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lunedì, 02 marzo 2009  

Ci siamo quasi

Non so se avete presente quando organizzate spontaneamente una cosa per la cittadinanza, quando entrano le amministrazioni pubbliche perché è una bella cosa, quando hanno bisogno di atti, statuti, regolamenti, dichiarazioni, bolli, nomine, incontri con l’assessore, la lettera del presidente, la richiesta, il nome di un responsabile, e un’assicurazione, che vuole la firma, la presenza, le misure di sicurezza, l’addetto, che chiede il fax, la certificazione, l’assuzione di responsabilità, e manca sempre qualcosa e non so se avete presente il momento che mandate tutti affanculo che c’avete altri cazzi a cui pensare e la cittadinanza s’attacchi…

 

 

Acque

Piove come dio la manda. Anzi leggermente di meno.

Scendono i goccioloni per linee verticali,  punteggiando fitte le pozzanghere con milioni di punture.

Piove un po’ meno di come dio la mandi. (E dove va la pioggia che manca? chi la intercetta?)

Era in una canzone di De André (direi Il bombarolo, a memoria) che si parlava di “chi aspetta che piova per non piangere da solo”?

Così alla fine si reintegra l’acqua mancante.

venerdì, 27 febbraio 2009

 

Eterni giovanidoggi

Nei TG si lancia l’allarme “Emo”: questi “giovani d’oggi” che ci fanno assai preoccupare.

In attesa che un Crepet ci spieghi le sette piccole differenze con i “dark” di vent’anni fa (e le relazioni con esistenzialisti, nichilisti, ecc.) segnalerei anche i rischi dell’avvento del cinematografo, dei capelloni e i dischi ascoltati al contrario sul grammofono.

D’altra parte consideriamo che dramma sarebbe il contrario. Che enorme danno culturale sarebbe se i giovani si ribellassero e i vecchi non se ne dessero allarme.

E allora fanno bene i TG la loro parte dei vecchi coglioni.

 

 

Uomini d’onore

I suoi avvocati hanno detto che gli è stato restituito l’onore.

Saccà, altissimo dirigente della Rai, si coordinava (prendeva ordini) con il proprietario della concorrenza: siccome il suo settore (fiction) non è servizio pubblico allora non c’è reato.

Il fatto che non ci sia reato non vuol dire che il signor Saccà sia un’onorata persona.

Essendo la Rai un’azienda pubblica sappiate che un vostro dipendente si coordinava (prendeva ordini) dal proprietario della concorrenza.

Se voi siete contenti di pagare un dipendente perché faccia gli interessi di un altro continuate così, siamo sulla strada giusta.

mercoledì, 25 febbraio 2009

 

Le facce degli arrestati

La discrepanza tra l’esercizio del diritto di cronaca (tutti i particolari sul delitto, le foto di Pinco Pallino nudo) e il dovere di cronaca (la condanna del politico, anche quando non è un avversario, il controllo delle fonti, le rettifiche) è uno dei miei argomenti ricorrenti.

Un caso in cui, per esempio, tale diritto è sopravvalutato è quando si scontra con cose come il diritto all’immagine. Già da ragazzo mi incuriosivano le immagini degli arrestati che cercavano di coprirsi la faccia, e mi chiedevo perché non ne avessero il diritto; perché i poliziotti non gli mettessero a disposizione una mascherina antipolvere, per esempio (o ancor meglio perché non usare i cortili interni): in Italia non è prevista la punizione della gogna (tantomeno in soggetti accusati di reati ma ancora da processare, quindi innocenti).

In tanti anni ancora continuo a chiedermelo.

 

 

Assaggini

In genere parlando di televisione mi viene da commentare le pubblicità. Ci sarà una qualche ragione.

Ultimamente ne fanno una di un chewing gum che si svolge in una lavanderia a gettone con un bellone che bacia a rifrullo (si può dire) una cliente.

Come spot non è niente di che (idea pure banalotta, diciamolo), ma è illuminato dalla grande Janis Joplin.

Se poi smettessero di fare gli spot e ci facessero sentire la buona musica per intero…

martedì, 24 febbraio 2009

 

Ottimisti oggi

Non è necessario essere ottusi per essere ottimisti nell’Italia di oggi, però…

no, no: è indispensabile.

 

 

Sono sempre i migliori

Quando un attore esce di scena va sempre applaudito.

Perché esce di scena, se non perché c’è stato.

liczin | 17:49 | commenti (1)
 

 

Il futuro del Partito Qualsiasi

Viene pubblicizzato come l’Obama italiano.

Però corre per essere sindaco di Firenze, mica capo del governo.

Matteo Renzi, che viene propagandato come outsider fuori delle vecchie logiche di partito, come giovane (come se la cosa in sé fosse garanzia di bontà, o persino di novità), attento alle nuove tecnologie (come se facebook fosse chissacché e non solo un mezzo, di moda), come il futuro del PD.

Lo conosco superficialmente, ma è difficile da dire che sia un outsider chi è stato presidente della provincia (e quindi ha avuto la candidatura da uno schieramento, e ha fatto vita politica “tradizionale” per anni), ha un personalismo, un senso della propaganda, un’assenza di coscienza ambientale, un’ambizione, ecc. per cui potrebbe stare nel PD come nel PdL (ma a Firenze è più facile fare carriera accostandosi a sinistra), e anzi ha atteggiamenti spiccatamente berlusconiani.

È questo il futuro?

Mi viene in mente quello che mi disse una ragazza statunitense molti anni fa: “Beati voi che avete tanti partiti tra cui scegliere: noi ne abbiamo due e sono uguali.”

venerdì, 20 febbraio 2009

 

Le mani che non si alzano

Non so se qualcuno ha alzato la mano e gliel’ha fatto notare, però io l’avrei fatto.

Alla conferenza stampa di oggi Berlusconi ha presentato il decreto sulla sicurezza precisando che l’urgenza è dovuta al clamore creato per alcuni casi di cronaca, ma che i reati sono diminuiti nel 2007-2008 di circa il 10%, e anche nella città di Roma. Ha detto proprio così. Davvero.

Allora qualcuno dovrebbe fargli notare un paio di punti.

Il primo è che l’andamento statistico degli anni 2007-2008 è dovuto al governo di Prodi (concluso nella primavera del 2008) e di Veltroni (più o meno contemporaneo); quindi la maggiore sicurezza sarebbe dovuta agli amministratori di sinistra (quelli che sulla sicurezza c’hanno perso le elezioni).

Il secondo è che un governo dovrebbe procedere sui dati e non sul clamore. Supponiamo che tutti i giornali parlino di una cosa che riguarda un caso isolato: forse che il governo dovrebbe tralasciare l’interesse dell’intera comunità (trascurato dai media) per dedicarsi al singolo? Assurdo eh?

Il terzo è che i direttori di quasi tutti gli organi di informazione televisiva e molti della carta stampata rispondono allo stesso datore di lavoro.

 

PS: A questo proposito aggiungo che ieri sera a leggere un famoso giallo mi sono messo a ridere. Si tratta di “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson (Marsilio Editori in Venezia, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, dato che non leggo lo svedese). Il protagonista è un giornalista economico (non nel senso che costa poco) e a metà di pagina 83 si dice “Riteneva che il giornalista economico dovesse controllare i dirigenti delle imprese con lo stesso zelo impietoso con cui i reporter politici sorvegliano il minimo passo falso di ministri e parlamentari.”

Le risate…!

 

 

Bologna la rossa (per i tetti)

Sentivo ieri in televisione (che seguo distrattamente per salvaguardami la salute) che l’elezione di Bologna potrebbe far partire la riscossa del PD.

Ora, a parte che concepire “la riscossa del PD” è uno sforzo di fantasia che mi farebbe uscire il sangue dal naso, devo però dire che effettivamente l’unico parlamentare che attualmente dice cose di sinistra è di Bologna: Gianfranco Fini.

 

PS: Bologna è detta “la rossa” per il colore dei tetti.

giovedì, 19 febbraio 2009

 

Piccolo campionario

Se dovessi fare un piccolo campionario di frasi stronze (non ho trovato un aggettivo più adatto), oltre a cose tipo “Ti voglio troppo bene, lasciamoci” e “Sei una persona meravigliosa ma lui ha bisogno di me” (dove “lui” è l’autore del suo occhio nero), ci inserirei anche “Non mi compete”, “Troppo comodo!” (come se la scomodità fosse un valore assoluto) e “Ci vorranno altri cinque anni” (sentita ieri sera) e, ma solo in certe situazioni, “Buon compleanno”.

mercoledì, 18 febbraio 2009

 

Niente, proprio niente

Veltroni si dimette ed io non ho niente da dire.

(Tra l’altro si dimette per aver perso un’elezione a cui non era candidato, ma a cui era candidato uno che molti acclamavano come suo successore… mah)

Ha dato l’impressione, come guida del PD, di non fare nulla di sensato, di non andare in nessuna direzione, ma anche che non ci fosse da fare nulla di sensato, che non ci fosse nessuna direzione da prendere. Ha fatto sembrare opposizione Di Pietro.

Finiremo come in Israele, dove il centrodestra contende la maggioranza alla destra, danneggiata dal successo elettorale dell’ultradestra…

Ma l’impressione è che neanche questo sia opera di Veltroni.

 

 

Saluto quelli che vorrei conoscere

Tra le persone che non capisco, e sono milioni, ci sono quelli che in televisione (tipo concorrenti a quiz, cose del genere) salutano “tutti quelli che mi conoscono”. Ora, se c’è un’occasione che è una per salutare quelli invece che non conosci è proprio quando sei in televisione; quelli che conosci (o che ti conoscono, con una distinzione talmente sottile che va vista in controluce) li puoi salutare personalmente, o rintracciare per salutarli. Tutt’al più capisco gli interi gruppi difficili da ritrovare, tipo “i commilitoni del secondo scaglione ’89 della caserma Taldeitali” o “quelli che hanno fatto con me la prima comunione il 14 aprile 1971”, ecc. Ma mai e poi mai capirò quelli che salutano “la fidanzata” come se non la vedessero mai e non avessero il suo telefono, a meno che non le stiano annunciando (vilmente) che la salutano per sempre…

martedì, 17 febbraio 2009

 

Ti piace la borsa gialla?…

Berlusconi ha vinto le elezioni in Sardegna. Solo che non era candidato (nonostante abbia fatto una intensissima campagna elettorale, forse non lo sapeva che non poteva essere eletto).

E ai sardi che hanno votato Berlusconi e si ritrovano Cappellacci chi glielo dirà “vi abbiamo preso per il culo?”

lunedì, 16 febbraio 2009

 

Quarantadue

Cosa vuole un lettore da un blogger? È ovvio: delle risposte.

E allora vi darò una risposta.

“Sì, mi conosci un po’.”

Ora non vorrete che mi faccia anche le domande, no?

 

 

Bersagli

Prosegue la campagna contro i romeni, non c’è da sorprendersi se si coltivano i raid violenti, le vendette, le aggressioni xenofobe, il razzismo.

Chissà se i telegiornali e i giornali ci tempestassero con uguale insistenza per ricordarci che la stragrande maggioranza delle violenze sulle donne viene fatta da italiani nell’ambito della famiglia.

(sottolineo: da italiani, in casa propria)

sabato, 14 febbraio 2009

 

Spingere l’auto in panne

Ma se invece di dare soldi all’azienda automobilistica per buttare via macchine funzionanti e sostituirle con altre più grosse, più rumorose e che inquinano di più (perché i modelli nuovi, per qualche motivo, sono sempre più grossi, rumorosi e potenti di quelli vecchi: guardate la 500, o la Golf, per esempio); dicevo, invece di mettere i soldi pubblici in questo perché non si incoraggia l’industria dei pannelli solari (che è un mercato quasi vergine e che produrrebbe un vantaggio per la comunità)? Perché non si incoraggia l’industria delle biciclette al posto delle auto? Perché non si sovvenziona l’edilizia con minor dispersione termica?

Perché fra tutte le industrie da aiutare si scelgono proprio quelle storicamente in declino, in prospettiva perdenti, complessivamente dannose?

 

 

Presidente che non sono altro

Come sa chi legga i miei post a sfondo politico io sono fuori del mio tempo, e parlo da Presidente (con la maiuscola, per darmi un tono), sia pure presidente di un nulla (facciamo conto del circolo dei montatori di panna, o del comitato degli amanti della vernice gialla).

La mia leadership è indiscussa (perché sotto un certo livello di organizzazione il presidente non lo vuol fare nessuno e io non so dire di no: sono dimissionario dal giorno della nomina, una specie di Villari al contrario), ma siccome sono un democratico (nel senso buono del termine) io non faccio che da espressione della volontà collettiva (maggioranza, minoranze e buon senso comune). Nella mia visione del mondo chi governa fa questo (sono così demodé che distinguo fra governare e comandare). Così, in fondo, le cose tipo le primarie mi suonano strane: se all’interno di uno schieramento si candida Tizio oppure Caio forse che chiunque vinca non dovrebbe conciliare le posizioni anche dell’altro?

Così quando voto fra due candidati di schieramenti opposti non dovrei scegliere la persona, ma le idee e valori che esprime e che lo esprimono.

Boh, scemo io.

venerdì, 13 febbraio 2009

 

Un regalo poco utile

A quel tempo lavoravo in una ditta che chiamerò convenzionalmente Ditta.

A quel tempo tra i dipendenti della Ditta c’era un magazziniere che chiameremo convenzionalmente Magazziniere.

Magazziniere era un mezzo parente dei titolari e non era un dipendente come gli altri, era “associato in partecipazione”. Vuol dire che apportava il proprio lavoro nella Ditta e in cambio aveva una percentuale degli utili.

Magazziniere si sposò.

I titolari (a cui non ho dato un nome convenzionale: diciamo che si chiamavano Titolari) fecero un regalo di nozze a Magazziniere. Se lo fecero fatturare a nome della Ditta per scaricarlo dalle tasse (non so altrove; in Italia “scaricare dalle tasse” è il vero scopo della vita di un gran numero di persone, forse la maggioranza).

Così il costo del regalo è andato a diminuire l’utile e quindi, in percentuale, il compenso di Magazziniere. In pratica i signori Titolari hanno addebitato a Magazziniere una percentuale del suo regalo di nozze.

Così vanno le cose talvolta.

 

(PS: quello che ho raccontato è rigorosamente vero, ma rileggendolo mi è sembrato un post di satira politica. Buffo, neh?)

(PPS: il titolo originale “Rammento invisibile” non sapeva di niente allora ho chiesto consiglio ed è passato il titolo attuale, molto migliore, suggerito dalla mia amica Pat.)

 

 

Leggere distrazioni

Siccome sono schifosamente snob sono succube della moda, seppure all’inverso.

Così l’estate che tutti leggevano il Codice da Vinci mi dicevano “è scemo, ma si legge benissimo”; ed io dicevo “lo leggerò, lo leggerò…” ma poi è andata a finire che non l’ho letto (e anche il film non è che l’abbia visto tanto attentamente).

La stessa cosa mi è successa con Gomorra: che tutti lo leggevano e pareva quasi un testo obbligatorio, e io a fare il bastian contrario, lo snob.

Ora ho deciso di tentare un’operazione difficilissima: ho cominciato a leggere il primo Larsson. Pare che l’abbiano già letto tutti, e tutti mi dicono che si legge in un lampo nonostante sia un volumone. (mezz’ettaro di alberi per ciascun libro: mi consolo col fatto che quella copia sono già la quarta persona che la legge) Sono quasi 700 pagine, e io in questi tempi faccio fatica a concentrarmi sulla lettura, e per andare avanti una pagina ci metto settimane; nell’ultimo anno avrò finito dieci libri a dir tanto.

Però è scorrevolissimo.

Per esempio ieri sera ho letto il titolo tutto d’un fiato.

giovedì, 12 febbraio 2009

 

Con parole sue

Ho letto questo post e mi son detto: oh cribbio! (proprio così, testuali parole)

Il fatto è che io sono indietro di anni rispetto ai miei tempi. liczin (che non a caso non richiede la L maiuscola) e quell’altro che lo porta in giro sono nella fase che si evitano.

mercoledì, 11 febbraio 2009

 

Ai primi sintomi

Se siete colti da una crisi di felicità, non c’è da preoccuparsi: fate un bel respiro profondo e aspettate. Passerà da sola.

Se il disturbo persiste ripetete lentamente “Renato Schifani è il presidente del Senato della Repubblica Italiana.”

Se l’avete ripetuto più di tre volte e il vostro stato non cambia allora i casi sono due: o siete Renato Schifani (e allora non c’è speranza per voi) oppure siete il capo di Renato Schifani, quello che lo usa come zerbino (e allora non c’è speranza per noi).

 

 

Questa o quella per me pari sono

Se io fossi il parrucchiere della signora Ikea forse forse sarei tentato di farglielo.

Se siete mai stati in un’Ikea avrete presente i grossi sacchetti di plastica, e i cartelli verso le casse che dicono “Ti piacciono i sacchetti gialli? Prendine uno blu!”

Ora, persino un daltonico percepisce la differenza, ma evidentemente per il signor Ikea una cosa vale l’altra. Quindi se la signora Ikea sceglie un color mogano con meches leggermente più chiare il suo parrucchiere si sentirà libero di farle i capelli viola a strisce verde bandiera. Mi immagino che al signor Ikea i commessi dicano “le piace questa giacca grigia? Toh, prenda questa gialla!”, “Come le sta bene questo cappotto color cammello! Ecco per lei una fusciacca azzurra.”; il cameriere a fronte dell’ordinazione di tournedos alla Rossini si sentirà autorizzato a portare bucatini all’amatriciana; il concessionario della Volvo gli rifilerà una Trabant del ’78; l’agente di viaggi lo dirotterà su Malpensa; il dentista gli devitalizzerà il premolare che gli è più comodo. E forse anche la signora Ikea (con la sua strana capigliatura) alle sue profferte sessuali risponderà cantando una romanza.

martedì, 10 febbraio 2009

 

Ssshhh

Stasera il culmine. Tutti credono di avere qualcosa da dire, e la dicono.

Io mi quieto un po’, parlerò delle mie piccole cose.

La mia bicicletta cigola. Vi interessa? Stasera non vi dirò di più.

lunedì, 09 febbraio 2009

 

La rosa con un altro nome

Sere fa guardavo Voyager.

Voyager è una trasmissione di Raidue assolutamente delirante, ed è questo il suo bello: si occupa di fatti “inspiegabili” e in genere saltano sempre fuori gli extraterrestri, i cavalieri templari o gli antichi egizi (alla lunga diventa noioso, ma per piccole dosi è divertente).

In quella puntata parlavano della casa della Madonna, che è a Loreto, nelle Marche, e secondo la leggenda è stata portata lì dalla Palestina in volo dagli angeli.

Secondo una spiegazione storica (messa leggermente in dubbio però dalla trasmissione) la tradizione sarebbe nata dal fatto che in realtà la casa sarebbe stata trasportata (via nave) da tale famiglia Angeli.

Mi chiedo quale leggenda sarebbe nata se fosse stata un’ipotetica famiglia Puttanoni.

sabato, 07 febbraio 2009

 

Dissidente

In un paese dove i governanti non sanno cos’è la “presunzione di innocenza” e pensano che la carcerazione preventiva sia l’inizio della pena e non piuttosto una cautela perché l’indiziato non alteri l’indagine, scappi o reiteri il reato. In un paese dove i governanti non sanno che la democrazia è basata sulla “separazione dei poteri”. In un paese dove i governanti ignorano le più basilari regole costituzionali.

Io mi sento sempre meno oppositore, critico, e sempre più dissidente.

 

 

Quieto vivere

La gioielleria è piccola e fa presto a riempirsi. La signora sta distesa sul bancone come nei film sta la cantante bellissima sul pianoforte a coda, solo che la signora sporge un culo che si vede dal satellite. Si prova orecchini, anelli. Fa al commesso “tanto io non ho fretta, faccia pure gli altri”.

Io mi contengo, ma avrei alcune cose da dire alla signora:

a) il commesso e gli altri clienti non sono qui per farle passare il tempo divertendosi a provare i gioielli: scelga e compri oppure se ne vada;

b) non verrà mai lasciata sola coi gioielli, per l’ovvio motivo che non ci si fida di lei (e non vedo perché si dovrebbe);

c) è brutta e inelegante, e rimarrà brutta e inelegante qualsiasi orecchino, anello, collana, bracciale o persino diadema possa mettersi addosso.

Però sto zitto.

venerdì, 06 febbraio 2009

 

Politici dilettanti e ignoranti professionisti

Qualcuno dica a quegli ignoranti che stanno attualmente al Governo che le leggi (anche quando le fanno loro in momentanea sostituzione del Parlamento, che è l’organo eletto preposto alla legiferazione) devono essere fatte per la generalità della nazione: mai (dico mai) per il singolo caso, la singola persona.

 

(D’altra parte, si sa, i “politici professionisti”, preparati sul loro mestiere, sono una categoria disprezzabile, e allora teniamoci questi politici dilettanti e impreparati!)

 

 

Lori

“Ormai qua la metà i s’è lori”

“Lori” è una sorta di plurale di “loro” in una parte d’Italia (la parte che chi non è abituato gli sembra che le donne al mercato “ciacolando” stiano recitando una commedia di Goldoni). Il plurale “lori” è particolarmente giusto, dato che è un’espressione circolare per un “loro plurale” formato da cinesi, slavi, maghrebini, filippini, sudamericani, centrafricani, ecc.

Non ho voglia di litigare, così sorvolo sulla sfumatura xenofoba, mi guardo intorno e noto che è vero. Accenno appena al fatto che “lori” sono più visibili perché molti italiani hanno una casa, un ufficio, posti al chiuso in cui incontrarsi, ecc.

Ma sarà perché ho una visione distorta, perché mi piace vedere facce diverse, colori vari, suoni e lingue inusuali, (forse perché mi par d’essere in vacanza lontano), ma il fatto fondamentale è che la cosa è così e non c’è niente da fare: non c’è da prendere provvedimenti, fare osservazioni, dire, agitarsi, proteggersi: è un fenomeno storico che va avanti e continuerà a farlo. Poi noi possiamo viverci meglio o peggio, tutto qui.

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