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venerdì, 22 gennaio 2010  

Causa civile termonucleare globale

La Micronesia ha fatto causa alla Repubblica Ceca. Bizzarro eh?
La causa riguarda i danni che la Micronesia ha dalla decisione ceca di mantenere in attività la centrale a carbone di Prunerov fino al 2035, una delle maggiori fonti di gas serra sparse per il mondo (40 volte più di tutta la Micronesia).
Perché l’atmosfera è una sola.

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giovedì, 21 gennaio 2010

 

Ghiaccio bollente

Mi tocca linkare l’articolo sullo scioglimento dei ghiacciai himalayani per fare alcune annotazioni a margine.
Pur facendo la premessa che i giornalisti spesso non sanno bene di cosa parlano e sono approssimativi nell’esposizione devo pignoleggiare un po’.
Per esempio.
L’articolista dice che nel 2007 il gruppo di studio aveva previsto lo scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya per il 2035 “se la tendenza al riscaldamento climatico resta quella attuale”: cioè in pratica se la temperatura continua ad aumentare. Poi dice che le stime vanno rifatte dato che “è impossibile che alle temperature attuali possano sciogliersi del tutto entro il 2035”: è chiaro che fra una temperatura in aumento e una temperatura costante c’è una bella differenza, ma per il giornalista sembrano condizioni esattamente uguali. Suppongo che i rapporti scientifici siano un po’ più precisi (ma cosa diranno? mah, bisogna immaginarlo).
Un’altra cosa è che la temperatura si è alzata meno del previsto, su perché questo sia successo ci sono solo ipotesi. Ma questo rende difficili le previsioni per il futuro: l’emissione dei gas serra sarà catastrofica fra 35 anni ai ritmi attuali (che per quanto mi risulta sono tendenzialmente in aumento) o lo è già adesso?
Il dubbio ci rende le decisioni difficili.
A quanto il giornalista riporta delle dichiarazioni del climatologo “sappiamo che dobbiamo cambiare rotta e sappiamo dove andare, ma non sappiamo di quanti gradi dev’essere la virata e soprattutto quando dobbiamo girare il timone.” La solenne cazzata salta agli occhi, e chissà se attribuirla allo scienziato o al giornalista.
Se abbiamo un iceberg davanti (e su questo non c’è dubbio) ciò che non sappiamo non è quando girare il timone, ma quand’è che sarà troppo tardi (o se lo è già, e allora tanto vale continuare alla via così). Se voi foste in macchina lanciati contro un muro vorreste sapere quand’è esattamente l’ultimo istante possibile per non sbatterci? O comincereste a deviare prima?
Io svolterei prima, ma forse sbaglio io.

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mercoledì, 20 gennaio 2010

 

Fondi

Pubblicate le stime del Fondo Monetario Internazionale sul pil dei prossimi anni.
+3,9%, +2,7%, +1%, +1,3%, ecc. Per l’Italia è previsto per il 2010 un aumento dell’1%, ben 0,8 in più rispetto alle stime di ottobre, e tutti sono soddisfatti.
A parte che non vedo cosa ci sia da essere soddisfatti del fatto che a ottobre abbiano sbagliato le stime (o che le abbiano sbagliate ora, o entrambe le cose), né che il pil italiano crescerà di un terzo rispetto a quello mondiale (+3,9%). Come vengono fatte queste stime, considerando che non sappiamo quanto costerà il petrolio fra tre mesi, quali guerre e catastrofi e speculazioni influenzeranno la finanza mondiale, cosa succederà alle monete, come si muoverà la Cina o l’India? Con i fondi del caffè?

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liczin | 21:56 | commenti (2)

lunedì, 18 gennaio 2010

 

Alle urne!

Menomale che si va in periodo di campagna elettorale e la nostra preoccupazione diventano le alleanze elettorali (di gente che si mette insieme per il solo periodo della campagna).
Altrimenti dovevamo continuare a occuparci di disoccupati, crisi economica, razzismo, morti sul lavoro, morti per guerre in medio oriente, morti di qua, morti di là e cose ugualmente fastidiose.
Vuoi mettere una bella polemica con l’UdC per “i due forni”? (locuzione andreottiana che a distanza di decenni nessun giornalista si prende il disturbo di spiegare al pubblico)
E poi abbiamo un presidente del consiglio che fa solo le campagne elettorali (anche, e soprattutto, quando non è eleggibile, come per le regionali o le europee), e fra una e l’altra ciondola senza sapere cosa fare (la propaganda generica non dà altrettante soddisfazioni).

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sabato, 16 gennaio 2010

 

Giochetto sugli internauti italiani

Provate a indovinare senza guardare sotto (o altrimenti proponete il quiz a qualcuno) digitando una sola lettera sul box di ricerca di Google qual è la prima ricerca che propone (quindi suppongo la ricerca più comune con quella lettera).
Alcune sono facili, altre prevedibili, altre ancora interessanti, alcune non le conoscevo neanche (la K e la Z, per esempio).
Immagino anche che alcune sarebbero state le stesse anche un anno fa e lo saranno ancora in futuro, altre saranno probabilmente più “precarie”.
Ok, scrivo qui sotto le soluzioni.
(per vederle evidenziate il testo cliccando qui e portando giù il cursore col tasto premuto)
 
Alice mail, Badoo.com, Corriere della sera, Dizionario italiano, Ebay, Facebook, Giochi, Hotmail, Ikea, Juventus, Kijiji, Libero, Meteo, Netlog, Oroscopo, Pagine bianche, Quattroruote, Ryanair, Sisal, Trenitalia, Unicredit, Virgilio, Wikipedia, X factor, Youtube, Zara.

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venerdì, 15 gennaio 2010

 

Ho scritto appunti su internet

Il dottor Negroponte propone il nobel per la pace a internet.
E che dire della rete viaria, della ferrovia, della stampa a caratteri mobili, della salatura, della cerniera lampo e della penna biro?
Beh, del resto dopo che l’hanno dato a Obama…
 
Ho scoperto che il giornalista Gianni Riotta fa polemica per l’informazione su internet, mischiando informazione “di qualità” fatta dai professionisti con i blog dei dilettanti. Ora, forse non dovrei intervenire perché sono un blogger e dilettante, ma forse va detto che la differenza fra professionisti e dilettanti è che i primi campano di quello, i secondi no.
Detto questo, se qualcuno mi vuole mantenere in cambio di questo blog, io prendo in considerazione le proposte: mandatemi un pvt e vi dico dove lasciare la valigetta coi soldi.

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giovedì, 14 gennaio 2010

 

Haiti

Non sappiamo quanti morti abbia fatto il terremoto di Haiti, si stimano cifre dell’ordine delle centinaia di migliaia; milioni le persone colpite.
Un centinaio gli italiani di cui non si hanno notizie.
Fra i milioni colpiti, fra le centinaia di migliaia di morti, fra i cento italiani dispersi i telegiornali Rai ha scelto di riferirci (sia il tg1 che il tg2) di tre o quattro casi: i preti e le suore.
 
Ci raccontano che per rintracciare le persone ricorrono “addirittura” ai social network.
Addirittura.
Addirittura senza spostarsi dalla poltrona guardano se hanno aggiornato il profilo su facebook.
Capirai lo sforzo…!
 
Adesso la comunità internazionale si è mobilitata per riportare la situazione alla normalità. Alla normalità di Haiti…

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mercoledì, 13 gennaio 2010

 

’10

E così siamo nel dieci.
Con la decina è infine caduto il duemila: duemilauno, duemiladue, duemilatre, duemilaquattro, duemilacinque, duemilasei, duemilasette, duemilaotto, duemilanove e dieci.
Per me uomo ancora del novecento, più che un passetto in avanti è un balzo all’indietro.
Sarà per questo che tutto mi sembra vecchio e già vissuto.
Mia nonna era nata nel dieci.
Mia nonna raccontava che i primi uomini neri che ha visto erano i soldati americani, nel ’45 (all’età di trentacinque anni, quindi), e che la spaventavano moltissimo. Ed è comprensibile.
Nel dieci.

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Peggiori

Qualcuno spieghi per favore che “fare le riforme con il consenso” non vuol dire che uno fa le riforme e l’altro ci mette il consenso.
In particolare al presidente Schifani qualcuno spieghi come dovrebbero funzionare le cose. Ha detto che ci vorrebbe una specie di doppio parlamento, uno per le cose correnti in cui sviluppare la normale diversità di idee, e l’altro per fare le riforme in cui prevalga l’interesse del paese.
Ora, è sempre più difficile non esprimersi con colorite locuzioni come “testa di cazzo”.
Qualcuno spieghi che la politica democratica è proprio far sì che prevalga l’interesse del paese attraverso la diversità di idee, ed è quello che si dovrebbe fare in parlamento (che lui, per motivi grotteschi, presiede, nel solco di figure come Pera: che giustificò il nome dei proverbiali “discorsi a Pera”).
Cosa crede il presidente, che il lavoro del parlamento sia che uno comanda e l’altro cerca di andare a comandare? Che l’interesse del paese sia che chi comanda comanda e l’altro dica di essere d’accordo?
Mi chiedevo tempo fa se Minzolini fosse il peggior direttore possibile per il TG1 (e prima di dire sì ricordatevi di Emilio Fede e Bruno Vespa, per fare due nomi); mi viene analogo dubbio per “la seconda carica dello stato”.

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martedì, 12 gennaio 2010

 

Ah, ha un lavoro…

Questo post è impossibile. Perché è incentrato sull’intonazione di una frase, che non posso farvi sentire (non registro le mie telefonate, comprenderete…).
La signorina mi telefona per un appuntamento, per farmi un’intervista per l’Istat. Mi chiede indicazioni per arrivare con i mezzi pubblici (deve andare in giro per la città e non ha neanche un motorino), potrebbe domani pomeriggio alle quattro e mezzo ma non posso io: a quell’ora sono ancora in ufficio.
“Ah, ha un lavoro…”
L’argomento dell’indagine è il lavoro: chi ce l’ha, chi lo cerca, che lavoro è, come lo cambia, ecc. e la signorina è ovviamente precaria, pagata un tot a intervista, anche se va su e giù per la città in autobus, anche se deve andare a cercare un nominativo rumeno in un casermone enorme, senza telefono fisso né targhette sulla porta, e che non è per niente facile da convincere che rispondere all’Istat non è un’indagine di polizia a cui scappare a tutti i costi; anche se è difficile convincere la gente che non è una truffatrice (ed è una ragazza minuta, chissà se fosse un ragazzone o avesse un aspetto straniero…). E vede che lavori fa la gente, chi c’è l’ha, chi non ce l’ha.
Ecco, in quel “Ah, ha un lavoro…” a metà fra la domanda e l’affermazione, fra l’invidia e la sorpresa (avere un lavoro è diventato una sorprendente eccezione) c’era tutto questo.

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lunedì, 11 gennaio 2010

 

Una schifezza annunciata

E ora è la volta della riforma fiscale: non si fa in tempo a lamentarsi di una riforma annunciata che ne viene annunciata un’altra.
Non si è fatto in tempo a prendere provvedimenti per la crisi economica (vi ricordate la crisi? ne parlavano i telegiornali tempo fa, ora è acqua passata, non ce n’è più), per salvaguardare l’occupazione (vi ricordate l’occupazione?…), ecc. che nasce una nuova urgenza.
Ora l’urgenza è riformare l’irpef tagliando il numero di aliquote. Il problema è che per capirci un minimo bisogna entrare in particolari tecnici, sapere cosa vuol dire una minore progressività… per farla breve: i più ricchi (e più ricchi sono più la cosa diventa notevole) pagheranno meno tasse; di conseguenza (dato che la coperta è corta) ne pagheranno di più quelli con reddito medio basso o basso o bassissimo (in termini di tasse maggiori o di meno servizi). Solite cose, insomma.
Mah, speriamo che prima di sera nasca una nuova urgenza, si annunci un’altra riforma e via così…
(A me non dispiace la politica degli annunci non seguiti da provvedimenti reali, quando i provvedimenti annunciati sono disastri.)

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venerdì, 08 gennaio 2010

 

Film collaterali

Ho visto l’ultimo Die Hard (mi pare il quattro).
Tra le cose belle di questi film, oltre ai rassicuranti luoghi comuni (lo stereotipo dell’hacker, il “buono” che ha una figlia/moglie da salvare/vendicare, e molti altri) è la considerazione statunitense (occidentale) dei danni collaterali. (Si noti che questi film andrebbero visti come cartoni animati: Will Coyote se la cava sempre con una fasciatura, la Pantera Rosa esplode ed è solo annerita, Bruce Willis scoppia e si fa un graffio, ecc…)
Se guardate il film provate a valutare i danni e i morti innocenti che produce il “buono” nella lotta contro il “cattivo”: cacciabombardieri che distruggono viadotti trafficati, tunnel affollatissimi in fiamme, esplosioni, sparatorie, ecc.
Se il governo si limitasse a dare al “cattivo” discretamente ciò che vuole, l’intera nazione ne trarrebbe giovamento.
Ma, già, i danni collaterali non contano.
È così che si vince il nobel per la pace.

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giovedì, 07 gennaio 2010

 

Cambiare i tag

Cambiano alle scuole medie le diciture ufficiali delle materie (a cui sono ispirati i tag di questo blog).
La prima cosa che è ho notato è che si è passati da “Italiano, storia ed educazione civica, geografia nella scuola media” a “Italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di I grado”: cioè è sparita l’educazione civica (che del resto non faceva quasi nessuno, e peraltro quasi nessuno sa neanche di cosa si dovesse trattare: manco i nostri politici di spicco distinguono tra Governo e Parlamento, figuriamoci i ragazzini di dodici anni…)
Per semplificare la vecchia “Educazione fisica” (che ai miei tempi era confidenzialmente “Ginnastica”) è diventata più semplicemente “Scienze motorie e sportive” (vuoi mettere la semplificazione?)
In generale le varie “Educazione” (Artistica, Musicale, Fisica, Tecnica, ecc.) sono sparite a favore di più moderne “Arte e immagine” (perché la distinzione? forse che le arti visive non sono arte? o perché la “immagine” di cui si tratta non sarà artistica ma industriale, o meramente decorativa?), “Musica”, “Scienze motorie ecc.”, “Tecnologia” (dalla leva all’astronave? boh).
In generale l’impressione che mi ha dato tutta questa rivoluzione è che cambi la nomenclatura. Ma solo quella.

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liczin | 08:10 | commenti (4)

mercoledì, 06 gennaio 2010

 

Cinico non troppo

Cancellata la radiazione dalla Formula Uno di Briatore a seguito del “falso” incidente in un GP.
Briatore ha commentato che gli hanno “restituito la dignità”, si è commentata la sentenza come fosse una riabilitazione.
Invece l’incidente c’è stato (“falso” perché intenzionale, ma verissimo), e seppure la corte ha riconosciuto eccessiva la punizione in effetti Briatore ha indotto un pilota a causare un incidente (cioè a mettere a rischio la vita sua e degli altri) per una questione “sportiva” (questione di punti, questione di soldi).
Forse la “riduzione” della pena è il riconoscimento che il nostro Flavio è sì cinico e pericoloso, ma non tanto più degli altri…

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lunedì, 04 gennaio 2010

 

Cioè “verità”

Sopravvissuti alla carrellata dei capodanni in tutto il mondo (la stessa esatta identica in tutti i telegiornali italiani), ci penseranno forse i servizi a come rimettersi in forma dopo i bagordi festivi a differenziare l’informazione italiana? No di certo.
Vista l’uniformità, perché mai pagare tutta questa gente? Facciamo un telegiornale unico e risparmiamo un sacco. Magari chiamiamolo “Pravda”.

PS: ieri in televisione lo scrittore Carofiglio notava che tra gli anagrammi di “la verità” ci sono significativi “relativa, rivelata e evitarla”, gli è sfuggito un quarto “alteravi” che completa la compagnia (in attesa che torni utile “vietarla”).
 

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sabato, 02 gennaio 2010

 

Surreni sopravvalutati

Montaggio serrato (inquadrature da mezzo secondo), musica rock ritmatissima, scoppi di colore: le pubblicità dello sport le fanno così. Anche se è il golf o gli scacchi.
Pare che il bello dello sport in televisione sia per forza l’adrenalina.
Solo che chi ne ha esperienza sa bene che a esserci dentro anche una mano di poker o una semilampo di scacchi dànno emozioni forti: ma a guardarla dal di fuori, da un comodo divano, anche la più vertiginosa discesa libera è meno eccitante di un videogame.
Ma perché tutto, anche una passeggiata in montagna o un’immersione sulla barriera corallina, dev’essere per forza adrenalinico?

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venerdì, 01 gennaio 2010

 

Augurio

Il 2009 ha complessivamente fatto abbastanza schifo, come un po’ tutti gli anni, quindi l’augurio per il 2010 è che almeno sia diverso.

PS: noto che ad “augurio” basta cambiare l’iniziale per trasformarlo in “tugurio”, il che non dà un gran senso di allegria.

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giovedì, 31 dicembre 2009

 

Tre… due… uno… spasso!

A me il Capodanno, il Carnevale, il compleanno e le varie feste comandate, in cui bisogna divertirsi per forza, mi dànno un certo fastidio, una certa tristezza. Sarà perché da ragazzino soffrivo di solitudine e non mi ci divertivo mai.
Avevo il terrore di raccontare a scuola cosa avevo fatto (a mezzanotte, davanti al televisore, mio padre stappava lo spumante e mia madre distribuiva pezzi di panettone).

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martedì, 29 dicembre 2009

 

Spreco l’odio (e viceversa)

Nell’ampio numero delle categorie di persone che mi stanno sulle palle è doveroso ricordare quelli che al supermercato cambiano idea e lasciano in giro le cose, specialmente quelle che andranno buttate via per la loro noncuranza, tipo yogurt, uova, latte, ecc.
Mi suscitano violenza persino più di un gruppo di facebook.

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lunedì, 28 dicembre 2009

 

Tante tasse

Non mi càpita spesso di avere la battuta pronta, in genere anzi arriva in ritardo di giorni…
Ma quando il signor A. si è lamentato con me di pagare un sacco di tasse (e si parla di versamenti di decine di migliaia di euro) mi è venuto naturale dirgli “Mah signor A., a me piacerebbe pagare tante tante tasse…”
Lì per lì è stato lui a non trovare niente da ridire.

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liczin | 09:56 | commenti (2)

domenica, 27 dicembre 2009

 

Problemi invisibili

Nel carrello davanti a me, alla cassa, una coppia coi tratti orientali (direi Filippine, Indonesia, qualcosa del genere) ha messo due pacchetti di wafer, un pacco di piatti di plastica e di bicchieri di plastica, tre bottiglie di birra, tre scatole da sei di un noto whisky (70 cl. ciascuna) e altre quattro bottiglie dello stesso whisky in una confezione regalo in pelle molto bella (e probabilmente costosa).
Ventidue bottiglie di whisky per un totale di 15,4 litri.
Avete mai sentito parlare del problema dell’alcolismo tra gli immigrati (che pure a guardarsi intorno non pare inesistente)? Vi pare che ce ne freghi qualcosa?
Ed è perché non c’importa un tubo dell’alcolismo (che in effetti è un problema del tutto ignorato), o perché ce ne sbattiamo in generale dei problemi degli immigrati (e anche questo mi pare palese)?
Forse i grandi giornalisti, i noti politici e gli influenti opinionisti non frequentano abbastanza i supermercati.

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TG on demand

I telegiornali sono sempre più irritanti, per le notizie che dànno, per quelle che non dànno, per come le dànno.
Allora io se avessi uno studio televisivo, anche piccolo, metterei in commercio dei bei dvd con telegiornali a richiesta. Così uno può cenare tranquillamente con un telegiornale che non fa inacidire lo stomaco.
Un bel telegiornale fatto bene, con un buon lettore, servizi, interviste… professionale.
Il tale partito che stravince le elezioni e il leader avversario, ridicolizzato, costretto a cercarsi un lavoro da edile precario. La tale squadra (magari rionale) che vince lo scudetto. Un certo provvedimento di legge rivoluzionario che finalmente passa in parlamento. Uno scandalo che finalmente scoppia. Cose così: le notizie che piacciono e non quelle che non piacciono, insomma.
Uno poi lo sa che è finto, ma per lo spazio di una mezz’ora mangia meglio.
Per ora in Italia questa cosa la può fare solo uno, e la trasmettono ovunque.

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sabato, 26 dicembre 2009

 

Parole sventate

La scelta delle parole di giornalisti e titolisti è sempre piuttosto sciatta, tanto da diventare fuorviante (se non addirittura bugiarda).
Per esempio l’attentato del giovane nigeriano sull’aereo per Detroit non è stato “sventato”, ma è semplicemente fallito. Non c’è stato l’intervento di qualcuno perche non ci fosse, ma semplicemente la scarsa preparazione di un terrorista apparentemente improvvisato.
(La differenza di livello tra un tentativo del genere e gli attentati “davvero” di Al Qaeda è evidente.)
Ora negli aeroporti faranno file più lunghe, sequestreranno forbicine sempre più piccole, limeranno le unghie ai viaggiatori e forse anche denti troppo acuminati, e nessuno dirà chiaramente che sono controlli inutili, perché non è con le forbicine che si fanno gli attentati.
Attendiamo i personal scanner, che dicono riescano a vedere sotto i vestiti… (già a me piace curiosare nelle borse altrui quando passano ai raggi x, se li mettono in uso prevedo assiepamenti foltissimi al passaggio di certe viaggiatrici…)

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Creativi

Per esempio l’Isola dei Famosi. C’è qualcuno “famoso” (diremmo, di una certa notorietà, specialmente televisiva), e poi qualcuno che lo diventa proprio per quel reality. Per esempio la signorina Belen Rodriguez, prima chi la conosceva?
Io se dovessi fare una pubblicità, invece di pagare un testimonial famoso (un attore, una soubrette, che costano) prenderei un tizio sconosciuto, e col tempo e l’esposizione diventerebbe famoso.
Che so: una pubblicità martellante di una cucina o di un orologio con un tizio, e uno slogan tipo “la scelta di Enrico Mazzuolo” oppure “Beatrice Zinghi beve solo Whizzy”: chiunque sia Mazzuolo o la Zinghi, comincerebbe ad andare ai talk show, alle feste di piazza (vabbè, il mio ufficio stampa “faciliterebbe” la cosa) e nel giro di qualche mese sarebbe un testimonial famoso (ma con un contratto meno costoso per me).
Ecco, io se fossi un creativo proporrei questa cosa.
Perché i creativi si sono dati questa qualifica, ma non è che siano davvero così creativi.
Per esempio per un caffè prendono pari pari l’idea da un film (per esempio “Il paradiso può attendere”) con tutta la scenografia, e si chiamano creativi.
Per esempio alla Lavazza si sono arrabbiati che alla Nespresso abbiano rubato la loro stessa idea del paradiso con San Pietro e la distesa di nuvole. D’altra parte è giusto, hanno ragione: l’idea l’hanno rubata prima loro, hanno la precedenza. Anche l’idea del caffè, per esempio.

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venerdì, 25 dicembre 2009

 

Una scia di byte

Una cosa che fa l’elettronica è che lascia un sacco di tracce, molte delle quali non le conosciamo.
Una volta uno si faceva un’autoscatto con la Polaroid, nudo con la mascherina sugli occhi, la mandava all’amante, ed era ricattabile solo da chi possedeva quell’unica foto; si liberava del giornaletto con le foto di donnine ed era “pulito”. Adesso uno cancella la cronologia e rimangono in memoria i file temporanei, su una memoria di cui non si sa niente resta la numerazione progressiva dei file, la durata delle telefonate, il destinatario dell’sms, ecc.
Per non parlare dei tabulati dei gestori, la localizzazione del cellulare, le copie di backup sul server e diosacosaltro.
Insomma per essere sicuri di non farsi scoprire a guardare i siti porno bisogna procurarseli in pizzini.

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giovedì, 24 dicembre 2009

 

Un’abbronzatura atomica

Individuati i criteri per individuare la posizione delle prossime centrali nucleari che il popolo italiano agogna e richiede a gran voce.
Chissà se si sono ispirati a questo mio vecchio post. (Beh, quantomeno per l’idea dei soldi…)

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mercoledì, 23 dicembre 2009

 

Un’occhiata ai livelli

Quando uno tiene un blog lo sa che non tutti i post riescono buoni.
Questo per esempio fa schifo.

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martedì, 22 dicembre 2009

 

La spirale della violenza non è un anticoncezionale

Il sindaco Alemanno consegna le pistole ai vigili urbani e raccomanda loro di non fare i pistoleri.
Se non vuoi che le usino non gliele dare, no? Se gliele dài metti in conto che le useranno prima o poi, che i delinquenti si armeranno per reggere il più elevato livello di violenza e che spareranno più facilmente, perché non basterà minacciare: è l’esperienza che ce lo dice.
Caro sindaco, grazie a lei Roma avrà più morti violente. Contento?

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La nascita di una balla

Rimbalza fra i giornali e i telegiornali italiani la notizia che Celentano abbia uno scoppio di popolarità negli Stati Uniti. Ai giornali e telegiornali italiani Celentano piace un sacco, quindi è possibile che esagerino.
Mi aspetto che fra qualche giorno, del tutto inosservato, qualcuno (magari che segue le cose americane direttamente e non per sentito dire) chiarirà che semplicemente un noto blogger statunitense ne ha parlato come di una curiosità linguistica (come se un blogger italiano avesse parlato di una canzone di country indonesiano) e si è creato dell’interesse fra qualche centinaio di lettori (282 commenti quando ho guardato io, e già per i giornalisti italiani Celentano era una star americana; e i commenti non sono entusiastici per il brano, parlano del suono delle lingue; e 282 su duecento milioni di statunitensi sono come se in Italia il country indonesiano suscitasse il passeggero interesse di un’ottantina di persone).
Non ho controllato: non sono mica un giornalista, non sono tenuto: ho solo letto il post e qualche commento qua e là, come non hanno fatto i giornalisti italiani. Professionisti.

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lunedì, 21 dicembre 2009

 

A proposito di albero di natale

Più grande, con più bottoni e led colorati, e anche più caro: è ovvio che il mio titolare Junior l’ha preso per sé, lasciando a noi dipendenti quelli piccoli e col minimo indispensabile.
Così l’imbecille ha il telefono da centralinista e noi altri quelli da dirigente.
Perché è il centralinista che smista le telefonate, vede quali interni sono occupati, trasferisce le chiamate qua e là; i dirigenti rispondono o non rispondono e questo è tutto.
Così lui fa il dirigente con un telefono sovradimensionato, noi (che rispondiamo al telefono) facciamo i salti mortali per trasferire le chiamate ai diversi interni con strumenti inadatti: linee che cadono, chiamate che si perdono.
Però lui ha tanti tasti e lucine.

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