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martedì, 07 luglio 2009  

Bare d’oro

Trovo il mercato sulla morte di Michael Jackson una tremenda operazione commerciale, caciarona, kitsch, cinica, grottesca, sconfortante, speculativa, ecc.

Manco fosse Padre Pio (francescano e santo).

lunedì, 06 luglio 2009

 

Cosa succede in città

21 ragazzi che avevano partecipato agli scontri avvenuti a Torino il 19 maggio scorso sono stati arrestati. Ora.

Il giudice ha spiegato che la misura è necessaria per evitare la possibile reiterazione del reato in occasione del G8 dell’Aquila.

Voi avete presente le retate “preventive” degli anarchici quando Hitler venne a Roma?

Avete presente le deportazioni di dissidenti in occasione dei giochi olimpici di Mosca (ai tempi dell’Unione Sovietica)?

 

I quattro poliziotti che hanno ammazzato un diciottenne a calci e manganellate sono stati condannati ad una pena esemplare: tre anni e sei mesi. Esemplare…

Più o meno come se avessero affittato una stanza a un clandestino (se vi pare la stessa gravità…).

Secondo me un pubblico ufficiale dovrebbe avere più responsabilità e quindi eventualmente pene più gravi, ma evidentemente sono io quello strano.

 

Pare che a Roma ci sia uno stupratore.

La cosa strana è che nessun romeno sia ancora stato arrestato.

domenica, 05 luglio 2009

 

Penzieri oziosi

Dice che l’ozio è il padre dei vizi. Ma credo che questo sia vero solo per chi non lo fa bene.

Chi non ha talento, non sa come maneggiarlo, come goderselo immagino che viva l’ozio come una cosa brutta, che porta a storture.

Ma a me, che l’ozio so godermelo, che posso stare a far niente all’infinito non mi implicherebbe alcun vizio.

Io questo week end l’ho passato nell’inattività più assoluta, e mi è piaciuto tantissimo.

Se non sapete oziare, fatevi in là, andate a fare qualcosa, lasciate spazio a chi le cose le sa non fare.

sabato, 04 luglio 2009

 

… in una galassia lontana lontana…

Il ministro dell’economia costretto a dare le dimissioni per aver fatto un gestaccio (le corna) ad un parlamentare dell’opposizione.

In Portogallo.

 

 

Io me le trovo

Usuale rapporto su cosa cerca la gente che arriva a questo blog.

Nel mese di giugno hanno stravinto “codesto quando si usa”, “donne senza veli”;  e molti sono quelli che sperano di dare una svolta alla vita con “metodo infallibile lotto”, “sistema infallibile per vincere al lotto”, ecc.

Su questi tre argomenti Google mi considera tra le maggiori autorità mondiali (in lingua italiana).

Tra le altre chiavi di ricerca si segnalano:

tavolate cenoni

color carnicino

o zappatore film

belle tope e poppe

case è educazione civica

clicco su spegni e non succede niente

come mungere le bufale

donne son gambe magre o muscolose uomini piace

emergenza bufale

io me le trovo

nomi di squadre di calcio inventate

operazione sinonimi

perché le donne sono attratte dagli uomini che hanno tante donne

quanto pesa un litro di valigia?

rughe alle ginocchia

sesso di copia della fotografia artistica

uomini ricchi belle donne

http://www.misterodell’istruzione.it

è brutto essere accusati per una cosa ch non hai fatto

 

Mi chiedo cosa cercasse chi ha digitato “io me le trovo”, e se poi se l’è trovate su internet.

venerdì, 03 luglio 2009

 

Anni persi

Io ho perso un anno, una volta.

Ai miei tempi la cosa faceva un certo scalpore “oh, ha perso un anno…” pareva un mezzo lutto. In effetti non è che l’abbia perso proprio (so bene dove sta, al principio dell’adolescenza), ma semplicemente ho ripetuto una classe.

La cosa andò così: per motivi miei non andavo bene a scuola, e i miei insegnanti mi dissero a un certo punto che se mi mettevo d’impegno potevo cavarmela con qualche materia a settembre. Io presi atto della cosa e smisi del tutto di impegnarmi, preferendo essere bocciato.

Così ho perso un anno.

Ora però che sono passati tanti anni mi viene da chiedere se l’ho proprio perso quell’anno lì, che ho conosciuto altri compagni e sono cresciuto comunque, o non ho piuttosto perso molti degli anni successivi, al lavoro, pieni di giorni uguali, anni così simili e inutili che se ne mancasse qualcuno non me ne accorgerei, e in fondo questo è un modo per perderli.

giovedì, 02 luglio 2009

 

Ma siamo sicuri?

Qualcuno mi dovrebbe spiegare con logica in quale modo l’introduzione del reato di immigrazione clandestina aumenta la nostra sicurezza.

Spiego i miei dubbi.

Ci sono gli immigrati onesti e quelli disonesti: i primi ci vanno bene, gli altri no.

Gli immigrati criminali (ladri, assassini, spacciatori di droghe, ecc.) erano condannabili anche prima per i loro reati; gli immigrati onesti (che vengono per lavorare e farsi una vita onesta) sono diventati condannabili adesso, sebbene siano quelli che ci vanno bene.

Inoltre così si complica la distinzione fra criminali e onesti, mettendo i bastoni nelle ruote alle forze dell’ordine e magistratura che devono (dovevano) distinguere.

Mi si dirà che così invece si semplifica: tutti fuori dalle palle, e pazienza se nel mucchio c’è qualcuno onesto; e poi si velocizzano le cose, senza stare anni a giudicare un presunto assassino lo si espelle subito come clandestino e festa finita.

Cioè se becco un assassino invece di metterlo in galera lo libero purché fuori del confine? (è giustizia?)

Cioè gli assassini, ladri, spacciatori, ecc. di tutto il mondo sapranno che in Italia non rischiano la galera ma al massimo di essere rimandati a casa loro?

La chiamiamo sicurezza?

 

 

Potendo scegliere

Sono settimane, mesi, anni, forse decenni (dovrei consultare i miei diari scolastici ormai andati perduti nell’incendio della biblioteca di Atene ad opera di Erostrato) che ho voglia di scrivere un post che abbia come incipit “Potendo scegliere”.

Per esempio: potendo scegliere fra una morte atroce e una spremuta d’arancia io opterei probabilmente per la seconda. Oppure: potendo scegliere fra Saturno e il dvd di “La stangata” nella confezione con scatola di latta…

Cose così.

Invece non mi viene nessun post decente che cominci così.

Un po’ come l’aggettivo “garrulo” che mi piacerebbe un sacco usare, e invece non mi viene mai l’occasione.

“Garrulo” è un aggettivo sempre ironico, se non sarcastico (che non sono la stessa cosa, ma è uguale ai fini contributivi e pensionistici), e a me piacerebbe essere considerato ironico, se non sarcastico (ché tanto è uguale ai fini contributivi e pensionistici).

mercoledì, 01 luglio 2009

 

L’interesse degli innocenti

La cena di sabato era per E.

È stato assolto. E. è stato assolto da un’accusa infamante per cui aveva perso l’incarico da direttore generale, era stato in galera, ha perso reputazione, anni di stress, ecc.

Non vedeva l’ora di arrivare alla sentenza che gli riconoscesse l’assoluta onestà (senza dimenticare i patimenti passati, ma ponendoci fine).

Penso a lui quando penso al lodo Alfano.

martedì, 30 giugno 2009

 

Storie d’evasione

Sono troppo pigro per raccontare storie.

Potrei raccontarvi di quella volta che alla frontiera mi hanno scambiato per un trafficante e sono stato due giorni e una notte in un posto di polizia messicano in mezzo al nulla, prima che il console onorario italiano si decidesse a poggiare la sua tequila per venire a spiegare chi ero.

Potrei raccontarvi del litigio violento fra due conigliette di Playboy che mi si contendevano (e di come poi ci siamo trovati d’accordo con soddisfazione di tutti, specialmente mia).

Potrei raccontarvi della mia prima depressione, che cominciò un natale e finì una pasqua.

Potrei raccontarvi della trama che ho improvvisato scherzando ubriaco in un pub londinese, e che poi quattro anni dopo ho visto pari pari in un film inglese di successo.

Potrei raccontarvi di quella volta che ho ucciso un orso a mani nude (ma per legittima difesa).

Potrei raccontarvi della mia fuga da un villaggio del Borneo e attraverso la jungla fino a sbucare inaspettatamente in una fabbrica di pneumatici.

Potrei, ma sarebbero tutte balle (tranne una).

lunedì, 29 giugno 2009

 

Ai tempi di internet

Mi sono trovato a leggere i miei post in archivio, cosa che non faccio spesso.

Sono molti e di parecchi mi ero dimenticato. A rivederli anche a distanza di pochi mesi sembrano vecchi di decenni; l’impressione è che su internet il tempo corra più veloce, si sviluppino in due giorni cose che nella vita reale richiederebbero settimane.

Rileggere quei vecchi post, su notizie ormai sbiadite nella memoria ma allora di assoluto rilievo, mi ha fatto tenerezza, come a rileggere i pensierini da bambino, come forse mi succederà fra sei mesi a rileggere questo.

 

 

In morte di un personaggio immaginario

A me di come è morto esattamente Michael Jackson non me ne frega niente.

Sarà forse perché già in vita a me di Michael Jackson non importava niente.

Oppure perché lo so che gli ha sparato Elvis Presley col fucile di Lee Oswald (o viceversa).

venerdì, 26 giugno 2009

 

Torno subito

dolori in corso

Prometto che torno.
E prometto che eviterò per quanto possibile post depressi e deprimenti.
Magari per un po’ di tempo i post saranno di puro mestiere (quindi un tantinello artificiosi se non sarò abbastanza bravo), però lo devo alle mie tre lettrici.

giovedì, 25 giugno 2009

 

Con e senza

Se io non fossi mai esistito voi non leggereste questo blog, e non ne sentireste la mancanza.

Così con tutti e tutto.

Sarà perché io non sono James Stewart e la vita non è una cosa meravigliosa.

 

 

Telefono

Io odio il telefono. Mai avuto un buon rapporto. Quando proprio devo, per esempio per lavoro, riduco al minimo la comunicazione. Sarà perché sono laconico, anzi silenzioso, e ho bisogno di tutta la comunicazione non verbale di espressioni, posture, gesti, presenza. Ho perso delle amicizie per telefonate mancate.

Quando morì mio padre toccò a me rispondere al telefono. Ci avevano avvertito che non avrebbe passato la notte, così quando alle sei del mattino suonò il telefono sapevamo già cosa voleva dire. Alla caposala bastò dire poche parole, non ebbe un compito difficile.

Poi toccò a me fare il giro di telefonate ai parenti stretti, prima fra tutti mia madre, che era andata a passare la notte dalla sorella. Anche lì, bastò dire che avevano telefonato dall’ospedale.

Quando telefonai a mio zio, il fratello di mio padre, non mi aiutò per niente. Ad ogni frase facevo una lunga pausa, sperando che mi interrompesse con un “ok, ho capito” che invece non venne mai. Mi fece arrivare fino in fondo, fino alla parola “morto”.

Non credo che abbia mai sospettato quanto mi fece soffrire.

C’è una sola persona con cui non vedevo l’ora di telefonare, con cui parlavo per ore senza averne abbastanza, ma lì era una questione d’amore. Non so se lei l’ha mai capito.

lunedì, 22 giugno 2009

 

Il bene e il male (guida pratica)

“E se tutti facessero così?”

Mi dicevano così da bambino, quando facevo qualcosa di sbagliato. E mi pare un buon criterio per distinguere i comportamenti buoni e quelli cattivi. E se tutti buttassero la cartaccia in terra? E se tutti parcheggiassero in seconda fila? E se tutti spengessero la luce quando escono da una stanza? E se tutti …?

E se tutti se ne fregassero?

 

PS: certo, bisogna impostare le questioni correttamente. Per esempio se tutti si accompagnassero con la stessa ragazza con cui mi accompagno io, non la troverei una bella cosa…

sabato, 20 giugno 2009

 

Scrutini

A volte mi chiedo come sia possibile che i genitori ci credano ancora.

Forse perché da ragazzi c’hanno creduto davvero.

Io già da ragazzino ho sviluppato il senso del luogo comune, per cui quando più persone dicono la stessa cosa comincio ad annusare non che sia la verità bensì che sia una frase fatta. Così già da quando andavo io a scuola mi sono accorto che è raramente vero che “la prof ce l’ha con me”.

 

Con tutto ciò quando lessi che la professoressa Ba. di italiano e storia era stata trasferita fui molto contento, e in seconda superiore venne la professoressa Bo. (acc! la stessa iniziale…) che adorava il mio modo di scrivere e in italiano scritto avevo sempre voti altissimi; poi ho saputo che è morta, sennò magari sarebbe una lettrice di questo blog. Mi piace pensarlo.

venerdì, 19 giugno 2009

 

L’assenza di pensiero genera post

Quando, prima di cominciare a tenere un blog, pensavo a chi tiene un blog (avevo in mente una persona in particolare), pensavo che fosse un passatempo impegnativo, che richiedeva un sacco di tempo per tenersi al corrente, e tanto tempo per elaborare un pensiero, e ulteriore tempo per sintetizzarlo in forma decente in un post.

Questo pensavo prima di cominciare a tenere un blog.

Ora che tengo un blog da un anno e mezzo scrivendo un migliaio di post penso che avevo ragione.

Sarà per quello che salto tutte le fasi tranne l’ultima.

E a volte non mi è facile neanche trovare il tempo per sintetizzare in forma decente di post il nulla.

 

 

Nomi comuni e relativismo

Mia madre quando mi telefona dice “Oh, so’ io.”

La mia capa al citofono, al “Chi è?”, risponde “Io.”

A dire il vero ne ho sentiti più d’uno che al citofono rispondono “Io.”

Viene da pensare che Io sia il più diffuso dei nomi.

mercoledì, 17 giugno 2009

 

La democrazia stanca

Chiarisco cosa si sta facendo coi referendum.

Fino a qualche anno fa c’era un referendum (pensate al divorzio o all’aborto), c’era campagna politica per il sì e per il no e poi la gente decideva.

Poi ci si rese conto che i “no” potevano inglobare la percentuale degli astenuti semplicemente astenendosi (grazie all’esistenza del quorum), in questo modo il referendum sarebbe passato solo se la maggioranza degli italiani (e non di quelli che votavano) avesse votato “sì”; e allora invece di dire “votate no”, si diceva “non votate”. Mi ricordo che andò così per esempio un referendum sulla caccia e sull’uso dei pesticidi.

Adesso abbiamo fatto un passo successivo: per aumentare il numero degli astenuti (che valgono come “no”, abbiamo visto) non si dice neanche che il referendum esiste: chi non sa non vota.

Cosa comporta questo?

Schematizzo.

Situazione Alfa: si indice una consultazione popolare, gli elettori decidono liberamente se votare sì, no, scheda bianca, scheda nulla, oppure astenersi.

Situazione Beta: si indice una consultazione popolare e poi si evita di informarne gran parte degli aventi diritto, i quali poi si asterranno senza scelta. In pratica si sceglie al posto degli elettori.

La situazione Alfa si chiama “democrazia”. Ho qualche dubbio sul nome dell’altra situazione…

 

PS: penso che andrò a votare “no”, per spirito di contraddizione…

 

 

Sì – No – Non so

Avete visto gli spot istituzionali in cui vi spiegano come votare per il referendum?

No?

Neanch’io.

Credevo fossero obbligatori, o almeno che li si facesse per la corretta informazione dei cittadini, come si fa ad ogni consultazione popolare.

E invece no, niente, silenzio.

Perché si vuole che non lo si sappia neppure che i cittadini sono chiamati a votare, perché si vuole che non votino.

L’esistenza del quorum nel referendum ha svuotato la consultazione, togliendo un altro pezzo di democrazia.

Il referendum di domenica non ha senso, diciamolo: la legge elettorale fa schifo e non è con un paio di correzioni che si rende decente, andrebbe rifatta da capo. Però togliere un voto al popolo, come di fatto quello referendario, è sempre un brutto segno.

Ma bisogna accorgersene.

domenica, 14 giugno 2009

 

Vociaccia fuori campo

Pare sia Mina.

La pubblicità di una pasta ha una voce fuori campo veramente insopportabile, una pronuncia irritante (ed esibita come se fosse una qualità) e un’enfasi sgradevolissima.

Mi fa l’effetto di una forchetta che stride su una lavagna.

Con tutte le bravi attrici (pure sconosciute) con ottime voci, pronunce perfette e intonazioni ben modulate, perché andare a pagare una che quel mestiere lo fa malissimo? Perché è famosa?

Ah, beh, allora…

 

 

Sicurezza, sicurezza… (reprise)

Non capisco le inchieste sulle cosiddette “ronde nere”.

Se invece di avere le uniformi dei nazisti dell’Illinois, se non avessero i simboli fascisti, se avessero la camicie gialle, o verdi, o brune, non sarebbero esattamente quello che richiede il cosiddetto “pacchetto sicurezza”? Che differenza c’è con la “Guardia Padana” (tranne il look)?

Le stesse persone, con gli stessi principî, con la stessa organizzazione ma con bermuda e camicia hawayana, non sarebbero proprio quello che si pensa ci voglia per la sicurezza degli italiani?

Ma sicurezza di che? Di quali italiani? Come mai io con le ronde in giro mi sento molto meno tranquillo?

 

 

Smettere+di+fumare

Non è difficile smettere di fumare, se non hai cominciato.

Il sistema più efficace per smettere di fumare è non aver mai fumato. Questa semplice verità sfugge talvolta, ma va detta.

Questo post parla dei migliori modi per smettere di fumare, ma solo per fare credere a Google che io sono un’autorità in materia e far arrivare tutti quelli che cercano sistemi infallibili per smettere di fumare su questo post pieno zeppo di consigli per smettere di fumare, o anche di smettere fumare come si fa.

E visto che qualcuno sbaglia a digitare perché no, dirò che qui ci sono sistemi per smetere di fumare, semttere di fmare, e smettere di fumre.

Come si fa per smettere di fumare? Semplicissimo, basta leggere i modi migliori per smettere di fumare in questo post che non parla d’altro che di smettere di fumare.

Ecco fatto, leggendo questo post vi è venuta voglia di accendervi una sigaretta?

Ma allora non avete capito niente!

Perché non cercate su un motore di ricerca “smettere di fumare”?

venerdì, 12 giugno 2009

 

La O aperta

Dev’essere sembrata una buona idea per il manifesto del convegno di Confindustria: degli atleti ai blocchi di partenza e la grande scritta “DOPO!”

Dovrebbe forse evocare degli imprenditori pronti a ripartire dopo la crisi, che pensano al futuro.

Però potrebbe ricordare che la maggior parte degli imprenditori italiani tende a non investire finché non finisce la crisi, e quindi parrebbe un ritardare la partenza: dopo!…

Personalmente, dato che sono malizioso, l’ho visto come il ricordo che agli imprenditori italiani piacciono gli aiuti di stato, gli sgravi, i vantaggi “obliqui”, le turbative, le bustarelle, le percentuali… insomma le corse drogate. E allora mi sa che “dopo!” ha la O aperta…

 

 

Balocchi

Mi ricordo una volta, da bambino, litigavo con mio fratello per un bastoncino (ai miei tempi ci si divertiva con poco: trattavasi di tondino in legno leggero proveniente di recupero da un calendario esaurito). Mentre ci contendevamo il prezioso oggetto intervenne mia madre che mi disse “eh, su, lasciaglielo codesto bastoncino…” ed io nella rabbia lo spezzai e glielo detti.

Stronzino, lo so, però a tanti anni di distanza spero che l’episodio sia caduto in prescrizione: ero bambino, nessuna sorpresa che fossi un po’ infantile. (Quello che mi inquieta è che mi sia rimasto così impresso nella memoria.)

Ci sono anche episodi di omicidio con questo movente “o mia o di nessun altro”: in questi casi non è infantilismo, bensì squilibrio mentale (diciamo).

Nichi Vendola mesi fa è uscito dal Partito della Rifondazione Comunista (dopo aver perso un’elezione a segretario: distinguendosi per democrazia, accettando serenamente la volontà della maggioranza) ed ha fondato un nuovo partito della sinistra, che alle recenti elezioni europee si è diviso i voti di sinistra con Rifondazione facendo in modo che la sinistra non mandasse rappresentanti al parlamento europeo. Ha spezzato l’elettorato. Suo o di nessun altro.

 

 

PS: il tizio che portava in giro il cartello di propaganda di Sinistra e Libertà in bicicletta andava contromano, e i manifesti coprivano tutti gli spazi disponibili ed erano sovrapposti a quelli avversari (cosa comune, ma scorretta e illegale). Se la Libertà è quella che ognuno fa il comodo proprio calpestando le regole allora tanto vale votare Berlusconi.

giovedì, 11 giugno 2009

 

Un sacco vuoto

Così…

mercoledì, 10 giugno 2009

 

Punto o punto?

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è di origine toscana, quindi credo che lo sappia che “punto” in Toscana vuol dire “per niente”, “nessuno”; per esempio “non ho punte penne” (non ho nessuna penna), “non hai mangiato punto” (non hai mangiato per niente), “punti figli? punti” (nessun figlio? nessuno).

Così suona strano il testo di una canzone d’amore (titolo proprio “Punto”, come a puntarci (!) l’attenzione) che dice:

Vorrei poterti dare quello che mi manca
Vorrei poterti dire quello che non so
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo…punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo…punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo…punto.

Ma insomma, l’ama e basta, oppure l’ama per niente?

martedì, 09 giugno 2009

 

I gestiti dell’imperatore

Kakà dice che passa dal Milan al Real Madrid per la crisi economica.

Sembra voglia dire che in una società di Berlusconi, nella città di Berlusconi, nel paese governato da Berlusconi la crisi ha colpito più duro che in una società spagnola, in un paese governato dalla sinistra (“la deriva zapaterista”…)

Pericoloso extracomunitario sovversivo… hanno fatto bene a espellerlo dall’Italia…

 

 

Intorno all’orto

Mentre noi siamo presi nelle nostre profondissime analisi sui rapporti di forza nella maggioranza di governo, sulla composizione dell’opposizione, su quanto sarebbe forte la sinistra se esistesse, usando un’elezione europea come se fosse un sondaggio; là fuori dei nostri studi televisivi si è formato un parlamento.

In questo nuovo parlamento il gruppo dei popolari (diciamo centrodestra) ha perso forza; il gruppo dei progressisti (diciamo centrosinistra) ha perso forza; la sinistra ha perso forza; a parte il gruppo dei verdi, quelli che sono cresciuti in modo importante sono i gruppi di estrema destra, xenofobi, neofascisti, antieuropeisti (tipo gli olandesi che vogliono Romania e Bulgaria fuori dell’Unione, tipo molto elettorato della nostra Lega Nord, per fare due esempi).

Ma a noi c’interessa il nostro orticello, che ci frega di chi fa le direttive comunitarie (di cui poi ci lamentiamo come se cadessero dal cielo)?

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