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venerdì, 06 febbraio 2009  

LuttoLibri

Una notizia che purtroppo, chissà perché, non va sui telegiornali: è morto Giampaolo Dossena, senza il quale, probabilmente, sarei una persona leggermente diversa.

 

update: link

liczin | 14:12 | commenti (3)
 

 

Il postino (erotico!)

(racconto pornografico emendato delle parti non adatte ai minorenni)

Appena aprì la porta lei mi (…) non tardò a (…) conversazione. Il mio (…) era diventato (…) la mia cerniera lampo (…) infilò (…) almeno una quinta (…) cacciatorpediniere (…) slacciò (…) mi portò verso una (…) letto, rosa anch’esso, dove mi (…) senza dire una parola io (…) finalmente (…) e (…).

(…) fremente (…) mentre le mie mani esploravano la (…). (…) e (…) finché (…).

(…) ansante ma felice.

“Tornerai?”

“Dipende… se avrò ancora raccomandate da consegnarti…”

Come se non l’avessi notato che le lettere che riceve tutti i giorni partono tutte dall’ufficio postale all’angolo…

 

 

L’economia reale (due fatti)

Il direttore della filiale di Milano mi dice che gli va bene se mando le circolari per e-mail invece che per fax, purché gli dia un colpo di telefono per avvertirlo di far guardare la casella.

 

Un collega di un mio amico che lavora in una grande banca stampa su carta tutte, dico tutte, le circolari che gli arrivano per e-mail.

 

 

L’e apostrofò con parole argute

A leggere le lettere di impiegati, direttori laureati, circolari aziendali, ecc. (nonché i testi su internet) si leggono delle scempiaggini grammaticali che viene da scuotere il capo tristemente.

Ma questi laureati, questa gente che scrive, non le ha fatte le elementari?

Quand’ero bambinello e andavo alla scuola elementare s’usavano pittoreschi raccontini per ricordarsi le regole ortografiche. Per esempio si notava che P e B avevano grosse pance e quindi per sorreggerle non bastavano le due zampe della N ma ci volevano le tre della M (e i disegnini delle lettere umanizzate illustravano la cosa).

L’apostrofo era la lacrimuccia che segnava il dolore per la dipartita delle lettere. Così quando “poco” si accorcia perdendo la coda compare l’apostrofo-lacrima di “po’”; così come per gli articoli “la” e “lo” quando perdono la vocale, così come succede in “quand’ero”, “s’usavano”, “l’apostrofo”, eccetera. (Sottile poi la differenza tra “fa” e “fa’”, con la seconda grafia che vale solo per la seconda persona dell’imperativo dato che è la troncatura di “fai”.)

Errore irritante per noi pignoloni è l’uso dell’apostrofo al posto del segnaccento, per esempio con la E maiuscola (anche se in alcuni, rari, casi è obbligato).

Per quanto riguarda gli accenti ci sarebbe da fare un post apposta: in generale quando non c’è possibile ambiguità l’accento non va segnato: sto, so, ecc. “da” preposizione e “dà” verbo, ecc. (eccezione “fa” che non ha mai l’accento neanche quand’è verbo: è un ginepraio…)

Ulteriore pignoleria riguarda è ed é (“è” si legge aperto come in “beh”, “é” si legge chiuso come in “perché”; ma certo bisogna far riferimento alla dizione italiana standard e non, per esempio, a quella milanese), con l’annotazione che talvolta “ché” va accentato: quando è la versione troncata di “perché” (esempio: “vado a casa ché mia moglie mi aspetta”).

 

Scusate: uno sfogo…

giovedì, 05 febbraio 2009

 

Lo fo per piacer mio

Io di cose tecniche, benché finga, non ci capisco granché.

Così dalle statistiche non riesco a capire se ho dieci lettori al giorno oppure una persona che mi legge dieci volte saltando da un computer all’altro.

Allora lancio questa schedatura, oops censimento.

Vi prego di scrivere qui sotto (solo per questa volta) un commento, una parola, anche un solo segno di punteggiatura (lo capisco, a volte anch’io non ho da dire più di un punto e virgola) e, volendo (se proprio vi sentite pieni d’energie), se mi leggete spesso, se siete qui perché cercavate “notizie+gossip+evitare+come”, se capitate una volta al mese, se avete perso una scommessa e avete intenzione di cancellare col pennarello questo sito (cosa che vi indurrebbe poi a cambiare monitor), se avete sbagliato a digitare l’indirizzo di un sito porno, ecc.

Poi non vi vengo a cercare (al massimo, se c’è il link, vengo a visitare il vostro blog), non vi disturbo, niente: è solo una curiosità mia.

mercoledì, 04 febbraio 2009

 

La scoria siamo noi

La stampa, la satira, l’opinione pubblica hanno costretto al ritiro due ministri statunitensi in pectore: uno perché non aveva messo in dichiarazione dei redditi l’uso di un’auto con autista (considerato reddito in natura, anche in Italia), l’altro perché per un anno non aveva pagato i contributi della domestica (ok, è venuto da sorridere anche a me).

Il presidente del governo ha chiesto scusa per la malaccorta scelta dei collaboratori e, ovviamente, ha accettato le dimissioni.

Ora, trovate le piccole differenze tra questa vicenda estera e la situazione italiana (i ministri si dimettono davvero, l’evasione fiscale e contributiva anche se piccola è una vergogna, il presidente ammette i suoi errori per dei collaboratori che non erano neanche mafiosi, ecc.), vorrei attirare la vostra attenzione sulla prima di queste piccole differenze.

Negli USA ci sono stampa, satira e opinione pubblica.

 

 

Rompo

Rompo il mio dignitoso silenzio sul caso Englaro per un paio di annotazioni.

 

Strabismo di tenere

A Lecco (Olgiate Molgora, per la precisione) tra sabato e domenica un barbone è morto di freddo. Lecco è dove le suorine ci tenevano tanto a mantenere la povera Eluana come stava.

 

Toto-enciclica

Si raccolgono i pronostici sull’anno del primo appello papale (del papa che ci sarà allora) perché “non interferisca l’Uomo, con le sue tecnologie, con la fine naturale della vita”. In palio il diritto di fargli “Aha!”

martedì, 03 febbraio 2009

 

Tutta l’Europa da qui a qui

Non so se è ancora così, ma prima la tecnica della Coca e della Pepsi era di fare pubblicità comparative (“La X è meglio della Y”, nominandola esplicitamente) che aveva l’effetto (poco nascosto) di escludere qualsiasi altra marca dal mercato.

In quest’ottica (ma più grossolanamente) i partiti presenti in Parlamento mettono sbarramenti in modo che chi è fuori non ci possa entrare. D’altra parte ai partitini della pluralità e difesa delle minoranze importa un tubo: vogliono la loro fetta di torta. (lo so che questo è qualunquismo, ma forse che non posso essere un po’ qualunquista anch’io, ogni tanto? e del resto l’immagine che dànno è proprio questa)

Io da parte mia faccio notare che si parla del Parlamento Europeo, non del panorama italiano (stretto e gretto): che la “frammentazione” e la “governabilità” sono concetti fuori luogo. Tra l’altro i partitini, ove eletti anche con pochissime persone, si unirebbero a loro omologhi d’altri paesi.

Ma già, a noi degli altri paesi (sia pure parlando d’Europa), c’importa un tubo.

Tant’è che dei risultati delle europee non abbiamo mai una visione globale: ci dicono le percentuali italiane e poco più. Come se per le elezioni politiche ci dicessero i risultati di Frascati e basta.

Un paio di cose: perché non adottare la stessa legge in tutta l’Unione Europea? (Chè sennò che si chiama Unione a fare? Che senso ha che quelli del Partito Per le Calosce italiani, anche se due, non possano unirsi a quelli tedeschi? Che i sostenitori del Partito della Musica Country polacchi vengano rappresentati e quelli italiani, seppure nello stesso numero, no?) Seconda cosa: vogliamo evitare il degradante spettacolo di leader di partito e nomi famosi che vengono eletti, anche tre, quattro, cinque volte e poi fanno passare gli anonimi portaborse? Si tratta di una prassi umiliante per l’elettorato, che se fosse dignitoso li prenderebbe a calci in culo, ma già, oltre che dignitoso dovrebbe anche saperlo.

lunedì, 02 febbraio 2009

 

Sentirsi vecchi e rincoglioniti

Pare che qualsiasi cosa, per quanto brutta e disprezzabile, col tempo si tinga di nostalgia.

Beh, io sento la mancanza delle ideologie.

Proprio quelle “ideologie” che ora sono considerati insulti.

Erano quei sistemi di principii e idee e valori di riferimento che avevano le persone (e soprattutto i politici nello svolgimento delle loro funzioni), in base ai quali facevano le loro scelte. Per esempio se c’era da trovare dei soldi per dare un servizio al cittadino il partito che voleva la massima libertà individuale avrebbe privatizzato il servizio e poi ognuno fa quel che gli pare (e che si può permettere); il partito che voleva pari opportunità per tutti avrebbe trovato i soldi in tasse ai più ricchi, in modo da garantire il servizio a tutti con una redistribuzione del reddito; il partito dei ricchi avrebbe trovato il modo di far pagare ai più poveri i servizi ai ricchi (per esempio con tasse regressive e favorendo l’evasione fiscale); il partito del nonfuturo avrebbe gravato sul debito pubblico; eccetera.

Ora che le ideologie sono morte e nessuno le vuole non si sa cosa aspettarsi dalle persone (e soprattutto i politici), che paiono scegliere improvvisando a casaccio: con che criteri scelgo se votare l’uno o l’altro?

Ah, è vero: improvvisando a casaccio!

Eh, che bella la democrazia!

domenica, 01 febbraio 2009

 

Una domandina facile facile

In una nazione europea con molti disoccupati si appalta un lavoro ad una azienda di un’altra nazione europea, che si porta 300 lavoratori.

Ne nascono proteste e scioperi protezionistici.

I telegiornali italiani parlano di “accenti xenofobi”, e si appellano alla “libera circolazione” e “corretta concorrenza”; gli stessi giornali che parlavano due mesi fa di “difesa dell’italianità”.

Ora indovinate: si tratta di 300 lavoratori italiani in Inghilterra o di 300 lavoratori romeni in Italia?

Troppo facile eh?

sabato, 31 gennaio 2009

 

Quattro chiacchiere politiche

Il ministro Maroni ha detto ufficialmente che in Italia spariscono i bambini extracomunitari per il mercato d’organi (cosa di una gravità impressionante, che in un paese normale richiederebbe prove, casi, dimostrazioni, e che qui rimane una cosa per sentito dire che passa rapidamente in “non cale”).

Ma da come l’ha messa pare che la colpa sia dei paesi d’origine, che ci mandano qui ‘sti bambini, da soli.

Non c’è traccia nel suo discorso di un paio di particolari:

a) i bambini clandestini spariscono soprattutto perché clandestini, cioè non risultano alle autorità, ma magari cambiano nome, o vanno altrove;

b) il traffico d’organi ha una gravità un tantinello diversa dall’immigrazione clandestina;

c) in Italia non si ha notizia di casi del genere: se lui sa qualcosa di più (e sarebbe nella posizione giusta) che faccia qualcosa di concreto, non annunci a cazzo.

Il rimedio indicato dal ministro è la raccolta globale dei dna (cioè la schedatura delle impronte digitali elevata all’ennesima potenza, cosa che supera qualsiasi distopia orwelliana): l’opposizione democratica tace (a cosa penserà?)

 
Il presidente del Senato Schifani ha detto un concetto classico: accogliamo bene gli immigrati ma rispettino essi le leggi, le tradizioni, ecc.

Mai una volta che il concetto classico sia espresso alla rovescia: rispettino gli immigrati leggi e consuetudini, ma purché vengano accolti umanamente.

 

A me non piacciono gli antiberlusconiani. Quelli che parlano di “nano” o “psiconano” dànno l’impressione di critica preconcetta e a volte senza argomenti (sul fatto che è basso o calvo, per esempio, che non mi sembrano analisi politiche di gran livello: anche Fanfani era basso e calvo, ma a parte rallentare di decenni lo sviluppo della linea ferroviaria Firenze-Roma pur di farla passare da Arezzo, ha dato anche un bell’impulso all’edilizia, per esempio).

Io in genere lo critico per quello che dice e che fa, cercando di argomentare in modo sensato; ma sono anche disposto a riconoscere il buono nel suo operato: e sono quindici anni che aspetto.
 

La ministro Gelmini ha annunciato che entro sei mesi sarà completato il rapporto sullo stato degli edifici scolastici: ognuno sarà classificato in “ancora in piedi” o “era pericolante”.

 

 

 

Desiderata

Purtroppo la classe politica attuale sta ai Costituenti come un peto sta alla Messa da Requiem in re minore K626 di Mozart. Così è bene che la Costituzione venga toccata meno possibile, soprattutto i primi articoli.

Altrimenti su un paio di articoli io la penna ce la metterei.

abolirei l’articolo 7, e dell’articolo 8 secondo comma cancellerei le parole “diverse dalla cattolica”.

In questo modo risulterebbe:

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Ecco, così mi sembrerebbe perfetta.

 

 

Storia sbagliata

Iersera ad un tiggì parlavano di un film appena uscito sulla “operazione Valchiria”: il complotto per uccidere Hitler. Chiacchieravano di “opposizione interna”, di “tirannicidio” e addirittura di “antinazismo”.

Ora, per quel che ne so, i congiurati non erano antinazisti, ma nazistissimi: erano altissimi gerarchi nazisti che facevano riunioni con Hitler, mica partigiani di sinistra. Non hanno complottato contro Hitler perché nazista, ma perché folle; non perché la guerra fosse ingiusta, ma perché era mal condotta; non per stroncare il nazismo, ma per governarlo meglio.

Gli antinazisti in Germania erano i ragazzi della “Rosa bianca”, che non sono diventati vecchi. Erano i parlamentari socialisti ricordati da un monumento davanti al Parlamento di Berlino, su cui si può leggere dove sono morti: Dachau, Auschwitz, Treblinka…

Ora migliaia, forse milioni di persone in tutto il mondo impareranno un altro pezzetto di storia dal cinema hollywoodiano. Un altro pezzetto sbagliato.

venerdì, 30 gennaio 2009

 

Ahmed, pallido prence, e lo spettro

Conosco un tizio che abita in una villa. Lui è ricco e la villa è bella grande. La cosa che gli invidio di più è il ripostiglio, che ha una cubatura ben superiore a quella di tutto il mio appartamento.

Mi raccontava che quando c’è andato ad abitare succedevano cose strane, rumori, oggetti, cose che per uno scettico sono difficili da spiegare.

Allora uno dei muratori che gliela stava ristrutturando disse che secondo lui c’era un fantasma e che c’era un modo per liberarsene: mettere in mezzo alla casa un registratore con la lettura del Corano ad alto volume.

Questo tizio era perplesso, ma considerando che non gli costava nulla si è procurato un cd atto alla bisogna e ha provato. In effetti, dice, gli strani fenomeni sono cessati del tutto.

Nessuno, poi, ha ovviamente potuto fare ricerche approfondite sull’accaduto, e del resto una volta finiti i fenomeni chi se ne frega.

Però è interessante che nell’Europa le cui radici cristiane sembrano così importanti, i fantasmi attestino tutt’altro.

Per quanto mi riguarda li capisco: avete presente il Corano letto a tutta voce? Sarei fuggito anch’io.

giovedì, 29 gennaio 2009

 

I lager sono esistiti: lui lo sa.

Il Papa, sollecitato dalle comunità ebraiche a prendere le distanze dal vescovo negazionista, ha ricordato di quando è stato ad Auschwitz.

Prima di andare in congedo.

mercoledì, 28 gennaio 2009

 

Due incontri

Io lo ricordo

Io ho incontrato una volta un signore al ristorante di una festa di paese (una Festa dell’Unità, o una sagra della bistecca, o qualcosa del genere: ci sono regioni in cui le Feste dell’Unità non avevano serie connotazioni politiche, questo nel resto d’Italia è difficile da far capire).

Questo anziano signore era stato partigiano, e andava in giro per le scuole a raccontare la guerra, il fascismo, l’antifascismo. E si preoccupava che la memoria si perdesse, che fosse sostituita da bugie.

Non so se è ancora vivo (è passato qualche anno). Io lo ricordo.

 

Quando fa bene il calcio

Ad un’altra festa di paese (dell’Avis, o dell’Aido, mi pare, a Empoli) incontrammo un altro anziano signore.

Era lì da solo a mangiare: attaccammo discorso. Era tifoso (“passionista” diceva lui) della squadra di calcio locale, che allora era in serie A. E diceva che quando vinceva l’Empoli lui era contento.

Poi ci raccontò che la figlia si era scoperta un nodulo sul collo, che si era fatta le analisi, che speravano di averlo preso in tempo…

Da allora io, se vince l’Empoli, un po’ sono contento.

 

 

Versione annotata del tiggì

Lunghe polemiche sul fatto che il Papa ha ritirato la scomunica ad un vescovo negazionista.

C’è da fare un paio di note.

La prima è che ritirando una scomunica si ammette che il Papa ha sbagliato, e questo dovrebbe fare scalpore (ma non lo fa).

La seconda è che i lefebvriani non erano stati scomunicati per negazionismo, ma perché sostenevano che la chiesa dovesse tenere posizioni meno “moderne”: non è un riconoscimento al negazionismo perché non c’è mai stata una condanna. Peraltro essi non hanno mai cambiato la loro idea reazionaria: la revoca della scomunica indica che l’ha cambiata il vaticano.

 

In Scozia tolgono due bambini ai nonni (malati, che già avevano tirato su una figlia eroinomane, madre dei bambini) e li dànno in adozione ad una coppia di gay.

Dice, ma come possono crescere senza una figura materna?

C’è da chiederselo, dato che in presenza di due genitori maschio e femmina la figlia (madre dei bimbi) è cresciuta così bene. E se si decide che sono necessari un papà e una mamma, sarebbe l’ora di sottrarre i poveri bambini preda di mamme single, padri divorziati, vedove, mogli d’emigranti, ecc. e darli più giustamente agli orfanotrofi, in cui suorine (single, che non sanno cos’è il sesso, figuriamoci la maternità) potranno tirarli su in un ambiente ideale.

 

A me la cosa che non ci possano essere manifestazioni nelle piazze davanti ai luoghi di culto piace, così torna a casa sua tutta quella gente (tra cui un sacco di negri ed extracomunitari) che tutte le domeniche si piazza davanti a San Pietro.

 

Se volete fare un telegiornale ricordatevi di fare così. Prima martellate la gente su un’idea (per esempio che la Ferrari è un vanto nazionale, che l’Uomo ha bisogno dell’Auto, che i marocchini/albanesi/romeni/ecc. sono tutti delinquenti). Poi fate un giro di interviste per la strada: molti vi diranno l’idea che gli avete trasmesso (gli altri li scartate nel montaggio) e voi ne fate dei servizi del telegiornale. Così, la cosa si autoriprodurrà perché “l’hanno detto in televisione”.

(vecchi post del 7/11/7 e 30/1/8)

 

Prosegue il successo di “The Millionaire”, il film indiano candidato a molti premi il cui nome (che comincia per O e finisce per scar) è un marchio registrato e non ho intenzione di prendermi delle magagne legali da avvocati hollywoodiani che non siano biondone dalla coscia lunga che si innamorano dell’imputato.

Per gli spettatori italiani è interessante sapere che nella scena in cui un gruppo attacca donne e bambini e uccide la madre del protagonista la voce fuori campo non dice “Sono musulmani, scappiamo!” come si sente nel doppiaggio italiano, bensì “Sono musulmani, acchiappali!”. La scena cambia un po’ di senso, no? (poi dice che nel dvd lo correggono)

 

 

Tiratori di corda

Io sono contrario alla pena di morte. Assolutamente.

Però quando su rete quattro passano gli spot di Stranamore in cui la signora Foliero dice “l’amore è cieco” e poi aggiunge sentenziosa “ma vede lontano”, pare proprio che vogliano farmi cambiare idea.

Si aggiungono ad altri che sembrano avere lo stesso scopo, tra cui ricordo un suonatore di fisarmonica in un ristorante di Marsiglia.

Non ci riusciranno, ma certo che ce la mettono tutta.

martedì, 27 gennaio 2009

 

Un giorno e basta

Non è che mi sia scordato la giornata della memoria: sarebbe un calembour tristissimo.

È che mi stanno sulle palle (perdonatemi la licenza poetica) le Giornate, i Giorni Mondiali, ecc. che ci ricordano cose anche importanti, però ci autorizzano a fregarcene per tutti gli altri giorni.

Parliamo delle donne l’otto marzo, poi dal nove torniamo a considerarle l’anello di congiunzione tra la scimmia e il calendario; teniamo la faccia di circostanza per un giorno parlando dei lager nazisti e il resto dell’anno ci “riconciliamo” col fascismo.

Come lavarsi una volta all’anno.

 

 

Luccaland

Sta facendo scalpore la decisione del comune di Lucca di mettere un freno ad alcuni esercizi (per esempio la non concessione di ulteriori licenze per ristoranti senza specialità locali).

Al di là di tutte le questioni etniche per cui ci si chiede se non siano escluse cose come la bistecca alla fiorentina e il lardo di colonnata, il pesto e i pici col sugo di cinta, bisogna chiedersi il perché dell’ordinanza.

Probabilmente il perché si vede passeggiando per le vie di Firenze, Amburgo, o Praga, che tendono ad avere tutte gli stessi negozi, tutti ugualmente fuori posto. Probabilmente i lucchesi vogliono contrastare la mescolanza per conservare i caratteri locali.

Il risultato è che vanno contro la storia, che vogliono cristallizzarsi in una città museo (cioè morta, dato che nei musei, com’è noto, non si può vivere), che diventerà una disneyland di sé stessa, come sta facendo Venezia: finta in un passato che non esiste più (ma turistica, come evidenzia l’obbligo di conoscenza della lingua inglese).

Mi fa venire in mente una cittadina tedesca (va’ a ricordare il nome…) rimessa com’era, con le case a graticcio e le strade acciottolate, con i fili elettrici interrati, le antenne nascoste e nessun segno di modernità visibile. Solo che per non deturpare il paesaggio con moderni divieti d’accesso si ritrovano auto ovunque, e la piazzetta centrale, con un grande albero nel mezzo, fitta di macchine come il parcheggio di un supermercato.

Contenti loro…

lunedì, 26 gennaio 2009

 

No man

C’è un film in giro che si intitola “Yesman”, che potrebbe confondere le idee.

In italiano “yesman” (sì, è un anglismo, ma si usa in italiano, quindi è italiano) è la persona che asseconda il capo. Perché è tipico dei potenti circondarsi di “yesman” (io i forestierismi li considero invariabili): gente che ti dice sempre di sì, che approva sempre, che ride sempre alle tue battute.

Quando uno è abituato agli yesman poi quelli che non sono d’accordo li prende per nemici.

Così quando uno nel salotto della signora Pirlozzi Frankenstein Viendalmare, messo davanti ad un argomento drammatico (o addirittura tragico) sa di cavarsela con una boutade (una battuta sugli ebrei, magari, o una barzelletta razzista) si abitua male. Perché poi, fuori del salotto di adoratori, messo davanti a un problema serissimo, pensa di cavarsela con una battutina che vuol essere galante (che le italiane sono belle). E se non viene accolta da sorrisi, pacche sulle spalle, e dai risolini maliziosi delle signore grondanti chirurgia; se si pretendono dichiarazioni responsabili e provvedimenti reali, allora il potente s’incazza, gli pare d’esser vittima.

Lo prendessero in un vicolo lui, e ci si sollazzassero in tre o quattro, poi glielo dico io che evidentemente è troppo attraente.

domenica, 25 gennaio 2009

 

Un milione di maniscalchi

Tradizionalmente quando finisce una guerra c’è il problema della riconversione dell’industria bellica. Per esempio in Italia la Piaggio alla fine della guerra doveva scegliere tra fare pentole e ciclomotori.

Ora, l’industria automobilistica è in crisi e si pensa a come “aiutarla” .

Il fatto è che qui in occidente abbiamo tutti l’automobile, pure più del necessario, pure più grossa del necessario. Vanno più o meno tutte tranquillamente e non si capisce perché si dovrebbero buttare ancora funzionanti. Il fatto è che si producono molte più auto di quante ce ne vogliono.

Forse più che “aiutare” bisognerebbe riconvertirla, l’industria automobilistica.

liczin | 18:47 | commenti (2)
 

 

Ah, i bambini!

Stamani il Papa è apparso “in finestra” con un paio di bambini.

Evidentemente non teme le frecciate polemiche di Gasparri, che già un paio di mesi fa, tra uno spot pubblicitario delle sottilette, la bambina che porta i fiori al premier per l’inaugurazione e Pitti-bimbo, lanciò saette contro la strumentalizzazione dei bambini nelle manifestazioni contro la riforma scolastica della Gelmini. (Come se le sue dichiarazioni non fossero un’ulteriore strumentalizzazione.)

Me l’immagino ora tuonare in tutti i telegiornali.

Me l’immagino perché ho molta fantasia.

 

 

Il terribile dottor Garphy

Per esempio in un banner di pubblicità, nella homepage di Splinder, si promettono come premi di un concorso:

“una macchina fotogarphica e un viaggio per due presone.”

Le due presone immagino servano per gli spinoni.

Ma che sarà questa macchina “fotogarphica”? Sarà dolorosa? Sarà quella che impedisce di controllare le cose prima di pubblicarle?

sabato, 24 gennaio 2009

 

Stazione termini

I giornalisti parlano di “fuga” degli immigrati da Lampedusa.

1300 persone che vanno in corteo davanti al comune non mi paiono proprio una fuga, le autorità specificano che quelle persone non sono obbligate a restare nel centro e quindi non è una fuga, ma i giornalisti continuano a parlare di “fuga”. Quando si dice che le parole sono importanti…

Berlusconi commenta che è un problema “contingente” (che, citando lo Zingarelli, vorrebbe dire Che è legato a un determinato momento o a una determinata situazione: fattori contingenti. SIN. Occasionale.) Pare che nessuno abbia riso alla battuta.

 

(Di passaggio: Berlusconi sta facendo un tour elettorale in Sardegna. Avete idea di chi lo paga? Se no, pensate a chiunque non evada le tasse.)

 

 

Buono il primo intertempo

A proposito delle prime decisioni di Obama, largo spazio nei tg italiani alle reazioni.

Sulla chiusura di Guantanamo si sottolinea che un ex prigioniero è diventato un capo del terrorismo nello Yemen; forse anch’io, dopo quello che ha passato lui, non sarei rimasto particolarmente filoamericano.

Sull’apertura all’aborto e all’uso delle cellule staminali si parla molto della condanna del Papa.

Obama comincia con punti positivi nel mio tabellino personale.

 

Di passaggio, il Vaticano si riconcilia con il movimento retrogrado e reazionario dei seguaci di Lefebvre: movimento che non ha per niente cambiato le sue posizioni di chiusura e intolleranza…

 

 

Viaggiare per cinema

Avete presente “Il nostro agente all’Avana”? Andatelo a rivedere (o vederlo) e poi tornate qui.

Fatto? Bel filmino, vero?

Ecco, ora tornate a vederlo tenendo d’occhio lo sfondo, poi andate a Cuba (basta una settimana all’Avana) e tornate qui.

Fatto? Bel viaggio, eh? Io ci sono stato qualche anno fa.

Avete notato che lo sfondo del film è ancora attuale? L’atmosfera, la repressione, i bar, i palazzi scrostrati, le famose auto, persino i nomi degli alberghi (Capri, Inglaterra) sono gli stessi. Solo i casinò non ci sono più (e probabilmente cosa nostra in vacanza), e non ho idea per le “signorine” (dato che in vacanza non me ne sono occupato, non so se ci sono spogliarelli e cose così).

Dopo qualche decennio di comunismo ed embargo pare che si sia tornati a Batista, solo senza casinò. (Tacendo su un sistema sanitario stranamente efficiente, un sistema scolastico ottimo, e altre cosucce.)

Cosa sarebbe Cuba senza rivoluzione? Boh, credo di averlo già scritto su questo blog: forse Haiti.

venerdì, 23 gennaio 2009

 

File not found

Ho cancellato un post.

Non è che ci fosse niente di male, ma non c’entrava niente, forse era troppo personale, non saprei, era un post notturno, e poi la mattina mi sono pentito. Parlava di una persona e ho temuto che qualcuno (chissà dove e chissà quando) la potesse riconoscere.

È il primo che cancello.

L’avevano letto (per quanto ne posso vedere) in due: un’amica ed un estraneo (svizzero, pare). Dell’amica mi fido perché mi è vicina, dello svizzero perché è lontano e quindi non gliene frega niente (buffo eh?)

Eppure tra memorie cache, backup automatici, copie e archivi non sarò mai sicuro che non torni fuori. Perché quando si pubblica una cosa non se ne ha più il controllo, in qualche modo non è più nostra.

giovedì, 22 gennaio 2009

 

Sub judice

Si indaga sull’uso di armi al fosforo da parte dell’esercito israeliano a Gaza.

Le armi al fosforo non sono vietate in assoluto, ma solo in aree densamente abitate (mille morti va bene, ma se si rispetta il regolamento).

Se si accertasse l’infrazione Israele rischierebbe un’alzata di sopracciglia, un’ammenda di 85 dollari o addirittura di perdere 2-0 a tavolino.

 

 

Rapiamolo! A zero!

Pare che Rutelli abbia tratto un’ideona dalla sua capoccetta.

Avrebbe proposto che i turisti italiani rapiti all’estero rimborsino l’eventuale riscatto pagato dallo Stato.

A parte che dichiarando così apertamente che l’Italia paga i riscatti (cosa sempre, giustamente, negata ufficialmente, anche se si sapeva) mette a rischio tutti i turisti italiani (e complimenti per l’acume).

E poi se uno non ce l’ha qualche milione da restituire all’erario, che si fa? Si mandano i carabinieri a tagliargli un orecchio?

Viene da pensare che menomale che certa gente non è al governo.

Poi viene da pensare che sarebbe meglio che al governo non ci fossero neanche quelli che ci sono.

E allora viene da pensare che forse sarebbe meglio che al governo ci fossero i predoni del deserto, almeno quelli una volta avuti i soldi liberano gli ostaggi.

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