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lunedì, 08 giugno 2009  

Democrazia a punti

La mia tessera elettorale si sta riempiendo, ha scavallato la metà e tra due settimane ci metterò un altro timbro. Per inciso faranno di tutto per nascondervelo ma fra due settimane c’è un referendum. Il solo fatto che lo nascondano per farlo fallire mi convince ad andare a votare, perché sono un bastian contrario, perché come referendum secondo me non ha senso. E poi colleziono i timbri sulla tessera elettorale (se almeno cambiassero forma e colore di volta in volta…) così come viaggio all’estero per l’unico motivo che mi piacciono i timbri sul passaporto (e vi potete immaginare come mi ha deluso l’accordo di Schengen…).

L’unica cosa che non ho capito è quando la tessera è piena se ci dànno una pentola a pressione o un pratico borsone-trolley.

domenica, 07 giugno 2009

 

Dimenticate le domande

Sono le 21.52 (al mio computer): tra dieci minuti cominceranno a riempirci di analisi dei risultati delle elezioni.

Potrei fare una scommessa: nessuna delle analisi partirà dalle domande a cui gli elettori dovrebbero aver risposto “chi preferireste al parlamento europeo? “chi vorreste nel consiglio provinciale/comunale/di quartiere?”, “chi vorreste come sindaco, come presidente?”

Forse perché nessuno ha detto agli elettori che queste erano le domande.

 

 

Il mio calcio

Non potendo parlare di politica (sono in corso delle votazioni) o di donne (che in Italia è politica) parlerò di sport: vi racconterò della mia partita di calcio. Io ne ho fatta una sola con le scarpe coi tacchetti (prestate), in un campo di calcio con le porte, senza contare quelle in campi approssimativi, con le porte costituite da alberi o mucchi di giubbotti.

La mia classe delle superiori contro un’altra classe.

Il tempo era grigio: aveva piovuto e il campo era un rettangolo di fango; c’erano pozzanghere così vaste che a bordocampo invece dei guardalinee ci volevano i bagnini. Il mio compagno di banco a un certo punto cadde a faccia in giù in una pozzanghera e riemerse dicendo “cazzo, ho bevuto!” (per quanto ne so non ha avuto più bisogno di vaccinazioni).

Io ero terzino destro, ma l’ala avversaria non doveva essere granché abile (o forse il loro schema non la prevedeva) perché io mi ricordo solo due interventi: ho deviato un lancio sulla fascia con uno stinco in fallo laterale, sono uscito con autorità dall’area di rigore palla al piede: con tale imperiale sicurezza che nessuno dei miei compagni se lo aspettava e restarono impietriti senza seguirmi.

Alla fine della partita tutti erano completamente coperti di fango; io ero lindo, i pantaloncini puliti, la maglia fresca di bucato. La più parte del tempo ero avanzato seguendo la linea difensiva ai comandi del libero, o rientrando sotto gli attacchi avversari. Per il resto facevo battute con le compagne-tifose a bordo campo.

Non ricordo il risultato. Me la ricordo come un’esperienza divertente. Lo capisco che uno voglia fare il calciatore professionista…

venerdì, 05 giugno 2009

 

Orizzonti piccoli

A curiosare sul sito del ministero degli esteri sulle destinazioni turistiche vi può capitare di apprendere che nelle isole Comore c’è una situazione politica tesa, e vi consigliano di tenersi “costantemente informati sull’evolvere della situazione politica attraverso gli organi di stampa”.

Come se gli organi di stampa ci dessero continui aggiornamenti sui disordini politici nelle isole Comore.

Quando ci sono mezze rivoluzioni all’estero si arriva al massimo al trafiletto nelle pagine interne per un paio di giorni (Che fine hanno fatto i monaci del Myanmar? Qual è la situazione in Thailandia? Vi ricordate il Tibet? E il Darfur? E il Messico?), figuriamoci che notizie abbiamo delle isole Comore.

C’abbiamo da occuparci delle nostre aspiranti soubrette, che ci frega dell’estero?

Noi che non sappiamo neanche qual è la maggioranza di governo in Svizzera o in Slovenia…

Il fatto è che per avere una visione più larga bisogna guardare le cose più dall’alto: l’avere orizzonti sempre più ristretti è dovuto al fatto che la nostra statura morale è sempre più ridotta.

giovedì, 04 giugno 2009

 

Richiamo per gli allocchi

Onorevole, Lei è candidato alle elezioni europee pur sapendo che non accetterà mai l’incarico; e i voti che riceverà dagli elettori che si fidano di Lei andranno a persone che forse quegli elettori non conoscono neanche, e se li conoscessero non è detto che li voterebbero.

Immagino la Sua obiezione che le persone che poi andranno al Parlamento Europeo sono persone di Sua fiducia, e magari che è Lei personalmente a garantire per loro presso i Suoi elettori, ma il discorso non regge tanto.

Supponiamo che Lei sia proprietario di un’azienda (non Le sarà difficile, credo) e che affidi un incarico della massima responsabilità (per esempio il Consigliere di Amministrazione) ad una persona, certo che curerà con perizia ed efficienza i Suoi interessi; non sarà un po’ deluso se scoprisse che lui manda al suo posto un amico, un cognato, un collega (pur garantendo personalmente per lui)?

Supponiamo che Lei faccia un brillante colloquio di lavoro ad un candidato per un posto dirigenziale; non si sentirebbe preso per il culo (mi consenta l’espressione colorita) nell’accorgersi che quel candidato in realtà sta facendo il colloquio per un altro, che Lei dovrebbe assumere senza conoscere?

Le andrebbe bene di scegliere un calciatore (supponga di essere il presidente di una squadra di calcio, Le sarà facile) vedendo le qualità di un altro? Immagini d’essere il proprietario di una televisione, credo che sia in grado: se l’amico di quello che ha sentito è così bravo, perché non viene direttamente lui a fare i provini?

Attendo una Sua cortese risposta. Grazie.

 

 

Ricerca di chiavi

Nel mese di maggio le chiavi di ricerca che hanno mandato più visitatori su questo blog sono:

“codesto quando si usa”, “questo codesto quello” ecc. in tante varianti.

Poi ci sono quelli che ricercano “metodo lotto infallibile”, “sistema infallibile lotto” e molti similari.

Questi hanno trovato le loro risposte rispettivamente qui e qui: in effetti i post che trovano danno la risposta giusta (nel secondo caso forse non è quella esatta, nel senso di participio passato di esigere quindi quella voluta, ma è quella giusta). Sono due temi in cui giustamente Google mi ritiene fra i massimi esperti italiani (eh eh).

Poi ci sono quelli che probabilmente non hanno trovato quel che cercavano: “donne senza veli” parla di suore, “quanto pesa una valigia” parla di automobili, “calcolo radice cubica online” parla di icone, “fosse tettoniche” parla di grosse tette, ecc.

Tra le chiavi di ricerca più interessanti di maggio segnalo:

“conoscete sessantenni belle?” (ora… su due piedi…)

“e leccate il culo ai potenti” (consiglio sempre valido)

“anatomia delle farfalle” (bel titolo per un romanzo)

“grosse tette che lavorano video” (che lavoro fanno?)

“le mani non si alzano” (dipende, metti un rapina…)

“le vallette della tv si depilano” (che scoop!)

“mandare accidente” (cercava nuove tecniche?)

“matematica: sempre più veloci” (via!)

“mistero istruzione” (in effetti con ‘sto ministro è proprio un mistero)

“ragazze costrette senza vestiti” (costrette a che?)

“ragazze francesi come faccio a conoscerle” (madmuasell, escusemuà…)

“scopre le tette” (già… chi è stato lo scopritore delle tette? e come facevano prima?)

“strada per la perdizione” (uno cerca di perdersi?)

martedì, 02 giugno 2009

 

Uomini e tope

A proposito delle fotografie della festa sardanapalesca di Berlusconi.

Alla fine, su un blog, ho visto la foto dell’ex premier ceco nudo, e non quella delle belle ventenni con le tette in mostra. Come dire: “pippo” di Topolanek sì, poppe di topolone no. Porca miseria!

Ora, lo sanno tutti che le donne amano i maschi alfa, e quindi sono sinceramente attratte dagli uomini di potere, ricchi, famosi, ecc. (tant’è che per attirare le ragazze io ho sempre detto di essere “Gran Mogol del Club di Topolino”, mentendo; e forse le ragazze hanno annusato la bugia, perché non ho mai avuto gran successo…). È una strategia riproduttiva, semplice biologia.

È altresì noto che i maschi preferiscono le donne belle, e non c’è bisogno di spiegarlo (più che altro perché non saprei come farlo: in alcune epoche erano considerate belle donne con caratteristiche biologicamente comprensibili come i fianchi robusti, ecc., in altre epoche sono considerate belle donne con caratteristiche biologicamente inspiegabili, come l’assenza di tette: mah).

Quindi è normale che ragazze belle e sane siano accorse spontaneamente ad una festa di signori anziani e sformati ma ricchi e potenti, non in vista di vantaggi materiali (denaro, regali preziosi, carriere sfavillanti) ma per pura e sincera attrazione.

Pensare ad una forma di prostituzione, e quindi di sfruttamento della stessa da parte di chi ha organizzato il party, è puro malanimo, malizia perniciosa.

 

PS: se è per questioni di privacy non vedo perché non fare come al solito: pubblicare le foto, magari con le facce “sgranate”, purché con le tette nitide…

lunedì, 01 giugno 2009

 

Costi e benefici

Qua da me per smaltire correttamente la stampante guasta basta fare il pieno all’auto, andare svariati chilometri fuori città, girare a vuoto una mezz’ora perché di segnaletica per il punto di raccolta non c’è neanche l’ombra, arrivare al cancello (poi all’altro perché il primo è sbagliato), scaricare la stampante su un carrello, portare il cancello su una bilancia, dare tutti i dati fiscali (credo che facciano due centesimi di sconto sulla tassa rifiuti), poi andare ad un cassone apposito pieno di computer accatastati (ma che puzza come se fossero enormi uova marce), e poi infine tornare a casa avendo consumato un paio di litri di benzina e mezza mattinata.

Alla faccia dell’ecologia.

 

 

È successo così

Mi hanno detto che il primo X-Factor non l’aveva vinto Giusy Ferreri, ma un altro.

Solo che poi i pubblicitari hanno cominciato a pompare la Ferreri, hanno parlato solo di lei, hanno fatto uscire i suoi dischi con la sua faccia in tutti i supermercati, l’hanno mandata in televisione e nelle radio, e quell’altro non se lo fila nessuno. Magari è pure più bravo, chi lo sa (io no), però il marketing è marketing.

E allora a che serve il voto popolare (sia pure nella forma del televoto)?

Vuoi vedere che per sapere chi è più bravo le elezioni non sono uno strumento efficace?

Oppure che chi ha più successo non è necessariamente il più bravo?

Domande…

domenica, 31 maggio 2009

 

I fantastici anni

Vanno di moda gli anni ’80.

Come prima è successo agli anni ’70, e prima ancora agli anni ’60.

Che hanno questi decenni per cui dopo vent’anni si scoprono favolosi, mitici, meravigliosi?

Nulla. È che quelli che erano giovani in quegli anni hanno raggiunto i posti di potere (quantomeno di potere di acquisto). Solo semplice nostalgia della gioventù.

Però al supermercato i cd con “le hit degli anni ‘60” e “degli anni ‘70” costano 8,50 euro; quello con “le hit degli anni ‘80” costa solo 4,50 euro.

venerdì, 29 maggio 2009

 

Questioni prioritarie

L’impiegata dello sportello 4 (stronza) è il tipo di persona che avrebbe rifilato i bond argentini a un pensionato invalido se gliel’avessero detto. Un’impiegata modello, insomma. (“Abbiamo solo obbedito agli ordini.” come dicevano a Norimberga)

Ogni volta che faccio una raccomandata da lei mi propone la raccomandata veloce.

Oggi ha convinto il tizio straniero che aveva urgenza di mandare un documento a fare la raccomandata veloce: 6 euro invece dei 2,80 della raccomandata normale, e invece dei 60 centesimi della posta prioritaria. “Ma con la posta prioritaria non è sicuro che arrivi domani, e poi se la perde non la può più ricercare.” “Sì, ma se non è in casa quando arriva il postino si perde un sacco di tempo.”: obiezione sensatissima, ma l’impiegata l’ha convinto lo stesso (e gli auguro che il postino non sia di quelli che gli fa fatica suonare il campanello e mettono direttamente la cartolina in cassetta: ci sono pure quelli).

Ora la domanda è: ma la posta prioritaria non doveva essere garantita per la consegna il giorno successivo? Altrimenti perché spendere 60 centesimi invece dei 45 della posta ordinaria? Forse perché la posta ordinaria non esiste più? E allora la posta “prioritaria” è prioritaria rispetto a cosa?

giovedì, 28 maggio 2009

 

Questione di principio

Sin da bambino sono sempre stato diffidente e dubbioso.

Per esempio c’era chi raccoglieva la stagnola dei gianduiotti perché, dicevano, a raccoglierne abbastanza avrebbero dato una sedia a rotelle a un bisognoso.

Ed io, sin da bambino, mi chiedevo ma chi? perché?

E così anche adesso quando leggo una notizia strana mi ci faccio delle domande, non la prendo per buona acriticamente solo perché “l’ha detto la tv”, “è scritto sul giornale”.

Perché ho cominciato sin da bambino.

Ero proprio un bambino intelligente.

 

 

Giocando a golp

Berlusconi accusa i giudici di essere eversivi.

La cosa passa come una normale polemica quotidiana, come una cazzata tipo il caso Noemi.

Chiarisco: il capo del potere esecutivo dice che nel potere giudiziario ci sono dei golpisti (è così, non nascondiamoci tra le parole). O è così oppure il golpista è lui sostenendo una cosa del genere.

In ogni caso la situazione è gravissima.

O abbiamo magistrati golpisti, o abbiamo un premier golpista.

Dopo la pausa pubblicità si parlerà d’altro…

 

 

Ma mi pensi?

In parte è vero che c’è una componente psicologica nella crisi, che spingere sull’ottimismo serve.

Ci sono dei soggetti che non hanno un quattrino da spendere (gente che ha perso il lavoro, per esempio: li chiameremo per semplicità “poveri”), ci sono dei soggetti che non hanno prospettive future certe e tendono a non spendere se non l’indispensabile (gente che ha contratti a trenta giorni, per esempio: li chiameremo “flessibili”); e poi ci sono dei soggetti che potrebbero spendere, ma non lo fanno perché spaventati dalla crisi (li chiameremo convenzionalmente “ricchi”).

Ecco, quando parla di ottimismo, nega la crisi, ecc. Berlusconi pensa ai “ricchi”.

Ogni tanto dovrebbe spiegarci quando pensa agli altri (e magari fa pure qualcosa).

mercoledì, 27 maggio 2009

 

Sicurezza, sicurezza, primavera di salvezza za za za

Ero uno di quelli che si chiedono cosa c’entrino i “respingimenti” con la sicurezza.

Poi ho sentito che ieri a Milano un italiano ha sparato per la strada uccidendo un uomo e ferendone altri tre; a Napoli dei camorristi hanno sparato per la strada uccidendo un rom che passava di là e un quattordicenne che giocava a pallone; mi sono venuti in mente i pogrom nei campi rom, le vessazioni, gli sfruttamenti, ecc. e ho capito che nel “pacchetto sicurezza” i “respingimenti” servono a proteggere la sicurezza degli altri dalla violenza di noi italiani.

Ho capito e sono d’accordo.

Avanti così Maroni! Riduciamo le vittime: respingiamole!

 

 

Senza fine

Non ce la faccio a tenergli dietro.

L’emergenza nazionale erano le intercettazioni telefoniche: una cosa da risolvere subito urgentemente immediapresto! Poi c’è stato il terremoto in Abruzzo. La sicurezza dai clandestini. E il testamento biologico va regolamentato all’istante, doppi turni in parlamento, si lavori di notte! Ma poi si annuncia il divorzio di Berlusconi! (divorzio senza passare per i tre anni di separazione?) E il “caso Mills”. E il “caso Noemi”. Un’emergenza via l’altra senza un’attimo di pausa.

Non ce la faccio a seguir tutto.

Sarà per questo che non ricordo una soluzione, un provvedimento, una cosa che sia finita. Pare non finisca niente: tutto solo comincia e viene rimpiazzato da qualcos’altro.

Come un libro di tante frasi che non…

lunedì, 25 maggio 2009

 

La storia dei vincitori

Parlavano dei libri di Pansa, di revisionismo. La voce fuori campo del tg chiedeva com’è che se la storia la scrivono i vincitori, i comunisti (che non hanno mai governato in Italia, vale la pena ricordarlo) hanno mantenuto una storia della resistenza parziale.

La risposta di Pansa è delirante (i comunisti avrebbero occupato i posti di potere culturale, le università, i libri scolastici; e infatti il ministro della pubblica istruzione è sempre stato scelto fra i comunisti più estremi…).

In realtà la Resistenza era prima di tutto antifascista, e i governi usciti del dopoguerra erano prima di tutto antifascisti, e quindi la storiografia antifascista era vincente.

Adesso Pansa ha ampio spazio coi suoi libri anti-antifascisti. Chiedetevi perché.

 

 

Il veterinario sbagliato

Francamente credo che la costituzione italiana abbia delle cose da riformare. Altrettanto sinceramente però credo che l’attuale classe politica sia del tutto inadatta a farlo.

Primo perché non ha la preparazione culturale, politica e teorica per farlo; secondo perché la costituzione dovrebbe garantire l’equilibrio democratico fra i poteri, e l’attuale classe politica pensa che l’equilibrio fra i poteri sia una cosa obsoleta da abolire.

Per fare un minimo esempio: per proporre una legge sono sufficienti 50.000 firme, per un referendum 500.000; nel 1948 raccogliere migliaia di firme era un’impresa difficilissima, attualmente è relativamente più facile.

Nel 1948 un certo equilibrio nel parlamento era dovuto alla frammentazione dei molti partiti; in un sistema bipolare, con una maggioranza blindata di parlamentari ubbidienti peones, il parlamento è di fatto in mano alla segreteria di un partito e l’opposizione non ha ruolo.

Col tempo l’istituto della “fiducia” è passato da essere strumento di controllo del governo da parte del parlamento a essere strumento di legame fra governo e parlamento, riducendo molto la separazione fra potere legislativo ed esecutivo (in modo ritenuto pericoloso per la democrazia da più di due secoli).

Nel 1948 i mezzi di comunicazione di massa erano del tutto diversi ed era difficile valutarne l’importanza come “quarto potere” politico, da separare efficacemente dagli altri tre.

Insomma la costituzione avrebbe bisogno di qualche ritocco, ma esattamente nel senso contrario a quello voluto dall’attuale classe politica. Lasciarla così com’è è il male minore.

Se voleste fare un check up ad una vecchia gazzella, la portereste da un veterinario coccodrillo?

venerdì, 22 maggio 2009

 

Mungere le bufale

Continuano gli attacchi ai militari italiani in Afghanistan.

Per essere un paese che ci avevano detto pacificato, liberato dai talebani, in cui le donne emancipate dal burqa vanno a scuola e ballano il rock’n’roll, con libere elezioni e una democrazia d’importazione bisogna dire che hanno una bella emergenza sicurezza.

Potrebbero fare come da noi che l’abbiamo risolta con il poliziotto di quartiere, e poi l’abbiamo risolta di nuovo con i militari di pattuglia, e poi ora la stiamo risolvendo ancora con i respingimenti di qualche barcone di disperati in acque internazionali.

Non è che niente niente l’emergenza sicurezza italiana è una bufala?

 

 

La cassa degli spiriti

A tutti capita di pensare delle cazzate. Poi in genere si tacciono per pudore, qualcuno le dice (e magari poi sostiene di essere stato frainteso dalla stampa avversa).

Con due mie amichette virtuali, Pat e Fatapiumetta, abbiamo deciso di provare a fare una raccolta differenziata delle scemenze che ci vengono in mente. Quaggiù.

giovedì, 21 maggio 2009

 

Paure inutili

Non ho capito perché Berlusconi tema tanto il giudizio.

Crede che l’essere riconosciuto come un corruttore, un delinquente, un truffatore possa intaccare il suo consenso? Quand’anche venisse condannato pensa che l’opinione pubblica farebbe pressione per le sue dimissioni? Pensa che perderebbe dei voti?

Dove crede di essere, in una democrazia occidentale?

mercoledì, 20 maggio 2009

 

Sinceramente

In quanto maschio della specie homo sapiens sapiens anch’io, quando parlo con una donna che ha un minimo di scollatura, faccio una fatica bestiale a non stare tutto il tempo a guardarle il decolleté.

(E a volte mi chiedo perché mai farla tutta ‘sta fatica…)

 

 

Bigmouth strikes again

Il ministro Scajola dichiara che la Fiat deve mantenere operativi i suoi stabilimenti in Italia.

Altrimenti?

Non ci dimentichiamo che la Fiat è un’azienda privata che fa quello che vuole (cioè quello che conviene ai suoi proprietari, risponde solo ai suoi azionisti).

Il ministro Scajola vuole forse sostenere che è un’azienda strategica, che ha forte influenza sull’economia e sulla politica della nazione e quindi lo stato ha diritto ad ingerire nella sua gestione?

A parte il fatto che è un ragionamento vagamente comunista, prima di sostenerlo dovrebbe pensare ad altre aziende strategiche per la democrazia (televisioni, giornali), magari con altri governi…

 

Nota:

“Bigmouth strikes again” è una canzone degli Smiths del 1986.

Traduco da Wikipedia inglese:

“Il testo descrive la frustrazione del protagonista per l’essere perseguitato dagli altri per i suoi commenti, a cui risponde “Stavo scherzando” e si paragona a Giovanna d’Arco condannata al rogo.”

Forse “sono stato frainteso” rovinava la metrica.

 

 

Vecchie canzoni

Berlusconi ha annunciato che dirà in parlamento ciò che pensa di certi giudici. (I giudici si dividono in due categorie: quelli che ci assolvono si chiamano “equi e onesti”, quelli che ci condannano si chiamano “psicolabili e prevenuti”.)

In realtà penso di sapere più o meno cosa dirà: è la cover del vecchio brano “Non riconosco la corte”; ricordo tra le ultime versioni quelle di Milosevic e Pinochet.

Come privato cittadino un insegnamento che posso trarre dalla cosa è: se il capo del governo (uno dei tre Poteri dello Stato, quarta carica istituzionale) non ha fiducia nelle istituzioni (la magistratura è un altro dei tre Poteri dello Stato) perché dovrei averne io (Parlamento, Governo, Magistratura, ma pure amministrazioni locali, forze dell’ordine, uffici pubblici, ecc.)?

 

 

Misteri e ministeri

Pare che il Ministero della Sanità si farà.

Dopo più di un anno di governo ci si è accorti che un ministero della sanità serve almeno quanto quello della gioventù, e quello per l’attuazione del programma.

Alcuni nell’opposizione criticano il governo perché non avrebbe rispettato le sue promesse di avere un governo poco numeroso; personalmente trovo che in questo caso abbia rimediato ad un esecrabile errore (e abbia fatto promesse stupide).

Ora, guardando la composizione del governo sul sito istituzionale, ho notato che Guido Bertolaso è “Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per la Soluzione dell’emergenza rifiuti nella regione Campania”: ora, secondo me una dicitura del genere sarebbe più adatta ad un commissario che ad un sottosegretario di Stato, ma tant’è… ormai l’emergenza è passata e il problema è risolto, non è così? E allora che ci fa Bertolaso lì dov’è?

Sullo stesso sito noto Giuseppe Pizza sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca. Giuseppe Pizza, se non ricordo male, è quello che con un semplice ricorso per un errore del ministero avrebbe potuto mandare all’aria le elezioni politiche del 2008, ma che rinunciò per il bene del paese. E per una poltrona.

martedì, 19 maggio 2009

 

Stature relative

Non è che ritenga Romano Prodi uno statista di caratura mondiale, però sarà che il confronto è con dei nani: pare un gigante.

 

 

Non pretenderete mica che lo sappia fare davvero?

I commercialisti che conosco usano cose tipo word ed excel come dei babbuini selvatici.

Tabulazioni sostituite da sfilze di spazi, margini random, correzioni da un secondo fatte in mezz’ora, verbali scritti all’interno di tabelle…

La cosa bella è che considerano il buon uso di queste cose “roba da segretarie”, quasi facendosi vanto di mettere insieme dei documenti vomitevoli.

Anch’io ho una mezza idea di trovare spregevole qualcosa che non so fare, e di trovare onorevole la mia manchevolezza.

Certo, basta prendere sé stessi come misura della perfezione e il gioco è fatto…

lunedì, 18 maggio 2009

 

Comiche finali

La signorina Noemi Letizia, il suo papà, la sua mamma, il suo “papi” (e mi immagino, a scavare, anche zii, cugini, amici di famiglia, vicini, ecc.) si stanno rivelando una cava fantastica di post ironici, spunti comici, notizie grottesche.

Se non ci fosse di mezzo la figura del nostro paese (anzi Paese con la maiuscola) all’estero tramite il suo Capo del Governo (immagine che il premier intende proteggere solo quando si tratta di tacitare le critiche, e non con l’attenzione ai suoi comportamenti), la cosa sarebbe solo buffa.

E invece non lo è.

Per niente.

(Per inciso, secondo me, l’insinuazione che l’ultrasettantenne si trombi la diciottenne, o che si scopasse la madre e la diciottenne fosse il risultato degli amplessi, non è del tutto sgradita al premier; la virilità è un valore importante in Italia, ben più della morale e di altre cosucce del genere: se avete dei dubbi informatevi sulle notizie sessuali sul duce che Mussolini amava andassero in giro… ma purtroppo i paralleli tra Berlusconi e Mussolini sono tanto abusati da essere del tutto svalutati. E poi Mussolini in fondo in fondo non era un bonaccione?…)

sabato, 16 maggio 2009

 

Derivate

Brunetta dice che la crisi sta passando: le cose migliorano perché è rallentata la decrescita.

Cioè secondo quel gran genio del ministro, se un coccodrillo mi mangia dieci centimetri di gamba al secondo, quando mi accorgo che è passato a nove centimetri di gamba al secondo io posso dire “beh, le cose migliorano”.

venerdì, 15 maggio 2009

 

Spegnere e riaccendere

C’è gente che si tranquillizza a sentirsi dire “non si preoccupi, è tutto computerizzato, è tutto controllato da microprocessori”.

Evidentemente non hanno mai sentito dire “clicco ma non succede niente”, “forse lo scanner è entrato in conflitto con la scheda audio”, “boh, prova a resettare”, “esci e rientra”.

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