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venerdì, 27 marzo 2009  

L’azionista di maggioranza

A proposito del cosiddetto “testamento biologico” (o più propriamente “dichiarazione anticipata di trattamento”) ci si può basare su due principî antitetici: o la vita è di chi la vive, oppure no. Nel secondo caso si può distinguere tra la posizione cattolica per cui la vita è di Dio e ci è data in una sorta di comodato, oppure in una versione civile (che mi viene da definire comunista estrema) in cui la vita è della comunità.

Il principio adottato dal Parlamento per evitare che si possa sospendere l’alimentazione e l’idratazione forzata, per evitare ogni sospetto di eutanasia, per rendere la D.A.T. carta inutile (tant’è che il medico può ignorarla) è evidentemente il secondo.

Che è l’unico principio che giustifica l’amministrazione della vita degli individui da parte dello Stato. E il principio che giustifica la pena di morte.

giovedì, 26 marzo 2009

 

Sipario!

Ennesima frase sciocca di Berlusconi, ennesima salva di critiche e polemiche, seguirà rettifica o chiarimento, ecc. ecc.

È diventato un teatrino, uno sketch che si ripete sempre con lo stesso canovaccio.

Basta, mi sono annoiato, non mi presto più. Che Berlusconi continui pure a sparare le sue minchiate a cazzo di cane, io non gli darò spazio né risonanza.

mercoledì, 25 marzo 2009

 

Cervelli spenti

Quando al tg intervistano la dottoressa poliziotta, che mostrando i diagrammi del cervello dice lapidaria “la droga spegne il cervello”, pensano di fare un formidabile spot pubblicitario contro le droghe. Non gli viene il dubbio che per certi ragazzi, a una certa età, sia proprio quello l’obiettivo?

Da ragazzo, pur tenendoci al mio cervello, usavo la birra. Ora non ne ho più bisogno: basta l’età…

 

 

Replica alla televisione

Ierisera, nonostante la cura con cui solitamente eviti i dibattiti televisivi, ho sentito la ministra Meloni (che la mia consorte, che l’ha sentita mentre era voltata al computer, ha detto: “ma chi è questo comico?”) che riguardo le critiche rivolte al piano casa da tre architetti li enumerava: “Sottsass… e va bene, Gae Aulenti… e va bene, Gregotti…! Ma lo sapete chi è Gregotti? è quello che ha progettato lo Zen di Palermo!…” e giù a parlare di degrado e fetenzia urbanistica (come peraltro se quando uno mi critica io dovessi attaccare lui e non rispondere ai suoi argomenti… ma tant’è: i politici sono espressione nostra, ce li meritiamo).

Mi sorge l’obbligo di usare questo mio mezzo di comunicazione di massa (anche se la massa sono due o tre lettrici, che mi vien buffo di chiamare massa) per chiarire che il Gregotti quando ha progettato lo ZEN (e non ha progettato solo quello) ha previsto anche cose come fogne, servizi, viabilità, ecc.: cose mai realizzate (poi il Gregotti si è anche assunto le sue responsabilità: che avrebbe dovuto tenere in conto anche le “influenze ambientali”, chiamiamole così). Anche la cupola di San Pietro non sarebbe un gran capolavoro se l’avessero fatta per metà, sostituendone una parte con una copertura di bambù e lasciando due spicchi con le impalcature per sempre.

Ecco: lei in televisione, io sul blog: equilibrio ristabilito.

 

 

Quel che mi è piaciuto in politica nell’ultimo anno

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lunedì, 23 marzo 2009

 

La gestione dei gesti

Quando incappo nei telegiornali speciali per sordomuti, quelli in cui le notizie vengono “tradotte” nel linguaggio dei segni, mi chiedo perché.

Forse che i sordomuti non sanno leggere? Sottotitoli, televideo, internet, giornali, ecc. non hanno resto questo servizio inutile?

E se è un servizio che non giova ai sordomuti, a chi giova?

domenica, 22 marzo 2009

 

Vivere stressa

Uno dei problemi più insidiosi nei luoghi comuni è che a volte c’azzeccano.

Non si può mai stare tranquilli, bisogna sempre tenere il cervello acceso.

Che stress!

 

 

Un giornale con della mortadella tagliata fina, grazie

Sfogliando una copia di “Sorrisi e Canzoni TV” noto che in allegato alla rivista si può scegliere un CD di Guccini, un DVD di un’opera lirica, un set da viaggio di non so cosa, un gioco di logica, una rivista di ricami e lavori femminili, dei pupazzetti di peluche e un’altra mezza dozzina delle cose più svariate.

Che senso ha? Si tratta di una rivista o di una scusa per un mercatino?

sabato, 21 marzo 2009

 

Italia manzoniana

Verrà un giorno in cui gli interpreti del potere con il popolo non saranno classificabili in bravi e cattivi?

Né domani né mai…

venerdì, 20 marzo 2009

 

Va bene i nobel, ma la gnocca?

Se siete belle ragazze o piacenti signore e volete apparire in televisione è molto semplice. Andate ad un convegno, un congresso, una conferenza e vedrete che nei servizi televisivi vi sarà senz’altro riservata un’inquadratura (di solito quando sembrate intente ad ascoltare).

Sempre, l’avrete notato anche voi, nel montaggio del servizio ci saranno immagini dell’oratore, dei più famosi personaggi presenti (se ci sono) e di alcune donne scelte tra le più attraenti. È sempre così.

Non importa se è la conferenza stampa per un’operazione di polizia o il convegno dei possessori di berretti scozzesi, se è la riunione del ku klux klan (nel qual caso il cappuccio complica le cose, ma potete sempre esibire il decolleté) o l’assemblea dei parenti delle vittime: lo schema sarà sempre lo stesso: oratore, famosi, belle donne.

La sequenza riproduce il percorso dell’auditore medio: all’inizio segue il discorso, poi si annoia e sbircia se c’è qualcuno importante nelle prime file, poi si concentra decisamente sullo scollo della signora della fila davanti.

 

 

Brava persona

Non ho ambizioni da eroe, ed ho smesso da qualche anno di pensare che avrei fatto l’astronauta (a malincuore). Oggi mi accontenterei di essere una brava persona, di meritarmi la stima di me stesso (mantenendo alto lo standard di giudizio, non “adattandolo” come si vede fare in giro). Non è mica cosa da poco.

giovedì, 19 marzo 2009

 

Memoria di dichiarazioni in memoria

Anniversario della morte di Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle recidive Brigate Rosse.

Dichiarazioni in memoria da parte di istituzioni e ministri.

Stranamente non interpellato il ministro (allora e anche ora) Scajola…

 

 

Radici cristiane

L’assistenza medica ai tempi della destra.

 “Sono 200, con la ricevuta 250, senza la denuncia altre 150.”

 

 

 

La febbre dell’orto

A proposito d’orti.

La mia esperienza orticola consiste in una pianta di melanzane sul terrazzo, che crebbe veloce, fece delle belle foglie, dei simpatici fiorellini e produsse una (dico una) melanzana delle dimensioni di una palla da tennis. Un’altra volta fu la volta di due piante di zucchine: crebbero veloci (in questo dànno una gran soddisfazione), fecero belle foglie grandi, e poi quasi tutti i giorni dei bellissimi fiori (più o meno uno o due al giorno, pochi per friggerli e che appassiscono rapidamente, però bellissimi); infine ne uscirono anche una o due zucchine delle dimensioni di un dito (un dito piccolo).

Fortunatamente non ci dovevo campare: era solo diletto.

Quelli che impiantano un orto “per risparmiare” forse non considerano il costo del terreno (se lo vendono ci comprano pomodori per anni), delle attrezzature (palette, sementi, tutori, concimi, ecc.), delle terapie per rimettersi in sesto la schiena, ma soprattutto della manodopera: avete presente quanto costa il tempo di un idraulico, di un carrozziere, di un avvocato, di chiunque?

La conclusione è che per risparmiare basta non fare i calcoli.

mercoledì, 18 marzo 2009

 

Essere in format

Ogni tanto mi mancano dei programmi televisivi, e allora li propongo qui, nella speranza non tanto che qualcuno li faccia (giacché poi finirei per non vederli comunque, perché mi annoio facilmente), ma che qualcuno mi paghi i diritti sul format (cosa questa che mi farebbe assai più piacere, non tanto per i soldi, ma per la soddisfazione personale di poter dire “sai quel format? mi ha fatto guadagnare una barca di soldi”).

Allora oggi pensavo ad una rubrica quotidiana che legge i giornali, ma non quelli di oggi, o di domani, ma quelli di uno/due/cinque/dieci anni fa, e ci racconta come sono andate a finire quelle storie, che chiede ai protagonisti di adesso com’è che all’epoca dichiaravano cose completamente all’opposto di quelle di oggi, che ci dice com’è che l’emergenza di ieri è sparita e ne è comparsa un’altra (con le statistiche, magari).

Ecco, oggi avrei voluto vedere un programma così.

 

 

L’insalata era nell’orto e una casa bianca avevi tu

Riportano gli organi di stampa che Barack Obama fa impiantare un orto alla Casa Bianca.

Come mai di questa cosa non mi importa una mazza di nulla?

 

 

Ti scappa di fare la caccia?

Io sono contrario alla caccia, e in generale a qualsiasi attività ricreativa implichi la sofferenza di un animale. Lo dico qui, per completezza di informazione.

Ancora devo trovare un cacciatore che ammette che lo fa per il gusto di uccidere; dicono che sono amanti della natura (ok, passeggia per i boschi senza armi), che è la passione (di che? di ammazzare. ah…), la sfida (mira? ok, fai il tiro al bersaglio; animali? ok, fai fotografie con il tele, vedrai quanto è enormemente più difficile, oltre alla mira, fare il fuoco giusto), questioni storico-culturali (anche l’ordalia e il sacrificio umano erano attività affermate, non è che vadano conservate per forza), ecc. (tutte motivazioni puerili, addirittura l’amore per i cani!).

Io credo che sia gusto di uccidere, non vedo alternative. Però magari mi sbaglio.

 

 

Pensione con vista

Un giorno sì e un giorno quasi qualcuno salta su e dice che per risolvere i problemi economici del paese bisogna riformare il sistema previdenziale e soprattutto pensionistico.

Ciascuno di questi annunci ha l’effetto che quasi tutti appena possono vanno in pensione, perché domani chissà se ce la danno ancora. Questo diminuisce i contributi versati e aumenta le pensioni erogate.

Quindi ciascuno di questi annunci peggiora i problemi economici del paese.

Smettete, innescate una progressione per cui le condizioni pensionistiche vadano a migliorare anziché peggiorare e i lavoratori saranno incoraggiati a lavorare di più (versando quindi di più e percependo per meno tempo). Oppure se proprio ne hanno le palle piene smettono.

Io farei così.

liczin | 01:01 | commenti (3)

martedì, 17 marzo 2009

 

Politologia (manuale)

In politica la destra e la sinistra non esistono più.

Solo seghe mentali.

 

 

Piano! Casa (altrui)

Pare che Berlusconi salga al Quirinale a illustrare il piano-casa.

E a farsi fare un preventivo.

 

 

Lo so io

A tenere un blog come questo si rischia di assumere un tono da saputello alla “so io come stanno davvero le cose”.

La cosa sta proprio così.

 

 

Colto interrotto

Uno di questi giorni lo faccio.

Ben più indicativo dell’elenco dei libri che ho letto, o che sto leggendo, o che mi piacerebbe leggere, farò una lista dei libri che ho cominciato e mai finito.

Dai Malavoglia (cominciato per obbligo scolastico) a Madame Bovary, dal Golem a mille altri.

Ora, è vero che è anche questione d’età, di umore, di momenti e di altri fattori, per cui magari oggi un libro che vent’anni fa mi sono bevuto lo troverei impossibile, o viceversa; però è una cosa, per esempio più indicativa del segno zodiacale.

Molto di più.

 

 

Qui pro quo (qua in minoranza)

A me càpita di essere frainteso.

La lingua non è perfetta e io non l’uso perfettamente: è normale, càpita a tutti.

A volte a essere frainteso sembro più intelligente di quanto sia in realtà, e allora sto zitto. A volte invece a essere frainteso sembra che dica una scemenza. Però in genere sto zitto lo stesso: si vede che sotto sotto la scemenza c’era.

lunedì, 16 marzo 2009

 

Un senso unico

Quando parlo genericamente di “biondona coscialunga” o cose del genere indico uno stereotipo di bellezza che fa comodo a livello narrativo, che in due parole tratteggia il personaggio.

Però si tratta di una bellezza solo visiva, che va bene per le fotografie o i film. Nelle donne vere, reali, ci sono molte altre bellezze: olfattiva, sonora (pensate a quant’è sgradevole una voce stridula), tattile (importantissima! diciamoci la verità: chi la vuole accarezzare una donna ossuta?), ecc. senza pensare alle altre bellezze (simpatia, affinità, spirito, intelligenza, umorismo, ecc.)

Non bisogna dimenticare che le donne hanno più di due dimensioni e noi uomini più di un senso.

 

PS: ho scritto questo post “da uomo”, ma suppongo che più o meno valga anche ribaltando i sessi.

 

 

Un pensierino

Spesso basta poco a rovinare una giornata: un imbecille che ti taglia la strada, il cielo grigio, la stringa che si rompe. Però basta altrettanto poco per rendertela luminosa: scoprire da un raggio che filtra che fuori c’è il sole, il ramo del ciliegio davanti a casa che col vento ti saluta dondolando i rami, un sorriso di una persona che non conosci, un piccolo pensiero.

Sono cose piccole, ma grandi per le nostre piccole giornate.

liczin | 09:29 | commenti (8)

domenica, 15 marzo 2009

 

Ideologia degli interessi

Chiamatela come volete, ma quella berlusconiana è un’ideologia.

Ed è una pessima ideologia.

Pensare che l’interesse della comunità sia la somma degli interessi individuali.

Ha ragione (sia pure fino a un certo punto) a dire che i proprietari di case non hanno interesse a diminuire il valore della loro proprietà. Il problema è che per aumentare il valore della loro casa non terranno conto del valore delle case vicine: ampliando la villa con un campo da tennis coperto ne aumenteranno il valore ma ostruiranno la vista ad una dozzina d’altre abitazioni, che ne avranno un danno.

L’interesse pubblico è un’altra cosa. Se il versante di una collina verrà interamente ricoperto da lussuose abitazioni più grandi e di maggior valore il resto della popolazione non avrà più accesso alla collina; l’aspetto della collina sarà del tutto deturpato; ci sarà maggior rischio di frane e smottamenti (costi pubblici), maggiori inquinamenti (subiti da tutti), ecc.

giovedì, 12 marzo 2009

 

Sesso! Quasi.

Per la gallerie delle donne della mia vita, forse per l’ora, vi racconterò della mia “prima” (o forse dovrei considerarla la “generale”).

avvertenza: questo post parla di sesso! Quasi.

La mia “prima volta” non ci fu nulla (e questo dette il via adatto per una carriera sessuale piuttosto casta). A me lei piaceva molto, diciamo così, lei stava con me dopo una storia con un altro; eravamo entrambi vergini. Lei fino ad allora si era lasciata toccare (una cosa che a me garbava, e tutt’ora). Un giorno finalmente ci trovammo in casa da soli. Facemmo ampi preliminari, poi, nudi, finalmente io le fui sopra, pronto: ma appena “la punta della freccia” sfiorò “il bersaglio” (apprezzate la terminologia pudica) lei “ritirò il consenso” (no, no, non me la sento) e io mi ritrassi da perfetto gentiluomo (sempre stato, a volte pure troppo) e ci involtammo in reciproche scuse e consolazioni (immaginatemi nudo e “pronto” a dire non è niente, non è niente: immaginatemi molto giovane, quindi non è un brutto immaginare, però ridicolo sì).

Non se ne fece nulla e dopo un paio di giorni lei mi lasciò e si rimise con quello di prima. Io ci soffrii alquanto.

Poi, qualche tempo dopo, in una cena di gruppo feci in modo di sedermi accanto all’altro, che non mi aveva mai visto (dividemmo persino le farfalle al salmone, lei era, imbarazzatissima, qualche posto più in là), prima dell’agnizione (ah, m. sei tu! a bocca aperta e io già, sono io con un sorrisetto ironico).

Sempre amato i colpi di scena teatrali.

 

 

Rondine e rondoni

Facciamo finta che io con quattro o cinque amici mi metta una maglietta vistosa (tipo gialla con una scritta nera “W i mentecatti!”), e insieme passeggiamo la sera per la strada. Portiamo con noi i nostri cellulari, magari un paio di torce.

Cos’è che non possiamo fare che invece possono fare le “ronde”? Passeggiare? Telefonare? E se telefoniamo ai carabinieri non ci dànno retta perché non siamo una ronda “regolare”? Non è che la prospettiva è spenderci dei soldi pubblici (per quelli “iscritti”, per i “clienti”)?

 

 

Grande senza fratello

Secondo me è un’ottima idea per un reality.

Prendiamo un gruppo, anche folto, di semivip e aspiranti tali e li portiamo su un isolotto deserto.

Fine dell’idea.

Bella, eh?

mercoledì, 11 marzo 2009

 

Sulla propria pelle

A me i tatuaggi non piacciono.

Mi pare di sporcare la pelle. (Ugualmente non amo piercing, buchi nei lobi, piattelli nelle labbra, spirali metalliche al collo e altre decorazioni tribali.)

D’altra parte chi se li vuole fare, buon per lui/lei.

Mi paiono un po’ ipocriti però quelli che si fanno il tatuaggio dove non lo vedono (dietro la spalla, ecc.): che te lo fai a fare allora?

Ancor più mi infastidiscono quelli che se li cancellano. Una caratteristica bella dei tatuaggi era che erano definitivi, quindi richiedevano coraggio. Ora non più manco quello.

Perché non vi disegnate con la biro?

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