genere).

Quando scriverò quel post approfondirò, cercherò esempi, rifletterò, e infine sintetizzerò il tutto.

Per ora ho preso un appunto superficiale.

 

Una di queste metà mi è venuta in mente ieri, quando hanno annunciato che le pagelle scolastiche non dovranno essere più cartacee ma consultabili su internet (come le dichiarazioni dei redditi?): ho pensato alla metà degli italiani che non potrà più sapere direttamente i voti, e che dovrà pietire la consultazione ad amici e parenti o dovrà pagare una tassa impropria ad un internet point.

lunedì, 12 maggio 2008

 

I compiti di un ministro

Ho una collega che telefona a casa più volte al giorno, al figlio, per controllare che faccia i compiti. Io il “Ministro per la realizzazione del programma” me l’immagino così.

“Pronto, sono io. Cosa stai facendo?… L’hai già fatta matematica, quegli esercizi?… E quel decreto che dovevi fare?… Non ancora? E quando lo fai?… Non raccontarmi balle: spegni la Playstation e prepara il decreto!”

Quello che non riesco a immaginarmi è il Ministro-ombra (a parte il fatto che dovrebbe avere un cane di nome Asta): che dovrebbe fare? Controllare gli altri ministri-ombra? Oppure che il governo vero realizzi il suo programma? Oppure deve cercare che il governo vero il suo programma non lo realizzi?

(imitando la voce del ministro) “Pronto, sono io. Sì, lo so che stai facendo il decreto, ma c’è una cosa più urgente. Molla un attimo: vai a preparare l’arrosto che è in frigo…”

 

 

Ghost writer

La nota scrittrice Lucethia von Switenstein esisteva solo per le foto in quarta di copertina (che in realtà erano quelle di mio zio Bruno adeguatamente ritoccate).

I libri erano scritti da tre ghost writer barbuti, tenuti a vivere in una baita altoatesina, e poi editati da un’anziana prof di lettere di cui conosco solo le iniziali (curiosamente N. N.).

Ancorché inesistente la signora von Switenstein divenne col tempo sempre più esigente, e col successo di pubblico i tre barbuti scrittori e la prof cominciarono ad averla in antipatia, poi a trovarla pesante, e infine l’odiarono apertamente. Provarono a disfarsi di lei, ma il pubblico la sosteneva e lei si era ormai montata la testa. Così decisero di farla fuori: si sporsero su un costone di roccia e le fecero fare un bel volo rotondo.

Mio zio Bruno in segno di lutto si fece crescere la barba.

 

Nota – Questo racconto era partito con ispirazione dalla realtà: ma a forza di inventare nomi, fatti, luoghi e personaggi non ne è restato più nulla. M’è rimasta solo la fantasia.

 

 

Delinquenti per legge

– Questi immigrati non delinquono abbastanza.

– In che senso?

– Sì, dico ai miei di gonfiare un tentato borseggio in prima pagina e tacere sui reati degli italiani, di usare “immigrati” e “delinquenti” come se fossero sinonimi, ma ogni tanto qualcuno si accorge che le statistiche dicono che gli immigrati regolari delinquono molto meno che gli italiani, che anche quelli irregolari fanno reati meno gravi degli italiani. Ogni tanto un rapporto ufficiale ci sputtana l’allarme sicurezza dimostrando che siamo tra i più sicuri d’Europa. (Io controllo molti mass media, ma mica tutti.)

– E allora che si fa?

– Bisogna trovare la soluzione: è per questo che l’ho chiamata.

– Capisco, mi faccia pensare…

– Ho una certa fretta.

– Idea! Ho la soluzione!

– Bene: mi dica.

– Ha presente l’atrazina?

– Che c’entra?

– Istituiamo il reato penale di immigrazione, così nelle statistiche potrete dire che il 100% degli immigrati clandestini compie almeno un reato penale.

– Grande idea!

– Modestamente…

– Così un tizio qualsiasi, per il solo camminare per la strada, per il solo esserci già compie un reato (che nelle statistiche conta come l’omicidio, per intendersi)

– Bello eh?

– Non c’è bisogno di dimostrare che ha rubato, o truffato, o picchiato: è lì quindi è colpevole!

– C’è un piccolissimo difetto.

– Quale? A me sembra perfetto.

– Un reato è in qualche misura un danno agli altri, individualmente o come comunità. Un immigrato che non delinque che male fa?

– Ma cosa fa? Il sofista? L’intellettuale? Sarà mica comunista?

sabato, 10 maggio 2008

 

Le mani (a pugno) in tasca

Leggo sul Corriere.it che Tremonti, a proposito del caso Alitalia, avrebbe detto all’Annunziata “una cosa è sicura: un conto è fare campagna elettorale e un conto è essere al governo.

È uno di quei brani che andrebbero conservati, e tirati fuori alla prossima campagna elettorale, a ogni intervento, a ogni promessa. “Mi scusi onorevole Tremonti: ma questa cosa che ha appena detto va letta alla luce di questa dichiarazione del maggio 2008” e breve filmato.

Peccato che i nostri giornalisti frequentino così poco gli archivi, che la memoria sia così poco frequentata. Basterebbe così poco per non farsi prendere per il culo…

 

Riguardo i conti del governo Prodi avrebbe detto: “sui conti pubblici di un Paese c’è il controllo assoluto, ormai ci sono molti occhi sopra. Chiederemo agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata.

E gli occhi dell’opposizione? Che l’opposizione non li tiene gli occhi sui conti pubblici? E a che serve allora?

 

Un ultimo appunto riguarda chi dovrà fare i sacrifici (cioè, spiegatemi, si tratta di aumentare la pressione fiscale? Non erano i “comunisti” quelli che aumentavano le tasse?): “Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri». Gli istituti di credito – ha spiegato – dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie». Per quanto riguarda i petrolieri Tremonti ha spiegato che «prendono più soldi perché è aumentato il prezzo

E secondo lui quando a banche e petrolieri aumentano i costi loro su chi li scaricano? Sugli utili, sugli azionisti? Ma a chi crede di prendere per il culo? Le banche a chi applicano condizioni di favore e tassi migliori, ai pensionati con mille euro?

 

Rabbia!

(aggiunta: più tardi lo stesso giorno)

 

Ripensandoci, la dichiarazione di Tremonti si può tradurre in una frase che si usava quand’ero bambino: “C’hai creduto, naso di velluto!”

E giù a ridere…

 

Quanto alla “progressività” dell’imposizione “bancaria” dico solo tre dati di cui sono a conoscenza diretta: la stessa banca (gruppo Monte dei Paschi di Siena), sia pure filiali diverse, per un bonifico del ricco B.M. non prende niente, per un bonifico della ditta del padre prende 26 centesimi, se facessi un bonifico io (cioè un privato qualunque) mi prenderebbe 5 euro. Questo accade a demandare la distribuzione delle imposte ai privati. Non so se mi spiego.

 

Rabbia che cresce!

 

venerdì, 09 maggio 2008

 

Turing Club

Chi non conosce il “test di Turing”? (Io per esempio, fino a che non me l’hanno spiegato.)

Si tratta in pratica di una definizione di “macchina intelligente” che dice più o meno che se non si riesce a riconoscere se l’interlocutore è una macchina o una creatura intelligente allora vuol dire che è intelligente; come a dire che non si può simulare l’intelligenza (e questo è falso: basta avere gli occhiali e annuire ogni tanto con espressione grave).

Tra i vari dubbi che mi suscita annoto i seguenti:

a) se facciamo il test di Turing a Borghezio concludiamo di avere a che fare con un Vic 20 programmato da un babbuino;

b) se il test lo conduce Luca Giurato passano per intelligenti anche degli orologi a cucù;

c) il test è basato sul linguaggio, che è uno strumento sopravvalutato;

d) questo punto d serve solo a fare numero per chi legge distrattamente;

e) varie ed eventuali;

f) pane e coperto sono inclusi nel prezzo.

 

 

E-lettrici

Le mie amiche. Oddìo amiche è una parola grossa. Sono due persone che leggono questo blog (le uniche a giudicare dai commenti) e io leggo i loro.

Però che dire, io mi ci sono affezionato.

Che senso ha l’affezione tramite blog? Nessuno.

Eppure mi viene da far loro una coccola (sperando che siano donne davvero…) sia pur solo virtuale, abbracci telematici, elettrici.

liczin | 00:30 | commenti (1)
 

 

Darwin Turbodiesel

Secondo le nuove regole i neopatentati, per il primo anno, non possono guidare utilitarie, ma possono sfrecciare sugli enormi suv.

Immagino che sia per favorire la selezione naturale.

giovedì, 08 maggio 2008

 

Tormentosi

Da un giorno all’altro i TG si (e ci) angosceranno di nuovo con il rovello che tutti gli anni torna ad angustiarci: quale sarà la canzone-tormentone della prossima estate?
 

 

Rigovernare

In questi giorni qualunque fesso che passa per la strada o che tiene un blog si sente in dovere di dire la sua sul governo Berlusconi IV (per gli smemorati: Berlusconi I e Berlusconi II furono consecutivi e a voi sono sembrati uno solo).

Siccome io sono sia un qualunque fesso che passa per la strada o tiene un blog non vedo perché fare eccezione.

 

Sono ventuno i dodici ministri del Berlusconi IV.

Non sono l’alieno Glbnr dal pianeta Lpuk, e lo so come vanno le cose quando si fa un governo in Italia. Ci sono i ministeri “veri” e ci sono quelli di riempimento, tanto per accontentare partiti e personaggi e per nominare qualche donna a fare numero: cosa farà mai dalla mattina alla sera il ministro per le politiche giovanili? Ha senso aggiungere la complicazione di un ministro “per la semplificazione”? (Sì, serve a nominare un ministro che non serve a niente.)

Ma quello che mi sorprende non sono le aggiunte, ma le assenze.

E non di altri ministeri di riempimento (della famiglia, dell’attuazione del programma, della solidarietà, ecc.)

Che fine ha fatto il ministero della Salute (o della Sanità)? Possibile che la Salute (che secondo i nostri vecchi “è la prima cosa”) sia trascurabile rispetto agli “Affari Regionali” (qualunque cosa vogliano dire)? E la ricerca scientifica?

Invece che inventarsi un ministero di cartapesta (le riforme, per dire) non si poteva lasciarne uno serio? (E già, e poi si mette un decerebrato in posizione di responsabilità?…)

Da notare anche che col fatto che all’estero la destra continua a non incontrare successi (mancanza della Lega Sud America contro gli immigrati? mancanza del monopolio televisivo? bah) gli “italiani all’estero” che tanto erano stati voluti da AN ora sono rimasti senza ministero.

E poi, altri ministeri spariti: toh, le telecomunicazioni! Ma guarda…!

 

PS: aspettiamo con ansia di conoscere anche il governo ombra, che prende il nome dalla cosa con meno spessore che mi viene in mente.

mercoledì, 07 maggio 2008

 

Un buon diavolo

Io se fossi il diavolo non investirei nelle belle donne sexy o nella rabbia e i furti. Non butterei troppe risorse nell’invidia o nell’odio: tutta roba che funziona da sé.

Io se fossi il diavolo mi vestirei da Papa.

liczin | 15:16 | commenti (1)
 

 

Dormiveglia

Il ragionier Gianaldo Bracioletta pensò che in fondo non era così male essere morto.

Tra i vantaggi dell’essere defunto c’è che nessuno ti dice “alzati, è tardi”, che non doveva più avere a che fare col dottor Mazzuolo e che non avrebbe più avuto le coliche renali.

Però poi pensò che forse sarebbe andato all’inferno, e forse l’inferno era essere svegliato presto dal dottor Mazzuolo e soffrire di coliche. In più non avrebbe saputo come andava a finire la trentaseisima stagione di “Lost”.

Così decise che era meglio essere vivo.

Ma ahimé la voce del dottor Mazzuolo gli disse “Si alzi, è tardi!”

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

martedì, 06 maggio 2008

 

Manza tenera

Quando un giovinotto scherzosamente dice “manza” per definire la sua ragazza è buffo. Buffo perché lui crede di far rudemente riferimento ai bovini, e invece usa un termine dantesco, che teneramente deriva (tramite “amanza”) da amare.

Carino eh?

 

 

Io mi fermo quiz

Tra le cose che mi hanno saturato le palle (finezza!), ci sono i quiz in cui i concorrenti non hanno limiti di tempo e parlano a vanvera per ore, fanno ragionamenti senza capo né coda, dicono qualunque cosa, anche incongruente per poi dare la risposta che potevano dare in cinque secondi.

Se vi chiedono la capitale della Francia non c’è bisogno di andare per esclusione, magari dicendo scemenzone evitabili tipo “Kuala Lumpur non è perché è nelle Marche, Stoccolma non mi pare una capitale, Bordeaux potrebbe essere… ma no, è un colore!”.

E quando la risposta viene data “dopo la pubblicità” io, senza esitazione, cambio canale.

lunedì, 05 maggio 2008

 

Art attack di arrangiarsi

Disegnate col gesso in terra la sagoma di un uomo in posa scomposta, disponete qua e là un paio di cartellini con le lettere A, B, ecc. accanto a cerchi (ugualmente fatti col gesso sull’asfalto).

Novanta su cento quando tornate a casa il parcheggio è ancora libero.

domenica, 04 maggio 2008

 

Due grandi persone

Giovanni Nencioni: persona colta e intelligente. Fossi stato il Presidente della Repubblica l’avrei nominato Senatore a vita (un altro era Elio Toaff).

 

Natalie Du Toit, nuotatrice sudafricana con una gamba amputata, si è guadagnata la qualificazione ai giochi olimpici: senza protesi, senza pietire solidarietà, senza petizioni. Solo con la propria forza.

 

 

Si cura la sicurezza

Nicola Tommasoli, il ragazzo veronese ridotto in fin di vita da cinque neofascisti locali: c’è chi dice che l’esclusione dell’estrema sinistra dalle istituzioni porta al rischio di nuovo terrorismo. Secondo me sono cazzate. Altrimenti quegli stessi ci dovrebbero spiegare i rischi di squadrismo giustificato dalla presenza nelle istituzioni dell’estrema destra. Perché i comunisti dovrebbero ricorrere alla violenza non avendo più rappresentanti, e i fascisti non dovrebbero sentirsi legittimati alle ronde violente?

Si parla molto di sicurezza, ma a dire la verità io non mi sento mica tanto più sicuro di prima…

sabato, 03 maggio 2008

 

Problemi nostri

Insorgono i nostri, e fanno bene: un rappresentante di stato estero (peraltro neanche democratico) non si occupi degli affari politici interni dell’Italia.

(Tranne che si tratti del Papa.)

Gheddafi (chiunque della dinastia) non metta bocca nell’eventuale nomina di Calderoli a Ministro della Repubblica Italiana. (Intervento che tra l’altro rischia di diventare controproducente.)

Detto questo, da semplice cittadino con libertà di opinione e manifestazione della stessa dico che secondo me Roberto Calderoli è un’impressionante testa di cazzo, una vergogna politica che in qualsiasi agglomerato di persone di buon senso verrebbe emarginato a ruoli di oscura esecutività (lo smistamento della posta, al più), che ha più volte dimostrato un’assoluta inadeguatezza a ruoli di rappresentanza (in qualità di parlamentare ancor prima che di Ministro egli rappresenta l’intera nazione) e privo di coscienza del proprio ruolo. Prima di tradurre la Costituzione Italiana in arabo per i disgraziati che sbarcano morti di fame bisognerebbe farla leggere a molti dei nostri politici, magari assicurandosi che la capiscano: per esempio i Ministri non li nomina Berlusconi, investito dal popolo, come ha detto il Calderoli, ma li nomina il Presidente della Repubblica su suggerimento del Primo Ministro, anch’egli nominato dal Presidente sentiti i capigruppi del Parlamento, quello sì eletto dal popolo.

Però io lo posso dire, i governi stranieri no, perché io dico la mia opinione, i politici hanno responsabilità diverse: dubito che Calderoli capisca la differenza.

venerdì, 02 maggio 2008

 

Il coloro dei soldi

A sostegno della tesi che è inopportuno pubblicare le dichiarazioni dei redditi di tutti (diciamo fastidioso, diciamo imbarazzante, boh non saprei) sono state portate argomentazioni piuttosto opinabili.

Che la cosa sia seccante, sì; che non si capisca a cosa serve, pure; che sia un crimine, non capisco.

Che le mafie e i malfattori possano essere indirizzati dai dati fiscali è una solenne scemenza.

Il fisco è interessato ai redditi perché tutti paghino le giuste imposte (è un po’ come un giardiniere che commisura il proprio taglio alla crescita dell’erba); i malfattori sono i pidocchi: non sono interessati a quanto crescono i capelli, ma solo a quanti sono. Il rapitore che vuole estorcerti il riscatto non vuole sapere quanto guadagni, ma quanti soldi riesci a mettere insieme (chiamiamola capacità liquida); a chi vuole rapinarti o derubarti non importa il reddito finanziario ma il patrimonio disponibile; alla mafia non interessa granché il reddito di due anni prima ma il patrimonio, e peraltro non si affiderà al dato che il soggetto dichiara allo Stato (che è al netto di elusioni ed evasioni, che non fornisce l’aggregato di familiari e prestanome, società più o meno di comodo, operazioni estere e illegali, ecc.) ma avrà più semplicemente delatori nelle banche e nelle finanziarie, nelle assicurazioni e simili strutture.

A me importa poco sapere chi guadagna di più e chi di meno, e di sapere che Beppe Grillo guadagna molto (ma pare vergognarsene, chissà perché).

A me scoccia un po’ che chiunque possa vedere quanto sono povero. Ma d’altra parte posso sempre dire in giro che sono un evasore e così tutti mi stimeranno di nuovo.

 

 

I costi della ricerca

Stiamo facendo pace, ma a lungo Google mi ha ignorato.

Da quando ho fatto l’esperimento per cui per un mese non ho usato parole come “porno” e “sexy” e “spogliarelliste nude” il motore di ricerca mi ha messo evidentemente nella lista nera dei “siti di nessunissimo interesse” e non mi ha mandato più neanche un visitatore.

Poi ho ripreso a citare tette e organi sessuali senza troppi limiti (ma anche senza troppa insistenza), e dopo due settimane di broncio, il signor Google ha lentamente ricominciato a prendermi in considerazione.

merkel scollata
angela merkel scalpore vestito
angela merkel scollatura
bara verde
circonvenzione badante notaio
cognomi egiziani
merkel scollatura
milf formose

Il fatto è che aveva ragione: questo è effettivamente un sito “di nessunissimo interesse”.

 

PS: dimenticavo di citare foto hardcore gratis di fotomodelle nude che fanno sesso selvaggio con lesbiche formose.

giovedì, 01 maggio 2008

 

Il bizzarro condominio

Il signor Nervo è andato ad abitare in un bizzarro condominio. In questo condominio il signor Nervo deve pagare regolarmente le sue quote in base ai suoi millesimi, ma non viene convocato alle assemblee, non può votare per le delibere, e anche se l’amministratore gli pare un furfante non può dir nulla.

La signora Maria Ipotenusa Bozzagozza, del quarto piano, gli spiega che è così perché lui è in quel condominio ma da estraneo, da troppo poco tempo, e che poi in quel condominio tifano tutti per il Milan e lui no, tutti fanno colazione con i biscotti e lui coi corn flakes, tutti usano la coppola e lui la bombetta: insomma, cominci intanto a tifare per il Milan, a far colazione coi biscotti e a portare la coppola, e poi forse, col tempo, se ne può parlare, ma che la maggioranza dei condomini “veri” è contraria.

“Ma può votare suo figlio, che se n’è andato in Ruritania trent’anni fa!”

“Ma è nato qui. E poi si faccia gli affari suoi!”

“Ma sono affari miei! E i miei diritti?”

“Macché diritti, signor Servo: ha solo doveri; se poi non le va bene che se ne torni a casa sua!“

“Ma casa mia è questa!”

 

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

mercoledì, 30 aprile 2008

 

A margine del primo maggio

Un paio di appunti su “chi mantiene chi” e sul “rischio imprenditoriale”.

Sarebbe il caso di chiarire che non è la fabbrica a mantenere “centinaia di famiglie” (quando fa comodo i lavoratori non sono persone, ma intere famiglie); sono invece i lavoratori a mantenere la fabbrica e a consentire il reddito d’impresa. Se i lavoratori non costassero molto meno di quello che rendono l’impresa andrebbe in fallimento: è molto semplice.

 

Mi è venuto da controllare la situazione dei lavoratori della Bonduelle, dello stabilimento vicino Bergamo che è bruciato il 28 febbraio (e che suppongo fosse coperto da assicurazione).

Ho trovato un articolo dell’Eco di Bergamo di aprile in cui si prospettava la costruzione di un altro stabilimento a una quindicina di chilometri, che avrebbe riassorbito (non prima di luglio) 90 persone; per altre 30 la proposta era il trasferimento allo stabilimento di Battipaglia in provincia di Salerno (perché quando fa comodo i lavoratori non sono famiglie), per le restanti 20/50 (a seconda di quanti accettano di trasferirsi) è tutto da vedere.

Chi sostiene il rischio?

 

liczin | 18:14 | commenti
 

 

Cine-serie

C’è stato un tempo in cui i cinesi avevano inventato tutto prima degli occidentali: dagli spaghetti alla bussola, dai fuochi d’artificio alla cartamoneta (ed era vero).

Ora è tutto colpa dei cinesi: la crisi economica, il carovita, il riscaldamento globale, tutte le repressioni del mondo, la crisi dell’Alitalia, i calli e i duroni, Tremonti, la Santa Inquisizione, i teletubbies, le stragi neofasciste, il fanatismo religioso, le malattie veneree, il kitsch, la Pravda, la disoccupazione (oops, volevo dire il precariato), la forfora e i peli superflui, la guerra, le rapine in villa, l’aggiotaggio e l’abigeato, le stecche dei tenori, la fame in Africa, l’affondamento del Titanic, i mille affanni naturali di cui è erede la carne, le contumelie dei superbi, l’alitosi, i revival e tutti gli altri mali del mondo.

Che comodità ‘sti cinesi!

 

 

Le piogge acide e le Go-go’s

Mi sono tornate in mente ieri.

Anni fa andavano di moda, ora non se ne parla più.

Che fine avranno fatto? Si saranno sciolte o saranno ancora in piena attività senza che nessuno ne parli?

 

 

Il gioco dei tre charter

Mi sbaglierò, ma credevo che l’Alitalia fosse già una società a maggioranza di capitale pubblico (Ministero del Tesoro); e credo che anche le Ferrovie siano a capitale pubblico (Ministero dell’Economia e Finanze). Mi sbaglierò, perché altrimenti l’idea berlusconiana di un’acquisto di Alitalia da parte delle Ferrovie sarebbe una sorta di passaggio da una tasca all’altra, un gioco delle tre carte.

Quel che ne capisco è che come contribuente onesto dovrei sobbarcarmi l’acquisto di Alitalia, la copertura dei suoi debiti, il flusso ininterrotto delle sue perdite, ed in più anche le sanzioni europee per l’infrazioni delle norme sulla concorrenza, sul troppo deficit (dato che si ricorrerebbe al debito pubblico perché maggiori tasse sarebbero impopolari) e gli interessi sul maggior deficit.

Più o meno come mantenere un’amante, ma di un altro.

(Sono mere speculazioni, lo so: mi aspetto una smentita, un “è stato frainteso”.)

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