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lunedì, 29 settembre 2008  

Una candelina

Questo blog ha compiuto un anno.

Grazie a tutti quelli che mi hanno letto.

venerdì, 26 settembre 2008

 

I piccoli scrivani dei tiggì

Non dico un reato, ma almeno motivo di radiazione dall’albo dei giornalisti dovrebbe esserlo: il deamicismo.

Quando un servizio televisivo su un bambino morto per un incidente ha come incipit “Non compirà mai sette anni il piccolo G…” (giuro: l’ho sentito io) il giornalista dovrebbe ricevere un poderoso calcio nel didietro. Quando un poliziotto viene ucciso da uno squilibrato andrebbe punito in qualche modo il giornalista che si sente in dovere di dipingere la vittima come il più buono tra gli angeli (se fosse stato uno stronzetto la notizia sarebbe stata diversa?). Quando un servizio che parla di eutanasia ha un sottofondo di pianoforte l’autore dovrebbe essere mandato a dissodare le campagne.

E invece tra i giornalisti (specialmente televisivi) italiani (all’estero non so) la retorica ottocentesca dei lucciconi impera.

Sarà colpa della maestrina dalla penna rossa unica?

 

 

Impressione mia

Quando si dice che alla fine il bene vince sempre sul male è solo perché ciò che vince lo chiamiamo bene.

 

(Che poi, non indago, ma l’avranno già detto un milione di altri. C’è gente che ha cominciato secoli fa a copiarmi.)

liczin | 14:33 | commenti (1)

giovedì, 25 settembre 2008

 

Io non c’ero

Gli avvenimenti storici (o almeno di una certa rilevanza) degli ultimi decenni io li ho vissuti soprattutto attraverso la radio. Dalla radio ho saputo dell’omicidio di John Lennon e della morte di Elvis Presley, del terremoto in Friuli, dell’11 settembre 2001 (ero in ufficio: al primo aereo pensai ad un incidente, al secondo a uno scherzo).

In televisione ho un ricordo assai vago dello sbarco sulla luna (in quel caso l’avvenimento per me era che mio padre mi lasciasse alzato fino a tardi, ma forse mi sbaglio con i mondiali di calcio in Messico dell’anno dopo).

L’unica cosa “grossa” vissuta di persona è l’alluvione di Firenze: io ero lì. Ma a quei tempi le mie occupazioni erano cose tipo la prima dentizione e imparare ad articolare le parole, quindi non conta.

 

L’unica testimone storica che ho incontrato era una tizia in treno, un’ex infermiera che era sull’Italicus. Questo nome non dirà niente a chi non ha una certa età (o una certa memoria), dato che negli ultimi anni si tende a identificare il terrorismo italiano con le brigate rosse e si glissa sul terrorismo nero delle bombe sui treni, nelle banche, nelle stazioni. Questa signora sembrava aver vissuto cosa come se fosse stata solo un fastidioso contrattempo sulla sua strada verso un matrimonio: costretta a soccorrere i feriti per evitare l’omissione di soccorso mi raccontò con la faccia soddisfatta di essere poi arrivata in tempo accompagnata dalla polizia a sirene spiegate.

mercoledì, 24 settembre 2008

 

Eterne verità

In ogni caso le prossime ore saranno decisive per le sorti di Alitalia.

Dev’essere vero, dato che ce lo dicono da mesi.

martedì, 23 settembre 2008

 

Commenti di moda

La seconda cosa bella nei servizi televisivi sulle sfilate di moda (la prima essendo le donne, ovviamente) è il commento fuoricampo, che ha la fumosità altisonante e priva di significato della critica d’arte contemporanea (parole accatastate senza costrutto, “concetti spaziali”, “contrapporsi delle ombre e dei volumi”, in un linguaggio che nasconde invece di chiarire), e che non critica mai.

Mai sentito di una collezione impresentabile, vestiti non indossabili, o più semplicemente di trionfi del già visto (piuttosto si parla di reinterpretazioni).

Eppure a volte ci starebbe così bene…

 

 

Messa in liquidazione

Visto che l’Alitalia è in offerta, anche a pezzi, io volentieri offrirei qualcosa per una hostess: non una qualunque (per chi mi avete preso?) ma per quella che in un servizio in un tg nei giorni scorsi si vedeva tra le altre, dietro, sulla sinistra.

Non voglio mica comprarla come schiava, ci mancherebbe altro, ma potrebbe venire qualche volta da me quando sono solo e indicarmi le uscite di sicurezza, chiedermi se preferisco il pollo e raccomandarsi di spengere il cellulare e ogni apparecchiatura elettronica.

Poi, se gli piacessi… sapete com’è…

lunedì, 22 settembre 2008

 

Se non bravi almeno brevi

A me in genere i post piacciono brevi.

domenica, 21 settembre 2008

 

Confesso che ho rubato

Quando al supermercato c’è una buona offerta per un vino in genere ne prendo una scatola, più una bottiglia da far passare allo scanner per non dovere aprire la scatola.

Ieri ho preso a 5 euro a bottiglia un rosso toscano che conosco (un igt che a prezzo pieno supera i 7 euro): come al solito una scatola più una bottiglia.

Beh, stamani, mettendole a posto, ho scoperto che avevo sbagliato la scatola: stessa azienda e stessa annata (2005) ma un altro vino: un Nobile di Montepulciano docg.

Ora, nei prossimi giorni tornerò al supermercato.

Per illustrare la situazione e pagare la differenza? Verrei trattato senz’altro come un imbecille: guarderò solo quanto ho rubato.

 

Solo una decina di giorni fa ho fatto notare alla cassiera dell’Ikea che il resto era di 15 centesimi anziché dei 15 euro che stava per darmi. Ma una volta (quando ho comprato la casa) ho evaso le tasse (meno di come facevano tutti, ma le ho evase), mentre un’altra volta (molti anni fa, da militare) ho restituito venti milioni di lire che avrei potuto intascare facendo finta di niente, e invece un’altra volta per fare colpo su una ragazza…

Ho un’onestà ondivaga.

sabato, 20 settembre 2008

 

Ricorrenze

Ricorre oggi l’anniversario della breccia di Porta Pia, buco praticato dai bersaglieri attraverso il quale i Pontefici hanno cominciato l’invasione dell’Italia. Tale invasione, tra l’altro attraverso le tappe del Concordato del 1929 con Mussolini (che tra l’altro abolì il 20 settembre come festività nazionale) e del Nuovo Concordato con Craxi del 1984 (e mi sorprende che l’attuale Presidente del Consiglio non voglia aggiungere il suo nome a questa luminosa galleria di personaggi storici dello Stivale) e attraverso un paziente lavoro di influenza culturale e politica si può dire attualmente a buon punto.

Congratulazioni.

venerdì, 19 settembre 2008

 

Innumerevoli I

Inglese, internet (i.e. informatica), impresa sono le I che innalzano l’industria indiana (iniziante in I), ma anche (importantissima) istruzione: immensi e interminabili investimenti in istruzione.

L’Italia? L’idea istessa d’investimento irrita, indispettisce gli imprenditori italici, i quali incassano indennizzi, sovvenzioni, sgravi, ma indicano in imposte irrilevanti (indi istruzione insufficiente, infrastrutture inconsistenti, innovazioni inesistenti) la soluzione all’inflazione, all’improduttività, all’insipienza, ed altre imperiture inefficienze italiane (e l’ignoranza? E l’impreparazione? E l’improvvisazione?).

Ih, italiani!

liczin | 17:18 | commenti (3)
 

 

Come un politico vero

Sulla situazione Alitalia non riesco a trovare niente di decentemente intelligente da dire.

mercoledì, 17 settembre 2008

 

Torto nuziale

In fondo sarei pure d’accordo con chi vorrebbe riconoscere la famiglia solo se fondata sul matrimonio (anzi, specifico: sul contratto matrimoniale). Lo stato riconosce già un contratto familiare (appunto il contratto matrimoniale), non vedo perché cercarne altri.

Sarei d’accordo se non ci fosse discriminazione. Due persone che vogliono contrarre matrimonio e formare una famiglia possono farlo, tra l’altro, solo se sono di sesso diverso.

Perché?

Perché non possono avere figli? No: nessuna legge parla di fertilità, né si vieta il matrimonio a sterili, impotenti, anziani, ecc.

Perché si dà la sensazione che due omosessuali possano formare una famiglia come le altre? Beh, svegliamoci: è così.

Perché?

 

Mah, intanto auguri al mio amico P, che è andato in Canada pur di maritarsi.

 

 

Improvviso, il nulla

Fantastica notizia sentita ieri sera ad un tiggì (non ricordo se il TG1 o TG2). Il giornalista ha detto testualmente “… pochi minuti fa la Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso…”

Un notizione: non è successo niente.

La cosa sarebbe una notizia se normalmente cambiassero il tasso ogni dieci secondi; oppure forse la notizia avrebbe dovuto essere “pochi minuti fa la Federal Reserve ha annunciato che contrariamente a quanto ci si aspettava…”; oppure qualcos’altro, chissà.

Così come l’hanno riportata poteva essere integrata da “oggi a mezzogiorno le forze armate russe non hanno invaso la Finlandia”, “nel pomeriggio Berlusconi non ha istituito un blind trust”, “non interrogato dai giornalisti il ministro Scajola non ha ammesso che l’accordo con Air France per la vendita di Alitalia era assai più vantaggioso delle proposte attuali”, “intorno alle 18 un grosso meteorite non ha colpito Alberobello”, ecc.

Abbiamo giornalisti incapaci di comunicare le notizie, ma bravissimi a dare le non notizie.

martedì, 16 settembre 2008

 

Paura, eh?

Questo blog si avvia a raggiungere un anno di vita, tra un paio di settimane.

Purtuttavia mi pare che la nazione non si stia preparando a celebrare la ricorrenza con adeguate cerimonie e festeggiamenti. C’ho fatto caso: i giornali non ne parlano, nessuna istituzione s’è fatta viva, il contatore è come sempre letargico: o si prepara una festa a sorpresa oppure si intende davvero far passare la cosa sotto silenzio. È chiaramente un complotto, mi si vuole tenere in disparte, evidentemente i soliti poteri temono quello che ho da dire, e mi boicottano.

Paura, eh?

 

 

Giustificazioni

L’hanno ammazzato. L’hanno inseguito in due e l’hanno ammazzato.

Si sono giustificati dicendo che non era razzismo, e che avevano creduto che avesse fregato dei soldi, non dei biscotti.

Ah beh, allora tutto cambia. Ammazzare un ragazzo dalla pelle nera per dei biscotti è disdicevole, invece ammazzare un ragazzo (indipendentemente dal colore della pelle) per un incasso… Beh, è tutt’un’altra cosa…

lunedì, 15 settembre 2008

 

Meno tasche per tutti

Alcune rilevanti voci di spesa del mio personale bilancio (più o meno permanenti, comunque a lunga scadenza).

– Debito Alitalia: debito formato per l’incompetenza di dirigenti nominati dalla politica e pagati miliardi di lire e milioni di euro; debito che l’attuale governo mi ha accollato; debito che stavano per dare via ad altri (Air France) ma da un governo troppo debole per dire ai sindacati miopi “o così o niente” (nel frattempo il debito è ovviamente aumentato) e per dire no ad una (allora) opposizione che richiedeva un “prestito ponte”.

– Mantenimento degli ex-dipendenti Alitalia.

– Fallimento di alcuni banchiere statunitensi per i loro investimenti azzardati (che finché andava bene si godevano – loro, non io – gli utili).

– Costi per la sicurezza, l’assistenza, le infrastrutture, la pubblica istruzione, ecc. degli evasori fiscali. (Si noti che parlo non solo dei vantaggi diretti degli investimenti pubblici, per esempio mandando in una scuola pubblica il proprio figlio, ma anche e soprattutto indiretti, per cui per esempio l’evasore trae vantaggio dal fatto che in Italia l’analfabetismo sia scarsissimo, che sia facile trovare un geometra o un ingegnere e che magari il suo medico privato abbia potuto studiare solo grazie alla scuola pubblica.)

 

Eccetera. Sono moltissime le voci del mio personale bilancio, come di quello di tutti. Ma altre mi dànno meno fastidio: per esempio le speculazioni di petrolieri che alzano i prezzi perché noi siamo così imbecilli da comprare a qualsiasi prezzo, per esempio i necessari “costi della politica”: che del resto da sei mesi a questa parte sono scomparsi da televisioni e prime pagine dei giornali.

venerdì, 12 settembre 2008

 

Se non lo vedo non c’è

A proposito del decreto del Ministro per le Pari Opportunità (pari opportunità de che?!), quello secondo cui la prostituzione per strada è illegale, la prostituzione in appartamento o a domicilio no, (perché secondo quei buoni cattolici dei nostri ministri la prostituzione è una questione di traffico) torna buono questo post di qualche mese fa sull’altro mio blog.

Questo non perché io sia lungimirante o profetico, ma perché non è cambiato niente (cambia forse la morale in tre mesi? Mutano l’etica e i valori di riferimento?).

giovedì, 11 settembre 2008

 

Accoppiamola!

Accoppiamo il ministro!

Nel senso buono del termine, per carità!

Accoppiamo voce del verbo accoppiare: troviamole un fidanzato! (o una fidanzata, se preferisce)

Suvvia, si facciano avanti dei volontari. In fondo non è mica brutta la ministro Gelmini: a me attira come una tendinite, ma forse togliendole gli occhiali e sciogliendole i capelli (come le segretarie nei film anni ’50), e soprattutto facendola tacere e togliendole il sorrisetto finto… forse (ma forse) qualche spasimante si trova. Orsù, si trovi qualcuno che la porti al mare, in gita a San Marino, la distragga, uno stagista che le stia sotto la scrivania (così magari il sorrisetto le viene meglio) o anzi, meglio, che la tenga occupata altrove.

Starebbe meglio lei e starebbe meglio la scuola italiana.

 

 

L’ombra di mio padre due volte la mia…

A che servono i ministri ombra?

Ancora non si è capito, ma un elemento si può notare.

Il ministro ombra per l’industria pare non avere niente da obiettare all’operazione Alitalia (che è una jattura per le finanze pubbliche e una manna per la cosiddetta “cordata italiana”, che compra con soldi prestati solo la parte buona della compagnia, e ripulita dei debiti, che paghiamo noi).

Dicevo, il ministro ombra per l’industria tace. Perché?

Perché tace l’onorevole Colaninno dello sciacallaggio capitanato dal signor Colaninno?

Mah…

martedì, 09 settembre 2008

 

Privati di efficienza

Hanno ragione che non c’è confronto fra l’efficienza del settore privato rispetto al pubblico. Per esempio in banca dopo appena una decina di giorni che una porta era guasta sono giunti i provvedimenti: un cartello “porta guasta”.
 

 

Mondo finito

Come ormai saprete tutti domani dovrebbe cominciare la fine del mondo.

I distratti fisici di Ginevra formeranno sbadatamente un buco nero che inghiottirà (non so bene in quanto tempo) tutto ciò che conosciamo, a partire dal fisico col dito ancora sul bottone rosso mentre dice “Oops!”.

Però i fisici sdrammatizzano: può darsi che si formi un buco nero, ma piccolo piccolo, e lo metteremo insieme agli altri, nel formaggio.

Io non mi preoccupo. Perché il mondo è già finito nell’anno mille: il fatto è che mentre si svolge il Giudizio Universale noi continuiamo a riprodurci e quindi la faccenda va per le lunghe: un caso in cui la lentezza della giustizia è davvero snervante.

lunedì, 08 settembre 2008

 

Innovazioni all’italiana

Ricapitolando.

Dopo studi approfonditi (suppongo, non ne ho notizia) e ampio dibattito (che mi dev’essere sfuggito) il ministro Gelmini ha introdotto nella scuola italiana le seguenti innovazioni: il maestro unico alle elementari (dall’anno prossimo), il grembiule (perché non l’uniforme?), i voti numerici, il voto di condotta (che io non sapevo avessero tolto), l’educazione civica (anche questa, che pure non si faceva mai, non sapevo fosse stata abolita).

Cioè, in sintesi, la nuova scuola del ministro Gelmini è la scuola italiana degli anni ’70.

 

 

Ottotipo per cento

Già qualche mese fa un venditore della Barclay ha infinocchiato una signora affibbiandole una carta di credito dalle condizioni estremamente svantaggiose e addirittura con un piccolo prestito attaccato. Siamo riusciti a schivare il finanziamento, e a disdire la carta di credito: la Barclay (che non ha certo preso le distanze dal suo sciacallesco venditore) le ha comunque addebitato i costi della carta più un paio di canoni mensili (dato che gli addebiti sono in tempo reale, ma i “tempi tecnici” per la disdetta sono mesi).

Diciamo che attualmente la Barclay nella mia classifica della fiducia sta fra i borseggiatori d’autobus e i venditori di Rolex autentici all’autogrill.

Così sul giornale di ieri non ho potuto fare a meno di notare una sua pubblicità in cui con caratteri enormi comunica di dare il “5% netto”. Più in basso, con caratteri più piccoli c’è scritto che dà “fino al 5% netto”. In fondo al riquadro, con caratteri da microscopio a scansione, si chiarisce che il 5% spetta a chi aderisce online o tramite call centerper un versamento (uno solo) tra i 50.000 e i 100.000 eurocon certe scadenze e impegnandosi a comprare certi prodottieccetera eccetera eccetera…

venerdì, 05 settembre 2008

 

Will Coyote e l’economia

Provateci voi a spiegare ad uno che abita in un paese agricolo cos’è il terziario avanzato.

– Cosa fa la gente in Italia? Agricoltura?

– No, pochi.

– Ah, capisco: industria.

– Beh, neanche tanto… soprattutto servizi.

– Servizi?

– Sì: banche, amministrazioni, uffici…

 

Lui non infierisce e fa finta di aver capito perché ha intuito l’imbarazzo, ma ci si accorge che l’economia italiana (e occidentale) è un albero non solo senza radici, ma anche senza tronco e rami: un albero di sole fronde sospese in aria.

 

 

Conquistatori dello spazio

Chiunque abbia esperienza d’aereo avrà notato che ci sono persone che scambiano la possibilità di reclinare il sedile con il dovere di farlo. Essi, appena possono (e spesso anche prima, persino appena si siedono) si sentono in dovere di schiantarsi distesi, come se fossero dal dentista. Non tengono in alcun conto il fatto che chi sta dietro si vede piombare il loro poggiatesta a pochi centimetri dal naso (non saranno abituati alla classe economica…).

Essi rimangono imperterriti col sedile reclinato anche quando bevono, mangiano, sfogliano la rivista (sembra non interessargli che per chi sta dietro usare il tavolino quando loro sono distesi è cosa ardua): viene da pensare che a casa loro mangino sul triclinio, che al ristorante chiedano la sedia a sdraio, che dietro la loro scrivania stiano distesi su un’amaca, che al cinema si portino l’ottomana e che in auto siano abituati a viaggiare (anche se sono al volante) poggiati sulle ginocchia dei passeggeri posteriori (saranno tutti piloti di Formula Uno?).

giovedì, 04 settembre 2008

 

Palle piene

Di quelli che si sentono in diritto e in dovere di devastare perché sono più forti e prepotenti e sanno che la faranno franca (e non so se sto parlando dei tifosi di calcio o dei cosiddetti imprenditori italiani).

Della campagna elettorale statunitense (ché se fossimo in democrazia dovrei poter votare anch’io per chi governerà il mondo, o almeno chi detterà la politica internazionale italiana, e invece no).

Del Papa (e dei papisti).

Del “dialogo” tra maggioranza e opposizione (che ovviamente non ci sarà perché la maggioranza non ha interesse né bisogno, e non si capisce se l’opposizione non c’è o ci fa).

Delle milleottocento foto delle vacanze (tranne le mie, come tutti).

Del mio nuovo capo (lo chiameremo Junior, per capirsi).

Di molto altro, tra cui:

quelli che scrivono sul blog che hanno le palle piene (come se avessero l’esclusiva…)

 

 

Singolares

A me stanno antipatici quelli che dicono “i curricula”, esibendo il plurale latino di “curriculum”.

Perché il plurale latino?

È buona regola trattare come invariabili le parole non italiane non adattate, anche perché è facile sparare cazzate, per esempio aggiungendo a casaccio la S finale (per esempio “gli showmans”). E se poi si ritiene di dover conoscere le declinazioni “filologiche”, perché solo del latino o dell’inglese (o come se fossero tutte inglesi)? Quanti sanno che il plurale di kibbutz è kibbutzim? E come sarà il plurale di karaoke, ombudsman, blitzkrieg o dell’apparentemente semplice patio? E per lo stesso latino (o il tedesco, tra gli altri) bisogna studiarsi anche i diversi casi (a questo punto anche al singolare)?

Fatemi il piacere: se non avete intenzione di usare frasi tipo “l’impostazione curricoli”, “portami le buste curriculorum”, “ho dato un’occhiata curriculis” limitatevi a parlare italiano (curriculum invariabile) ed evitate il ridiculum.

 

Poi, si sa, in linguistica se tanti fanno lo stesso errore diventa regola e amen.

 

PS: le declinazioni citate le ho trovate su un declinatore automatico: io il latino non lo so.

mercoledì, 03 settembre 2008

 

Sul due punto zero

Ora c’ha questo nuovo giocattolo di Facebook, che ha provato a raccontarmi: “C’hai questa specie di pagina personale (che non è come Myspace), mandi gli inviti agli amici e ricevi gli inviti: io ho invitato Xxx (1) e lui ha accettato. Mi ha invitato Yyy (2): mi ha invitato lui!

Poi, vabbé, la cosa rimane lì, non è che succeda nulla.”

“Ah – faccio io – è collezionismo.”

“Mah, sì, una specie…”

 

(1) nome di famoso scrittore americano di cui un paio di natali fa mi ha anche regalato un libro, ma io ancora non l’ho letto perché la copertina non m’invoglia… son fatto così

(2) nome famoso che mi sono già dimenticato

lunedì, 01 settembre 2008

 

Da lontano

Dal pianeta Vak’Anza l’Italia è lontanissima, quindi molto piccolina.

Le uniche notizie arrivate, tramite CNN, sono che l’economia italiana va sempre peggio; tramite BBC che sono scesi i soldati per la sicurezza in città tra le più sicure d’Europa.

 

Poi uno torna in Italia e pare che le notizione del mese riguardino: Quaresma all’Inter sì o no (un argomento affascinante: da seguire con passione tutto il giorno tutti i giorni); una insulsa ranocchia stile “Ovetto Kinder” crocifissa in una scultura insulsa che le gerarchie cattoliche hanno trasformato in arguta provocazione artistica (forse l’autore è lo IOR sotto pseudonimo).

 

Forse non è per la distanza che l’Italia pare molto piccolina.

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