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La (persona saggia) prima legge

Allora pare che le torture sui prigionieri iracheni le avessero ordinate Condoleezza Rice, Dick Cheney & Co.

(Per inutile inciso sui nomi noto che Condoleezza si chiama così per un errore di trascrizione perché avrebbe dovuto chiamarsi Condolcezza – alla faccia della dolcezza – e Dick in americano vuol dire cazzo.)

C’è chi li difende dicendo che non sapevano realmente cosa firmavano.

Ora, quando il vicepresidente degli Stati Uniti e il ministro degli esteri firmano qualcosa, foss’anche un biglietto d’auguri, se ne assumono tutta la responsabilità; come faccio io (che sono nessuno) quando firmo qualunque cosa. Ne tengano conto i tribunali internazionali e i libri di storia.

 

Filmosofia (3)

“Sono convinto che lei mi capisca: sai, io sono un po’ complicato…”

(“Provaci ancora, Sam” di Herbert Ross, 1972, da una commedia di Woody Allen, cito a memoria)

A tutti noi piace considerarci “un po’ complicati”, anche quando siamo piatti come marciapiedi: è consolatorio. Anch’io per esempio rispetto agli altri uomini sono un po’ particolare: come tutti.

 

Le faccio un grafico?

Per superare la crisi si parla sempre di aiuti al credito, alle imprese.

L’azienda che sta riducendo il personale ha il problema che non ha ordini, mica che gli manca il credito. Con il credito può investire in una produzione maggiore o migliore, ma poi senza ordini la produzione gli resta lì e chiude lo stesso.

Invece con maggiori ordini le prospettive migliorano e il credito, è ovvio, si sblocca. Il motore è il consumo, non il credito.

 

Se non sono stato abbastanza chiaro (magari siete di industriali, o dirigenti politici del governo): dando più soldi alle aziende non succede niente; dando più soldi ai consumatori aumentano gli ordini e le banche sono disposte a prestare i soldi.

Semplifico ancora (metti che sei un viceministro, o di confindustria): soldi alle aziende = crisi; soldi ai consumatori = prosperità.

Se siete proprio il ministro o la Marcegaglia in persona allora mi fermo: non è che non capite, voi capite benissimo…

giovedì, 23 aprile 2009

Passerà

A un certo punto mi dico “oh, alla fine… chi se ne frega” e faccio spallucce, e sopporto.

Passerà, passa tutto.

Spostano il G8 all’Aquila, la cosa mi stona, ma alla fine dico “vabbè, in fondo…”; un vecchietto fa il furbo e mi passa davanti in fila, faccio per protestare poi penso “oh, beh… alla fin fine…”; mi si manca di rispetto, mi si tratta come un subumano, dopo un primo momento di reazione mi fermo, dico “bah, alla fine dei giochi… chi se ne frega”, e sopporto. Quel che mi scoccia è che il furbetto crede di essere furbo, la persona che mi manca di rispetto non se ne rende conto, o pensa che non me lo meriti, ecc. ma in fondo… passerà, passa tutto.

 

Niente che non va

Quel che mi manca è una ragione per alzarmi dal letto la mattina. Per il resto tutto ok.

 

Prodotti di sintesi

Discesa verticale

Nel mio costante rintontonimento tendo a non seguire i post di più di qualche riga. Quando vedo il testo perdersi in giù in un brulicare di parole lo sguardo si annebbia, l’attenzione crolla, passo a un altro blog.

 

Ringraziatemi

Non ho ancora scritto post su X-Factor.

 

Come un imbecille

Io ho paura. D’altra parte posso solo sperare, sono esposto, allo scoperto, indifeso.

 

La mente vacilla

Iersera per qualche decina di secondi ho avuto la sensazione straniante e allucinata che la persona che era con me fosse non solo un’estranea, ma qualcosa di alieno e lontanissimo, neanche umano. Spero non se ne sia accorta.

 

I migliori che se ne vanno

Mi erano venute in mente due o tre buone idee per post. Sono sparite.

Me ne sono venute altre, ma c’ho già fatto dei post in passato.

 

Testa e mento biologici

La tolleranza dei cattolici è rispettare la volontà degli altri solo se coincide con la loro interpretazione di volontà divina.

 

Degenerato

Io non solo non ho figli, ma sono pure contento di non averne.

 

Dati dati da chi?

Io ho due nomi, uno “ufficiale” sui documenti e uno per tutti gli altri (come Giacinto e Marco nel caso di Pannella, o Gianfranco e Gianfy, per intendersi, ma più “normali”). Sotto elezioni cominciano ad arrivarmi le pubblicità elettorali con il nome “ufficiale”. Chi gliel’ha dato? (considerato che io non lo do mai a nessuno, e non è un doppio senso) Tenete anche conto che non sono mai stato sull’elenco telefonico. Anzi…

 

Sono morto

Chi mi cercasse sull’elenco telefonico (sapendo il mio nome, ovvio) e telefonasse si sentirebbe rispondere (è successo più di una volta) “ma è morto da anni!” (e parte la musichetta di X-Files…)

Si tratta di un’omonimia. Una volta (che era morto da poco) una mia amica c’è anche rimasta male.

mercoledì, 22 aprile 2009

Concorrente unico

Il signor Claudio (o un altro nome, non c’ho fatto caso), prima che gli scadesse il contratto con Fastweb (mi ha detto che gli fanno contratti a un mese) mi ha richiamato (questi ragazzi dei call center mi si affezionano) e mi ha detto che l’offerta del mese scorso a 9 euro e spicci al mese è passata a 16 euro e spicci. Alla faccia dell’aumento!

Ora vien da chiedermi perché nella pubblicità Mike Bongiorno parla solo del canone Telecom, e non delle tariffe Fastweb.

Sana concorrenza?

 

Tipo curioso

Io sono curioso di voi, ma le informazioni che il contatore mi da su di voi lettori/lettrici sono scarse e vaghe. Chi siete, a cosa pensate prima di addormentarvi, che sogni fate…

Per stanare i lurker ho una mezza idea di trasferire il blog su un qualche altro sito. Così voi due o tre amici silenziosi siete costretti a mandarmi un pvt per chiedermi l’indirizzo.

Che dite?

Dite che perderei pure voi?

Eh, mi sa che avete ragione.

Però ci sto pensando…

 

Anacoluto

Noi dediti alle seghe mentali non ci si dovrebbe lasciare mai soli e incustoditi…

 

Castighi e delitti

Io non ho compiuto grandi crimini ed empietà in vita mia, però non sono un santo (né ci terrei).

Ultimamente tra le cose che la mia coscienza mi rimprovera è balzata al primo posto una colpa solo e del tutto cerebrale, però la mia coscienza è sempre sveglia e non mi fa passar liscio niente. (non ho peccato ma l’avrei fatto volentieri, e per la mia coscienza basta).

È passata al secondo posto l’evasione fiscale di quando ho comprato casa: adesso l’imponibile è il valore catastale; all’epoca c’era una legge ipocrita per cui l’imponibile era il prezzo dell’immobile, ma se era superiore al valore catastale (anche se irrealistico per il mercato) era garantito il non controllo. Io dichiarai un valore un po’ inferiore a quello effettivo (ma di gran lunga superiore a quello catastale). È stata la mia più grossa evasione fiscale (direi l’unica di un certo rilievo, superiore ai 10 euro, diciamo), e il mio più grande peccato fino a poco tempo fa.

Per il resto quello che mi farà passare l’eternità all’inferno è soprattutto l’accidia (perché penso i post invece di lavorare di più? Perché non faccio volontariato? Perché non do più assistenza alla mia famiglia? Perché non divido a metà il mio mantello con un profugo africano?) Ma col fatto che non credo all’inferno non posso fare spallucce come fanno i cattolici, che rimandano il castigo a dopo la morte (ed è una gran comodità perché in vita si permettono le peggiori nefandezze): le mie punizioni io me le sconto in vita (ed è una rottura di palle, lasciatevelo dire).

Però chissà, forse la coscienza funziona come la mia auto. La mia auto se non mi metto la cintura di sicurezza fischia, e dopo un po’ fischia più forte, e dopo fischia più forte ancora e aumenta e aumenta; però una volta che la lasciai suonare a un certo punto smise (oppure le mie orecchie per autodifesa hanno isolato la frequenza e non l’ho più sentita, che è uguale). Forse con la coscienza funziona nello stesso modo, urla fino a un certo punto e poi non si sente più: il che spiegherebbe molti comportamenti, e il fatto che la gente è convinta di essere nel giusto senza la cintura di sicurezza.

 

Parenti presenti

A proposito delle donne della mia vita. Quelle a cui ho voluto bene mi mancano, tutte, anche quelle che mi hanno fatto piangere.

E allora parlerò di una che non mi manca.

Molti anni fa, agli orali della maturità io le ho chiesto, intimato, supplicato di non venire; eppure ero supersicuro che sarebbe venuta lo stesso, mentre parlavo sapevo con certezza che lei era lì dietro, e la cosa mi disturbava (ad aggiungersi a tutta l’agitazione che uno ha in quella situazione); infatti quando poi alla fine mi sono girato l’ho vista, e l’ho odiata.

martedì, 21 aprile 2009

Odio

Vado a memoria. Mi pare fosse “L’uomo dai sette capestri”, mi pare con Paul Newman. C’era un tizio che veniva impiccato per un reato che non aveva commesso, ma si consolava pensando che aveva commesso altri crimini e che era come venire giustiziato per quelli.

Senza giungere a questo: avete presente gli automobilisti che parcheggiano in sosta vietata, passano col rosso, superano i limiti di velocità del doppio, entrano in zone pedonali, ecc. e poi fanno ricorso per un’imperfezione formale sulla contravvenzione (e magari glielo accolgono pure)?

Ecco, io quelli li odio.

 

Che so’ Pascal io?!

Mi sto impegnando a non cadere in depressione. Ecco, questo è il mio sforzo momento per momento. Ed è durissima.

A me piace molto la leggenda secondo cui la roulette sarebbe stata inventata da Blaise Pascal il giorno in cui avendo un tremendo mal di denti tentò di stordirsi calcolando gli spostamenti di una sfera posta su un piano rotante.

 

Partendo dalla distinzione fra scoperte, invenzioni e opere d’arte, secondo cui una scoperta è una cosa che è già lì e va solo trovata (la serie di Fibonacci, la costante di Planck, il fuoco di Sant’Antonio), un’invenzione è una cosa che prima o poi a qualcuno viene in mente (la bicicletta, i fuochi d’artificio, il massaggio thailandese) e un’opera d’arte è una cosa che solo una persona può creare in quel modo e altrimenti non vedrà mai la luce (la Gioconda, la Nona di Beethoven, questo blog); mi chiedevo come classificare i sofficini Findus.

  

Non è sorprendente che degli scimmioni si siano evoluti abbastanza da scrivere le opere di Shakespeare. Lo è che ci siano volute ulteriori generazioni per produrre le opere di Bruno Vespa.

Ho scoperto la Costante di Liczin pari a -1 (e indicandola per brevità con un simbolo che ricorda San Giorgio e il drago stilizzato e visto dall’alto). Si tratta di una Costante molto utile, per esempio per far passare un termine di un’equazione da una parte all’altra dell’uguale (“applicare la Costante di Liczin” è molto più elegante e misterioso di “cambiare segno”), la qual cosa spero basti a farmi passare alla storia della matematica; le applicazioni pratiche (per calcolare il debito da un credito corrispondente bisogna applicare la Costante di Liczin) spero mi fruttino un bel Nobel per l’economia.

lunedì, 20 aprile 2009

Non sono un uomo vero

Io piango.

Il che mi distingue anche dagli uomini virtuali.

E allora che cazzo d’uomo sono?

(a volte è meglio non fare domande dirette: la risposta giusta è “uomo di merda”, vien da sé)

 

La vita è nulla

Quando si racconta un fatto non si racconta il fatto ma la memoria che se ne ha.

Quando si racconta molte volte si finisce per perdere il fatto ma anche la sua memoria: si finisce per raccontare il racconto, il ricordo del racconto.

Quando ho bisogno di un bel ricordo uso la memoria di una persona in particolare. Ma è passato il tempo, e quel ricordo l’ho usato tante volte che è diventato ricordo del ricordo, ricordo delle immaginazioni, immaginazione delle immaginazioni.

Com’è difficile consolarsi con nulla.

 

Avvertenza

Non credevo che avrei scritto su questo blog dei post di quelli che uno legge (ce ne sono miliardi) e pensa “e che me ne frega a me dei fatti tuoi?”, ma siccome sono a un passo dal bordo di una crisi di nervi (non so se un passo prima o già uno dopo) potrebbe essere che scriva dei post un po’ deliranti (più del solito, diciamo).

Abbiate pazienza con me.

Grazie.

 

Appunti da un concerto

– Mi hanno portato al concerto di Bob Dylan.

– Dice che è stato un bel concerto.

– Io di canzoni ne conoscevo quattro, e “Blowin’ in the wind” non l’avevo neppure riconosciuta.

– Tra il pubblico c’erano anche dei giovani.

– Dylan fa finta di suonare le tastiere, quando il tastierista dietro non suona (suona il violino o altro) lui suona l’armonica o va al microfono centrale; con la chitarra fa giusto mezza canzone. Stando alle tastiere (suppongo spente) quasi di spalle per tutta la prima canzone non avevo capito qual era sul palco.

– A vederla un po’ rialzato la platea, all’inizio e in qualche altro momento, era tutto un cielo stellato di display di cellulari e macchine fotografiche: suggestivo quasi come gli accendini (quasi estinti).

– Dice che è stato un bel concerto, ma io per questioni mie avevo un macigno sul cuore: avrei potuto essere al luna park, a casa o a uno spogliarello e sarebbe stato lo stesso. Per la modica cifra di 57,50 euro di biglietto.

domenica, 19 aprile 2009

Forte da morire

L’ho sentita attribuire a Nietzsche, la famosa frase “Quello che non mi uccide mi fortifica”.

Bella, suona bene, ha un sapore romantico di uomo dritto davanti alle intemperie, ma a ben guardare mi pare un po’ una cazzata.

A me le botte che mi arrivano mi indeboliscono, le mazzate mi piegano, i colpi rendono il mio equilibrio più instabile, finché basta una spintina per farmi cadere.

Non per nulla alla fine anche Nietzsche è morto.

 

Non seguirà dibattito

Siamo sempre meno disposti a prendere in considerazione le idee diverse dalle nostre; abbiamo un punto di vista e non siamo disposti a metterlo in discussione.

Per esempio le lodi a Berlusconi sono sempre più preconcette, come le critiche; i Berlusconiani leggono i giornali berlusconiani e guardano i telegiornali berlusconiani; gli antiberlusconiani leggono i giornali contrari alla destra.

Ascoltiamo solo chi ci dà ragione. Così non scopriremo mai di avere torto.

 

Scoprirsi

Noi teste di cazzo possiamo ingannare per un mese, due, possiamo sembrare persone decenti (non dico troppo perfette per essere vere, dico passabili) anche per un anno, ma poi, inevitabilmente, la stronzaggine viene fuori: un gesto, una frase, un’intonazione nella voce ci scopre e tradisce tutta la nostra testadicazzitudine.

Io prima o poi morirò (credo) e quando sarà lo farò del tutto. Non avendo trasmesso il mio genoma al futuro tramite la prole, sopravviverò alla mia morte solo per quel po’ di mesi che resterà la memoria mia e delle mie “opere”.

Il problema è smettere prima che sia troppo tardi, lasciare il tavolo da vincenti, morire prima che gli altri scoprano che siamo teste di cazzo come tutti gli altri.

venerdì, 17 aprile 2009

Pedopropaganda

Una cosa che mi fa ira è lo sfruttamento dei bambini in pubblicità.

Credevo fosse una cosa vietata dal codice di autoregolamentazione, ma evidentemente avevo capito male.

La trovo una cosa vile.

Un’aggravante è l’uso dei bambini per la pubblicità politica, come fece Berlusconi con i teaser “Fozza Itaia” prima di annunciare la “discesa in campo” (toh!).

Ora ho visto Casini che si fa pubblicità elettorale (per un seggio che non accetterà) con un infante (suo figlio, immagino, così non lo deve neppure pagare).

Stronzo.

 

Meglio sole?

Visto che ho soprattutto lettrici proverò a metterla al femminile.

Come funzioneranno le prossime elezioni europee.

Supponiamo che per una lotteria, o per una congiunzione astrale voi possiate scegliere fra alcuni gnocconi quello che preferite: c’è un ragazzone atletico e muscoloso, un intellettuale raffinato, un pornodivo superdotato, un simpatico ragazzo “acqua e sapone”, un biondone depilato, ecc.

Voi scegliete (il meno peggio, perché nessuno è perfetto: il palestrato è idiota, l’intellettuale egocentrico, il pornodivo ha l’alitosi, ecc.). Poi nel letto vi ritrovate un ragioniere mai visto prima, brutto, con la pancetta, antipatico, tonto e sudaticcio. E ve lo dovete sorbire per tutta la legislatura.

Ecco, funzionerà così.

Per visualizzare la cosa sulle liste potete fare così: i primi nomi sono lo specchietto per le allodole (o per essere più precisi il richiamo per gli allocchi), famosi ma solo di facciata; poi c’è una fascia di gente che comunque verrà eletta, a prescindere dal vostro voto (quanto è larga questa fascia lo sa perfettamente chi fa le liste, non voi); poi ci sono alcuni nomi in bilico, quelli che potrebbero essere eletti o meno a seconda degli incerti; infine ci sono quelli che di sicuro non saranno eletti e sono lì solo per fare numero, li chiamano i “trombati” ma in realtà, è chiaro, i trombati siete voi. Per una legislatura, da un ragioniere mai visto prima, brutto, con la pancetta, antipatico, tonto e sudaticcio.

 

PS: non è che nel PD le cose vadano meglio, visto i precedenti. Dei principali eletti la volta scorsa Santoro ha rinunciato appena gli hanno ridato un programma in televisione, la Gruber uguale, Zingaretti quando l’hanno eletto alla provincia: il Parlamento Europeo per gli italiani sembra solo una vasta raccolta di poltrone.

 

Premesse elettorali

Quand’ero militare un ufficiale si presentò candidato ad un’elezione amministrativa locale non perché volesse essere eletto, ma per fruire dei permessi elettorali richiesti.

Capito perché Berlusconi e Di Pietro (per dirne due) si presentano alle elezioni europee senza avere la minima intenzione di accettare il seggio?

(Per prendervi per il culo.)

giovedì, 16 aprile 2009

I beni del paese

L’Abruzzo non c’entra niente.

Buttare i soldi per fare il referendum in una settimana separata è e sarebbe comunque uno spreco di milioni pubblici.

Il Governo sa che è una cazzata e la fa lo stesso perché tra il bene del paese e restare al governo Berlusconi ha scelto la seconda opzione, e il bello è che lo dice. Però dà la colpa alla Lega (in un paese normale questo sarebbe il segno chiaro che la molla al suo destino, che alle prossime elezioni la Lega si troverà il PdL contro; ma se credete che questo sia un paese tanto normale andatevi a rileggere le dichiarazioni di Fini su Berlusconi della fine del 2007).

mercoledì, 15 aprile 2009

Per mille

Sarà aggiunta un’opzione per i terremotati fra quelle del cinque per mille (il cinque per mille era nato, in origine, per la ricerca scientifica, e poi si è allargato a volontariato e gruppi sportivi e un po’ a qualunque cosa: c’è chi cerca di devolverlo al suo circolo di burraco).

La prima domanda è se non è per caso a questo che servono i fondi raccolti con l’otto per mille allo Stato (e allora sarebbe il caso di dirlo e pubblicizzarlo, o altrimenti spiegarci ben bene a cosa servono), la seconda domanda è perché non inserire l’opzione tra quelle dell’otto per mille (a far concorrenza alla Chiesa Cattolica) piuttosto che a togliere fondi alla ricerca scientifica (e al volontariato e al circolo di burraco), che ne hanno così pochi.

La seconda è retorica, lo so, ma la prima è interessante: come viene utilizzato l’otto per mille dello Stato? Se è un uso buono, perché non si pubblicizza? Se è un uso cattivo, perché non si pubblicizza? (Qui o il governo o l’opposizione dovrebbero parlare. Silenzio…)

 

Intorno all’undici settembre

Per la rassegna delle donne della mia vita parlerò di uno dei maggiori personaggi. Una ragazza che è stata molto importante per me e poi ho perso di vista, anche perché lei fa l’artista multimediale in giro per il mondo e io sto qua in fondo ad una piccola città.

Dopo tanto tempo che non avevo notizie di lei mi venne voglia di risentirla e riuscii a rintracciare la sua e-mail tramite un forum, e le scrissi; lei mi rispose con un saluto: stava a New York.

Erano i primi di settembre del 2001. Non so se la data vi dice qualcosa…

Pochi giorni dopo le riscrissi scusandomi della stupidità della cosa, ma chiedendole se era viva e stava bene.

Dopo altri lunghissimi giorni mi arrivò un suo invito per una mostra. Non ci sono andato, chiaro, ma mi ha fatto un sacco piacere…

 

PS: se proseguo in questa cosa delle donne della mia vita riparlerò di lei, anche perché così sembrano di più…

 

Il frutto della pigna non è il pignolo

A me che il computer mi consigli di pulire le testine “per eliminare eventuali problemi di stmapa” (proprio “stmapa”) mi inquieta. Sono troppo precisino? E va bene.

Poi però non vi arrabbiate se vi amputano la gamba sana.

martedì, 14 aprile 2009

Zot!

Quello che col giallo attraversa con un ultimo colpo di gas la linea bianca e si piazza in mezzo all’incrocio (perché davanti c’è la fila) e resta così, a bloccare il traffico, e magari crede di avere ragione, perché pensa che il semaforo l’autorizzi non a superare l’incrocio ma semplicemente la linea bianca…

beh, mai una volta che arriva il fulmine che gli auguro!

 

Contrordine compagni: siamo sicuri!

Sconsigliano di andare in vacanza in Thailandia. Sparano per le strade, circolano i mezzi blindati, lanciano molotov, ecc.

Cosa sarà mai rispetto a stare in un’Italia in preda all’emergenza sicurezza? Un’Italia che i telegiornali fino a un anno fa dipingevano come territorio di caccia per bande di delinquenti (tutti rigorosamente stranieri) e di autisti ubriachi (preferibilmente stranieri), e in cui era difficile sopravvivere di giorno in giorno: la sera a casa le famiglie facevano l’appello e se non mancava nessuno lo si considerava un mezzo miracolo.

Certo da un anno a questa parte le cose sono cambiate: i telegiornali raccontano l’Italia in modo diverso.

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