gente 9

giovedì, 04 settembre 2008  

Incubi da ritorno

Al ritorno dal viaggio di nozze con la crociera “le Stelle del Mediterraneo” Marco si svegliò con un urlo, balzando sudato dal letto come si vede nei film.

“Che c’è, Marco? Che succede?”

“Un incubo, una visione.”

“Che hai visto?” Sara si allarmò: essendo superstiziosa si immaginò cose da apocalisse sulla loro casa nuova, neanche del tutto finita.

“In Italia…”

“Che hai visto??”

“I ministri.”

postato da liczin | 08:49 | commenti (1)

mercoledì, 30 luglio 2008

 

Formazione e lavoro

L’aspirante soubrette Yvonne (all’anagrafe Santina Addolorata) sa che, in caso di intervista, alla domanda:

“Un tuo pregio e un tuo difetto.”

Va risposto:

“Beh, il pregio è che sono molto sincera (…) il difetto è… che sono molto sincera (…).”

Chè non si dica che l’unica preparazione per quello che fa sono le tette.

postato da liczin | 13:48 | commenti (1)

sabato, 26 luglio 2008

 

Self servi

Il signor Assaturo.

Mentre è a fare benzina gli si avvicina una signora che, con tono fra l’implorante e il vezzoso, gli confessa che è la prima volta che fa il self service e non ha la minima idea di come fare (e lui già capisce dove vuole andare a parare lei).

Il signor Assaturo si gira lento: “Cara signora, sappia che approfittarsi della cortesia delle persone è da stronzi. Sappia che fare il benzinaio gratis alle signore stronze non è la mia aspirazione. Sappia che sono cosciente che la prossima volta sarà punto e daccapo con qualche altro malcapitato troppo gentile. Sappia che se adesso la prendo alla lettera e mi metto a insegnarle davvero (che vuole dire che lo fa lei mentre io, solo parlando, le spiego cosa fare), non sono io a essere scortese ma lei a essere l’ennesima stronza.”

E lei capisce che non è più avvenente abbastanza per abbordare gli uomini al self service.

postato da liczin | 14:34 | commenti (3)

giovedì, 24 luglio 2008

 

Barattolo vuoto

Quando al commendator Troppardi consegnarono il premio “Una vita per il lavoro” disse che si era trattato di uno scambio molto svantaggioso.
postato da liczin | 13:38 | commenti

mercoledì, 23 luglio 2008

 

Storie senza finale

Il signor Oscurio, avendo del tempo libero perché è in ferie ma non si può permettere una vacanza, si è fatto venire qualche curiosità. Si è ricordato di un caso di tentato rapimento di bambino da parte di una giovane zingara, nei pressi di Napoli: un caso che fece scalpore, e causò una reazione violenta della popolazione locale che devastò il campo nomadi nei paraggi. Se ne parlò molto, anche quando giorni dopo ci fu un’altra notizia di tentato rapimento di un bambino da parte di una zingara in Sicilia.

Al signor Oscurio è venuta la curiosità di sapere se la giovane zingara era stata condannata, o come stava andando il processo; ugualmente per l’episodio siciliano voleva sapere come erano andati davvero i fatti; e per le devastazioni al campo nomadi era curioso di sapere se i colpevoli erano stati presi o come stavano andando le indagini.

Si è comprato alcuni quotidiani diversi per alcuni giorni di seguito, ha seguito alcuni quotidiani on line, ha guardato telegiornali e sentito notiziari alla radio: si è così edotto sulle polemiche politiche, le accuse giudiziarie, le novità di svariati casi di cronaca nera, ha scoperto polemiche locali, ha trovato le sette piccole differenze tra l’homepage di Repubblica e quella del Corriere, si è aggiornato sui gossip di “famosi” di cui non conosceva l’esistenza, ha sfogliato “galleries” da guardone di smutandate, ha letto articoli che dicono in mezza pagina quello per cui bastavano dieci parole, ha letto articoli che contraddicevano il titolone, ha saputo tutto (e molto di più) sul calciomercato, ha letto, visto, ascoltato.

Ma di quelle notizie, così importanti che ne aveva parlato tutt’Italia, niente, non una parola.

postato da liczin | 17:10 | commenti (1)

martedì, 22 luglio 2008

 

Disertori di coscienza

Il signor Tosto è stato obiettore di coscienza.

Contrario alla violenza si è rifiutato di fare il militare. E non è che si sia tirato indietro all’ultimo momento, in trincea, col nemico che avanzava: no, l’ha detto subito, e si è fatto la sua corte marziale e il suo carcere militare.

Suo figlio è obiettore di coscienza, ma da medico in un ospedale pubblico.

E il signor Tosto gli dice “Già dovresti ringraziare di non rispondere di interruzione di pubblico servizio. Poi, perché non dirlo prima, che sei obiettore, e lasci il posto “in trincea” a chi fa per intero il servizio per cui lo stato lo paga? Ci sono mille cose da fare in un ospedale.”

Il signor Tosto non capisce: “E poi io da obiettore non pretendevo mica di diventare generale!” il figlio sì.

postato da liczin | 17:32 | commenti (1)

mercoledì, 16 luglio 2008

 

L’amava

La principessa Hùlcera si rivoltò nel cubicolo troppo stretto dell’astronave imperiale, ma delicatamente: l’ex capitano Hamianto (ora ammiraglio) dormiva come un tasso venusiano. Lo guardò con tenerezza: sebbene imbruttito dagli anni e dagli anni-luce lei gli voleva ancora bene, anche se non era ben sicura quanto in questo giocasse l’abitudine e il suo adagiarsi in essa.

Così volle fare una prova: prese il suo gaser dalla fondina e lo puntò sull’ex capitano Hamianto, trasformandolo in sei millesimi di secondo in una pozzanghera sfrigolante.

Per un lungo minuto guardò quello che era stato il capitano Hamianto, poi si rivoltò nel cubicolo e si mise a pensare all’accaduto, finché la colse il sonno.

postato da liczin | 08:34 | commenti (2)

lunedì, 14 luglio 2008

 

Occupato

Dicono che gli amici si vedono nel momento del bisogno. Matuziana invece in quel momento chiude la porta, perché è proprio quando un amico la metterebbe parecchio in imbarazzo.

postato da liczin | 13:45 | commenti

giovedì, 10 luglio 2008

 

Palme

Tommy è su un isola e campa di noci di cocco.

Ma suo zio (lo chiameremo Ernie) abbatte le palme per ingrandirsi la capanna, e lo fa a ritmo di una al giorno.

Tommy gli fa gentilmente sapere che se continua così rimarranno presto senza cibo.

Dopo un po’ anche un altro comincia ad abbattere le palme, il cugino Kevin.

Tommy fa presente le prospettive di fame.

Allora lo zio Ernie dice che è disposto a fare in modo di arrivare a tagliare una palma ogni due giorni nel 2050.

Tommy dice “la metà fra quarantadue anni?! Ma saranno finite molto prima, e saremo tutti morti!”

E poi il cugino Kevin non aderisce: dice “ho appena cominciato, voglio farmi una capanna grande quanto voglio, e con tutti i tronchi che mi pare, come ha fatto Ernie, e come sta facendo tuttora”.

E allora forse anche lo zio Ernie ci ripensa. Mah, per ora soprassediamo. Se ne riparlerà…

Intanto le palme cadono.

postato da liczin | 08:47 | commenti (3)

lunedì, 07 luglio 2008

 

Bimba

La signorina Bimba ha perso il lavoro.

Lo studio è passato di padre in figlio, la riorganizzazione, la cognata, l’amica dell’amico… insomma il risultato è che la signorina Bimba ha perso il lavoro.

“E dove vado a sbattere la testa ora, con una laurea e quarant’anni suonati?

Non posso mica andare a fare le pulizie!”

Eh no, non può.

La laurea (stampata su foglio grande e sotto vetro) in effetti impedisce i movimenti, non le sarebbe facile strizzare lo straccio o salire a spolverare i ripiani alti. E l’età rende difficile abbassarsi a fare consegne o dare ripetizioni, o a fare la badante.

Ma quello che davvero rende impossibile alla signorina Bimba di trovarsi un lavoro come che sia è che un genitore, un marito, una sorella che contribuiscano a mantenerle il tetto, il telefonino e il frigorifero sono sempre a portata di mano. Il più grande ostacolo è che non ha realmente bisogno, la signorina Bimba.

postato da liczin | 18:58 | commenti (1)

venerdì, 04 luglio 2008

 

Parlar chiaro

Il signor Arcangelo non vede l’ora che passi la legge contro le intercettazioni. Non ne può più di parlare in codice di “pacchetti”, “litri di latte”, “etti di prosciutto”, usare sim esotiche, mandare sms con testi idioti in cui conta solo quanti sono i punti esclamativi, dover far perdere tempo ai suoi uomini per portare messaggi e risposte. Come se fossimo cent’anni indietro…

Finalmente si potrà parlare tranquillamente di euro e indirizzi, date, nomi, importi, e si potrà chiamare la merce con il suo nome.

Al signor Arcangelo tutti i trucchetti non sono mai andati a genio: il signor Arcangelo è un uomo d’affari, un uomo “del fare”.

postato da liczin | 16:46 | commenti (1)

giovedì, 03 luglio 2008

 

Repressione alta

Il ragionier Guazzabroda è un tipo piuttosto calmo.

Però per esempio quando vede in televisione gente come Massimo Giletti o Giampiero Mughini o Lucia Annunziata (ecc.) ha il forte impulso non solo di spegnere il televisore, ma anche di staccarlo dalle prese e gettarlo dalla finestra.

Finora è sempre riuscito a sublimare l’impulso riducendolo al cambiare canale o a limitarsi a spegnere la tv, e solo una volta ha gettato il telecomando contro lo schermo (senza conseguenze), ma non è sicuro che riuscirà sempre a dominarsi.

È per questo che cerca di non parcheggiare mai proprio sotto casa.

postato da liczin | 17:40 | commenti

giovedì, 26 giugno 2008

 

Pèè pèè

Alle sette e quaranta di tutti i giorni feriali, sabato compreso, il signor Gottardo Sorbolo dà due colpi di clacson mentre esce dal garage.

Lo fa per:

a) intimidire i pedoni in modo, in pratica, di prendersi di prepotenza una precedenza che non ha;

b) assicurarsi che il suono, amplificato dalla volta del garage, svegli chiunque sia a portata d’orecchio, compresi bambini, metronotte appena addormentati, malati, militari in licenza o semplicemente chi potrebbe dormire un altro po’;

c) dare il via libera alla moglie che lo aspetta per cornificarlo allegramente, con uno diverso per ciascun giorno della settimana, sabato compreso.

 

Io penso che la risposta giusta sia la A (anzi credo che lui non si sia mai posto il problema di chi ha la precedenza), ma tutti quelli coinvolti nel caso B gli augurano che sia anche la C, e glielo augurano tutti i giorni, specialmente il sabato.

postato da liczin | 08:55 | commenti (1)

lunedì, 23 giugno 2008

 

Rinvio al giudizio

Il dottor Franco Mastardo e il dottor Eugenio Palazzari sono stati coinvolti, anni fa, in una storia di mazzette su degli appalti di un ente pubblico di cui erano funzionari. Con una sostanziale differenza: uno dei due era effettivamente colpevole, si è incamerato soldi e regali, l’altro è innocente, coinvolto da testimonianze sbagliate.

Il processo è ancora in corso, e ad ogni rinvio il colpevole esulta di nascosto, perché vede avvicinarsi la meta della prescrizione, ché ha solo da guadagnarci perché è sicuro della condanna. Ma ogni rinvio per l’innocente è una pugnalata, perché non vede l’ora di uscire (pulito) da questa vicenda, perché non sopporta di essere indicato per “quella storia degli appalti”, perché finché non si risolve la questione è sospeso dall’incarico, perché non gli basta di non essere condannato per la prescrizione: vuole essere assolto.

All’ennesimo rinvio l’innocente ha pianto, il colpevole ha brindato.

postato da liczin | 09:20 | commenti

sabato, 21 giugno 2008

 

Protetti dal dio Mercurio

Il signor Bobo Ghislanzoni si faceva fare delle etichette, e siccome le faceva fare a mano in Italia ci faceva scrivere sopra “Made in Italy – fatto a mano”.

Poi le vendeva attaccate a vestiti che si faceva arrivare a un tot al container dal Vietnam, a prezzi da boutique, dicendo “questa non è mica robaccia cinese!”

E non mentiva.

postato da liczin | 21:22 | commenti

venerdì, 20 giugno 2008

 

Obnubilarsi

In un dormiveglia nichilista Mimì non si accontentava delle pecore leopardiane, voleva essere un essere senza mente, il nulla nel cervello, un platelminta, una muffa, un lichene. Accese la televisione su un tiggì mediaset.

postato da liczin | 17:25 | commenti
 

 

Robin rubi rubin

“Tenga pure, signor Hood: ecco il mio borsello. Guardi, le do anche questo bracciale, è d’oro sa? Ah, anche lo stiletto che ho qui nella cintura… no, stia tranquillo, è solo per figura: non è affilato, però è finemente istoriato, e questo in cima al manico è un bel rubino. Ecco, le ho dato tutto, signor Hood.

Adesso, mi perdoni, bisogna che vada ché sono un po’ di fretta. Sa com’è, per rifarmi di questa rapina (mi scusi il termine…) dovrò aumentare un po’ i miei redditi, e ovviamente lo farò aumentando i prezzi, scaricando la perdita sui miei clienti, che la scaricheranno a loro volta fino ai poveracci, che non possono scaricare niente su nessuno. Proprio quei poveracci con cui lei si riempie la bocca, proprio quelli pagheranno questo… prelievo. E il problema lo sa qual è? È che lei questo lo sa, e li inganna per essere popolare.

Io e lei stiamo dalla stessa parte: io derubo i poveracci dei loro soldi, e lei della loro fiducia.

Buona giornata, signor Hood.”

postato da liczin | 16:27 | commenti

giovedì, 19 giugno 2008

 

Lavoro qui

Non c’era giorno che la signorina Giuliantonia Quaglia non tornasse a casa sbuffando “Non ne posso più di quelle teste di cazzo! Io mi licenzio!”

Ma ora che il posto di lavoro è effettivamente a rischio, la signorina Giuliantonia è disperata: troppo vecchia (47 anni) e troppo qualificata per trovare un altro lavoro.

postato da liczin | 09:05 | commenti

lunedì, 16 giugno 2008

 

Molto dopo

Così abituata ai complimenti per le sue poesie al solo fine di portarsela a letto, che con questo tizio che le ha fatto i complimenti per le poesie e non ha cercato di portarsela a letto ha pensato “frocio”.
postato da liczin | 16:40 | commenti

giovedì, 12 giugno 2008

 

IDV

Sparita così.

Senza un ciao, un vaffanculo, un niente.

 

Forse perché aveva le stesse iniziali di Di Pietro?

Guardo la porta vuota, incredulo.

postato da liczin | 13:22 | commenti

mercoledì, 11 giugno 2008

 

Delusa e incazzata

Isa si buttò sul divano, e buttò la moleskine dall’altra parte della stanza.

Non era la prima volta che qualcuno le faceva i complimenti per le poesie solo per portarsela a letto, però ogni volta era una delusione e un’incazzatura.

Perché ogni volta era come sentirsi dire “non vali niente” e lei questo lo sapeva, e cercava solo di dimenticarlo.

Prese il telefono e rimase così, a guardarlo con la testa vuota e gli occhi velati di lacrime, non sapendo chi chiamare.

postato da liczin | 10:11 | commenti (4)

lunedì, 09 giugno 2008

 

Flessibili

“Ricatto occupazionale” è una locuzione che non fa parte del vocabolario del signor Giabba: un vocabolario non troppo esteso, a dire il vero, ma sufficiente a farsi capire.

 

“Io come loro ne trovo mille. E loro lo sanno. E c’hanno bisogno, e non c’hanno scelta. E se poi vogliono andarsene, prego, fuori, che io come loro ne trovo mille.

Intanto di pagare gli straordinari, figuriamoci. Poi dipende: se una mi piace lo sa che se le dico che c’è da fare tardi deve prepararsi a togliersi le mutande… C’era una, per esempio, che era brutta, ma brutta parecchio, però c’aveva una bocca…! E se non ci sanno fare le pago di meno, che tanto pago in contanti e loro firmano, perché è così o niente.

E poi se trovano da andarsene se ne vanno, va bene, che me ne frega, che io ne prendo un’altra, che c’ha bisogno, che ne trovo mille. E poi se dicono qualcosa, a chi credono? a un imprenditore che paga le tasse o a una puttanella che non parla neanche tanto l’italiano?

E se non ci vogliono stare come dico io, io quando le assumevo gli facevo firmare le dimissioni in bianco, capisce, senza la data. Ma poi ora non si può più fare (i comunisti, sa…) ma comunque ci sono questi contratti a tempo, a progetto, roba così. Io faccio contratti a termine, poi li rinnovo, poi aspetto dieci giorni e poi ne rifaccio un altro, e così via.

È che ci vuole la flessibilità… a 90 gradi…!”

 

E ride, lo spregevole signor Giabba. Ride una risata fragorosa ed agghiacciante. Ride.

postato da liczin | 14:11 | commenti (2)

venerdì, 06 giugno 2008

 

Cuori che non dolgono

La signora Italia è sempre in attività.

Potrebbe ritirarsi e vivere di rendita, non tanto per la pensione minima (ovvio), ma per gli affitti dei suoi appartamenti e negozi. Oppure semplicemente a vendere tutto avrebbe soldi abbastanza per altri cent’anni.

Ma si sa, quando uno c’ha il lavoro nel sangue…

Oggi segue le notizie con particolare attenzione perché si parla di prostituzione e a lei se le tolgono il giro di ragazze si sente rovinata.

Ma il suo avvocato dottor Asfalto la tranquillizza: si tratta di decoro pubblico, quindi di ciò che si vede, non dello “sporco sotto il tappeto”. Le sue ragazze arrivano in treno, si prostituiscono in linde stanzette, tengono chiuse le finestre sulla strada principale (come si faceva una volta…). Niente che urti la sensibilità dei bravi cittadini.

postato da liczin | 15:08 | commenti (2)

martedì, 03 giugno 2008

 

Skià della frusta

Il mugik Ivàn conversava col poderoso Gennadi, mentre questi amministrava la giustizia a tratti di frusta.

– Il vecchio Piotr Ilic ha rubato il carro a Vassilij Vassilijev.

– Sì.

Skià

– Ahi! Il vecchio Piotr Ilic è anche lo starosta.

– Già.

Skià

– Ahi! Il vecchio Piotr Ilic, come starosta, avrebbe dovuto condannare il vecchio Piotr Ilic (cioè sé stesso) a restituire il carro.

– Vero.

Skià

– Ahi! Ma non lo ha fatto.

– Ovvio.

Skià

– Ahi! Il Tribunale Provinciale ha condannato il villaggio per l’inadempienza dello starosta.

– Giusto.

Skià

– Ahi! Noi mugik ci abbiamo rimesso perché Piotr Ilic ha mantenuto il monopolio dei trasporti.

– Eh sì.

Skià

– Ahi! E ora prendiamo le frustate della condanna.

– Qualcosa da ridire?

Skià

– No, no, era così, tanto per chiarezza.

Skià

– Ahi!

postato da liczin | 15:40 | commenti (1)
 

 

Federalissimo

L’ingegner Alvise Maria Ambrogiazzi è favorevole al federalismo fiscale, perché ha capito che vuol dire che i soldi delle sue tasse si allontanano il meno possibile da lui.

Per ora ha adottato una sorta di federalismo fiscale faidate, per cui i soldi delle sue tasse non li fa neanche uscire dalle tasche.

postato da liczin | 10:09 | commenti (1)

venerdì, 30 maggio 2008

 

Tifo

Al ventiseiesimo della ripresa il signor Ninuzzo Portone non si alzò con gli altri. Improvvisamente aveva visto che la “sua” squadra era una società per azioni quotata in borsa, che i giocatori in campo avrebbero giocato ugualmente con qualunque maglia, e che in fondo a lui che “quella gente” vincesse o perdesse non gliene fregava niente.

E forse neanche a loro.

Rimase lì, seduto e fermo, fino al triplo fischio del novantatreesimo, e anche dopo. Fu tra gli ultimi a lasciare lo stadio.

postato da liczin | 11:02 | commenti (2)

mercoledì, 28 maggio 2008

 

Strani mestieri

Quando uno fa un mestiere del genere non è che tutte le ciambelle gli riescano col buco.

Quando sviluppi personalità per androidi della quarta generazione non è che tutte vengano buone.

Così il dottor Baltizan aveva un cassetto pieno di personalità che mai la Electman Inc. avrebbe installato in un androide e mandato in giro.

Piastre di scarto che ogni tanto il dottor Baltizan si rigirava tra le mani, come se andasse a trovare dei vecchi amici un po’ strani. Il professor Penzacchioni, reso sordo dal proprio egoismometro; il commendator Bibi, che voleva brevettare la primavera; la signora Gertalda, che andava in bicicletta sul marciapiede perché “la strada è troppo pericolosa”; l’aspirante conduttore Umbolo; l’imitatore che non si ricordava più la sua voce; la dottoressa Jannachinelli Belterame Singullo; il pilota motociclista cieco; la soubrette bellissima ma con quattro braccia; il ragionier Nerelli, che credeva di essere il messia e faceva i miracoli davvero; l’assassino innocente e molti, molti altri.

E un giorno trovò la sua di piastre, quella del dottor Baltizan che sviluppava personalità, e la buttò con le altre nel cassetto.

postato da liczin | 18:34 | commenti (2)

lunedì, 26 maggio 2008

 

Upgrade

Esterno giorno: siamo io, “Robinùd”, “Mazzaferrata” e Ugo detto “Abbaino magico” col cane, seduti sugli scalini della chiesa con un gelato e un succo di frutta a parlare del nostro futuro professionale.

La nostra carriera di topi d’appartamento è a una svolta.

“Hai sentito? Un altro stanotte a Fucecchio, vicino a Firenze.”

“Eh sì, le cose non sono più come una volta: ora tocca portare le pistole, quelle vere. E sparare per primi.”

postato da liczin | 09:55 | commenti (3)

venerdì, 23 maggio 2008

 

Ritrattista

Era un pittore che amava fare ritratti, ma a modo suo. Cambiava i tratti, la forma del viso, il colore degli occhi, il taglio della bocca, i capelli, lo sfondo, le linee, le ombre, tutto. E però il ritratto risultava somigliante più di una fotografia.

Perché a volte la realtà si vede meglio se attraverso la fantasia.

postato da liczin | 13:45 | commenti (2)
 

 

Spin off del blog

In via del tutto sperimentale, poi si vedrà, ho creato quest’altro blog per la serie dei “compagni di scuola”, per non creare confusione coi post di qui. Non sono sicuro di riuscire a gestire due blog. Mah.

Intanto “spin off del blog liczin” mi pare una buffa serie di monosillabi che finiscono in consonante.

postato da liczin | 13:08 | commenti (3)
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