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domenica, 14 febbraio 2010  

La teoria del quanto

Una volta si facevano poche foto, e quelle belle erano un certo numero.
Oggi si fanno miliardi di foto ogni minuto, ma stranamente quelle belle non sono molte di più: si vedono piuttosto maree di foto brutte, male inquadrate, male realizzate.
Forse perché ai primi tempi le facevano solo i professionisti o giù di lì, e adesso chiunque. Forse perché le cose vecchie ci sembrano migliori di quelle attuali. Forse perché una volta era una cosa più lenta e costosa, e quindi ogni fotografia era pensata prima che scattata.
Perché il problema della foto bella, come di ogni altra opera, è che ci dev’essere un’idea dentro, del pensiero, oltre alla tecnica. Ma mentre in una pittura o nella composizione di una canzone è il tempo stesso necessario a farle che impone il pensiero, nella foto il tempo (e quindi il pensiero, l’idea, l’elaborazione) uno deve prenderselo da sé.
Ma il tempo non bisogna sprecarlo a fare cose faticose come pensare.
Si scattano cinque foto invece di una, e bell’e fatto.

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sabato, 13 febbraio 2010

 

Orologeria

Rispondo a quelli che ironicamente chiedono “Com’è che queste cose accadono solo alla vigilia di un’elezione?” (riferendosi ad avvisi di garanzia, indagini, notizie, scandali, ecc.).
In Italia tutto succede alla vigilia di un’elezione, perché è sempre vigilia di una qualche elezione (politiche, amministrative, referendarie, consultive, di condominio, ecc.), e quel che è grave (o per lo meno fastidioso per me) è che in Italia qualsiasi elezione diventa automaticamente una consultazione politica. Che si chieda chi volete come sindaco del vostro paesello, o come rappresentante di classe, comunque si fa passare come la scelta del governo.
Forse perché i media sono controllati da una parte politica che ha un solo candidato e presenta sempre quello?
Sarà per quello che le regole della par condicio televisiva consentono i confronti fra candidati di regioni diverse? Come se i candidati alla presidenza della vostra regione o di quella accanto fossero interscambiabili, e tutti quanti semplici prestanome di Berlusconi e degli altri (non saprei come definirli… pericolosi comunisti?).

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venerdì, 12 febbraio 2010

 

Mi ricordo che anni fa…

Io una volta ho bevuto whisky appena alzato, anche prima di colazione.
Il whisky mi faceva schifo (è solo un bruciamento di bocca), ma l’ho fatto perché faceva figo tra di noi: ero giovane e idiota, ed ero parte di un gruppo, cosa che nell’adolescenza è molto importante e io non c’ero abituato. (Va detto che facevo il militare e quindi “il gruppo” era praticamente obbligatorio per legge.)
Da giovani càpita di fare cose sceme (ma lì per lì non lo sono così tanto).
Se tornassi indietro e fossi ancora giovane…
Scommetto che lo farei ancora.

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Sì però…

I candidati del PdL per le regioni Lombardia, Puglia, Veneto e Lazio (di questi ho notizia, gli altri non so) si sono dichiarati favorevoli all’energia nucleare ma contrari alle centrali sul loro territorio.
Piuttosto coerenti coi loro leader: non risulta che nessuno nel governo abbia proposto una centrale a casa propria.
 
nota: Sulla localizzazione delle centrali nucleari feci già un post, anni fa… (che impressione dire “anni fa” di un post!)

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giovedì, 11 febbraio 2010

 

Ma non lo è

Sono così stanco in questo periodo che ogni giorno mi sembra venerdì. <!–

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mercoledì, 10 febbraio 2010

 

Tutta la Settimana

Tempo fa un mio amico ha fatto tutta una Settimana Enigmistica: ha risolto tutti i giochi compreso il problema di scacchi, i cruciverba facilitati, le crittografie, l’aneddoto cifrato, ecc. (gli è rimasto fuori un rebus).
Sono quelle imprese che io mi proponevo di compiere da ragazzo in genere quand’ero malato e stavo intere giornate a letto; con tutto ciò non ho mai avuto la costanza di portarla a termine.
Ma continuo a pensare che per fare una cosa del genere bisogna essere malati…

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martedì, 09 febbraio 2010

 

As himself

Leggevo che Leonardo Di Caprio ha visitato Pompei “travestito da turista”.
Proprio così c’era scritto: testualmente “travestito da turista”.
Mi sono chiesto cosa fosse in realtà, se non un vero turista.
Boh.

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lunedì, 08 febbraio 2010

 

Disservizi utili

Tra i fogli è spuntato un documento che avrebbe dovuto essere spedito tre mesi fa.
Ce l’avevano già chiesto e glielo avevamo già rimandato in copia: “eh, queste poste…!”
I famigerati ritardi e i disservizi delle poste italiane fanno un gran comodo in questi casi, tanto che probabilmente se non esistessero non ce ne accorgeremmo.

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domenica, 07 febbraio 2010

 

“Stavolta” e mazzi di fiori

L’intervistato al tg1 dice “speriamo che stavolta fanno qualcosa: se guarda sulla strada c’è un mazzo di fiori ogni duecento metri”.
La strada è la provinciale 600 ad Artena, vicino Roma.
Stavolta se ne occupa il tg1, i giornali, tutt’Italia. Perché dei mazzi di fiori non importa nulla al tg1 finché il responsabile non è un diciassettene romeno.

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Questioni di costi

Addestrare un soldato, equipaggiarlo, dargli quintali di tecnologie carissime e magari metterlo su un blindato/elicottero/carrarmato da milioni di dollari è una cosa maledettamente costosa. Si cerca di risparmiare sulla materia prima reclutando poveracci delle minoranze etniche dei sobborghi del midwest (o di Sassari), ma avete presente quanto costa un visore notturno a infrarossi?
Dev’essere per questo che nelle guerre moderne le vittime militari sono una frazione di quelle civili.

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sabato, 06 febbraio 2010

 

Dottori sbagliati

Sento che la mattina (quindi dedicato a pensionati e casalinghe) fanno un programma di “graffiante critica” televisiva che si intitola “Jekyll”.
Ora, a parte immaginarsi la “graffiante critica” destinata ai pensionati e casalinghe su una rete il cui telegiornale è “Studio Aperto” (il cui direttore Giordano è ideatore e curatore del programma) e il programma di approfondimento giornalistico è “Lucignolo”. A parte questo, dicevo, forse i coltissimi autori del programma nel cercare il titolo hanno pensato al noto romanzo di Stevenson su “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde”. Forse gli eruditi curatori hanno pensato di evocare il personaggio essenza stessa del male, per suggerire la crudeltà della “graffiante critica”.
Senonché…
Il dottor Jekyll è quello buono: quello cattivo è il signor Hyde.
Lo so che la sonorità suggerisce il contrario (ai madrelingua indoeuropei: forse la durezza della K, o il contenuto “kill”, contrapposti alla morbidezza dell’H e della D), ma a volte uno i libri se li può anche leggere.
O forse hanno voluto suggerire che il programma si propone come graffiante, ma i propositi (i “dietro le quinte della tv”) sono molto più i gossip e le autocelebrazioni, le autopromozioni e la solita indulgente autoreferenzialità della tv che parla di sé stessa (“la tv come finestra sulla tv”), più che la critica.

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venerdì, 05 febbraio 2010

 

Matita rossa e blu

Sull’homepage dell’Ansa attualmente on line (in questo momento che scrivo, quindi quando leggerete probabilmente non più), c’è il titoletto “Capello degrada il fedigrafo Terry”.
“Fedifrago” (cioè chi rompe la fiducia) è una cosa; il “fedigrafo” a me fa venire in mente chi incide le date all’interno delle fedi nuziali, ma come parola ancora non esiste (tant’è che nell’articolo non viene usata né l’una né l’altra).
Possibile che chi scrive per l’Ansa faccia di questi banali errori di battitura e non li controlli (di fatto facendo fare brutta figura alla stessa Ansa)? O è possibile invece che chi l’ha scritto non conosca bene la parola e sia convinto che vada bene così? E nessuno controlla?
Quanto mi mancano i controllori di bozze…!

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Ritardati

Un’altra categorie di persone che godono della mia avversione è quella di coloro che quando sono in ritardo, chiamati al telefono, mentono sull’entità del ritardo stesso: “sto arrivando”, “sto parcheggiando”, “sono all’incrocio”, ecc. e invece sono dall’altra parte della città, ancora nel salotto di casa, e non arriveranno tra “cinque/dieci minuti”, ma tra più di mezz’ora/un’ora (lamentandosi del traffico anche se sono le quattro di domenica mattina, o inventando altre balle inverosimili).
Un po’ come fanno le ferrovie italiane quando quarantacinque minuti dopo l’orario previsto hanno ancora sui tabelloni un ritardo di 10 minuti.

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giovedì, 04 febbraio 2010

 

Il libro di ricette di liczin (1)

Per la preparazione de “Il libro di ricette di liczin (un tot di ricette che non si trovano facilmente negli altri libri)” comincio ad appuntarmi qui:
 
Involtini Nord-Sud (metà del lavoro del ricettista è nell’inventarsi il nome del piatto)
 
Prendete delle mozzarelline di bufala campana dop più fresche possibile del diametro di 3/4 centimetri (qualcuno le chiama “ovoline”, ma sul vocabolario non c’è), dividetele a metà.
Prendete del buon speck altoatesino, possibilmente artigianale, e arrotolatene una striscia intorno alla mezza mozzarellina.
Mangiate il tutto.
Buono eh?
 
Ora qui sotto poi si può aggiungere un qualsiasi sproloquio sull’incontro fra la freschezza mediterranea della mozzarellina e il sapore rustico delle alpi, magari ricorrendo a termini astratti e misteriosi in modo che nessuno capisca che in fondo non c’è molto da dire (come fanno i critici d’arte per esempio). Però il fatto è che se arrotolate del buon speck intorno a un pezzo di formaggio (quasi qualunque formaggio, quello che avete in frigo) ci sta bene.
Per la prossima ricetta sto elaborando un buon titolo per le scaglie di parmigiano.

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mercoledì, 03 febbraio 2010

 

menu Modifica – Sostituisci tutto

Belle parole, inevitabilmente retoriche, di Berlusconi in Israele sulla shoah e le persecuzioni nazifasciste. Ora mi è venuto da chiedermi quanto dovremo aspettare per analoghi suoi discorsi su altri perseguitati dai nazifascisti: zingari e omosessuali per esempio.
Nel frattempo ci teniamo pregiudizi e barzellette.

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Viva viva il Presidente! (ad lib.)

Io sono così scalmanato che ho conservato il libro propagandistico di Berlusconi in occasione di qualche elezione fa. L’ho tenuto per tirarlo fuori poi (ora per esempio?) e coglierne le contraddizioni e cose del genere. (Per esempio mi ricordo delle foto con la moglie e la famiglia…)
Ora però non ho lo stomaco di riaprirlo (ricordo dove l’ho messo, e giro largo).
Figuriamoci se riesco a comprare “Noi amiamo Silvio” (così, per nome, in confidenza…), un libro fotografico che bizzarramente è pubblicizzato in televisione solo su Retequattro a soli 9,90 euro (SOLI?!).
Per piacere basta con queste ridicole pagliacciate che non si vedono neanche nelle più squallide dittature (davvero, elencate i paesi dove c’è un pari culto della personalità): fatelo santo ma lasciateci in pace.

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martedì, 02 febbraio 2010

 

Verso lo stadio

Il cartello indica la strada per i “tifosi ospiti” (non sta neanche a specificare che si tratta di calcio: di che altro si può mai trattare? polo…?). Non sia mai che pullman e auto dei tifosi ospiti incrocino quelle dei tifosi locali.
In Italia se io picchio un altro è colpa mia, ma se un tifoso picchia un altro tifoso è colpa di chi non gliel’ha impedito: c’è una sorta di inversione della responsabilità penale. Due tifoserie avverse a contatto producono violenza: è così, è un fenomeno naturale inarrestabile a cui ci si può solo rassegnare e cercare di mettere barriere insuperabili; non so se avete presente quando, dopo scontri da guerra, il servizio del telegiornale mostra che tra le due tifoserie c’era “solo questa rete”.
I tifosi in quanto tali (perché da “civili” sono come gli altri: trasformano il loro status giuridico quando assumono il ruolo “calcistico”) non sono responsabili delle loro azioni, sono considerati grossi idioti animaleschi privi di coscienza. Chissà come si incazzerebbero se fossero in grado di capirlo.

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lunedì, 01 febbraio 2010

 

Ancora vivi

Ad Haiti si estraggono persone ancora vive dalle macerie dopo tempi record. Ne trovano alcuni che ci vivono da vent’anni.

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sabato, 30 gennaio 2010

 

Horror vacui

Caro speaker radiofonico che parli e parli e continui a parlare sull’intro della canzone, non credere che non me ne accorga che moduli le perifrasi, aggiungi aggettivi, tagli, regoli la velocità in modo da smettere di parlare solo un attimo prima che entri la voce del cantante: ce ne accorgiamo. E tu forse la consideri una virtù, un pezzo di bravura, una tecnica virtuosistica, ma io no.
A me l’intro delle canzoni piace, credo faccia parte della canzone (pensa a Smoke on the water, o Satisfaction, o Where the streets have no name, o anche a Emozioni, per fare degli esempi), a volte ne è la parte migliore (penso a L’ombelico del mondo, per fare un titolo), e tu la consideri solo un tappetino per la tua voce, uno spazio vuoto da riempire (perché in radio i tempi morti sono il Male, e la musica senza parole secondo te è un vuoto).
Ecco, applicassi magari la stessa smania di riempimento pure alla tua cultura musicale…
Grazie.

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venerdì, 29 gennaio 2010

 

Semplificando

Magari quando vi parlano di semplificazione amministrativa siete di quelli che ci credono.
Magari quando vi dicono che le cose tramite internet si velocizzano pensate che sia vero.
Però se pensate che metà degli italiani non è su internet, che per avere rapporti con le amministrazioni non solo bisogna essere connessi a internet ma pure abilitati/registrati/ecc., magari vi rendete conto che a quel punto qualsiasi semplice foglio che prima un artigiano poteva riempire e spedire per raccomandata, ora va fatto tramite un professionista, il quale ovviamente deve avere i dati con anticipo ragionevole (quindi in pratica si anticipano le scadenze) e si fa pagare per il suo lavoro (quindi in pratica si istituiscono delle tasse improprie, si aumentano i costi delle imprese, specialmente quelle piccole).
Ecco, questo semplificando molto…

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giovedì, 28 gennaio 2010

 

Presi per il c…

Se, come la maggior parte degli italiani, vi informate tramite telegiornali, probabilmente non sapete che Formigoni sta prendendo in giro i lombardi. Fa campagna elettorale pur sapendo che non è rieleggibile.
Per legge infatti non si possono superare i due mandati come presidente della Regione.
Formigoni fa finta di niente, si arrampica sugli specchi con interpretazioni acrobatiche (ma palesemente inconsistenti) della legge (per cui la limitazione non varrebbe per il mandato in corso al momento dell’entrata in vigore della legge: come se un divieto di possedere armi nucleari fosse solo di non acquistarne di nuove, come se il divieto di esercitare l’avvocatura per un analfabeta valesse solo per chi diventa analfabeta successivamente).
Però intanto fa campagna, e quando gli diranno quello che sa già, che tutti sanno (saprebbero, se i telegiornali ne parlassero), ci scommetterei che si atteggerà a vittima, bersaglio di persecuzione e complotto.
Ci scommetto un euro.

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mercoledì, 27 gennaio 2010

 

Pretesti e bugie

Si parla di vietare il burqa (in Francia, ma all’idea è favorevole il nostro ministro Carfagna. sì, proprio “nostro ministro”… che roba…!).
Si suggerisce il pretesto del non mascheramento, di riconoscere le persone. Sarebbe anche giusto se non fosse un pretesto.
Il nostro ministro Carfagna (che roba…) ne fa un discorso di liberazione, di difesa dei diritti delle donne musulmane. Sarebbe giusto se oltre a non essere un pretesto non fosse pure controproducente: private del burqa saranno costrette a non uscire più di casa.

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martedì, 26 gennaio 2010

 

Primedonne sui cadaveri

Una casalinga convinta che la torta di mele la sa fare solo lei, e che parla della torta di mele della nuora (alle sue spalle). Bertolaso ad Haiti mi ha fatto questo effetto.
(Poi, vabbè, la nuora Clinton ha sentito e ha reagito, e il tintocrinito Frattini ha cercato di buttarla in boutade…)
Però ha ragione: come rimediamo ai disastri noi, nessuno al mondo. Abbiamo esperienza da
vendere, formata in una cultura di abusivismo, assenza di prevenzione, sfruttamento del territorio, ecc. che ci permette di affrontare come catastrofe qualsiasi acquazzone che altrove passerebbe inosservato.

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Un taglio

Al museo Metropolitan di New York una visitatrice, inciampando, ha provocato una lacerazione in una tela di Picasso.
Danno lieve.
Anche perché di quadri Picasso ne ha fatti così tanti che uno più uno meno…

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lunedì, 25 gennaio 2010

 

Mi riconosco

Ho visto un film di Woody Allen l’altra sera: “Basta che funzioni”.
Il protagonista è un trasandato signore di passata intelligenza, nevrotico, scontroso e brontolone, che ha da ridire su tutto, che odia i clichè, che esprime le sue critiche senza un briciolo di tatto verso la sensibilità altrui. Eppure ha amici e persone che gli vogliono bene (e uno si chiede quanto amore ci voglia loro per sopportarlo).
Non vi ricorda qualcuno?…

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domenica, 24 gennaio 2010

 

La dodicesima scatola

Sono giorni che mi lambicco il cervello.
Erano dodici: dieci tedesche e due francesi.
Due sono per l’archivio e rimarranno sigillate: una tedesca e una francese. Un’altra è per il mio uso: e siamo a tre.
Una per mia madre, due per G (di cui una per S), una per S.
Poi l’altra sera ne ho date tre: a G, a P e a E (che l’ha presa ma in realtà l’avevo portata per M, e vabbè…). E così siamo a dieci.
Un’altra, francese, la darò a M (visto che l’altra sera non le è toccata).
E la dodicesima?
Non riesco a ricordare che fine ha fatto la dodicesima scatola.
Finalmente mi è venuto in mente che potrei averla data a A, ma davvero non ricordo; e d’altra parte non posso chiederglielo (“te l’ho data? no? ah, benissimo!”).
 
nota: non so proprio cosa possa importare a voi di questa cosa, e quindi che senso abbia questo post, ma mi piaceva il titolo: mi pare molto evocativo…

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Punto due punti punto e virgola

amo la punteggiatura perché è la partitura della lingua scritta perché è importante benché usata sempre peggio è diventata una sorta di segno distintivo di chi scrive bene mettere bene le virgole e i punti e virgola è difficilissimo e come molte altre cose chi non ci riesce dice che non è importante e magari rimpiazza tutto con i puntini di sospensione che tra l’altro non sono più pratici della virgola e del punto e non chiariscono il senso delle frasi come sono correlate e tanto per fare un esempio non specificano gli incisi o le subordinazioni appiattiscono così il periodare in una linea indistinta che è chiara sì a chi scrive perché ce l’ha in testa ma non a chi legge rompendo la funzione stessa della scrittura che è comunicazione dallo scrittore al lettore altro foss’anche se lo scrittore stesso in altro tempo come può succedere con un appunto e così capita di leggere per esempio lettere con un periodo che dura pagine e che mi piacerebbe di andare da chi le ha scritte per fargliele leggere ad alta voce prendendo respiro solo alla punteggiatura ché le virgole servono anche a questo a indicare con le pause e i ritmi e quasi la melodia della lingua in una sua espressività sonora che è indispensabile anche per capire trasmettere il senso

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sabato, 23 gennaio 2010

 

Eliminazione diretta

Anni fa ad una radio locale intercettata in macchina sentii i progressi di un torneo a eliminazione diretta per individuare “il cattivo più cattivo” tramite le telefonate degli ascoltatori. La cosa, fatta da due ragazzi in un qualche studio (cioè stanza in affitto) di periferia, mischiando Stalin e Gargamella, mi parve molto divertente.
Veder fare la stessa cosa l’altra sera alla Rai (anche se in realtà ho visto solo i promo), per nominare “l’italiano più grande”, mischiando Battisti e Garibaldi, Marconi e la Carrà, mi ha fatto schifo: l’ho trovato insultante.
E magari i diritti a quei ragazzi della radio non glieli hanno neanche pagati.

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I soliti sospetti

Pare che Marchionne abbia dichiarato che la Tav è fondamentale. L’ho letto sulla Stampa, che alla Fiat è parecchio vicina. (Perché poi Tav, treno ad alta velocità, sia considerato femminile… chissà)
Io quando l’amministratore delegato di una casa automobilistica parla di una ferrovia, mi insospettisco.

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liczin | 00:29 | commenti (4)

venerdì, 22 gennaio 2010

 

Mi guardo intorno e vedo il mondo

Giorni fa Sofri (che stimo) sul suo blog (che seguo) criticava i cattivi doppiaggi (giustamente) dicendo però testualmente: “mi chiedo con quale coraggio l’industria del cinema pretenda di convincere gli spettatori sempre più avvezzi all’inglese ad andare nelle sale piuttosto che scaricarsi le assai più nobili versioni originali.”
Ora, il Sofri è uno che fa le citazioni direttamente in americano e linka i siti in inglese, evidentemente frequenta persone come lui nel suo salotto e non ha idea di quanti italiani parlino inglese come madrelingua, leggano l’inglese (o americano, ché non sono esattamente la stessa cosa) cogliendo le sfumature letterarie, capiscano con finezza un intero film in lingua originale meglio di quanto renda un doppiaggio mediocre.
Se magari ogni tanto uscisse dal suo salotto e visitasse l’Italia…

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