pagina 60

venerdì, 16 novembre 2007  

Titoli e coro

Dopo un paio di mesi di esperienza posso dire che tenere un blog non è questo granché. La cosa più divertente è trovare i titoli per i post. Ci sono post di cui dovrei pubblicare solo il titolo, così, senza testo. E forse lo farò.

Per oggi butto lì, ammonticchiati, diversi post oziosi che ho accumulato nel file “appunti”.

 

Coro greco: “e parecchi col coro greco!”

martedì, 13 novembre 2007

 

Pensierini

In progressione: un agente uccide un ragazzo, un questore combina un pasticcio mediatico, giornalisti e media non sono responsabili delle notizie che dànno (e, come d’uso, nemmeno di come le dànno), tifosi incendiano e devastano (e, come d’uso, non sono responsabili delle loro azioni).

 

Il poliziotto.

Tra le cose che ci ha insegnato il cinema americano una delle più chiare è che se uno è buono può ammazzare quante persone vuole, rimane sempre buono.

Uno aspetta per una vita l’occasione di essere celebrato come un eroe dalla mira infallibile e poi si ritrova incriminato per omicidio.

E far causa a Hollywood?

 

Il questore.

Prima di tutto difendere i propri uomini. Vediamo un po’… “c’era una rissa da sedare…” non regge, ha sparato da trenta metri “un incidente, ha sparato in aria e il colpo è stato deviato…” insostenibile, il calcinaccio volante, e poi l’hanno già usato… “stava correndo con la pistola in mano…” e chi l’ha addestrato? Bisogna trovare una storia…

 

Il giornalista

Un poliziotto ammazza per sbaglio un automobilista? Non è granché. L’automobilista almeno era ubriaco? Ora vanno abbastanza. No? C’erano almeno rumeni nel mezzo? Neanche rumeni?

Ah, era un tifoso? Allora va bene, qualcosa ne tiriamo fuori!

 

Il tifoso

polizia pistola spara tifoso morto distruggi distruggi distruggi!

 

Il politico

Cosa mi conviene dire?

lunedì, 12 novembre 2007

 

Calcio, piombo e altri elementi

L’argomento del giorno è la morte del ragazzo romano all’autogrill, argomento però liquidato in cinque minuti: solito teatrino in televisione e sui giornali, che dicono sempre le stesse frasi con le stesse facce e le stesse parole, e dopo una settimana o un mese è tutto come prima. Ci vorrebbe un coraggioso che confessasse che in fondo di un morto ogni tanto all’industria del calcio non gliene frega granché, ma com’è ovvio non si dice. (vedi alla voce “ipocriti”)

La tesi qui al liczin è: il malessere della società si riversa nel calcio, con i tifosi che sono insoddisfatti delle istituzioni e del governo e che quindi sono ostili alla polizia; i poliziotti sono sottopagati e non si sentono protetti dal governo; con un episodio del genere il ministro degli interni si dovrebbe dimettere subito (chiosa di Formica: “e Scajola dopo Genova/Diaz/Bolzaneto che avrebbe dovuto fare?”). (archiviare alla voce “piove, governo ladro”)

Va da sé che il discorso è poi scivolato sul rumeno che ha investito sei persone e i campi nomadi, come sempre in questo periodo.

Però passata l’onda emotiva ed entrando nei particolari dell’episodio tutti hanno giudicato incredibile la reazione del poliziotto.

In effetti anche a me pare che il fatto non sia da rubricare alla voce “morti per calcio” bensì a “violenza per futili motivi” e “poliziotto inadatto” (male scelto e/o male addestrato), o più genericamente “armi letali in mani sbagliate”. Ma si tratta di un giudizio affrettato e basato su una superficiale conoscenza dei fatti (come la quasi totalità dei giudizi che si sentono, del resto).

venerdì, 09 novembre 2007

 

Astrologia Liczin

Tanto per sprecare attività cerebrale ci siamo messi ad inventare i nostri segni.

Io ho deciso che sono Orso, tendente Piombo, segno del giorno Lago.

Zinga ha scelto Ruota, tendente Binocolo, segno del giorno Sfera.

Indio si è proclamato Albero, tendente Delfino, segno del giorno Martello.

Algebra ha preferito Basilisco, tendente Finestra, segno del giorno Quadrato.

Nasica è Cassaforte, tendente Cintura, segno del giorno Bambù.

Formica è del segno della Formica (originale), tendente Trifoglio, segno del giorno Sogliola.

E così siamo arrivati a diciotto segni, ma prevediamo di farne almeno una quarantina, o sessantatre, o cento, si vedrà.

Ora ci manca di stabilire come si attribuiscono i diversi segni e a cosa corrispondono, poi siamo pronti per pubblicare libri, tenere rubriche su serissimi giornali, incassare denaro dagli allocchi.

giovedì, 08 novembre 2007

 

Nera vera

Così come il calcio anche la cronaca nera riempie molte chiacchiere al liczin: assassini, cadaveri, l’indiziato è il fidanzato, innocentisti e colpevolisti. I telegiornali ci aggiornano sulle macchie di sangue, il dna, gli alibi, gli indizi, e tutti si sentono il tenente Colombo. Ma i telefilm sono una cosa (quelli li guardo anch’io), i morti veri un’altra: erano persone vere, vivevano, con amici, familiari, affetti e dolori veri.

Anni fa un mio conoscente fu coinvolto in uno di questi casi di omicidio, ed ebbi occasione di leggere sui giornali una gran massa di sciocchezze: la vittima veniva dipinta come non era; il luogo del delitto veniva descritto in tutti i particolari, ma sbagliati; all’epoca i cattivi non erano più i marocchini e non erano ancora i rumeni, quindi si parlò di albanesi (che in realtà la Polizia non prese neanche in considerazione); si insinuava il sospetto che si trattasse di una storia di corna (che non era); si riportavano ipotesi e passi della Polizia, che la Polizia, lo sapevo dal mio amico, non faceva.

Poi rividi il caso riraccontato e sviscerato in un programma specializzato in casi veri di cronaca nera, e rividi (per pochi secondi, ma mi bastarono) le foto struggenti della vittima, pensai ai figli, al mio amico, mi venne da piangere e schifo e rabbia.

No, non seguo i casi di cronaca nera.

mercoledì, 07 novembre 2007

 

Montare un’emergenza

Prendiamo un argomento qualsiasi, diciamo i fulmini.

Un giorno qualcuno lancia il tema, nel giro di tre giorni tutti i telegiornali parlano di fulmini (per stare sulla notizia). Poi per un periodo non passa giorno che non si parli di una persona colpita da un fulmine (o sfiorata da un fulmine, o che si ricorda di un fulmine, o che è soprannominato “fulmine”, o che è amico della persona del giorno prima). Si parla di “emergenza fulmini”, si intervistano i testimoni, si interpellano “esperti”, si dice quanti fulmini cadono (un milione all’anno solo in Italia, miliardi nel mondo) si contano i morti (1000 all’anno, quasi 600 solo in Italia negli ultimi trent’anni), si tratteggia qualche struggente storia di vittime, bambini orfani e madri lacrimose (magari anche un aneddoto di Padre Pio). La gente intervistata per la strada dice “i fulmini sono un pericolo, io non sono tranquillo”. Ambientalisti dicono che è colpa del riscaldamento globale, un ex-ministro propone di cospargere l’Italia di parafulmini (poi un giornale avversario rivela che ha un fratello che produce parafulmini). Si pubblicano sondaggi che il 72% degli italiani ha paura dei fulmini (il 17% no, l’11% non sa). Si invocano leggi più severe, la gente non parla d’altro, i fulmini salgono al terzo posto tra le preoccupazioni degli italiani (dopo la linea e il prezzo della benzina), “il governo non ci protegge dai fulmini”, la sinistra si divide sui provvedimenti da prendere contro i fulmini; dichiarazioni sui fulmini di cantanti, medici, calciatori e ragazzi del Grande Fratello; si diffida dai parafulmini di produzione cinese; si presentano sette disegni di legge, si fa un decreto-antifulmine; un sondaggio ci dice che il 61% degli italiani sarebbe disposto a pagare più tasse se servissero contro i fulmini (lo stesso sondaggio riporta che l’87% degli italiani non è disposto a pagare ulteriori tasse e il 64% pagherebbe più tasse se venissero reinvestite entro 100 metri da casa sua).

Poi un bel giorno i fulmini passano di moda (arriva il Natale, o il festival di Sanremo, o gli Stati Uniti invadono un paese, o comincia una nuova Isola dei Famosi). I disegni di legge giacciono in fondo ai cassetti (e comunque non avevano copertura finanziaria), il decreto non viene convertito in legge (o viene convertito con modifiche tali che parla di sovvenzioni alle scuole cattoliche e va a far massa legislativa), le associazioni delle famiglie delle vittime vanno a lamentarsi nei talk show di televisioni sempre più locali.

Infine i fulmini vanno a far compagna a: cani mordaci, malasanità, sassi dai cavalcavia, malavita albanese, incidenti ferroviari, terrorismo islamico, incidenti stradali (del sabato sera), contraffazione commerciale, pedofili, criminalità, contrabbando pugliese, tifoserie violente, ecc.

 

PS: i numeri sui fulmini sono veri, ma se volete montare il caso-fulmini dovete tacere che la maggior parte dei fulmini cade nella zona equatoriale, che i morti per fulmini in Italia erano 40-45 l’anno all’inizio degli anni ’70 e sono 7-10 ora. Che 600 morti in trent’anni statisticamente spariscono rispetto per esempio ai morti sul lavoro (486 nel 2002, 519 nel 2003, 506 nel 2004, dati Inail quindi solo per i lavoratori regolari), come già facevano i morti per cani mordaci, malasanità, ecc.

martedì, 06 novembre 2007

 

Consigli da esperto

– Come badante?

– Come badanti sono adatte le ucraine.

– E i filippini?

– Troppo piccoli per maneggiare i malati, però vanno bene per le pulizie.

– Io so di un filippino che lavora in un ristorante.

– Vabbè, i casi singoli non fanno testo. A proposito di ristoranti un sacco di pizzaioli sono egiziani.

– E per cosa sono buoni gli zingari?

– Gli zingari sanno solo rubare e rapire i bambini per mendicare.

– A proposito di bambini, e per i bambini cosa mi consigli?

– Terranova e golden retriever.

 

 

Prima di dire alcunché

Prima di dire alcunché mi pare il caso di copia/incollare dallo Zingarelli:

razzismo
[fr. racisme, da race ‘razza’, col suff. -isme ‘-ismo’; 1935]
s. m.
1 Ideologia che, in base a un’arbitraria gerarchia tra le popolazioni umane, attribuisce superiori qualità biologiche e culturali a una razza, affermando le necessità di conservarla pura e legittimando discriminazioni e persecuzioni nei confronti delle altre razze considerate inferiori.
2 (est.) Atteggiamento di disprezzo e intolleranza verso determinati individui o gruppi, basato su pregiudizi sociali radicati.

domenica, 04 novembre 2007

 

Ammuina sui romeni

La questione del giorno, la “emergenza romeni”, dà così tanti spunti importanti che ho deciso di farne punti diversi, ciascuno dal punto di vista di uno dei miei amici (talvolta interpretandolo, lo ammetto).

 

Indio

è colpa di Prodi: li ha chiamati con miraggi di benessere e di ricchezza, e sono venuti in centinaia di migliaia, soprattutto malviventi. Quelli onesti sono rimasti a casa, da noi sono arrivati i banditi.

Dovrebbero rimandarli tutti a casa loro e chiudere le frontiere.

 

Formica

è successo a Roma, ed è da colpire Veltroni (sindaco di Roma) in quanto leader del maggior partito del centrosinistra. è una campagna elettorale violenta, che attacca l’avversario strumentalizzando un episodio gravissimo, ma di cui a nessuno frega niente, l’importante è farsi fotografare (ora) mentre si visitano i luoghi del degrado.

 

Ugola

Quando Beppe Grillo parlava male dei politici il signor Mauro Mazza, direttore del TG2, lo attaccò come “cattivo maestro” che indicava i bersagli ai terroristi. Ora il signor Mauro Mazza si sente il mandante delle squadracce che ammazzano di botte i passanti solo perché romeni? Non passa giorno che il suo tiggì non riporti un’aggressione, una rapina, un qualcosa commesso da romeni.

Indio: non dovrebbe raccontarlo?

Il signor Mazza sceglie (come tutti i giornalisti) cosa e come raccontare. Per fare un esempio il TG2 delle tredici di oggi ha fatto ampio resoconto del Premio Acqui: premio come ce ne sono centinaia in Italia ma che questa volta ha avuto il merito di premiare tra gli altri (guardacaso) il signor Mazza (piccola umana vanità). Per dire, non ha parlato della guerra del Darfur, di quella in Afghanistan, di quella in Iraq, ecc. (e dire che tra l’altro oggi era la giornata delle Forze Armate, quindi c’era anche l’occasione). C’è una campagna razzista contro i romeni.

 

Zinga

I sentimenti razzisti verso i romeni (che seguono quelli verso i meridionali, i marocchini, gli albanesi, ecc. tanto per parlare delle ondate più recenti) sono principalmente un equivoco: ci si confonde tra romeni e rom (che se diciamo zingari siamo più chiari), mentre sono due cose diverse. L’odio verso gli zingari è cosa antica, e si salda al destino di migliaia e migliaia di rom (o zingari) nei campi di sterminio nazisti; mentre, per dire, i romeni erano alleati dei tedeschi e degli italiani.

mercoledì, 31 ottobre 2007

 

Vedovo volontario

Vanno dal divertito allo scandalizzato le reazioni alla notizia del tizio che ha ammazzato la moglie e ne riscuote la pensione di reversibilità.

– In America non sarebbe mai successo!

– Perché no, l’uxoricidio fa parte della normalità della Famiglia Tradizionale.

– È un buco nella legge, dovrebbero fare un decreto subito.

– Sì, così sistemano anche la questione per i conviventi.

– I conviventi, se vogliono la reversibilità, basta che si sposino.

– E i finocchi?

– (con malizia) Cazzi loro! (risata)

– Il fatto è che i parenti di lei vogliono tutti i soldi con la scusa del figlio.

– I bambini hanno sempre la peggio.

– Veramente la peggio l’ha avuta lei.

E così via.

Non so se troverete spunti di riflessione. Se sì, pensateci.

martedì, 30 ottobre 2007

 

Neocon-fusionari

Avete presente la pubblicità del neonato gay della Regione Toscana?

Noi non abbiamo capito cosa vuol dire.

Secondo Indio vuol dire che l’omosessualità “è una specie di malattia, di menomazione, e bisogna avere pazienza con chi (poveretto) nasce frocio”.

L’alternativa è che si sia gay per scelta. E allora? Sarebbe una colpa?

Supponiamo una fotografia con una persona adulta e la scritta “Ha deciso a sedici anni di essere omosessuale”. Embè?

Pare che il manifesto si allinei alla posizione della Chiesa Cattolica, per cui essere omosessuali non è peccato (purché non si eserciti) proprio perché non è una scelta.

Pensavamo che la Toscana fosse una regione di sinistra, progressista, e invece scopriamo che è “neocon”.

liczin | 17:37 | commenti
 

 

Fummo di Londra

I corrispondenti dei telegiornali Rai da Londra fanno le loro corrispondenze per la strada, con pioggia, sole o vento. Non dico affittargli uno studio, e neanche una scrivania davanti a una gigantografia della città, ma almeno un ombrello glielo potrebbero spedire.

 

PS: Il titolo di questo post non si giustifica, ma mi piaceva il gioco di parole.

liczin | 13:33 | commenti

venerdì, 26 ottobre 2007

 

Lettera nella tempesta

Si dice che i topi scappino dalla nave presentendo il naufragio.

Se sono i topi a tappare i buchi nello scafo, è ovvio che quando scappano la nave affondi: non sono preveggenti, ma causa del naufragio.

 

Lamberto Dini si affranca dalla maggioranza e si mette in posizione intermedia: i tre senatori LD vanno a fare il centesimo ago della bilancia.

Egli si giustifica dicendo che la situazione è mutata, essendo che è stato eletto nella Margherita e che la Margherita non esiste più.

 

Egregio onorevole Dini, in quanto parlamentare Lei è stato eletto dall’intero corpo elettorale italiano, come ciascuno dei suoi colleghi, e rappresenta l’intera Nazione. Supponevo che un politico professionista come Lei questo dovesse saperlo.

Se vogliamo ignorare questo dovremmo considerare se Lei è stato eletto in un collegio maggioritario (come credo), ricevendo quindi anche i voti degli altri partiti della coalizione che La sosteneva, oppure in quota proporzionale, nel qual caso dovrebbe comunque tenere conto che il progetto della creazione del Partito Democratico, al tempo della Sua elezione in Parlamento, era già avviato e il Suo elettore (che immagino Lei non consideri uno sprovveduto) ne era pienamente al corrente; anzi dovrebbe chiedersi se non si sia deciso a votarLa proprio per questa prospettiva.

Qualora Lei comunque si sentisse delegittimato nella Sua posizione, dato che è stato eletto come membro di una coalizione di cui non si sente più parte, da elettori che credevano appoggiasse il governo Prodi, l’unico provvedimento dignitoso da parte Sua sarebbero le dimissioni da Senatore: qualunque altra azione sarebbe una manovra da democristiani da barzelletta, poltronari e intrallazzoni, simbolo di una prima repubblica che mal si concilia con il “rinnovamento” del suo nuovo partito.

 

 

Chiesa e Repubblica

In due parole: il quotidiano Repubblica fa una ricerca su quanti soldi costa la Chiesa Cattolica allo Stato Italiano direttamente o indirettamente, e pubblica una serie di articoli. I vescovi italiani sbottano per voce del loro organo Avvenire, e dicono “Basta! Finiamola!” Il direttore di Repubblica risponde: “Finiamola lo dicano a qualcun altro, noi continuiamo quanto ci pare.”

(Qui ci starebbe bene “è la stampa, bellezza!”)

Fantastica intervista ierisera al TG1 all’ex portavoce vaticano Navarro Vals (ex ma sempre presente, del resto è così bravo che lo assumerei anch’io): la tesi che si è trovato a sostenere è “In Italia ‘finiamola’ non è mai una fine, ma un inizio”; non ci credeva lui e lo lasciava trasparire, e si vedeva che non pretendeva che ci credesse nessuno. Un esempio per tutti: non prende in giro la gente dicendo evidenti fesserie con la faccia seria, dice un’evidente fesseria con complicità: non tratta il popolo da scemo ma da pari a pari. (Resta il fatto che è un’evidente fesseria.)

La Chiesa poteva facilmente troncare la questione molto prima semplicemente pubblicando i propri conti. Intimare a dei giornalisti di interrompere un’inchiesta è ingenuo, molto più efficace è smentirli con dati precisi.

Ci dica la C.E.I. quanti soldi riceve dall’Italia per l’8 per mille, per gli stipendi agli insegnanti di religione nominati dai vescovi, per le esenzioni dalle imposte, per i contributi alle scuole private cattoliche, per gli stipendi ai cappellani militari, per restauri ai beni ecclesiastici, per spese di servizi resi al Vaticano (per esempio di Polizia), ecc. (se non la C.E.I. potrebbe dircelo il ministero, magari in risposta ad una qualche interrogazione parlamentare.)

Ci dica la C.E.I. anche come utilizza quei soldi (stipendi, utili d’impresa, spese, ecc.), così tutti vedranno la bontà della gestione e si placherà qualunque polemica.

È con la trasparenza che si battono i giornalisti.

giovedì, 25 ottobre 2007

 

Il tenore, il notaio, il giudice e altri animali

Tra le vicende che non seguo (e sottolineo non) c’è il romanzo d’appendice intitolato “Il testamento del tenore”: romanzetto che già dal titolo sa di insignificante.

Però, pur non seguendo la cosa, mi è giunta la notizia che un magistrato avrebbe aperto un procedimento per “circonvenzione d’incapace” in base all’intervista del notaio su un rotocalco femminile.

A quanto ho capito questo notaio ha dichiarato sul testamento che il morituro L.P. (solo le iniziali per rispetto della privacy del defunto) era capace di intendere e di volere, poi ha dichiarato al giornale che il morituro L.P. (sempre lo stesso, si capisce) non era capace di intendere e di volere. Ora i casi sono due: o si crede a quello che dicono i giornali (e oltre alla circonvenzione d’incapace si indaga il notaio per falso in atto pubblico) o non ci si crede (e forse si farebbe meglio, ha ragione Ugola).

In ogni caso l’Ordine dei Notai secondo me dovrebbe prendere da parte quel tizio e fargli un bel discorsino.

mercoledì, 24 ottobre 2007

 

La società incivile

Quelli che parlano male dei politici (“tutti uguali”, “pensano solo agli affari loro”, “rubano e basta”, ecc.) spesso sono gli stessi che non pagano il biglietto dell’autobus, non rilasciano la ricevuta fiscale e non la richiedono, parcheggiano al posto degli invalidi (magari con un contrassegno preso apposta, sfruttando lo zio zoppo che è a casa sua), rubano la cancelleria in ufficio, intestano l’auto personale alla ditta, denunciano falsi sinistri all’assicurazione, non rispettano la fila, per le pratiche negli uffici pubblici “c’hanno un amico che ci lavora…”, comprano la tesi di laura o la patente, comprano le sigarette di contrabbando, mentono sull’età del figlio per pagare meno in treno, fanno ricorso per un errore formale su un verbale di contravvenzione, buttano i rifiuti dal finestrino, ammirano i furbetti, si dànno malati (o addirittura invalidi) da sani, fanno i certificati di malattia (o addirittura di invalidità) ai sani, fanno dichiarare alla vecchia zia che guidava a 180 Kmh per risparmiare i punti sulla patente, votano chi promette condoni, rubano le lamette al supermercato, parcheggiano in seconda fila, dicono “ben altra è la vera evasione fiscale”, ecc. ecc.

Forse è vero che molti politici sono lontani dalla società civile, ma sono rappresentativi dei moltissimi della società incivile.

 

PS: la frase “la vera evasione non è quella del piccolo artigiano o commerciante” è di tale Guido Beltrame, commercialista di Milano, da una lettera al Sole 24 Ore di inizio ottobre 2007. A lui chiederei: Quanto è disposto a farsi togliere dalle tasche da un ladro prima di considerarlo un furto?

 

 

Fantasia di mocciosi

Sorride Zinga: “Quando si va a vedere l’ennesimo Amleto non lo si fa per sapere come va a finire, ma per goderne l’interpretazione.”

In effetti la fantasia giovanile non si sbizzarrisce nelle scritte sui muri, ma nelle sfumature.

Sull’asfalto di via Bruno Buozzi a Sesto San Giovanni (MI): “Io e te undici metri sopra il cielo” (più del triplo della misura originaria, o forse una suggestione calcistica: “aria di rigore”?); su un muro di Arezzo: “Io e te tre metri sopra il cero” (forse personaggi di pala d’altare).

Una volta mi avrebbero fatto rabbia, oggi mi fanno tenerezza (sto invecchiando…).

 

PS di Frasca: “chi è Lennesi Malmeto?”

martedì, 23 ottobre 2007

 

Partiti personali

Una fotografia di Lamberto Dini con il simbolo del suo nuovo partito (di cui evidentemente si sentiva un gran bisogno).

Se ne parlava (male): tra le altre considerazioni il fatto che l’onorevole Dini è proprio brutto e che ha scelto per il suo partito un nome (non mi ricordo quale, credo una cosa tipo “LiberalDemocratici per il rinnovamento”) che gli ha permesso di fare un simbolo con le sue iniziali. (Glisso sul “rinnovamento” che può portare un settantaseienne con il suo curriculum politico.)

Ci siamo allora messi a immaginare nome e simbolo dei partiti “personalizzati” dei vari personaggi politici.

Gianfranco Fini, che ha tra i temi della sua propaganda sicurezza e tasse si potrebbe suggerire “Gendarmi e Fisco”, la più familiare “Guardia e Finanza” potrebbe intimorire gli elettori evasori fiscali che sono una percentuale appetibile. (Da evitare la possibile “Gioventù Fascista”.)

Silvio Berlusconi, difficile: la S porterebbe a Socialismo (e in effetti Berlusconi era amico intimo di Bettino Craxi) ma nonostante la deriva craxiana ancora c’è chi si ricorda che gli ideali socialisti sono di sinistra; Sinistra è un’altra S pericolosa. Alla fine non s’è trovato di meglio di formule augurali tipo “Salute e Benessere” (che pare un rotocalco) e la conclusione è che l’unico nome veramente adatto per il partito di Berlusconi è “Silvio Berlusconi”.

Massimo D’Alema si può produrre in un semplice ed elegante Movimento Democratico, se si schiva l’apostrofo, altrimenti diventa un “Movimento D’Azione” che unisce il MSI e il Partito d’Azione: da evitare. Da evitare anche “Mano Destra”.

Romano Prodi: è saltato fuori un bizzarro “Republican Party” (pare che le iniziali portino facilmente all’opposto dell’indirizzo politico, questo sarebbe inquietante per Dini). Si è cercato di rimediargli un “Rinascita Popolare” di poca presa (ma d’altra parte anche il Prodi non è così energetico).

Umberto Bossi: anche per lui l’idea più immediata è oppositiva U come Unione e Unità; magari si riesce ad adattare come “Unità Bergamasca”.

Pierferdinando Casini: fin troppo facile “Partito Cattolicissimo”, “Papa e Chiesa”, “Popolo Cristiano”: peccato che però confligga pericolosamente col “Partito Comunista”…

Rocco Buttiglione: tutte idee poco benevole “Ritorno dei Baciapile”, “Rivincita Beghina”, “Rifondazione Bigotta”.

Rosy Bindi: stesse iniziali di Buttiglione, sarà un segno?

Clemente Mastella potrebbe contare su un bel “Cattolici Moderati”, e perché no “Centro Misurato” o “Cristiani di Mezzo”. Albertone ha suggerito anche “Comunque Ministri”…

Francesco Storace ha l’infelice coincidenza con le vecchie “Ferrovie dello Stato” (di cui può utilizzare il simbolo dismesso), e la tetra F di Fascismo…

Piero Fassino, altra perniciosa coincidenza: buona la P per un qualsiasi Partito, ma la stessa F di Storace…

Walter Veltroni: seguendo la sua tendenza a voler essere ecumenico e comprendere tutto, dal proletario alla multinazionale, può chiamare il suo partito “Viva Villa!” e usare il simbolo della Volkswagen (che comunque significa “auto del popolo”).

 

A volte ci divertiamo con poco.

 

giovedì, 18 ottobre 2007

 

Viva le donne senza veli!

Migliaia di donne, anche in Italia, sono costrette per motivi “religiosi” a mortificare la loro estetica coprendosi la testa con pesanti veli neri, che hanno il solo scopo (dichiarato!) di umiliarle.

Sebbene in nessun testo sacro venga data questa regola, a queste donne viene impedito di mostrare i capelli, e sono costrette a infagottare il loro corpo in vestiti neri, che ne mascherano il corpo, perché in quanto donne sono considerate strumento diabolico di tentazione al maschio, centro della creazione e dell’azione divina.

 

Liberiamo dall’obbligo del velo queste migliaia di donne!

Sciogliamo i capelli alle suore cattoliche!

mercoledì, 17 ottobre 2007

 

Comune nemico

A proposito del Comune di Segrate, in cui un semaforo era tarato per fare multe ingiuste, io solleciterei l’Avvocatura dello Stato a richiedere i danni.

Il Comune raccattava fondi in modo scorretto, dividendo il malloppo con l’impresa appaltatrice (pagata in percentuale sulle multe: scandaloso!). In questo modo ha minato e non poco la fiducia dei cittadini nei confronti dell’autorità pubblica: un danno enorme, devastante. Quei cittadini, traditi dalla pubblica amministrazione, si sentiranno legittimati a considerarla nemica.

Indio la pensa già così, specialmente quando le giunte sono di sinistra; Formica sostiene che gli enti locali finanziariamente sono stati messi in ginocchio dal governo Berlusconi, che ha passato loro spese tagliando i trasferimenti di fondi.

Io ho il dubbio che anche quei pubblici amministratori concepiscano l’autorità pubblica come un nemico dei cittadini.

 

PS: in genere quando si parla di amministratori pubblici si dice di che parte sono: dato che in nessun telegiornale l’ho sentito dire specifico qui che la giunta comunale di Segrate è di centro-destra (in carica dal 2005); il sindaco Alessandrini viene da una lista civica di centro-destra, il consiglio comunale ha una maggioranza di centro-destra (23 su 34, di cui 11 Forza Italia e 7 Alleanza Nazionale).

lunedì, 15 ottobre 2007

 

E la Questura?

Ugola trova tutti i motivi per avere in odio i giornalisti.

“Avete visto il TG1 di sabato sera? Avete seguito quando hanno parlato della manifestazione di AN contro le tasse?”

“Sì, allora?”

“Normalmente in questi casi si dice che c’erano un tot di persone secondo gli organizzatori e un altro tot (in genere una frazione) per la Questura. Un milione anzi trecentomila, oppure centomila anzi duemilacinquecento, ecc.”

“Embè?”

“Tre volte hanno detto che secondo gli organizzatori c’erano cinquecentomila persone. E la Questura?”

Già, direttore, e la Questura?

 

PS: come poscritto a questo post avrei voluto indicare il dato della Questura, ma non l’ho trovato. Vabbè, non era questo il punto del post.

sabato, 13 ottobre 2007

 

Facce ride

“Una mattina, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto. =:-O”

 

Dopo secoli di letteratura, finalmente sono state inventate le faccine 🙂

Quanto sarebbe stato più espressivo il manzoniano “addio ai monti” se guarnito di un bel 😦

E che dire delle generazioni di lettori che non hanno riso con “Tre uomini in barca” per la sola banale mancanza di qualche 😉 ben disposto qua e là? Come facciamo a capire quando Cervantes è serio e quando Svevo è ironico se non ce lo dice una faccina?

Come abbiamo potuto farne a meno finora?

 

dimenticavo

🙂

giovedì, 11 ottobre 2007

 

Peccato originale

Nessuno di noi è teologo, così la domanda di Ugola ci è rimasta aperta: “Cos’è il peccato originale?” (Ugola è l’ateo più curioso di cattolicesimo che io conosca.)

Coscienza di sé, consapevolezza, libero arbitrio, capacità di apprendere, che altro?

Nella Bibbia solo tre persone nascono senza peccato originale: Adamo, Eva e la Madonna: pensare ad Adamo ed Eva senza libero arbitrio crea dei paradossi (come si può compiere un peccato, quello “originale”, senza libero arbitrio?), ugualmente suona stonato pensare che nel disegno divino la madre di Dio sia di nascita senza coscienza di sé o senza qualche caratteristica tipicamente umana.

Mah. Nessuno ha avuto risposte esaurienti: mai un prete quando ce ne vorrebbe uno!

mercoledì, 10 ottobre 2007

 

Un comunista a Confindustria

Luca Cordero di Montezemolo, nel suo ruolo di presidente di Confindustria, si è scagliato con l’attuale legge elettorale: “un’offesa al popolo italiano andare a votare con questa legge”.

La legge elettorale italiana è la n. 270 del 21/12/2005, votata dall’allora maggioranza di centro-destra (c’è ancora l’annuncio trionfale sul sito di Forza Italia) e con cui l’allora governo Berlusconi ha portato gli italiani alle urne (offendendoli, ma all’epoca il Montezemolo non se ne accorse).

 

(ovviamente questo post è solo un esperimento di inserimento dei link, niente di serio…)

lunedì, 08 ottobre 2007

 

In nome della rosa

Perché la Gazzetta dello Sport ha le pagine rosa? Zinga ci ha detto poi che è perché una volta finirono la carta bianca e ripiegarono su quella rosa, che poi mantennero come caratteristica; ma in quel momento Zinga non c’era e nessun altro lo sapeva. Questa domanda però ci ha portato alle squadre “rosa”.

Ai successi della “valanga azzurra” fecero seguito quelli della “valanga rosa”, come se l’azzurro degli sciatori italiani non fosse il colore delle nazionali sportive (“colore scelto in onore dei Savoia” racconta Zinga), ma il colore che distingue i maschietti dalle femminucce.

La nazionale femminile di pallanuoto è detta “sette rosa” (sul conio di quella maschile detta “settebello”).

Un po’ come se gli uomini rappresentassero la nazione intera e le donne rappresentassero solo sé stesse.

 

Come fa Zinga a sapere tutte queste scemenze?

giovedì, 04 ottobre 2007

 

Vi dichiaro marito e vedova

E così è morto.

Lunga e confusa discussione, l’altra sera, sulla notizia del matrimonio dell’agente segreto in coma. Ne sono scaturiti i temi più diversi.

Diritto canonico: argomento di Formica, secondo il diritto canonico il matrimonio è valido, ma non risulta che da un punto di vista civile una persona non cosciente possa contrarre matrimonio. Per lo Stato il matrimonio è valido o no? Il prete è anche ufficiale di stato civile e ha detto di aver “percepito” la volontà. Siamo sul confine del falso in atto pubblico, ma al di qua o al di là?

Reversibilità della pensione: per Indio la famiglia dell’agente merita di ricevere la pensione del militare ferito in servizio e tutti siamo stati d’accordo (cosa rara). Ugola ha obiettato però che anche il bracciante schiacciato dal trattore può avere una famiglia di fatto; e poi che se invece di rimanere in coma moriva sul colpo la “compagna” e i figli ci rimanevano fregati (Ugola è un po’ crudo: ha anche insinuato che in realtà fosse già morto e che fosse una sceneggiata per evitare la figuraccia del morto di Nassirya la cui compagna è stata esclusa dal funerale).

Volontà di sposarsi: si è detto che era sua intenzione sposare la compagna; per Basettoni dopo tutti questi anni e ben tre figli, tanto più uno che fa un mestiere del genere (diciamo pericoloso quasi come il collaudatore di fuochi artificiali e il muratore rumeno al nero), se voleva sposarsi si era già sposato; i parenti dicono che ne parlavano sempre: non riuscivano a mettersi d’accordo sulle bomboniere?

 

 

Troppoeti

Guardando in giro gli altri blog vedo che ce ne sono di molto belli, eleganti. Beh, spero di imparare, per ora questo post ha il solo scopo di metterci una figura e vedere l’effetto che fa.

Per non metterla proprio a caso ho cercato “poeta” su google-immagini e ho preso la prima.

Poeta perché un sacco di blog sono di poesia. Però (almeno in Italia) la poesia è il genere meno venduto nelle librerie (a parte i manuali di tecnica pittorica in braille): la conclusione è che chi scrive poesie non le legge. Vi pare normale?

Per questo l’immagine risulta appropriata.

 

martedì, 02 ottobre 2007

 

Tutti uomini

Liczin è frequentato soprattutto da uomini (nel senso di maschi adulti, non di specie animale, perché per quello d’estate sono di più le zanzare). Le donne sono rare, solo Lisca si fa vedere di tanto in tanto.

Anche di omosessuali per quanto ne so io ce n’è uno solo, ma lui non lo dice e non tutti lo sanno.

Quali siano le cause di questa prevalenza maschile non lo so; quanto agli effetti ho l’impressione che senza donne in giro gli uomini si sentano più liberi di dire quello che pensano (e quindi di dire scemenze).

liczin | 14:48 | commenti

lunedì, 01 ottobre 2007

 

Taccuini troppo belli

A casa ho diversi taccuini molto belli (in genere regali) e molto vuoti. Ho sempre l’impressione di non avere niente di abbastanza bello e interessante da meritarsi quelle copertine lussuose, la carta, la rilegatura. Così rimangono belli e inutili.

Questo blog è un quaderno bello e pubblico (il che è una responsabilità in più). Questi primi post servono solo per sporcarlo volutamente con scemenze per sperimentarne gli strumenti e per svalutarlo abbastanza da sentirmi libero di scriverci.

In più è rassicurante il fatto che nessuno lo legge (non ho detto a persona viva di questo blog).

liczin | 12:45 | commenti (2)

venerdì, 28 settembre 2007

 

 

Questo blog non è un blog.

Questo blog è l’eco dei discorsi fatti da un gruppo di persone, di cui arrivano le idee più interessanti e strane, le battute, le scemenze, le osservazioni, ecc.

Come si dice, chiacchiere, commenti…

Io sono m.

liczin | 20:04 | commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...