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giovedì, 17 settembre 2009  

Fatti, parecchio

Ai ministri ultimamente piace parlare di “governo dei fatti”. Ne parlano e basta, ma ne parlano molto e a forza di ripeterlo, si sa, la gente si convince. (Si chiama propaganda, se ve lo chiedono.)

Quali siano in effetti questi fatti non lo dicono: leggi, decreti, circolari, cose così.

Ma a sentire i discorsi di alcuni ministri, a guardarne gli occhi sgranati, viene il dubbio che “i fatti” del governo siano loro.

mercoledì, 16 settembre 2009

 

Restyling

Hanno ragione pure loro. Ogni tanto bisogna aggiornare la grafica, l’aspetto esteriore, sennò la gente si annoia.
Così hanno fatto a Splinder (che è il servizio che ospita questo blog, e che a dire il vero non è mai stato entusiasmante per le prestazioni).
Complessivamente le cose sono migliorate?
A prima vista no: le pagine sono diventate più “pesanti” e quindi più lente da scaricare e richiedono più risorse (se hai un computer vecchiotto o una connessione non iperveloce si pianta tutto), mi dà continuamente messaggi d’errore, i pvt non si sa come funzionano (e a dire il vero anche prima davano spesso problemi), ecc.
Per ora sospendo il giudizio, mi do un po’ di tempo, poi se le cose non migliorano mi trasferisco su un’altra piattaforma.
Suggerimenti?

martedì, 15 settembre 2009

 

Signor Giudice

Sentivo giorni fa di un famoso processo ripreso “dopo una lunga pausa estiva”.

Come sarebbe a dire “una lunga pausa estiva”?!

Chiudono per ferie i tribunali penali?

Restano aperte banche e supermercati, poste e uffici pubblici e chiudono i tribunali?

Con imputati innocenti in attesa di giudizio? Magari pure in carcere?

Con quale coscienza un magistrato mette il cartello “chiuso per ferie” sapendo che delle persone aspettano in galera che lui torni dal mare o dalla crociera?

Avete idea di cosa voglia dire un mese in cella?

 

 

Tremoti

Terremoto nel Mugello. Non ci sono danni, solo tanta paura. Per un’eventuale visita di Berlusconi.

 

Stasera si consegnano le prime case ai terremotati abruzzesi, in diretta televisiva (curando che nessuna altra rete trasmetta programmi decenti in contemporanea).

 

Il conduttore indagherà con domande ficcanti sugli appalti dati così velocemente, le imprese coinvolte, i controlli, la trasparenza nelle scelte, ecc. (ok, qui si esagera con l’umorismo…)

 

Altre case verranno consegnate il 29 settembre (che casualmente è il compleanno del premier. casualmente).

 

Terremoto interno al PdL: pronto per i senzatetto un ricovero presso Casini.

lunedì, 14 settembre 2009

 

Scegliere le parole

Ho appreso solo oggi, per un’emissione filatelica, che quelli che venivano chiamati correntemente “Mondiali di nuoto” (svolti tempo fa a Roma) avevano in realtà una dicitura ufficiale di “Campionati del mondo di Discipline Acquatiche”.

Perché un nome così ostico?

A parte la M di mondo minuscola (inspiegabile), personalmente preferivo gli “sport acquatici”: perché hanno scelto le “discipline acquatiche”?

Perché l’acronimo CDA evoca consigli d’amministrazione più eleganti dei centri sociali autogestiti CSA?

Perché “sport” evoca deboscia da plutocrati d’Albione, mentre “disciplina” è una parola autarchica che rimembra le maschie virtù di guerresca ispirazione?

Francamente se arrivano quattro giovanottoni e mi dicono che praticano una “disciplina acquatica” io non penso ai tuffi o al nuoto sincronizzato, penso ad una recluta tenuta per i piedi con la testa nel cesso.

 

 

 

Scia(la)cquare

Io sono un ambientalista piuttosto convinto, e in genere mi interessa l’impatto sull’ambiente dei miei comportamenti (così uso l’auto quando è necessario, accendo le luci quando sono in una stanza, uso il riscaldamento quando fa freddo, ecc. ma tendo a evitare gli sprechi).

Questa cosa dell’acqua però non me la spiego. Se io lascio aperto il rubinetto mentre mi lavo i denti, perché dovrei sprecare l’acqua? E perché dovrebbero soffrirne nel villaggio in mezzo al Kalahari?

Nella mia città c’è un fiume, all’inizio della città c’è una specie di centrale che prende l’acqua dal fiume, la tratta, la purifica e la pompa in un grosso tubo; questo tubo fa chilometri, si dirama, curva, si riduce di sezione diventando sempre più fine ed arrivando finalmente al mio bagno. Qui l’acqua esce dal tubo (quando apro il rubinetto) ma per meno di venti centimetri, perché poi rientra nel tubo (tramite un imbuto che chiamiamo lavandino), che scende, diventa sempre più grosso, curva, si riunisce con altri e finisce nel fiume all’uscita della città.

Io capisco che se faccio scorrere un litro d’acqua invece di mezzo spreco energia, trattamenti e purificazioni, ma spreco d’acqua no (ok, un po’ di dispersione nelle tubature, ma poca roba). Il fiume è lo stesso.

E se anche facessi scorrere dieci litri invece di cento, che c’entra l’Africa?

sabato, 12 settembre 2009

 

A casa loro

Se qualcuno dice che anche gli immigrati hanno dei diritti (i vescovi, Fini.. sovversivi insomma) Bossi ha la frase standard “se volete gli immigrati accoglieteli a casa vostra” (più o meno).

Il fatto è che molti immigrati, anche clandestini, gli italiani li accolgono proprio a casa loro, anche molti leghisti credo: badanti e colf che tengono quotidianamente con la propria famiglia. E li accolgono talmente, i clandestini, che non vogliono regolarizzarli (la sanatoria su colf e badanti ha un successo di gran lunga inferiore alle aspettative), perché dovrebbero assumerli regolarmente e quindi avrebbero dei diritti. E invece a noi gli immigrati piacciono se sono deboli, ricattabili e senza diritti.

Perché noi siamo quelli buoni, civili e democratici.

 

 

Attori e attori

Col tempo sono mediamente un po’ peggiorati. L’impressione è che si siano improvvisati nel ruolo anche alcuni che non lo sanno fare, per l’eccessiva abbondanza di domanda.

Sto parlando dei doppiatori.

Con il fiume di telefilm, cartoni animati, pubblicità di mirabolanti attrezzi ginnici o da cucina (o tutt’e due), ecc. il fabbisogno è cresciuto e doppia anche gente con pronuncia locale (che impressione sentire i ragazzini giapponesi parlare come fossero della Bovisa…), con l’espressività di un bue muschiato, con la capacità di sincronia di un prosciutto.

Però ci sono doppiatori italiani bravissimi, incredibili.

Ci sono doppiatori italiani che riescono a far sembrare bravi anche attori che sanno recitare come igloo.

Per esempio… (per motivi che non so spiegare mi vengono in mente come esempi solo attori e attrici italiane che non vengono doppiati. Purtroppo.)

 

 

Prepararsi per tempo

Già la morte di Bongiorno mi ha colto impreparato. E allora ho cominciato a pensare a cosa dire per la morte di qualcun altro.

 

Caro Xxxxxx, sei morto.

Sembrava impossibile, ma sei morto.

Tu, che eri così pieno di vita, allegro, attivo… sei morto.

Amavi le donne, la bella vita, ti piaceva raccontare le barzellette, ti piaceva fare le finte gaffe (con le buffe, deboli, ridicole giustificazioni dei “fraintendimenti”), ti piacevano le risate… ma sei morto.

Hai inciso moltissimo nelle nostre vite, nella vita di tutti gli italiani… e sei morto.

Hai cambiato l’opinione del mondo sugli italiani… e sei morto.

Ma a noi piacerà ricordarti per sempre in questo modo…

morto.

venerdì, 11 settembre 2009

 

Sono d’accordo

C’è una pubblicità di una roba che si beve e fortifica (non ricordo esattamente: forse aiuta “le difese immunitarie”, come più o meno tutto). Alla fine dello spot, a certificare l’efficacia del prodotto, si dice testualmente “8 italiani su 10 sono d’accordo”.

Vabbè, saranno pure d’accordo (e non si sa di dove venga fuori questa statistica), ma è vero? Fa effettivamente bene?

Se io scopro che la maggioranza degli italiani crede che i cinesi siano tutti uguali, o che io sia ricco non vuol dire che diventi vero.

Quando c’è un dato oggettivo perché parlare di consenso? (forse perché il dato oggettivo non è così favorevole?)

Citare statistiche senza base scientifica per fare propaganda sulle proprie qualità omettendo i dati oggettivi… mmh, chi mi ricorda?…

 

 

Le misure contano

Ho sentito al tiggì il ministro Alfano che diceva che contro la mafia Berlusconi ha fatto moltissimo, è quello che ha fatto di più. Si è dimenticato di dire cosa: quali decreti, quali provvedimenti, quali disegni di legge. Quali sono i maggiori mezzi che ha dato a forze dell’ordine e inquirenti, quali sono i maggiori controlli sui movimenti di denaro messi in atto, quali sono i miglioramenti alla concessione degli appalti pubblici, ecc. Nulla di tutto ciò ha detto.

A volte, le distrazioni…

giovedì, 10 settembre 2009

 

Roba turca

Ai vecchi quiz di trent’anni fa sarebbe stata considerata una domanda troppo facile; ai quiz di oggi sarebbe una domanda piuttosto difficile, a trabocchetto. Perché sapere le cose ha perso parecchia popolarità. Forse perché si tratta di “nozionismo”, che quando io ero a scuola era considerata una cosa brutta. Più importante trovare i collegamenti tra le cose, fare le sintesi, elaborare. Giusto, purché si abbiano delle nozioni su cui lavorare.

Secondo il TG1, sentito stasera, la capitale della Turchia sarebbe Istanbul.

Ai vecchi quiz di trent’anni fa la giornalista sarebbe stata cacciata con disonore, rinfacciandole di non sapere neanche le cose da scuola elementare, le capitali europee. Oggi nessuno fa una piega, forse perché oggi di sapere che la capitale turca è Ankara non gliene frega niente a nessuno. Anzi, a saperlo si rischia che non ti facciano partecipare al Grande Fratello.

mercoledì, 09 settembre 2009

 

Appunti sparsi su cose che si dicono

Mike Bongiorno è morto ed io non ho niente di pronto da scrivere (come invece quasi tutti). E così su due piedi non mi vengono idee interessanti. Anche perché tutti stanno dicendo di tutto. Alla radio ho sentito il ricordo di un dirigente della Juventus, che l’aveva visto per l’ultima volta ad una partita e gli aveva detto di coprirsi ché faceva freddo. Cribbio che ricordo toccante e significativo!

 

Càpita a tutti parlando molto di dire qualche sciocchezzuola. Mi piace segnalare che un paio di giorni fa la quarta carica dello Stato ha detto “tutti contro tutti, e viceversa”. Mi è parso bellissimo.

 

Quel tal Tarantini avrebbe dichiarato di aver procurato molte ragazze al premier, pagandole a sua insaputa (un po’ come un ricco padre farebbe col figlioletto per farlo credere un playboy, o col nonno rincoglionito che pensa di essere ancora attraente). Il premier un paio di mesi fa parlò di “piacere della conquista”. Conquistare una prostituta… ti piace vincere facile eh?

 

L’argomento di ieri (fino alla morte di Bongiorno) era: George Clooney è gay? La cosa che non si capisce è cosa ce ne freghi a noi. A qualunque risposta la mia reazione sarebbe “’mbè?”

 

A sentire le notizie dai festival del cinema tutti i film (soprattutto quelli italiani) vengono accolti da applausi trionfali e si candidano autorevolmente a vincere un premio. Tutti.

lunedì, 07 settembre 2009

 

La cosa più bella del mondo

La cosa più bella del mondo, lo sanno tutti, è il sorriso di un bimbo.

Ma di un bimbo qualsiasi o di uno in particolare?

Perché ho presente qualche bimbo che con tutto l’affetto e la tenerezza anche quando sorride è francamente bruttino.

E allora dev’essere di un bimbo in particolare. Ma chi? E quando perde i denti da latte? E quando cresce tanto da non essere più bimbo? C’è un altro (o un’altra) che ne prende il posto? E dove si trova il bimbo in carica?

Dubbi, domande… notti insonni mi attendono…

 

 

Urgono provvedimenti

Un numero impressionante di omicidi e morti violente matura nell’ambiente familiare. Non conosco i numeri, ma non mi sorprenderebbero cifre superiori a quelle dei famigerati rave-party, delle passeggiate in montagna (che mietono più vittime dei rave-party), degli assalti di cani inselvatichiti e di altre emergenze italiane tanto sbandierate dai tiggì.

Eppure nessun politico sembra voler fare niente contro questa pericolosa istituzione.

venerdì, 04 settembre 2009

 

Fa ancora la sua porca figura

Leggo sull’homepage del Corriere un titolo per cui l’avvocato Ghedini avrebbe detto “il Cavaliere spiegherà che non è impotente”.

Sarà che sono stato in vacanza sul pianeta Lpuk e l’unica televisione italiana che ci arrivava era Rai Educational (cosicché ho ripassato i verbi irregolari inglesi), ma mi chiedo quale sia l’antefatto. Allora leggo l’articolo, che è un’intervista.

Dall’intervista intuisco che l’Unità ha detto che Berlusconi è un maiale e un impotente e il premier si è offeso per l’ “impotente”.

Ora mi immagino che il giudice disporrà una qualche dimostrazione per cui il Presidente, dopo un isolamento di ventiquattr’ore per evitare aiuti chimici e tecnologici, debba pubblicamente impalmare una volontaria o quantomeno mostrare un’erezione sufficiente a sollevare una gruccia con un doppiopetto appeso.

Non è un bell’immaginare, ma suppongo che le riprese avranno un bel successo su you tube, e ci faranno fare la nostra bella figura in tutto il mondo.

 

PS: ma con tutte le cose che dovrebbe fare il governo (si va verso la stagione delle inondazioni e degli smottamenti, per esempio), bisogna proprio occuparsi di queste cazzate (letteralmente)?

giovedì, 03 settembre 2009

 

Delenda Zurigo

Corre voce che Gheddafi voglia richiedere all’Onu di cancellare la Svizzera distribuendo i cantoni fra i paesi confinanti: Francia, Germania e Italia. Non è chiaro il ruolo del Lichtenstein: rimane così, lo diamo all’Austria, o anzi diamo un mezzo cantone pure a loro? Boh.

Già un mese fa la Libia aveva cercato di far passare la proposta, ma (chissà come mai…) non è passata. (Immagino le facce dei diplomatici alla riunione…)

La motivazione di tale richiesta sembrerebbe essere una cosa che in termini giuridici si potrebbe sintetizzare nel fatto che “gli sta sul culo” al colonnello. Forse perché tempo fa suo figlio era stato arrestato dagli svizzeri.

Ultimamente il colonnello Gheddafi è protagonista delle cronache internazionali, per ragioni che vanno dal drammatico al bislacco: chissà perché pare debba essere uno dei più stretti partner strategici dell’Italia (o almeno viene trattato così).

Viene da chiedersi se in Libia si fanno elezioni migliori che in Iran (elezioni? quali elezioni?), se c’è più democrazia che sotto Saddam Hussein (democrazia?). Che c’ha la Libia ché ci facciamo tenere per le palle?

mercoledì, 02 settembre 2009

 

Della fotografia digitale

Leggevo giorni fa un fotografo che parlava delle novità portate dalla fotografia digitale rispetto a quella chimica: velocità di invio, facilità e abuso del ritocco, ecc.

Vorrei aggiungerne qualcuna.

Display: quando le turiste giapponesi vi chiedono di far loro una foto davanti al Taj Mahal o al Colosseo controllano subito il risultato (prima potevano farlo solo a casa, a cose ormai fatte), vi ringraziano con un sorriso insoddisfatto e se la fanno rifare da un altro. Voi magari avete composto l’immagine come un professionista, curando sezioni auree e proporzioni, lasciando la giusta aria sopra, misurando i contrasti, facendo attenzione all’armonia delle curve e dei volumi, tenendo conto della deformazione del medio-tele, ecc.: loro volevano una foto brutta, con loro nel mezzo, che facesse vedere le loro dita messe a V più delle cupole e dei marmi.

Costo e ingombro: virtualmente gratis, su una scheda ci stanno mille foto come dieci, così gente che prima faceva dieci fotografie in una vacanza ora ne fa mille. E se prima ci pensava un po’ prima di scattare, adesso manco quello (e lasciatevi dire che una foto senza un’idea, senza pensiero non può essere una bella foto). Questo comporta anche un incredibile spallamento tra amici e parenti (non molti tengono conto che le foto delle proprie vacanze, dopo la trecentesima, cominciano ad annoiare): personalmente io faccio una serie di selezioni e chiedo prima quale si vuole, quella da 30, quella da 90, quella da 200, ecc. fino alla versione integrale (centinaia e centinaia, e non scherzo… del resto anche prima tornavo dai viaggi con dieci-quindici rullini).

Numero variabile: prima si tornava a casa dalle vacanze e si finiva il rullino prima di toglierlo dalla macchina. Suppongo un crollo nel numero di fotografie al gatto di casa.

martedì, 01 settembre 2009

 

A come alfabeto

Come primo post della stagione mi piaceva cominciare con un lemma con la A (coltivo il progetto di scrivere una personalpedia della mia testa), ma non è che abbia molto da dire sull’alfabeto. La comodità dell’alfabeto come invenzione è che con un sistema intuitivo (molto per grandi linee un segno per suono) si usano pochi segni per qualsiasi parola. Un po’ come con una tastiera potete scrivere qualsiasi parola conoscete, o che potete immaginare.

Per questo mi fanno una strana impressione le tastiere tipo quelle dei fast food, in cui c’è un tasto per concetto (cheeseburger un tasto, patatine large un tasto, ecc.): in questo modo dovreste aggiungere un tasto per ogni parola che imparate, per ogni concetto che volete esprimere.

Questo implicherebbe tastiere con migliaia, decine di migliaia di tasti; anche se per molta gente invece sarebbe un risparmio rispetto alle tastiere correnti.

Per esempio, per il ministro Calderoli basterebbe un interruttore.

lunedì, 31 agosto 2009

 

Basta un attimo

Uno torna dalle vacanze bello come un divo del cinema, in forma come un’attrice fotoritoccata, abbronzato come uno skipper, rilassato come un ricco di famiglia, e appena torna a lavorare è la schifezzuola di sempre.

Il lavoro danneggia gravemente la salute.

giovedì, 27 agosto 2009

 

Bad thriller

Quest’anno nessun giallo estivo italiano, e allora si cerca di far funzionare il caso di Michael Jackson. Ma non va, è pacchiano, i colpi di scena sono troppo “americanate”, non c’è thrilling, non ci si può dividere in innocentisti e colpevolisti… vuoi mettere la Franzoni, il caso Meredith? Su certe cose gli americani hanno ancora strada da fare…

domenica, 23 agosto 2009

 

Potendo scegliere

Se rinasco, come blogger, voglio essere donna.
Le blogger donna sono mediamente più simpatiche e ironiche, intelligenti, acute e taglienti.
Invece come persona se rinasco preferisco essere uomo.
Prima di tutto mi ci sono abituato, poi sessualmente mi piacciono le donne e in certe situazioni avere un organo atto alla bisogna è molto piacevole, e le donne hanno complicazioni, profondità, modelli di pensiero che non saprei gestire; inoltre nella maggior parte del mondo (Italia compresa, sebbene in misura immensamente minore rispetto ad altri paesi) a essere uomini si vive meglio che a essere donne.

mercoledì, 19 agosto 2009

 

Filmoni

Tempo fa guardavo un film brutto. Era un film colorizzato con Clark Gable e Jean Harlow, con una trama schematica, personaggi da fumetto, recitazione da film muto e dialoghi agghiaccianti.

A un certo punto il cattivone del film (un cattivone cinico e menzognero) dice una frase in cui, in quel momento, mi sono riconosciuto: una cosa sull’amore, il bene e il male, la vita, gli errori, non me la ricordo più esattamente.

E ho pensato “sono tanto scaduto io oppure si può trovare della saggezza nascosta (e magari involontaria, o apparente) ovunque?”

giovedì, 13 agosto 2009

 

Tourist trap

Italia: in un bar panoramico, ci accorgiamo a ordinazioni fatte che i prezzi sul listino sono esorbitanti. Ormai il guaio è fatto, consumiamo. Quando andiamo a pagare ci fanno uno sconto di metà (“Sa, i prezzi sul listino sono per i giapponesi…”), allora il mio amico gli fa “guardi, onestà per onestà le confesso che ho fregato un portacenere”, l’altro fa “ok, è tutta pubblicità.”

E poi ci lamentiamo se i turisti non vengono in Italia? Con albergatori che pagano le tasse come se fossero pensionati con la minima? Con baristi e ristoratori che fanno pagare una bottiglia d’acqua trenta volte quello che costa al supermercato?

Io se prendo una fregatura non torno in quel posto e spargo la voce di non andarci: giapponesi, quando vi dicono che l’Italia è “paese di sole” la O si pronuncia aperta…

lunedì, 10 agosto 2009

 

Come sarebbe è mia?!

Glielo devono insegnare alla scuola alberghiera, perché è così un po’ dappertutto.

All’agenzia di promozione turistica in mezzo all’asia come all’alberghetto alpino, se chiedete informazioni, prendono la mappa e vi dicono “Noi siamo qui (e disegnano una croce), lei deve andare qui (cerchietto), uscendo va a destra, segue la strada Xxx, alla piazza volta per il viale Yyy (il pennarello segue il percorso), qui c’è il duomo (cerchietto), qui il museo civico (altro cerchietto), qui la stazione dei pullman (crocetta).” Se gli chiedete consiglio su un ristorante sono altre tre o quattro crocette.

“Posso prendere la mappa?”

“Certo: è sua.”

Allora, se è mia, perché invece di puntare semplicemente il dito, me l’hai tutta scarabocchiata?

PS: poi ci sono dei paesi (senza problemi di carta o stampa) dove pretendono di fartela pagare. E allora lasciargliela lì, crocettata e cerchiettata, è un sottile piacere.

sabato, 08 agosto 2009

 

Una cosa che so di me

Quando cammino mi piace non fare rumore.

mercoledì, 05 agosto 2009

 

E ho detto tutto

Ormai quando penso una cosa, faccio un’osservazione, mi succede qualcosa, penso al post che ci farò. Non è una cosa del tutto nuova: pensavo “post” (cioè piccoli testi) prima che esistessero i blog (ne ho ritrovati su vecchi quaderni e polverosi floppy disk), ma non con questa continuità (tenete anche conto che i post che pubblico sono una minoranza rispetto a quelli che penso).

Che farò quando avrò detto tutto?

Ricomincerò da capo? Smetterò? inizierò a raccontare balle? Venderò il marchio per quattordici milioni di euro e mi ritirerò alle Figi?

Mah, si vedrà… Intanto comincio a informarmi sul sistema sanitario figiano…

sabato, 01 agosto 2009

 

Salti di fine stagione

Fine della stagione. Calendario agostano con un post al giorno tra quelli della stagione passata, però quest’anno… beh, non perdiamoci di vista.

 

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30 e 31

mercoledì, 29 luglio 2009

 

Un saluto, un ciao, un vaffanculo… un qualcosa

Ultimi giorni prima della chiusura di liczin: comincio coi saluti.

Saluto le mie lettrici e commentatrici assidue, lettori e lettrici silenti, visitatori casuali.

In particolare saluto il cagnolo, lettrice più antica e fedele (e adulatrice), con cui mi pare di passeggiare di sera sull’argine chiacchierando di cose disparate; in particolare saluto fata piumetta, sulla cui spalla talvolta ho pianto (senza che lo sapesse): le lacrime sulla camicetta erano mie; in particolare saluto pat (dai mille nick) amica in fuga a cui non smetterò mai (dico mai) di volere bene e di essere vicino.

A tutti (assidue, silenti, casuali) chiedo di lasciare un saluto, un ciao, un vaffanculo… un qualcosa.

Grazie.

martedì, 28 luglio 2009

 

L’interpretazione dei segni (ovvero, la penultima lettera d’amore)

A volte a leggere le cose si trova ciò che si cerca, così a volte uno legge un post e lo fraintende. E non c’è niente di male.

Specialmente quando uno c’ha un’idea è facile che cerchi, anche inconsciamente, solo le conferme. Succede con l’astrologia, per esempio: uno legge il suo ritratto e ci vede quel che ci vuole vedere scartando il resto senza rendersene conto. Come nella penultima lettera d’amore, prima tutte le parole ci dicono “ti voglio bene”, poi, rileggendola dopo (migliaia di volte, ovviamente) tutte le parole dicono “non ti voglio bene” (o qualunque altra cosa ferisca, consoli, faccia male che ci passa per la testa in quel momento).

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