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mercoledì, 11 marzo 2009  

Risolvere le espressioni

Secondo la leggenda sarebbe stato Sergio Leone a dire che Clint Eastwood aveva due espressioni: col cappello e senza (secondo altre versioni con e senza il sigaro).

Ora la domanda è: perché nessuno suggerisce a Valeria Golino l’uso del cappello?

 

 

Italia terra di artisti, seduttori, pizzaioli, ecc.

Per la rubrica “le donne della mia vita” vi racconterò oggi di come mi sono trovato in cima ad una scala in un bagno tedesco mentre un marito piangeva nella stanza accanto (una scena così paradossale che non mi pareva vera neanche quand’ero lì).

All’epoca andavo in vacanza da solo in giro per l’Europa. Ho conosciuto questa ragazza tedesca e una sera l’ho invitata a cena al ristorante, lei è sembrata molto lusingata di tanta attenzione e contenta (cena, brillante conversazione e basta, non fatevi idee lubriche). Una ragazza piuttosto bruttina, alquanto, ma dolcissima, intelligente e molto femminile (io mi sono sempre trovato meglio con le ragazze bruttine e intelligenti, sarà l’insicurezza e/o forse che sono una nicchia di mercato meno frequentata). Siamo rimasti in contatto postale e l’estate successiva sono passato (non credo casualmente) dalle sue parti: sono stato da lei qualche giorno e poi siamo andati un week end in giro e siamo stati molto bene (ok, adesso fatevi le idee lubriche).

L’anno seguente mi trovavo in Olanda e le ho telefonato “dài, vieni qualche giorno qui con me”, lei ha esitato, ha preso tempo, si è fatta richiamare, poi mi ha comunicato che sarebbe venuta volentieri, ma aveva qualche difficoltà perché nel frattempo si era sposata.

Sorpresa.

Però mi avrebbe ospitato con piacere da lei. Io, sciagurato, accettai.

Il marito ci provò ad essere cordiale con me, giuro, ce la mise tutta. Ma questo “italiano” (quindi grande seduttore, va da sé) in casa, con perdipiù il fatto che lui non parlava inglese e il mio tedesco è miserrimo (quindi era escluso dalle conversazioni fra me e sua moglie), deve averlo messo parecchio sotto stress. Io me ne sarei andato subito, senonché nel frattempo lei mi aveva convinto (sciagurato alla seconda) ad usare dello smalto che le era avanzato per una decorazione del bagno (italiani = artisti; menomale che non mi ha chiesto anche di fare il navigatore o suonare il mandolino). Fu così che quella volta mi trovai in cima ad una scala in un bagno tedesco mentre sentivo nell’altra stanza un marito in lacrime.

Feci solo una delle due decorazioni previste…

 

 

Risparmio Unico

Non credo che la proposta berlusconiana di far votare i capigruppo per tutto il gruppo sia in connessione con la maggiore difficoltà dei “pianisti” di votare per i vicini. Credo che sia una proposta di risparmio.

Perché pagare fior di stipendi a parlamentari che tutto quel che devono fare è votare sì/no alle legge e alle mozioni in base agli ordini di scuderia? (Che sono stati scelti per questo.)

Tanto vale eliminare i peones e dotare i rappresentanti dei gruppi di un certo numero di voti in base alla loro consistenza: il Partito Pinco ha 200 voti, il Partito Pallino ne ha 120, ecc. e con quattro o cinque parlamentari ce la caviamo. Ma a quel punto il partito di minoranza che ci sta a fare? Tanto non conterà mai niente. E allora arriveremo a un Parlamentare Unico, il cui voto vale l’intero Potere Legislativo. Questo Parlamentare Unico darà la fiducia ad un Capo del Governo ed eleggerà un Presidente della Repubblica, che essendo scelti dal Parlamentare Unico saranno suoi peones, e quindi perché sprecare stipendi e non unificare direttamente le cariche in un Presidente Unico?

Vuoi mettere il risparmio?

 

 

Starsi attenti

Un paio di ragazzini giocavano con un fucile ad aria compressa e uno di loro è grave all’ospedale.

Al tg hanno detto, tra l’altro, che bisognerà accertare se il fucile “era accessibile ai bambini”.

Come “bisognerà accertare”? Ce l’avevano, c’hanno acceduto, quindi era accessibile!

Ma ‘sta gente si ascolta quando parla? Legge le cose che scrive?

 

 

Fosse tettoniche (piacere e dolore a pochi centimetri)

Io non sono un fanatico delle tette grosse. A me una seconda va già bene, soprattutto se naturale, però non disdegno per nulla…

Per esempio l’ultima volta che sono stato dalla dentista, quando si è messa a farmi qualcosa di edilizio su un premolare che richiedeva forza, in pratica mi teneva ferma la testa tra le abbondanti poppe. Se non avessi sentito un male cane sarebbe stato piacevolissimo.

 

 

Un camion per una lampadina

Non è che l’informatica abbia sempre velocizzato le cose, anzi col fatto che l’intera divina commedia entra in un millimetro, si scrive una divina commedia anche quando basterebbe un ciao.

Ho aperto un nuovo documento di word e l’ho salvato con nome (di default, doc2.doc) vuoto. È risultato di 26,5 KB, cioè circa 26.500 caratteri (per dire, questo post, spazi compresi, ha 2842 caratteri) per non dire nulla.

Un altro esempio:

Le informazioni  contenute  in  questo messaggio e gli eventuali allegati (il
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Una volta bastava “scemo chi legge”.

martedì, 10 marzo 2009

 

Patti taciti

Io sono un discreto ascoltatore. Però al telefono ho imparato solo molto tardi (dopo i vent’anni direi) la regola non scritta per cui bisogna fare ogni tanto dei segni di presenza (“Ehm”, “Eh sì”, “Vero”, “E lui?”) in assenza dei quali l’interlocutore ogni tanto si ferma a chiedere “ma sei ancora lì?”

 

 

Treno puntuale

Per la collana dei post sulle donne della mia vita vi racconterò un aneddoto su una ragazza che mi piaceva molto (ma con cui non compicciai niente: quando le feci capire quanto mi interessasse, lei mi disse più o meno di togliermelo dalla testa e io rimasi con l’ovatta al posto del cervello per il colpo).

Lei abitava proprio di fronte ad una stanzioncina. All’epoca ero giovane (ah, com’ero giovane) e timidissimo (quello tutt’ora) e dovetti usare tutta la mia energia per andare sotto casa sua, e, preso il coraggio a due mani, a chiamarla da un telefono della stazione per invitarla fuori. Lei mi disse che non poteva, io le dissi “va bene, non importa…” e mentre minimizzavo la forte voce dell’altoparlante annunciò un treno praticamente nella cornetta. Non so se l’avrà sentito meglio dal telefono o dalla finestra (era pure primavera), ma so che sebbene lei abbia fatto finta di nulla, in quel momento avrei voluto sublimare in una nuvola azzurrina.

 

 

Càpitano capitano

Quando nella struttura c’è qualche inefficienza si va maluccio; quando l’imbecille è il capo si crolla.

Alla fine la mia collega si è licenziata, così, di botto: si è liberata di un lavoro che il suo (e mio) capo le aveva reso pesante. Se avessi alternative (non che lei ne abbia, ma sono fiducioso che ne troverà) ci farei un serissimo pensiero anch’io.

Ora non ho idea come l’imbecille (il mio capo junior) pensi che io possa portare avanti tutto l’ufficio da solo (di due e mezzo che eravamo un anno fa), magari (ma non è detto) formando pure un/a sostituto/a.

Com’è che una vocina mi dice che comunque entro un anno o due dovrò trovarmi un lavoro?

 

 

 

Opera riformistica al nero

Prendiamo ad esempio un quarantenne.

Ha studiato, ha cominciato a fare lavori precari, a periodi, qualcuno in nero. C’avrà sì e no una decina d’anni di contributi.

Sapere che non arriverà mai ad avere una pensione, e che quando ce l’avrà sarà su base contributiva, quindi miserissima, non gli dà nessun interesse a regolarizzare i suoi lavori. Facilmente il datore di lavoro lo convincerà a lavorare in nero, per qualche euro in più (con un enorme guadagno per il datore di lavoro e un danno letale alla comunità).

Ecco perché penso che il progressivo innalzamento dell’età pensionabile e la riduzione dei trattamenti pensionistici non facciano che danneggiare lo stesso sistema previdenziale e pensionistico (e pure fiscale): perché creano humus per l’illegalità.

 

 

Sono sintetico

Mi fa “non fa mica male: è tutto di origine naturale, viene da una pianta!”

Questa cosa per cui le cose di origine naturale debbano fare per forza bene (o comunque non male) a me suona stonato luogo comune.

Anche la cicuta e il curaro sono di origine naturale, viene da una pianta anche una randellata in piena fronte.

lunedì, 09 marzo 2009

 

Piaccio

Ho aperto un altro account su splinder, una sorta di fratello birichino, che volevo riservare alle cose “per adulti” senza inquinare questo, ma senza perdere il garbo, l’ironia e l’eleganza che mi contraddistinguono anche quando sono nudo (sto mentendo: nudo faccio schifo come quasi tutti gli uomini della mia età, ma quando scrivo ho sempre un certo stile…). Pensavo di metterci i raccontini erotici che ho concepito (la fantasia va dove vuole), cose così (e poi si vedrà: non è che ci investa molto).

Ho aperto l’account, c’ho aperto un blog e c’ho messo un post iniziale, uno qualsiasi (neanche hard): nel giro di tre ore un giovinotto (pare) mi ha approcciato: gli ho specificato che sono un uomo; lui ha scritto che è etero ma mi si è offerto per un servizio orale (e non parlo di conversazione). Evidentemente ha un’idea un po’ confusa del concetto di “etero”.

Però è lusinghiero: osteria che fascino devo emanare!

 

update: l’account “erotico” è già in corso di chiusura dopo neanche un giorno: ripensandoci, non è un’idea divertente.

 

 

Vita quotidiana senza importanza

Ho rinnovato la carta d’identità.

Sono andato all’ufficio distaccato e dopo aver cercato di aprire la porta in tutti i modi ho finalmente capito che dovevo tirare e non spingere. Ma questo è solo l’inizio.

L’ufficio è uno stanzone appena ristrutturato, deserto tranne l’usciera e due impiegate agli sportelli (tutte inoperose al mio arrivo).

Passata la porta arrivo alla scrivania dell’usciera con cui accenno una battuta sulla mia incapacità (tanto per sdrammatizzare) e dico “dovrei rifare la carta d’identità, ché è scaduta”.

“Bene, prema il tasto in alto a sinistra” e indica dietro di me: mi giro e vedo una macchinetta elettronica con un solo pulsante attivo, quello in alto a sinistra; lo premo e dopo appena una quindicina di interminabili secondi esce il biglietto numerato. Lo prendo e faccio per andare a uno sportello (sono vuotissimi) ma l’usciera mi ferma “Ora deve aspettare il numero: guardi lassù” e indica un tabellone elettronico che prende una metratura che è circa la metà di tutto l’ufficio: l’avranno riciclato da uno stadio, faccio due passi indietro per capirne l’insieme.

Dopo altri lunghi e silenziosi secondi di attesa che accada qualcosa una delle impiegate mi chiama a voce “venga pure, la macchinetta è lenta” e infatti dopo che sono al banco si sente un fischio fastidiosissimo: è il mio turno.

Faccio cinque firme, pago cinque euro, do tre fotografie che mi porto dietro da quasi un anno e alla fine ritiro il documento.

Grazie. Prego. Arrivederci. Buongiorno.

Un altro tizio entra nell’ufficio: “dovrei fare un certificato di residenza” – “Prema il bottone in alto a sinistra.”

liczin | 15:49 | commenti (2)
 

 

Latin lower

Perché non raccontarvi delle donne della mia vita?

Considerando che non sono tante non c’è pericolo di cadere nella vanteria. Anzi.

Per esempio (procedo in disordine)…

Ero in vacanza, all’epoca viaggiavo da solo all’estero: ero nel nord Europa.

Quella volta lì ero in un locale in cui mi ero fermato perché da fuori avevo sentito una canzone di Paolo Conte: avevo ordinato una birra e un pezzo di torta (era tardo pomeriggio) e mi ero messo a scrivere sul mio taccuino il diario di viaggio.

All’improvviso mi vedo comparire davanti un biglietto, letteralmente dal nulla. Lo leggo, ma non ci capisco un tubo. Lo giro e scrivo dietro che non parlo belga (fiammingo, perdipiù). Scopro che il biglietto era di una elegante signora in fondo al bancone. Lei mi scrive in inglese una cosa tipo “birra, dolce, scrittura: intrigante…”, io rispondo, lei si avvicina, parliamo.

Lei mi invita a cena, io passo dall’ostello per prendere la chiave poi torno, andiamo in un ristorante italiano di lusso, poi torniamo al locale dove lei incontra dei suoi amici, io saluto e non ricordo se rimango molto (penso di no) e torno all’ostello. Poi ci siamo scritti per parecchio tempo (un anno, forse due, non ricordo). Poi ci siamo persi di vista. Lei era un’artista (l’ho ricercata su internet, di una certa fama).

C’ho pensato solo molto tempo dopo che lei, scrivendomi quel biglietto quella sera, forse voleva solo scoparmi e via.

Coglione.

domenica, 08 marzo 2009

 

Please, in my backyard

Il parchimetro sull’angolo è brutto esteticamente, è brutto perché è un modo per arricchire il comune tramite una società privata (o viceversa, o tutt’e due, non ho ancora capito), è brutto perché in queste strade non ha senso far pagare il parcheggio, ecc. Però ha una cosa bellissima: ha un pannello solare in cima. Non richiede di comprare elettricità da chissà dove, non richiede di costruire una centrale, non richiede petrolio o gas o uranio, non disperde energia con i metri di cavo fino a lì, non necessita di tralicci o pali o buchi in terra.

Sono i parchimetri così (e lampioni, e semafori, e segnali, e poi palazzi, ecc.) che ci libereranno della dipendenza energetica, del problema dei siti nucleari, e tutto il resto.

 

 

Leggere distrazioni

Alcuni blog che seguivo hanno chiuso (è un momentaccio, pare; ho letto che i blog stanno morendo come concetto). Così mi si sono liberati degli spazi tra i segnalibri e mi metterò a cercare in giro.

Avete due possibilità alternative:

a) segnalatemivi e suggeritemi (se mi volete come lettore per voi o per altri);

b) scrivete cose insulse (se non mi volete come lettore).

 

 

La casa dei mostri sogni

A me piacerebbe allargare il mio appartamento del 20% (mi ci viene un comodo ripostiglio, o un piccolo studio) ma temo che l’aggetto sulla facciata risulterebbe esteticamente poco gradevole.

 

 

Ma che ne sa?

Interessante intervento del papa a favore delle donne.

Interessante perché in Italia ormai c’è una sola professione che è totalmente preclusa alle donne: la sua.

 

 

Lettera d’amore circolare

Non ho una grande considerazione della giornata della donna, che mi pare stia diventando (se non lo è già) una baracconata come san valentino o la festa della mamma, ma più fastidiosa perché è la banalizzazione di temi seri.

Però i miei auguri alle donne li voglio fare, sebbene auguri senza risvolti sociali o politici, solo auguri “umani” per affetto e simpatia a tutte le donne.

E a una in particolare.

liczin | 11:22 | commenti (2)

sabato, 07 marzo 2009

 

Dalle parti del ponte

Ma tutto quel traffico di milioni, miliardi di veicoli che finalmente il ponte di Messina sbloccherà, una volta arrivato sul “continente” cosa farà? Si troverà sulla corsia incerta e malmessa e spesso ridotta se non deviata della Salerno-Reggio Calabria? E la viabilità siciliana?

Non è un po’ come mettere una cerniera oliatissima e costosissima fra due legni marci?

venerdì, 06 marzo 2009

 

Briciole di convivenza

Uno dei motivi di lite e screzio tra i vicini, tradizionalmente, è il fatto che quello di sopra scuote le briciole dalla tovaglia sul terrazzo di quello di sotto.

Alcuni, per non disturbare, la scuotono sul proprio pavimento e poi spazzano.

Io seguo una terza via: la scuoto sul mio terrazzo, poi aspetto che arrivino i passerotti, che mi fanno tenerezza e allegria.

(Ma siccome sono razzista, i piccioni li scaccio.)

 

 

Un presidente bianco

Facevano notare ieri in alcuni TG (che evidentemente erano saturi di notizie importanti) che Barack Obama è rapidamente incanutito da quando è stato eletto. Si facevano raffronti con gli altri presidenti statunitensi, anche loro imbiancati durante la carica. Si calcolava lo stress, la fatica, gli impegni.

Tutto può essere, non dico di no. Ma non la prendiamo neanche in considerazione l’ipotesi che in campagna elettorale ci si tinga i capelli per sembrare più giovani?

 

update: Tempo pochi minuti dall’aver pubblicato questo post contenente il nome “Barack Obama” e il programma di statistiche ha registrato un accesso da connessione “non disponibile” dagli Stati Uniti d’America con provenienza da “richiesta diretta” come se fosse uno che conosce direttamente questo sito.

E poi si dice che l’intelligence è poco efficiente.

Casomai vi saluto sin d’ora: lo faranno sembrare un incidente.

 

 

 

Posso avere un aiutino?

Non so se l’avete sentito dire: c’è crisi.

Il sistema finanziario (le banche) non prestano i soldi alle aziende, che non possono investire, che licenziano i lavoratori, che non spendono, quindi le aziende non vendono e licenziano altri lavoratori e così via in una spirale apparentemente inarrestabile.

I governi intervengono, ma come intervenire?

Aiutare il sistema creditizio, in modo da riavviare il sistema? Sembrerebbe la cosa più semplice, però le banche non hanno interesse a investire rischiando, quindi gli aiuti (almeno in parte) andranno in investimenti “sicuri” in attesa di tempi meno bui.

Aiutare direttamente le aziende? È quello che chiedono gli industriali, che però, pure loro, non hanno interesse a rischiare, quindi gli aiuti (almeno in parte) non andranno a riavviare il sistema ma in investimenti “sicuri” in attesa di tempi migliori.

E se si aiutassero direttamente i poveri? Il bello dei poveri è che per quanto poco gli si dia va tutto in consumi: mangiare, coprirsi, abitare sono cose che costano e se sei povero non hai margine per mettere da parte.

Ci dev’essere qualcosa che mi sfugge…

giovedì, 05 marzo 2009

 

Quel che resta

Se dici cose sagge, acute, dolci, intelligenti, ecc. ti continuano ad ascoltare, se dici una cazzata smettono.

Così, per quante cose sagge, acute, dolci, intelligenti tu possa dire quello che resterà di te sarà sempre una cazzata.

liczin | 23:39 | commenti (1)
 

 

Vacanza di capri

Pare che i due romeni accusati di stupro non abbiano indizi a carico: le ammissioni estorte, le prove inesistenti, i riconoscimenti fasulli, l’indagine insomma quantomeno “frettolosa” (d’altra parte c’era la pressione dell’opinione pubblica, cioè della stampa, per trovare un qualsiasi colpevole, possibilmente romeno).

Mi immagino che il capo della polizia in persona, se non il ministro degli interni, vada a chiedere loro scusa.

No, mi correggo, non riesco a immaginarmelo.

 

 

Piombo sulle uova

Uno dei modi di dire che mi è sempre suonato strano è “andare coi piedi di piombo”. L’ho sempre immaginato come cosa molto più distruttiva e meno cauta che andare a piedi nudi, o con delle leggere scarpette di tela. Più che leggeri tocchi alternati mi evoca lo strisciare di estremità pesantissime e devastanti. Anche perché mi si sovrappone l’immagine di “camminare sulle uova” (più o meno analogo ad andare coi piedi di piombo), che è cosa piuttosto incauta da fare con dei piedi di piombo.

Inoltre visualizzo la cosa non come dei piedi effettivamente di piombo (che creerebbe interessanti immagini di pedicure siderurgici con smerigliatrici e scintille), ma come pesantissimi scarponi come quelli del mostro di Frankenstein nel classico film in bianco e nero (che poi perché mettergli quegli scarponi così pesanti? Per abbassare il baricentro? Per renderlo più stabile in curva? Mah).

 

 

Il paese irreale

Per fermare una persona onesta basta un divieto d’accesso, basta sapere che le mani nelle tasche di un altro non si mettono. Le porte blindate, i lucchetti, le serrature, i mezzi che rendono materialmente impossibile entrare servono a fermare le persone disoneste, i ladri, i delinquenti, i criminali.

Quanto abbiamo speso per cercare di rendere materialmente impossibile che un “onorevole” voti per un altro (con un crimine verso la democrazia e gli elettori, e persino monetario per prendere il gettone di presenza)? Si dà per scontato che in Parlamento abbiamo disonesti ladroni?

Pare di sì.

Eppure basterebbe così poco, basterebbe che i giornalisti (o gli avversari) sputtanassero gli “onorevoli” ladri, che i partiti li considerassero impresentabili, che gli elettori non votassero loro e chi li presenta.

A questo punto in genere mi sveglio.

 

 

Rebirth watching

Privo come sono d’alcuna dignità, resuscito provvisoriamente liczin (immaginatevi un qualche trucco da soap opera, tipo rimettere l’orologio indietro di due mesi, proviamo?). Ma solo perché voglio bene ai miei lettori (tutt’e tre/quattro) e spero (illuso) di non perderne l’affetto (quale?).

mercoledì, 04 marzo 2009

 

 

liczin è morto, non dovrete più preoccuparvi di lui.

L’ho ammazzato io.

Una sordida storia di donne: andava a letto con la mia ragazza pensando ad un’altra. Poi ho scoperto che quest’altra la faceva pure soffrire.

Stronzo.

m.

liczin | 00:38 | commenti (5)

lunedì, 02 marzo 2009

 

Testamento blogico

Prima o poi questo blog si esaurirà, nel senso che avrò detto tutto quello che avevo da dire e dovrei cominciare a ripetermi. A quel punto il disegno sarà compiuto.

Se, come fanno alcuni, pur di trovare spunti mi metterò a guardare Studio Aperto, o il TG4, vi prego di mettere fine alla sofferenza, se è il caso anche venendo a casa mia a staccare manualmente il filo, l’alimentazione (se è il caso che siete belle donne è meglio…)

 

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