gente 6

martedì, 21 aprile 2009  

Liz

Dietro il vetro sporco della finestra la signora Liz guardava con sguardo scuro oltre le chiazze di luce che i lampioni lasciavano cadere sulla strada lucida.

Ancora non sapeva se sperava di più di veder tornare il marito o la notizia della sua morte atroce.

Quanto bisogna sanguinare perché esca abbastanza amore da lasciar posto alla rabbia?

postato da liczin | 09:24 | commenti (1)

lunedì, 20 aprile 2009

 

Tecniche di sopravvivenza

La signorina Clitumnia piange.

Si racconta d’essere vittima, e si crede.

Ci sarebbe difficile sopravvivere se non credessimo alle bugie che ci raccontiamo.

postato da liczin | 10:47 | commenti (1)

domenica, 19 aprile 2009

 

Tradimento in bianco

Il signor Wolfandro non aveva mai tradito la compagna: la moglie, e neanche una fidanzata.

Questa volta aveva incontrato questa donna che gli aveva un po’ cambiato la vita, la testa, il cuore.

Aveva deciso, non senza travaglio, di andarci a letto. Aveva tutto pronto, prenotazioni, fazzolettini di carta, slip comprati apposta, tre pacchetti di preservativi (meglio abbondare), tutta una serie di tachicardie e sporche bugie con la povera moglie. In preda all’eccitazione si era pure masturbato in due fazzoletti per “darsi una calmata”.

Però mentre era lì in attesa in preda all’agitazione gli arriva un sms da “fax” (il falso nome memorizzato sul cellulare) che non voleva più saperne di lui.

Wolfandro resta lì, col cuore spezzato da “fax” e con i sensi di colpa per aver tradito la moglie (coi due fazzoletti e le bugie).

postato da liczin | 21:12 | commenti (1)

mercoledì, 15 aprile 2009

 

Facile

La mattina dopo la signorina Guendalina pensò che era proprio una ragazza facile: era bastato che un bell’uomo distinto intelligente e spiritoso le facesse la corte coprendola d’attenzioni e di affetto per appena sei anni e mezzo e lei… plaf!… s’era concessa!

postato da liczin | 23:41 | commenti (3)

lunedì, 13 aprile 2009

 

Puzzle

Il signor Gualfredo non lo sapeva di avere un buco nel cuore, finché non gli è capitata una donna che aveva precisa la forma di quel buco.

postato da liczin | 12:23 | commenti (2)

sabato, 11 aprile 2009

 

Prospettive

Quando quella mattina gli avevano telefonato i parenti dall’Aquila per dirgli “tutto bene” il signor Paolo capì che non gli era successo niente. Invece loro intendevano che avevano perso tutto, ma erano ancora vivi.

postato da liczin | 19:16 | commenti (3)

martedì, 07 aprile 2009

 

Il termine proprio

“Le tempie grige non mettono al riparo dagli errori adolescenziali.”

Questo pensava il signor Mica mentre aspettava il suo turno.

Aveva creduto di trovare un’amicizia vera e ci si era consegnato mani e piedi, senza riserve e senza segreti, a cuore aperto.

Aveva sbagliato.

“Ben mi sta.” pensò.

Poi si avvicinò al bancone: “Mi dia del salame.”

(Ma voleva dire “coglione”.)

postato da liczin | 10:13 | commenti (5)

sabato, 04 aprile 2009

 

Il signor Patrik

sembra fiero di essere albanese. Toh, guarda, ha chiamato la sua ditta Albania, e l’ha scritto bello grosso sul camioncino, con l’aquila e il fondo rosso.

– E dovrebbe vergognarsi?

– Albania…

– Lei si vergogna di essere italiano?

– No di certo! E lei?

– Beh, se continua così…

postato da liczin | 22:45 | commenti (1)

venerdì, 03 aprile 2009

 

Passa tempi

Alla signora Costanza non era mai piaciuto il gossip, anzi tutt’altro, ma da quando aveva cambiato abitazione per avvicinarsi ai figli e ai nipoti era capitata in un condominio abitato da sessantenni ed oltre, tutti pensionati.

La sua dirimpettaia, la signora Zaira, era invece tutto il suo opposto, amava il gossip e tutte le settimane acquistava i più svariati giornali del genere, e dopo averli letti li metteva in una busta che lasciava sulla porta della signora Costanza. La signora Costanza li snobbò e li buttò nel cassonetto della carta. Poi trovò per le scale la signora Wanda, del terzo piano, che l’invitò alle partite di burraco il venerdì sera , e snobbò anche quell’invito. Ma due giorni dopo, al ritorno dalla spesa, fu il condomino dell’interno 3 (il ragionier Barbazzano) a chiederle che fine avessero fatto i giornali. La signora Costanza rimase stupita che qualcuno sapesse dell’invadenza della vicina, invece con suo sommo stupore scoprì che la busta che le lasciava la vicina dopo la lettura andava lasciata sulla porta di un altro condomino così nel giro di una settimana tutti avevano letto i pettegolezzi e le notiziole e quando si riunivano per le partite di burraco avevano qualcosa di cui parlare invece dei soliti acciacchi e delle solite lamentele sui figli e nipoti.

Da quel giorno la signora Costanza non ha mai mancato alla sua staffetta della busta di giornali, ed aveva anche imparato a sfogliarli velocemente in modo di poter esser preparata a qualche domanda lampo durante le partite di burraco, per lei era un gioco nuovo, ma alla fine la signora Costanza si rese conto che non c’era nulla di male in questo relax per pensionati.

 

(guest star: Pat)

postato da liczin | 18:43 | commenti (1)
 

 

Supplì zio

“Non sarebbe nulla la dieta, il non mangiare supplì: sono mesi che non mangio un supplì. È il non poterlo fare, il divieto.”

Fino al giorno prima la signora Tantala aveva una ciotolina di caramelline sulla scrivania, per i clienti, e non le mangiava; da quando le è espressamente vietato mangiarle sono una visione che la fa contorcere sulla sedia e smaniare.

postato da liczin | 18:21 | commenti (1)
 

 

L’orso Bruno marsicano

La signorina Bice, sempre vissuta a Roma, era oramai sul viale del tramonto con l’età e un po’ anche con l’aspetto ma continuava a chiedersi perché, nonostante fosse stata un donna discreta e anche non cretina, non avesse trovato l’uomo della sua vita.

La signorina Bice lavorava a contatto con il pubblico proveniente da tutte le regioni, spesso notava uomini bellissimi vicino a donne orrende (tralasciava la combinazione opposta), e ciò accadeva soprattutto dal frosinate in giù, come se in alcune zone geografiche d’Italia si badasse più alle doti interiori di una donna che all’aspetto.

Pensò quindi che tutta la sua sfiga fosse dovuta al fatto di vivere in una metropoli, magari fosse vissuta in Abruzzo a quest’ora poteva essere madre di 2 bei ragazzi sposata con un semplice uomo affettuoso magari un po’ orso, un uomo che si chiamasse Bruno (alla signorina Bice il nome Bruno era sempre piaciuto), così mentre usciva dal lavoro fantasticava su un eventuale trasferimento in Abruzzo e sull’ipotetico incontro con il suo orso Bruno marsicano.

 

(guest star: Pat)

postato da liczin | 15:12 | commenti (4)

mercoledì, 01 aprile 2009

 

Gli effetti dell’azione di governo

La signorina Gargotta, impiegata al ministero, si è ossigenata pur di non essere brunetta.

postato da liczin | 17:57 | commenti (1)

lunedì, 30 marzo 2009

 

Distratti 2.0

Quando i carabinieri suonarono alla porta di Agostino “il Cipolla” per arrestarlo in relazione alle rapine ai tabaccai delle ultime settimane, lui rimase di stucco. Non poteva negare, aveva ancora sul cassettone dell’ingresso la maschera da Schifano e la pistola giocattolo, e le stecche di MS.

“Ma come avete fatto a trovarmi così alla svelta?”

“Non avresti dovuto aggiornare in modo così preciso il tuo twitter…”

postato da liczin | 11:17 | commenti (3)

venerdì, 27 marzo 2009

 

Socialciclismo

Il signor Smith porta ad esempio Barack Obama: “è nato nel ghetto e grazie ad una società che riconosce il merito è diventato presidente”.

“È vero. – gli risponde il signor Brown – Solo che nelle gare a squadre di ciclismo il tempo non si prende sul primo della squadra, ma sull’ultimo.”

postato da liczin | 17:00 | commenti (1)

mercoledì, 25 marzo 2009

 

Piano senza casa

Con il “piano casa” il signor Mariotto potrebbe aggiungere al cartone del frigorifero anche una scatola da trenta centimetri (che gli permetterebbe di allungare un po’ le gambe), ma ostruirebbe la bocchetta della fogna (col conseguente rischio di allagamenti del sottopasso). Così il signor Mariotto è indeciso: allungare le gambe o pensare al bene comune?

postato da liczin | 09:26 | commenti (1)

domenica, 22 marzo 2009

 

Vantarsi con gli amici al bar

– Modestamente sono un grande amatore.

– Molte donne?

– Duecentocinquantasei.

– Allora sono più bravo io: una, che non s’è mai annoiata.

postato da liczin | 15:33 | commenti (2)

venerdì, 20 marzo 2009

 

Mesotelioma

Lo chiamavano “Giumella”, chissà mai perché. È morto per l’amianto.

Ai suoi tempi le protezioni erano un paio di guanti di gomma e una mascherina antipolvere, ma nel capannone A c’era un’aria così piena di asbesto che c’è morto anche l’impiegato che ci andava cinque minuti al giorno per prendere le presenze.

È morto cinque anni fa dopo una lunga malattia.

L’azienda ha offerto diecimila euro di indennizzo, poi ventiduemila, poi cinquantamila. Gli eredi hanno sempre rifiutato.

Ora forse c’è un accordo, su una somma molto superiore, ma gli eredi non sono concordi: sono in tre, con coniugi e un totale di otto figli da sistemare.

Forse si continua a mercanteggiare.

postato da liczin | 11:42 | commenti

martedì, 17 marzo 2009

 

Xtreme

Il caporale Capuozzo è tornato da una missione “di pace” in zona di guerra.

Racconta agli amici che in situazioni così estreme si prova una sorta di esaltazione, si percepisce la sensazione forte del pericolo. Dopo emozioni così forti il caporale Capuozzo non riesce più ad apprezzare i piccoli piaceri quotidiani, le risate con gli amici, un buon vino.

L’unica cosa che riesce a smuoverlo dentro è lanciarsi col paracadute, ogni domenica: l’istante in cui i piedi si staccano dall’aereo. Tutto il resto gli sembra un brodino insipido, un quadro scolorito, un suono ovattato.

Come dopo una serata di house in discoteca può sembrare Mozart.

postato da liczin | 16:51 | commenti (1)

lunedì, 16 marzo 2009

 

Un senso unico

Gli enigmisti “professionisti” la chiamano dilogia.

È l’ambiguità di un testo, quando ha un significato ma anche un altro. Per esempio se si dice “si prendono a botte” si può parlare di due che si picchiano, ma anche dei vini; “fan delle veline” può essere un ammiratore di soubrette televisive, ma anche dei modellisti navali.

La signorina Luisa si diverte a scrivere “dilogico”: per esempio se manda una cartolina ad una coppia di amici lei capisce una cosa e lui un’altra. Si diverte così la signorina Luisa.

Senonché, sapendolo, ora il marito tiene in mano ‘sto biglietto “C’è da comprare il latte e il pane” che gli ha lasciato sul frigo, e si interroga “quale sarà il significato nascosto?”

(Il fatto è che non c’è nessun significato nascosto.)

postato da liczin | 16:34 | commenti (1)

domenica, 15 marzo 2009

 

Eros morto

“Dice che l’eros è morto.”

Il signor Verigozzi Walther (con l’acca per ignoranza dell’impiegato all’anagrafe, al tempo) non ha potuto cogliere la maiuscola, ha pensato alla noia matrimoniale, alla routine e bla bla bla.

Quando la moglie Zara gliel’ha detto, la E era maiuscola. Si riferiva a Braghettoni Eros, il suo insegnante di danze latine, nonché amante.

Era Braghettoni Eros a smuoverle gli ormoni, e se un rivolo di sesso arrivava anche a lui, il marito, lo doveva solo all’amante. Ma ovviamente non lo sapeva.

Era quando le cose con l’amante andavano bene che era allegra e affettuosa a casa, e quando andavano male che era scontrosa e con il muso lungo (e il povero Walther pensava fosse il ciclo mestruale, senza notare che non aveva nessuna periodicità…)

Così, ora che Braghettoni Eros era morto (per un banale incidente sul lavoro, che non ha superato il livello della cronaca locale) Zara non ha più voglia.

postato da liczin | 21:59 | commenti (2)

venerdì, 13 marzo 2009

 

Tutta discesa

Karl von Rolandmayer jr. a un certo punto vide che il suo blog aveva un vasto archivio, con anche cose che aveva dimenticato. Pensò che era giunto al punto in cui i post già scritti erano complessivamente migliori dei post da scrivere. Aveva torto, ma si mise quasi tutto il tempo a rileggerli e non pensò più a farne altri. E così ebbe ragione.

postato da liczin | 08:32 | commenti

martedì, 10 marzo 2009

 

Vita dura

La signorina Handels ha un’amica immaginaria che le vuole bene: lo sa, ne è sicura. E questo la conforta.

postato da liczin | 10:25 | commenti (3)

lunedì, 09 marzo 2009

 

Papaya ha ragione

Già è abbastanza difficile sperare che qualcuno trovi le bottiglie che getti. E che quel qualcuno sia una persona giusta per leggere il messaggio che c’hai messo dentro.

Ma che dovrebbe fare il dottor Robinsone, a cui la risacca ogni mattina riporta la bottiglia del giorno precedente?

Si mette sulla spiaggia, il dottor Robinsone, e scrive un altro messaggio. Per non impazzire pensa che ci sia una sirena al largo, che legge i messaggi e gli riporta le bottiglie per farlo continuare.

“Per non impazzire?! – gli dice il tronco di papaya che lui chiama Vincenzo – Ma se pensi questo sei già completamente pazzo!”

postato da liczin | 08:54 | commenti (3)

sabato, 07 marzo 2009

 

Amici?

Animasolitaria72 e Kavia2 sono stati “amici” su Facebook, poi ci sono stati dei problemi tra loro (che pure non si sono mai visti di persona) e ora non sono più “amici”.

Il fatto è che proprio ora dovrebbero essere amici (perché si conoscono meglio) o nemici (perché conoscendosi meglio si odiano: ma si odiano? boh).

Forse è il termine “amici” che svia, forse si dovrebbe usare un’altra parola.

“Barzugli”, “Comunzi”, “Fidessanti”, “Scialmi”…

“Vuoi essere una mia scialma?”

postato da liczin | 11:37 | commenti (2)

venerdì, 06 marzo 2009

 

“Grazie”, lo stesso

Il ragionier Perniciato fa parte della categoria sfigata dei “ragazzi dolci”.

Quando un “ragazzo dolce” incontra una rappresentante della categoria “la più bella della classe” (che si favoleggia ci stia con tutti) lei gli dice “tu non sei come gli altri, tu sei speciale” e non gliela dà.

La prima volta, a sedici-diciassette anni lui le ha detto pure “grazie” (sentendosi morire dentro).

A quaranta il “ragazzo dolce” lo sa benissimo che “la più bella della classe” di turno sta dicendo una balla. Però le dice “grazie” lo stesso, perché è e resta un “ragazzo dolce”.

postato da liczin | 17:27 | commenti (2)
 

 

Mi manchi

“Mi manchi”

gli fa lei.

“Ci mancherebbe…”

dice il tiratore di coltelli.

postato da liczin | 13:11 | commenti (1)
 

 

Certi sentimenti

La principessa Clariccia si affaccia continuamente dalla sua torre nella speranza di vedere in lontananza un messaggero dal principe Obertino. Lo sa bene che con la privatizzazione del servizio la posta non viene più consegnata spesso come prima (non conviene, quindi i telegrammi la domenica, per esempio, non li portano più), eppure spera.

“Eh, anche oggi niente. Mi odia! Non vuole avere più niente a che fare con me!”

La fantesca Margotta cerca parole sagge “C’è una linea sottile tra amore e odio (cita a memoria una vecchia canzone americana), che sono entrambi sentimenti profondi.”

“Dici?”

 

In quello stesso momento, molto distante, il principe Obertino sta facendo il solitario con le carte al computer e tutto quello che sente è un leggero prurito al poplite.

postato da liczin | 09:46 | commenti (1)

giovedì, 05 marzo 2009

 

Sonno tutto sbagliato

Oberto pensò che era strano che dopo essersi ribaltato tutta la notte nel letto con gli occhi spalancati e i pensieri di traverso proprio il suono della sveglia gli facesse sentire le palpebre plumbee.

postato da liczin | 17:36 | commenti (1)

lunedì, 02 marzo 2009

 

Arto fantasma

Il signor Massimo Tontolo pensa ancora “Ora, quando glielo dico”, “Chissà come riderà quando glielo racconto”, “Non vedo l’ora di tornare a casa”, poi però si ricorda di essere vedovo.

Sarà perché la sente ancora così vicina.

Le valigie sono ancora sotto il letto…

postato da liczin | 12:37 | commenti (2)

venerdì, 27 febbraio 2009

 

Biglietto di buongiorno

Il signor Gengello non è un poeta, né ha mai pensato d’esserlo, però dopo aver letto Fosco Maraini (la raccolta “Gnosi delle fànfole”) gli è venuto di lasciare questo biglietto di buongiorno.

 

Quant’è sòllice e dinella la mia nìmbola

fra le traspolanti contri del mattino.

Il volto spiccinato, il guardo pàuso,

la danza festonante dei capelli.

Com’è bòmida, teposa, mansignacca,

fidendo appagnolata in fil di sonno.

La màudo che m’inguaggerisce il cuore

cogli occhi còllici dell’into.

postato da liczin | 09:58 | commenti (2)

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