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venerdì, 30 maggio 2008  

Cives

Stamani, in un’azienda italiana.

A. è un italiano circa settantenne, di quelli che “tutti a casa loro” e “i soliti romeni”, ecc.

M. è una signora romena che fa le pulizie in ditta.

 

A – Lunedì è festa in Italia.

M – Ah, in Romania è festa l’uno, ma è domenica.

A – No, in Italia è festa lunedì.

M – E che festa è?

A – Ma, è una festa… la Liberazione, una cosa del genere…

 

 

Fannulloni e rischio imprenditoriale

Il dottor S. è finalmente subentrato al padre nella guida della piccola azienda (una ventina di dipendenti).

Ci tiene al titolo, tanto che i dipendenti lo chiamano “il dottore”, ma quando non sente.

Senonché quando gli domandano qualcosa la sua risposta preferita è “A me lo chiedi?”.

Quando qualcuno al telefono chiede di lui, lui dice “Chi è, cosa vuole, digli che mi mandi un’e-mail”.

Ha un’idea molto vaga di cosa facciano i vari dipendenti.

Schiva le responsabilità.

 

Ora, o impara alla svelta a lavorare, o i dipendenti si troveranno presto disoccupati.

liczin | 16:25 | commenti (1)
 

 

Dieci modi per farsi mandare un accidente

Entrate nel negozio un minuto prima della chiusura, e magari dite pure “Ho fatto appena in tempo, eh?”.

 

Lasciate l’auto in seconda fila.

 

Camminate con l’ombrello ad altezza occhi, e salendo sull’autobus o in metropolitana sgocciolatelo sulla caviglia di qualcuno.

 

Fumate in ascensore, e portateci la spazzatura.

 

Telefonate molto presto la mattina.

 

Quando il semaforo è verde ma siete in coda avanzate fino ad occupare il centro dell’incrocio e, quando scatterà il verde per gli altri rimarrete li nel mezzo a bloccarli (facoltativo fare un gesto con le mani come a dire “che posso farci?”).

 

Parcheggiate dove dovrebbero passare gli invalidi.

 

Fate i lavori di ristrutturazione la domenica mattina alle sette.

 

Una volta allo sportello dimenticate tutta la fretta che avevate quando eravate in coda.

 

Fate defecare il vostro cane laddove può passare un cieco, magari coi sandali.

 

(l’undicesimo è un bonus: date inutili consigli.)

 

 

La pioggia nel Pigneto

Non odo

parole che dici

umane, ma odio

o “cittadino esasperato”.

 

Io sono esasperato dal fatto di abitare in un paese a maggioranza razzista, ma tutto quel che faccio è scriverlo su un blog.

giovedì, 29 maggio 2008

 

Dubbi nucleari

È vero che dopo vent’anni potremmo aver cambiato idea. Non ce lo chiedono, ma potremmo.

Specialmente con la campagna di stampa in atto per cui l’energia nucleare è la modernità e chi è contrario e un “signor No”, immagino che molti italiani ora voterebbero a favore del nucleare (purché lontano da casa loro).

Io sono favorevole alla tecnologia: riesco persino a programmare il videoregistratore (lo sa fare Scajola?).

Però prima di essere favorevole alle centrali nucleari bisognerebbe che mi chiarissero alcuni dubbi, per esempio:

– le centrali “di nuova generazione” si basano sulla fissione, quindi i rischi sono praticamente gli stessi (considerando poi che siamo un paese tutto sismico): mura un po’ più spesse e allarmi computerizzati (invece che il bottone rosso da premere a mano) non sono miglioramenti notevoli (e la cosiddetta “quarta generazione” è la prossima, ancora teorica);

– le scorie sono inevitabili (non c’è fissione senza rifiuti), e siamo un paese che non sa come smaltire le cocce di cocomero (e i liquami altamente tossici li smaltisce cambiando i documenti di accompagnamento in “mosto atto a diventare vino igt”): troveremo un deposito “provvisorio” per dei bidoni messi ad arrugginire? Le scorie radioattive non si bruciano, non si riducono, non si smaltiscono e tutto quel che ci puoi fare è abbassare la speranza di vita, aumentare i nati malformati, i tumori, cose così nel raggio di parecchi chilometri;

– per non importare petrolio, gas o elettricità già fatta ci troveremmo a importare uranio: qual è il miglioramento? (Finché non riusciremo a sfruttare il sole, o a fare delle centrali che vanno a cazzate dipenderemo dall’estero in un modo o nell’altro.) Tra l’altro l’uranio è costosissimo da estrarre e attualmente una bella fetta del fabbisogno mondiale (pare il 40%) viene dallo smantellamento delle testate ex-sovietiche (che non sono una risorsa a lungo termine); che prezzi avrà l’uranio fra trent’anni?

 

In attesa di risposte precise sono favorevole all’installazione di pannelli solari su tutti i condomini, i lampioni, i semafori. E non mi pare che le turbine eoliche deturpino il paesaggio più di una centrale a carbone, anzi.

 

 

Improvvisarsi un mestiere

“Quanti pazienti ha ucciso?”

“Neanche uno!”

“Ottimo chirurgo?”

“Fino a ieri sera facevo l’idraulico.”

 

Qualcuno spieghi a Gianfranco Fini che il suo compito di presidente della Camera non è di replicare ai deputati nel merito dei loro interventi. Egli è il presidente di tutti i deputati nello stesso modo e deve solo garantire il funzionamento democratico dell’assemblea.

Qualcuno spieghi all’autorevole quasileader di destra la differenza tra essere di parte ed essere istituzione.

Se il tifoso vuol fare l’arbitro deve smettere di fare il tifo, sennò non faccia l’arbitro.

In che mani…!

mercoledì, 28 maggio 2008

 

Grazie, basta!

Io da dove sono ora, qui, posso vedere almeno tre orologi. In più ho un paio di telefoni a portata di mano che (oltre ad avere l’ora sul diplay) mi permetterebbero di avere l’ora esatta direttamente dall’Istituto Galileo Ferraris di Torino.

Credo che questo, ormai, capiti un po’ a tutti al giorno d’oggi.

Solo i parroci, almeno in Italia, sono convinti che siamo ancora tutti analfabeti braccianti seicenteschi, e si sentono in dovere di scandire tutto il giorno (e talvolta anche la notte) ogni ora (mezz’ora, talvolta anche quarto d’ora) con anacronistici colpi di campana.

Che dire a chi ci fa 24, 48 (talvolta 96) volte al giorno un piacere non richiesto, inutile e rumoroso?

GRAZIE, BASTA! BASTA!! BASTA!!!

 

 

Questione di priorità

Ma fra tutte le urgenze più urgenti, fra tutte le catastrofi più catastrofiche lasciate dal precedente disastroso governo e dalla precedente calamitosa maggioranza parlamentare, la questione delle frequenze televisive (la cosiddetta “salvaretequattro”) è proprio la più impellente?

Una sessantina di milioni di persone aspettano.

Anche i futuri libri di storia aspettano.

martedì, 27 maggio 2008

 

C’è bisogno di purghe alla Rai

Anche oggi, per esempio, ci hanno detto che fa caldo.

Così, senza contraddittorio.

 

 

“Noi” si nasce

Ci siamo “noi” e ci sono “loro”, e questi sono i punti di partenza.

Non importa se si tratta di Roma/Juventus, destra/sinistra, razzisti/antirazzisti, cristiani/infedeli, ecc.: ci si trova da una parte e quella è “noi” ed è quella buona per definizione; l’altra parte sono “loro” e sono i cattivi.

Anche perché per definire cos’è “buono” prendiamo a modello “noi”.

Poi ci involtiamo nei discorsi per giustificare questi punti di partenza, per dimostrare che effettivamente i buoni siamo “noi” e “loro” sono cattivi.

 

 

Ricordo di viaggio

In cima alla scalinata che porta al tempio la signora ha un aspetto rilassato, sulla sedia pieghevole, accanto al cartello “Entrata: un dollaro”. Noi turisti mettiamo il dollaro nel piattino e lei fa un cenno con la testa fra il saluto e l’approvazione, noi le sorridiamo a nostra volta.

Facciamo appena in tempo a pagare, perché alle cinque lei ripiega la sua sedia, prende il suo cartello e se ne torna a casa.

Non ci viene neanche da arrabbiarci.

liczin | 10:40 | commenti
gite

lunedì, 26 maggio 2008

 

Il silenzio della ragione

Non è che uno ogni giorno debba pensare cose intelligenti, io per esempio ho passato tutto oggi (finora) soprattutto a cercare di togliermi dalla testa “Mas que nada”.

Ma se sei un ministro della Repubblica magari in certi giorni stai zitto, oppure tiri fuori un post che tenevi in parcheggio a decidere se valeva la pena (che so, sulla pubblicità delle supposte effervescenti, che io credevo fosse uno sketch alla Monty Python, e invece è vero).

Invece il ministro Altero Matteoli si è sentito in dovere di esternare il suggerimento di commissariare i comuni campani che non collaborano col governo per la questione rifiuti. Cioè vorrebbe sollevare degli amministratori pubblici democraticamente eletti solo perché non sono d’accordo con lui.

L’opposizione tace, anchela Lega tace, la democrazia piange.

 

 

La politica delle teste vuote

Sull’aggressione di Roma, Pigneto, il sindaco e la questura si affrettano ad escludere “la matrice politica”. Come fanno ad escluderla con questa sicurezza? Mah.

Credo anch’io che non ci sia politica dietro. Credo che ci sia il vuoto di pensiero, vuoto che certi slogan e certe campagne di informazione riempiono (concetti semplici, adatti alle teste vuote: “straniero = delinquente”, cose così).

Tempo fa il direttore del TG2 in quota AN Mazza fece un editoriale di duro attacco a Beppe Grillo: lo accostava ai “cattivi maestri” dei cosiddetti “anni di piombo” in cui alcuni teorizzavano la lotta a certe istituzioni, creando di fatto una sorta di giustificazione ideologica al terrorismo.

Chissà cosa pensa adesso della lunga e continua criminalizzazione degli immigrati da parte del suo e di altri mezzi di informazione, chissà se si è accorto che crea l’humus ideologico per cui si giustificano le aggressioni di “cittadini esasperati” a Ponticelli e a Roma (per dire i più recenti e famosi, in attesa dei prossimi).

sabato, 24 maggio 2008

 

Notizie che premono

Il TG1 di oggi alle 13.30 ha dedicato un servizio (2-3 minuti direi) ad un tizio di Lecco che ha organizzato una festa di compleanno per il suo cane.

Immaginiamo come sono andate le cose.

Questo tizio organizza una festa con la scusa del cane. Benissimo, niente di male, sono convinto che per fare festa un cane è una scusa ottima (amo i cani, purché non recitino).

La voce si sparge (forse il tizio è un notabile locale) e arriva alla stampa: bene, suppongo che a Lecco non ci siano molte notizie ogni giorno e si riempie la cronaca con quel che c’è (una polemica di quartiere, un vecchietto che inciampa, un ragazzino a cui esce la catena alla bicicletta…).

Ma a forza di spargersi la voce arriva al TG Rai regionale, e qui supporre che non ci siano notizie più importanti comincia difficile: neanche un morto in una fabbrica, un autista ubriaco che investe un ciclista, una statistica aggiornata sulle zingare condannate per rapimento di minori, nulla? Mah. Tant’è, la Rai (televisione pubblica) manda una troupe con giornalista, operatori e tecnici ad approfondire la notizia. È d’uopo.

E a livello nazionale? Vogliamo che il resto d’Italia rimanga all’oscuro? Nella riunione di redazione del TG1 nazionale (il principale telegiornale italiano) fra le notizie del giorno quella della festa al cane di Lecco risalta come un’orchidea nel muschio.

Evidentemente nel mondo, oggi, non è successo granché: e come si dice, “nessuna nuova, buona nuova”.

Ma siamo sicuri? Neanche una guerra in Africa?

venerdì, 23 maggio 2008

 

I penultimi

Una volta erano gli ultimi.

Gli operai, i piccoli artigiani, gli impiegatucci, i pensionati.

E il loro nemico era “il padrone”, che dava loro le briciole.

Poi si sono accorti che c’è chi sta peggio: i disoccupati, i precari, i clandestini, e allora si sono sentiti davanti; gli è parso di dover difendere la posizione contro i nuovi venuti.

Sono quelli contenti di non pagare più l’ici (che gli ultimi già non pagavano perché non hanno la casa), contenti di pagare meno tasse sugli straordinari (che gli ultimi non hanno perché i lavoratori a progetto, a cottimo, i braccianti al nero non hanno straordinari), contenti di quello che il padrone concede loro, perché hanno qualcosa da perdere, ed è degli ultimi che hanno paura.

 

 

Spin off del blog

In via del tutto sperimentale, poi si vedrà, ho creato quest’altro blog per la serie dei “compagni di scuola”, per non creare confusione coi post di qui. Non sono sicuro di riuscire a gestire due blog. Mah.

Intanto “spin off del blog liczin” mi pare una buffa serie di monosillabi che finiscono in consonante.

 

 

Impapocchiato o impapocchiatore

Quando qualcuno mi racconta una balla evidente io mi chiedo “è in buona fede o cerca di darmela a bere?”: fesso o imbroglione?

Ad ascoltare il ministro Tremonti pare che le banche siano disposte ad abbassare i tassi dei mutui ai livelli di due anni fa (“tornano indietro le lancette…” ha detto). Ad usare un minimo di buon senso la cosa suona strana.

Se così fosse le banche ci rimetterebbero una montagna di soldi e i titoli bancari in borsa avrebbero dei tracolli quantomeno vistosi: invece questo non avviene. Vi siete chiesti il perché?

A quanto ho capito il ministro Tremonti non ha spiegato bene: non è che le banche abbassino i tassi, ma semplicemente abbassano le rate (riportandole alle cifre di due anni fa) aumentandone il numero; in pratica il cliente paga rate più basse ma per più anni. I titoli bancari non diminuiscono perché le banche non ci rimettono un centesimo, e se le banche non ci rimettono vuol dire che i clienti non risparmiano. Semplice, no?

Ora qualcuno spieghi al ministro Tremonti che l’A.B.I. l’ha impapocchiato (oppure che lui cerca di impapocchiare gli italiani: uno dei due).

giovedì, 22 maggio 2008

 

Ho la borsa: ho la vita

Una volta, quando volevano la borsa, si presentavano col fucilone a tromba e minacciavano di toglierti la vita: vista l’alternativa gli consegnavi i tuoi averi e rimanevi senza soldi ma in buona salute.

Ora minacciano di toglierti la borsa. E allora cosa si sceglie con la stessa alternativa?

L’industria che porta lavoro a tutta la vallata ma inquina e abbassa l’attesa di vita di un buon 10%.

La sparatoria con i “rapinatori in villa”.

Il lavoro in nero su un’impalcatura a venti metri senza manco i guanti.

Vent’anni in uno stabilimento petrolchimico a respirare plastica.

Eccetera.

Perché la borsa e la vita (almeno qui e adesso) sembrano tutt’uno.

 

 

Bollettini rossi

Il ragionier Augustino non andava volentieri in posta a giugno e dicembre, però doveva andarci.

Doveva andarci perché nonostante sia in pensione da qualche anno continua “informalmente” a fare “dei piaceri” all’ex datore di lavoro (piccoli lavori in ufficio, commissioni, cose in banca e in posta, cose così) che lo fa abitare nell’appartamentino sopra il capannone per un affitto “simbolico”.

A giugno e dicembre fare la fila in posta era una tortura: tutti avevano quei bollettini rossi per pagare l’ici, sembrava che glieli sventolassero sotto il naso per prenderlo in giro. Lui l’ici non la pagava, perché non ce l’aveva una casa sua: non se l’era mai potuta permettere. Tre figli da crescere da vedovo, e poi quando la minore s’era scoperta quella cosa… tutti soldi che se ne vanno, e tanti.

Così fare la fila in posta a giugno e dicembre era una sofferenza, un’invidia per il ragionier Augustino.

Ma oggi finalmente è contento: l’ici non c’è più e tutti quei bollettini non lo umilieranno più danzandogli davanti alla faccia.

È per questo che ha votato Berlusconi, e oggi sorride.

 

Nota – Questo racconto è ispirato alla realtà: solo nomi, fatti, luoghi e personaggi sono inventati.

mercoledì, 21 maggio 2008

 

Opportunità troppo pari

Il ministro Carfagna ha dichiarato che gli omosessuali non sono discriminati e hanno già pari opportunità con tutti gli altri, quindi non sono affar suo.

In effetti cosa sia affar suo non mi è chiaro già da quando il “ministero delle pari opportunità” fu istituito, e che personalmente ho sempre interpretato come “contentino per le donne”.

Ma a ripensarci ha ragione la Carfagna a non occuparsi della pensione di reversibilità per le coppie di fatto (omosessuali, ma anche eterosessuali), per fare un esempio; perché sennò dovrebbe mettersi a pareggiare tutte le opportunità dispari.

Per esempio fra il figlio dell’industriale che nonostante sia uno zuccone va a fare i master negli USA e il figlio del saldatore a progetto che a quattordic’anni non può mica perdere tempo a scuola. Per esempio fra chi non soffre le barriere architettoniche e chi non può fare le scale. Per esempio fra le aspiranti veline con le tette e quelle senza. Per esempio fra gli aspiranti ministri col cervello e quelli senza (ma quest’ultima parità è già stata realizzata, mi pare).

E poi pareggiare le opportunità, qualcuno se lo ricorda ancora, è di sinistra.

 

PS: che poi il Gay Pride sia una carnevalata inutile è tutt’altro discorso.

 

 

Articolo 3 della Costituzione

– La pena è la detenzione di un anno. Passiamo alle aggravanti e attenuanti: di dov’è l’imputato?

– Di Castelgrillo, Vostro Onore.

– Allora un anno e due mesi. E per che squadra tifa?

– Acquapozzillo, Vostro Onore.

– Può dimostrarlo?

– Guardi, ho la sciarpa.

– Agli atti. La pena è dimezzata. Capelli?

– Ricci, Vostro Onore.

– Naturali?

– Ehm…

– Ho capito: lisci. Nove mesi. Religione?

– Cattolicissimo!

– Cattolicissimo e…?

– Cattolicissimo, Vostro Onore. C’ho l’attestato del parroco.

– Sei mesi. Reddito?

– Beh, diciamo medio-basso.

– Casa propria o in affitto

– Affitto, Vostro Onore.

– E torniamo a un anno…

– Però, Vostro Onore, voto per il Partito dei Vincitori: guardi, ho la tessera.

– E non me lo poteva dire di prima che non è punibile? Via, via, rilasciatelo! Assolto! Tempo perso…

martedì, 20 maggio 2008

 

Soluzioni semplici per problemi tragici

È già un po’ di giorni che non noto notizie di morti sul lavoro, segno chiaro che ci voleva poco per interrompere questa lunga e triste elencazione di morti: bastava interrompere l’elencazione.
 

 

Razze superiori

Non è vero che le razze non esistono: io le ho viste.

E non solo in televisione (che potrebbero essere fatte in computer graphic), ma anche all’acquario di Genova: sono bestiole dolci e affettuose.

 

Ma anche gli uomini sono la dimostrazione che le razze esistono e ce n’è di superiori e inferiori: hanno solo due zampe e due occhi, e non hanno ali. Vorranno mica dire di essere al pari delle mosche?

 

 

Outing

Io sono razzista.

Non vorrete mica che neghi?

È ovvio che anch’io ragiono per stereotipi: sulla metropolitana fra ceffi malvestiti sto più attento al portafoglio di quando sono tra candide vecchiette. Quando una cosa esce dagli schemi mi insospettisco: se una bionda giovane e molto carina (l’inquilina polacca) mi facesse profferte sessuali io sarei in allarme (e anche lusingato).

Però i miei pregiudizi li conosco. È l’unico modo che so per tenerli a bada.

lunedì, 19 maggio 2008

 

Contributi alla ricerca e ricerca di contributi

Non so ancora a chi darò il mio 5 per mille.

Certo non a chi lo spende per spot pubblicitari in televisione, certo non a lussuose cliniche private per ricchi.

Certo non a bocciofile, circoletti e associazioni di beneficenza (magari autobeneficienza) che si costituiscono in onlus solo per accedere ai contributi.

Per il resto come si pretende che io sappia valutare gli istituti di ricerca di fisica teorica, matematica, geologia, paleontologia, medievistica, etologia, ecc. ecc.? Per chi m’hanno preso, per Gabriella Carlucci?

liczin | 10:40 | commenti (4)
 

 

Vittima, ma…

Il ministro Carfagna sostiene che i diritti degli omosessuali vanno salvaguardati, ma che loro non dovrebbero farsi troppo notare, manifestare ma sobriamente.

Il presidente della Camera Fini giorni fa ha invitato la parte destra dell’emiciclo a lasciar parlare Di Pietro, ma che lui non esprimesse opinioni tali da creare reazioni. (Le analogie con Rocco e Matteotti sono già state sottolineate da altri.)

Anni fa (non troppi) si diceva che certo era male che violentassero le ragazze, ma che loro non dovevano andare in giro in minigonna…

Come se la vittima fosse corresponsabile: sono delinquenti a rubarti la bicicletta, ma tu dovevi usare una catena più grossa; non si prendono a bastonate i rom, ma loro non dovrebbero essere lì; io non dovrei rompervi i denti con una mazza da golf, ma voi non dovreste starmi antipatici; eccetera.

sabato, 17 maggio 2008

 

Amanti della moto

La moto non è un mezzo di trasporto, è una passione. I motociclisti hanno questo gusto e non c’è niente di male.

Gli piace vestirsi con le tute bicolori di plastica, bardarsi di ginocchiere, rinforzi, gobbe, caschi e guanti, e andare in moto, non importa dove, meglio se su strade con molte curve. Perché ai motociclisti piace piegare in curva.

È una passione come un’altra. È una passione che non condivido, ma la capisco.

Chi invece mi inquieta sono le fidanzate. Costrette a stare in una posizione scomoda e stancante, col rumore che impedisce di fare conversazione (l’interfono è una bella invenzione ma lui è tutto preso a guidare), il retro del casco di lui da guardare, ad esercitare una pazienza da sante fino a Capo Nord. Sarà la mia impressione, ma secondo me per loro la moto non è un mezzo di trasporto, è una passione…

venerdì, 16 maggio 2008

 

Opposizione, A verbale.

Ancora il governo Berlusconi non ha fatto niente ma ha già i primi risultati positivi: già è da diversi giorni che non si ha notizia di morti sul lavoro, per esempio.

Per ora si nota che Berlusconi è così bravo che ha migliorato moltissimo l’opposizione, fa bene a complimentarsi: non più l’opposizione precedente: becera e scorretta che puntava solo a screditare la maggioranza, che negava il successo avversario, che strillava di brogli elettorali, che intimidiva i senatori o cercava di “comprarli”. Questa sì che è l’opposizione che piace a Berlusconi! Un’opposizione che si lascia prendere per il culo (s’è mai visto un Primo Ministro che nel discorso in cui chiede la fiducia al Parlamento sbeffeggia il capo dell’opposizione facendogli il verso come un qualsiasi comico televisivo?), che chiede rispettosamente di essere riconosciuta, ossequiosa, che non conta nulla.

Questa sì che è l’opposizione che piace a Berlusconi!

giovedì, 15 maggio 2008

 

Caro Papa

Santità, ci ha detto che si può credere in Dio e anche negli extraterrestri. Buono a sapersi, prenderò un appunto: “Si può essere cristiani e anche credere in una intelligenza extraterrestre superiore.”

Ora che questa pressante urgenza è sbrigata avrei un paio di questioni su cui mi farebbe piacere sentire la Sua opinione:

 

Non dovremmo vedere Gesù in un rom che abita in una baracca sotto un viadotto, un profugo che sbarca in Sicilia, un lavavetri clandestino? (Vangelo secondo Matteo 25,31-46 mica Tiramolla…)

 

Secondo me quando si spara ad una persona:

se minaccia la mia vita è legittima difesa; se minaccia la vita di qualcun altro è comunque legittima difesa; se minaccia un patrimonio è omicidio. Lei che dice, Santità?

 

Si può credere in Dio e anche nella pena di morte?

 

Nell’attesa di un Suo pronunciamento, noi qua fuori continueremo a incendiare i campi rom, a sparare ai ladri, ad ammazzare. Senza fretta, quando avrà esaurito gli argomenti più urgenti…

Grazie.

 

 

Luoghi esotici e donne misteriose

E così pare che il Rio delle Amazzoni sia più lungo del Nilo di 183 chilometri. È una bella notizia, non perché me ne freghi qualcosa, ma perché dà l’impressione che ci siano ancora da fare scoperte semplici e comprensibili.

A me questa cosa ha fatto tornare in mente una donna incredibilmente affascinante. Io non l’ho mai conosciuta, né vista, né ci ho parlato, né niente: tutto ciò che so di lei l’ho letto su una lista ufficiale tanti anni fa. Si chiamava Nila, e sul documento risultava nata “su un battello sul Nilo” nei primi anni del 1900. Una piccola indicazione burocratica su un tabulato basta per evocare una vita romanzesca.

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