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mercoledì, 14 luglio 2010  

Accetto suggerimenti

È luglio, e questo è un segno chiaro che agosto è vicino, e come gli anni scorsi vorrei fare il post “greatest hits” della stagione. Solo che sono troppo spallato per mettermi lì a leggere tutti i post di un anno per sceglierne 31; se almeno i miei lettori mi aiutassero…
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Troppi re

Che poi “re dello swing” era Lelio Luttazzi, ma anche Nicola Arigliano.
E allora Natalino Otto?
Cos’è? l’ultimo che muore ha ragione? <!–

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martedì, 13 luglio 2010

 

Calembour?

Ma secondo voi nella pubblicità della “Magnesia bisurata San Pellegrino” (una purga) il gioco di parole “gli italiani sanno sempre a che santo votarsi” è voluto o involontario?
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lunedì, 12 luglio 2010

 

Ri-riforme

Io se andassi al governo farei una riforma del codice della strada, inasprendo sanzioni, imponendo, disponendo, ordinando, e l’annuncerei usando l’usuale espressione “tolleranza zero” verso questo e verso quello. E così risolverei tutti quei problemi di sicurezza sulle strade che sono già stati risolti due anni prima e saranno di nuovo risolti dopo due anni (perché in Italia uno può stare al governo vent’anni vantandosi di risolvere problemi e può continuare a farlo, sempre con gli stessi problemi).
Nessuno mai si alza e gli chiede “questa nuova riforma è l’ammissione che quella che avete fatto voi stessi un paio d’anni fa era inutile propaganda?” e “pensa che sia una riforma fatta bene o fra due anni sarà da rifare da capo?” e “se le riforme di cui vi vantate sono tutte così non sarebbe meglio se smetteste?”
In Italia nessuno mai si alza e si fa delle domande, le stesse di due anni prima.
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Milioni di litri e millimetri

Le notizie passano nelle pagine interne, ma intanto si parla di 60mila barili al giorno di petrolio greggio che esce dal fondo del Golfo del Messico. La BP ha tolto un “tappo” che intercettava 15mila barili per metterne uno che ne intercetta 25mila.
Cioè in questi giorni ne uscivano 45mila barili al giorno, ora per circa una settimana diventeranno 60mila, poi saranno 35mila barili al giorno.
Un “barile”, non tutti lo sanno, è pari a circa 159 litri.
35mila barili (la quantità che si cerca di raggiungere, il minimo quando il “rimedio” sarà a regime) sono 5 milioni e mezzo di litri. Una piscina di 50 metri per 20 profonda 3 metri contiene 3000 litri; quindi 5 milioni e mezzo di litri al giorno sono una piscina e un quarto al minuto. Nonostante il tentativo di dare dei parametri familiari è una quantità che supera la nostra immaginazione.
Ogni giorno.
Per chissà quanto tempo.
Non so se avete mai visto dal vero un pesce pagliaccio, o un nudibranco, o un pesce angelo. Magari potete confrontare le dimensioni delle loro branchie.
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domenica, 11 luglio 2010

 

Vendere cosa a chi

La pubblicità cerca di vendere qualcosa a qualcuno, è ovvio; in genere il cosa è chiaro a tutti (un certo caffè, una spazzola, un detersivo, un’auto), a volte per capire chi è il destinatario bisogna essere un po’ più smaliziati (alle casalinghe, ai pensionati che si sentono ancora giovani, a chi si vergogna di portare la dentiera, a chi vorrebbe conquistare le donne, ecc.).
Per esempio io ho capito a chi era rivolta la pubblicità “Brava Giovanna” (quella con due belle sventolone che verniciano una ringhiera) quando ho visto un filmato porno che cominciava con una bella sventolona vestita da cameriera in minigonna, che sistemava le tende in cima ad una scala (prima mi mancavano i riferimenti culturali e mi lasciava semplicemente perplesso, poi ho capito che si rivolgeva a tecnici maschi pornoconoscitori).
C’è però una categoria di pubblicità in cui applicare questa ricerca del “cosa a chi” diventa più difficile e sottile: le pubblicità istituzionali.
Per esempio ho visto uno spot per convincere i ragazzi a leggere. Uno spot triste e lento, con dei ragazzi a buttarsi l’un l’altro un libro come se fosse una palla, e slogan fiacchi. Evidentemente non era rivolto ai ragazzi, e non stava pubblicizzando la lettura. La mia ipotesi è che fosse rivolto alle persone di una certa età (il ritmo blando era da settantenni), e che stesse vendendo il prodotto “avete visto come è bravo il governo che promuove la lettura presso i giovani?”
Giorni fa al telegiornale parlavano di uno spot che promuove il turismo in Italia, con immagini di bellezze paesaggistiche italiane poco conosciute (e mostravano cose come piazza San Marco a Venezia, il Colosseo, cose così… per pochi conoscitori) e – eccezionalmente, per la prima volta nella storia – con la voce fuori campo del Presidente del Consiglio. Urca!
Vabbè, mi sono detto, che gliene frega della voce di Berlusconi agli stranieri? Sarà uno spot promozionale per gli elettori italiani all’estero? Macché, la giornalista ha chiarito che lo spot è destinato agli italiani, per il mercato turistico interno. Ah, quindi noi italiani in Italia ci sorbiremo lo spot in cui un noto uomo politico ci dice quant’è bella l’Italia mostrandoci mari e montagne: la “clip long-version” del suo vecchio slogan elettorale “L’Italia è il paese che io amo”.
A me è parso chiaro che sia un’autopromozione elettorale a spese del contribuente, che guarda caso riprende la frase della sua entrata in politica (le buone idee non si buttano mai via).
Ma io sono il solito malizioso.
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sabato, 10 luglio 2010

 

Tonni

Eravamo nel sud dell’Egitto: entriamo in acqua e mentre ci stiamo mettendo le pinne (l’acqua ci arriva al petto) la mia compare fa “oh, cos’è?” Guardo sotto la superficie e vedo due tonnetti di un po’ meno di un metro e un piccolo barracuda che le girano intorno e poi si allontanano: uno dei tonnetti l’aveva urtata ad una gamba.
Questo mi è venuto in mente quando ho pensato a scrivere qui che da quando so che i tonni vengono inscatolati molte tonnellate più veloci di quanto si riproducano, ne mangio davvero pochissimo.
E mi è venuta in mente una cosa che ho letto molti anni fa (penso sulla Settimana Enigmistica) per cui se vogliamo contare tutti i cinesi facendoli passare in fila per otto da un contatore, non finiremmo mai, dato che il tasso di riproduzione demografica è superiore (supponendo che ‘sti cinesi pure in fila per otto continuino a copulare e riprodursi).
Sono pensieri svagati da afa estiva, pensando che i tonni sono anche dei pesci.

PS: Mi pare sia di Woody Allen: siamo andati con Hemingway a pescare tonni e io ne ho prese tre scatolette.
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venerdì, 09 luglio 2010

 

Milioni

A vedere la televisione (e non da ora) gli italiani d’estate vanno in vacanza.
Di quelli che non ci vanno si parla di rado, con pudore. L’ho visto ieri in una trasmissione all’ora di pranzo: la lettera di una signora che non si poteva permettere una vacanza (la cui identità è stata protetta come se fosse stata malata) è stata letta con accenti deamicisiani: il non andare in vacanza in televisione è una vergogna, una menomazione imbarazzante.
È il risultato di decenni di propaganda, per cui chi non va in vacanza si sente solo, disgraziato, quasi colpevole.
Non ricordo chi disse che un discorso rivoluzionario è “contatevi”.
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mercoledì, 07 luglio 2010

 

TeleTu (ex Tele2, Opitel s.p.a., gruppo Vodafone)

Finché non ci sono problemi, tutto ok.
Quando c’è un problema cominciano a prendervi per il culo.
Per quaranta giorni non ho avuto servizio: a fare il numero mi rispondeva una registrazione che mi diceva che “non ero abilitato” (e il problema era tutto solo loro, perché col 1033 telefonavo da Telecom tranquillamente). Ho chiamato il numero verde innumerevoli volte, almeno due/tre volte alla settimana, per sollecitare la soluzione. Ho parlato sempre con ragazzi del call center la cui funzione chiaramente non è di fare da interfaccia fra cliente e azienda (come dovrebbe essere) ma al contrario di bloccare qualsiasi comunicazione: hanno il compito di tener buono il cliente, tenerlo buono, senza dargli alcuna risposta (“provvederemo”, “ho inoltrato la richiesta”, “ho sollecitato la segnalazione”, “sì, vedo tutte le sue segnalazioni, ma la segnalazione è aperta, ci staranno lavorando”, “guardi, noi qui di più non possiamo fare. – E come posso parlare con qualcuno di livello superiore? – Non si può: provi a mandare un fax, a volte chiamano loro.”).
Dopo un mese esatto mi ha chiamato il servizio fatturazione, che si è accorto che non aveva niente da fatturarmi (toh, non ho servizio) e finalmente, sulla segnalazione interna, mi hanno mandato per sms un numero di pratica.
Dopo un giorno mi è arrivato un altro sms, con l’annuncio che il problema era risolto e la pratica chiusa, ma non era vero niente. Nuove telefonate al numero verde (“Mah, si vede che il servizio sarà ripristinato da un momento all’altro”, “Guardi che l’sms parla al passato, di una cosa risolta.”, “Mah, sarà questione di ore”). Alla fine non mi ci arrabbiavo neanche più.
Mi è arrivato un altro sms con un numero di pratica, e infine stamattina un altro sms di “problema risolto”; il tizio del servizio tecnico mi ha chiamato, ed effettivamente oggi il telefono funziona di nuovo.
Alla buon’ora! Dopo un mese e mezzo!…
“Guardi che la segnalazione è di ieri: noi siamo perfettamente nei tempi contrattuali.” (A sentire questo l’avrei mangiato.)
A questo punto, risolto il lato tecnico, parte la questione legale (nonché il passaggio ad altro gestore, nonché la partenza di un passaparola negativo di cui questo post fa parte).
TeleTu (ex Tele Due, della Opitel spa) prende per il culo i clienti. Spero che fallisca.
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martedì, 06 luglio 2010

 

Il genere sbagliato

Da qualche giorno mi rigiro in testa un personaggio per un dramma (da ragazzo pensavo al teatro, e qualcosa mi dev’essere rimasto): un uomo potente, tipo un re, che finisce per essere circondato solo da yes-man, da parassiti, da leccaculo che gli dànno sempre ragione, che ridono alle sue battute, che trovano intelligenti le sue osservazioni, che lo assecondano in tutto. Questo personaggio si convince davvero di essere intelligente e spiritoso, e comincia a credere che quel bozzolo di ipocrisia sia il mondo, e che i rumori stridenti che vengono da fuori, che quelli che non ridono alle sue squallide battute da ignorante arricchito siano davvero perfidi e invidiosi (come gli dicono i suoi cortigiani).
Ecco, un personaggio così, magari quando qualche dubbio gli viene, è un personaggio drammatico ai limiti della tragedia.
Solo che a scriverci sopra un dramma, in Italia e adesso, sembrerebbe satira politica.
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lunedì, 05 luglio 2010

 

Meriggiare palloso

Pomeriggio domenicale noioso e canicolare in famiglia, davanti al televisore un po’ tutti si assopiscono.
Resistiamo al sonno solo io e mia madre: io perché ho dormito fino alle undici, mia madre per un’antica passione per Gregory Peck, di cui stiamo vedendo un film noiosissimo. Così noioso che a un certo punto guardo l’orologio, sono le quattro, e quando rialzo la testa anche lui ha il capo poggiato sulla scrivania: si è addormentato pure Gregory Peck.
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domenica, 04 luglio 2010

 

Velocità e progresso

Io avevo un computer con processore 486dx e 200 MB di hard disk (roba che adesso neanche un accendino usa e getta) ed era così lento che per accendersi ci metteva almeno cinque interminabili minuti.
Adesso uso un computer migliaia di volte più veloce e potente, con due hard disk da una marea di Gigabytes, ed è così veloce che per accendersi e fare tutte le diagnostiche, aprire i file e gli antivirus, disporre chissacché, pensare chissà cosa ed essere pronto a lavorare ci mette appena un quarto d’ora.
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sabato, 03 luglio 2010

 

Più realisti della res

I giochi per computer stanno raggiungendo un grado di realismo davvero impressionante.
Mio cugino ne ha uno così realistico che se guardi un altro che fa surf ti trovi la salsedine nei capelli, e prima di fare gli esercizi ginnici devi cambiarti nello spogliatoio e senti davvero puzzo di sudore.
L’altro giorno voleva farmi provare il tennis, ma il gioco è così realistico che per arrivarci devi fare prima mezz’ora di simulatore di guida. E mentre eravamo lì bloccati in una simulazione di ingorgo ci siamo accorti che c’era una simulazione di ruota bucata, e ci siamo dovuti mettere lì a cambiare il pneumatico. Poi abbiamo simulato di arrivare al circolo del tennis e che non ce lo potevamo permettere. Allora abbiamo ripiegato sul campetto parrocchiale, ma per quell’ora lì era occupato.
Allora abbiamo cambiato idea, abbiamo rifatto mezz’ora di simulazione di guida per andare al bowling; ma il realismo era così perfetto che non ci hanno fatto giocare perché non avevamo le scarpe adatte.
Così mi sono buttato su un vecchio classico: con cinquantadue periferiche ultrapiatte ho simulato un solitario con le carte spettacolare. Sembrava davvero di maneggiare le vecchie carte un po’ unte di mio nonno, la sensazione tattile, il fruscio, gli effetti, tutto era di un realismo fantastico.
Se mio cugino non mi avesse spergiurato che erano una simulazione digitale avrei giurato di stare giocando davvero con delle vecchie carte.
Eh, questi dei computer sono dei maghi!
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venerdì, 02 luglio 2010

 

Brutte notizie nascoste

Non ce n’è traccia sui maggiori giornali e telegiornali, ma più o meno per caso sono venuto a sapere che venti chilometri di costa di Mar Rosso, all’altezza di Hurghada, sono inquinate da una quindicina di giorni da un’ondata di petrolio (fonti abbastanza credibili sono dei lanci Reuters).
C’è chi teme una perdita da una delle 188 piattaforme della zona (centoottantotto!), il governo egiziano (che ha tutto l’interesse turistico a minimizzare la cosa) dice che è solo il lavaggio delle stive di una petroliera.
Chiunque abbia messo gli occhi sotto il pelo dell’acqua da quelle parti non può che prendere questa notizia come un lutto.
Dire tristezza non rende l’idea.
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Fatti di privati (e viceversa)

Per difendere la privacy, per impedire che vadano sui giornali cose private, vietano le intercettazioni telefoniche da parte della magistratura.
Se un giorno qualcuno pubblica la cartella clinica di un “vip”, poi vietano le tac.
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Le buone notizie ai tempi del colera

La tecnica è dire prima una versione peggiore, così poi sembra una cosa buona.
Per esempio prima mi dite che andrò in pensione a centotredici anni, poi vi correggete e dite “macché centrotredici!… solamente centodue!” e io sono contento e tranquillizzato.
Per esempio prima ci dite che un potente uomo politico ha fatto affari con la mafia ed è condannato per questo a nove anni di reclusione, poi ci dite “macché, non è vero! Sono sette anni!” e tutti siamo contenti e tranquillizzati.
In fondo basta poco per dare buone notizie.
(“Macché un’ora di vita! Scherzavo! Due giorni!” “Ah, che sollievo!”)
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giovedì, 01 luglio 2010

 

Crematemi (da morto)

Dice che è contraria alla cremazione perché è cattolica, e allora crede alla resurrezione dei corpi, e allora se uno c’ha il corpo che è un mucchietto di cenere come fa?
Già, come fa?
Mah, a parte che dovrebbe confidare che il suo Dio dovrebbe trovare una buona soluzione; a parte che se la “resurrezione” non è particolarmente urgente quel giorno il suo cadavere non sarà molto diverso da un mucchietto di cenere; a parte che dovrebbe suonarle familiare “polvere eri e polvere ritornerai”. A parte tutto ciò, il giorno che resusciteranno i corpi, l’interno di una cassa sigillata due metri sotto terra è l’ultimo posto dove vorrei essere.
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mercoledì, 30 giugno 2010

 

Dobbiamo valutare la tua umanità

Li chiamano Captcha.
Per dimostrare la tua umanità, che non sei un robot, devi trascrivere una parolina contorta, o cliccare in un cerchietto incompleto, cose del genere.
Sarà meno pratico e veloce, e più inquietante, ma io preferivo il test Voight-Kampff.
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martedì, 29 giugno 2010

 

Io non sono Dell’Utri

Piano piano, a forza di esclusioni, finirete col capire la mia identità. Per esempio oggi dico che non sono Marcello Dell’Utri.
Perché l’onorevole dell’Utri oggi ha ribadito che per lui il mafioso Mangano è un eroe perché non ha fatto il suo nome per evitare il carcere. Io uno così tutt’al più lo definirei “uomo d’onore” (con le virgolette). Per me un mafioso (e quindi un criminale) non può mai essere un eroe.
 
Farò il caso di Frank Gusenberg.
Era un mafioso, un criminale, uno che sparava, uno che faceva parte della banda di Bugs Moran (zona Near North, Chicago, Illinois).
Il 14 febbraio 1929 sopravvisse qualche ora al cosiddetto massacro di San Valentino con ventidue pallottole in corpo; pare che le sue ultime parole siano state “non è stato nessuno, nessuno mi ha sparato”. (E in effetti sebbene tutti sapessero che era stato Capone, nessuno è mai stato condannato per quella strage.)
Chissà se Dell’Utri uno così lo definirebbe un eroe.
Per me è un criminale omertoso che copre altri assassini.
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lunedì, 28 giugno 2010

 

Al giornalista sportivo (poco)

Sbaglia la punta (che goal mangiato!)
Sbaglia il cittì (chi a casa ha lasciato!)
Sbaglia il terzino (che autogoal!)
Sbaglia il portiere (che paperò!)
Sbaglia il pallone (che troppo vola)
E sbaglia l’arbitro (senza moviola)
E sui giornali, le radio, la Rai
sol chi commenta non sbaglia mai.
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domenica, 27 giugno 2010

 

Il resto me lo tengo

Va detto che quando i calciatori hanno promesso di cedere parte di premi all’anniversario dell’Unità della nazione almeno dovevano ancora perderli.
L’onorevole neoministro Brancher ha eroicamente rinunciato al legittimo impedimento solo quando è stato ben chiaro che non ne aveva diritto.
Come anche Clemente Mastella ha annunciato che avrebbe devoluto in beneficienza i compensi per l’Isola dei Famosi solo quando è stato ufficiale che non la farà.
Questa cosa di annunciare la rinuncia a cose che non si hanno è molto bella.
Anch’io ho deciso di rinunciare all’Oscar ™ alla carriera che non mi hanno assegnato, di devolvere per progetti nei paesi poveri l’intero importo del Nobel per la Pace che non mi hanno dato, e anche all’Accademia della Crusca quello per la Letteratura che hanno dato ad altri. E già che ci sono cedo anche tutte le lotterie che non ho vinto per la ricerca medica.
Quello che non ho lo do con grande generosità.
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sabato, 26 giugno 2010

 

Pubblicità

Il banner pubblicitario mostra da una parte un giovanotto bolso (“prima”), dall’altra lo stesso giovanotto ma con un corpo asciutto e muscoloso (“dopo”). La scritta urla “Da così a così in sole due settimane!”
Non c’è da vantarsi.
Conosco gente più veloce a fare i fotoritocchi.
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venerdì, 25 giugno 2010

 

Ex-nerd

In queste sere mi sto sparando a striscia uno dietro l’altro gli episodi di un telefilm (“The Big Bang Theory”, per vostra curiosità) che un mio amico mi ha procurato (in dvx del tutto illegali, il che mi espone alle indagini della polizia postale, ovviamente, ma questo post potrebbe essere frutto di elaborazione artistica e quindi non costituisce confessione. Spero.).
Sono telefilm divertenti, e poi parlano di “geek” (che quando io ero ragazzo si chiamavano “nerd” e io sono un nerd invecchiato. I “geek”, che qualcuno traduce imprecisamente con “secchioni”, sono ragazzi disadatti alla vita sociale, goffi, imbranati con l’altro sesso, con bizzarri hobby cervellotici però molto intelligenti e con una ampia cultura enciclopedica, soprattutto scientifica e tecnologica; quando ero ragazzo la definizione di “nerd” si fermava subito prima del “però”).
E insomma con questi telefilm per la prima stagione tutto ok.
Per la seconda stagione i file dei diversi episodi non hanno nomi ordinati alfabeticamente, cosicché mi trovo a vedere eventi in ordine cronologico sparso e questo (benché si tratti di episodi conclusi in sé e non di puntate di una narrazione, ma pure non interscambiabili perché fanno riferimento ad avvenimenti precedenti) scombussola il mio equilibrio mentale. Tanto da scrivere un post come questo.
Quindi se fate un dvd con gli episodi di un telefilm abbiate cura di rinominarne i file con “01”, “02”, ecc. (e non dimenticate lo zero, altrimenti si vede il 10 prima del 2).
 
PS: in due anni tre dei quattro “geek” protagonisti (la cui paradossale difficoltà di rapporto con le ragazze fa parte del personaggio) hanno fatto sesso con due donne ciascuno. Un ritmo che io a quell’età avrei definito “frenetico”.
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Ricchi e poveri

Ma di che ci lamentiamo se le nostre retribuzioni continuano a crescere più dell’inflazione?
In effetti è un mistero. Questo dato Istat l’ho sentito di nuovo oggi oltre che qualche settimana fa, quindi dev’essere vero (da quando i telegiornali travisano le statistiche?).
E allora mi sono applicato a questo mistero con l’unico altro dato del cartello del telegiornale (non direte che non mi sono documentato): l’occupazione è scesa ancora.
Uhm, mi sono messo a pensare su questi due dati (mumble mumble) e ho pensato questo esempio: prendiamo un campione di due tizi (Aldo e Bice) che guadagnano mediamente mille euro (Aldo 1500 e Bice 500) e licenziamo uno dei due (Bice): avremo un’occupazione minore ma una maggiore retribuzione media (Bice esce dal numero quindi la media diventa 1500).
Allora forse la notizia è questa: gli operai perdono il lavoro e i dirigenti no.
A volte capire i telegiornali è così faticoso…!
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giovedì, 24 giugno 2010

 

Taccio

Un’eccezione può essere quella volta con una ragazza straniera (a occhio e croce americana) davanti al chiosco delle fototessera, mentre aspettavamo che uscissero le foto: scambiammo due parole e la cosa finì lì. Oppure con quella tizia nella lavanderia a gettone, in vacanza, con cui chiacchierammo un po’ e lei studiava cinese; poi mi sono pentito di non averla invitata al ristorante cinese con la scusa che poteva leggere il menu (o un qualche altro evidente pretesto). Sono due casi in cui mi sono pentito per cose che non ho detto.
Ma in generale tendo a pentirmi di più per cose che dico, che una volta dette sono dette e la frittata è fatta.
Così ormai ho imparato che se ho il minimo dubbio se dire una cosa faccio bene a stare zitto, e siccome sono un tipo dubbioso finisce che sto zitto sempre.
Non sono di grande compagnia.
Ma difficilmente me ne pento.
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mercoledì, 23 giugno 2010

 

Insistere per esistere

Ma la Padania esiste o no?
Supponiamo che io vi chieda se esiste la Sfrizzondia. Voi direte di no (dopo aver controllato su wikipedia, ovviamente).
Poi comincio a chiamare regolarmente Sfrizzondia un’area che comprende casa mia, l’edicola, l’ufficio postale, una gelateria, un collegio per fotomodelle, parte di una nazione europea e alcuni ruscelli di montagna nonché una spiaggia tropicale. A quel punto lo insegno ai miei amici, e poi un mio amico che ha un giornale comincia a chiamarla così, e poi un amico che ha una televisione comincia a chiamarla così nei telegiornali, e poi un amico che ha un locale organizza “Miss Sfrizzondia” e l’amico con la televisione trasmette l’elezione, e poi un amico scrive “Sfrizzondia” in tutti i cartelli stradali, e così via (l’amico è sempre lo stesso anche se sembrano tanti, e lo fa per sua convenienza).
E poi chiedete a uno per la strada se esiste la Sfrizzondia, e quello guarda in basso, fa tap tap col piede, e ti dice “ti pare che non esista? Ma sei scemo?”
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martedì, 22 giugno 2010

 

Chiacchiere

La conduttrice televisiva è ciarliera, e butta lì un inciso “tra l’altro è uscita da poco una nuova traduzione, molto bella”.
Si parla di Dostoevskij.
La bontà di una traduzione viaggia su due gambe: una è la qualità della prosa nella lingua d’arrivo (in questo caso l’italiano), l’altra è la fedeltà e l’aderenza all’originale (in questo caso il russo). Quindi per giudicare la traduzione la conduttrice deve conoscere come una madrelingua il russo della seconda metà dell’Ottocento, per cogliere la resa delle espressioni nelle sfumature più sottili (si parla di Dostoevskij, mica delle istruzioni del tetris).
Oppure chiacchiera superficialmente per sentito dire.
Io farei così (e lo faccio spesso).
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lunedì, 21 giugno 2010

 

Distrazioni

Tre senatori del PdL, primo fra loro Paolo Tancredi, hanno proposto al Parlamento di riaprire i termini del condono edilizio (emanato da un precedente governo Berlusconi), anche per le aree protette, anche per le pratiche respinte dai precedenti condoni, sospendendo le sanzioni penali e amministrative anche per sentenze passate in giudicato.
L’opposizione è insorta e allora l’onorevole Tancredi ha detto che ritirerà la proposta (evidentemente è uno che firma distrattamente), il governo ha detto che non l’appoggerà.
Analoga storia per una riapertura del condono fiscale (di un precedente governo Berlusconi), analoga firma distratta del Tancredi, analoga insurrezione dell’opposizione, analoga retromarcia del firmatario e dei suo compagni di partito e di maggioranza.
Il PdL nega di avere allo studio condoni, e che casomai…
Questo mi ricorda quando i calciatori sono dichiarati “incedibili”: tempo due settimane e cambiano maglia.
(Nuovi condoni del genere sono impensabili, almeno se la nazionale di calcio non arriva almeno in semifinale.)
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La palla

“La palla è mia e se non vinco me ne vado.”
La proposta della Fiat per Pomigliano suona più o meno così.
Gli altri bambini possono scegliere se accettare (e perdere) oppure rifiutare (e perdere).
Bisognerebbe che gli altri bambini fossero compatti nel rifiutare tutti insieme, e costringere il padrone del pallone ad accettare le regole, se vuole giocare; ma in tutto il mondo qualche bambino abbastanza disperato da accettare di perdere si trova sempre.
E allora pèrdono tutti.
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domenica, 20 giugno 2010

 

Sim Siti

Consultando il sito web ufficiale del Governo Italiano ho notato che la striscia in calce ha i seguenti link:
Informazioni generali sul sito

 
Laddove “siti archeologici” manda ai precedenti siti web del governo… una battuta di spirito?
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